Grosio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Grosio
comune
Grosio – Stemma Grosio – Bandiera
Grosio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Sondrio-Stemma.png Sondrio
Amministrazione
Sindaco Antonio Pruneri (lista civica) dal 07/06/2009
Territorio
Coordinate 46°18′N 10°17′E / 46.3°N 10.283333°E46.3; 10.283333 (Grosio)Coordinate: 46°18′N 10°17′E / 46.3°N 10.283333°E46.3; 10.283333 (Grosio)
Altitudine 656 m s.l.m.
Superficie 126,92[1] km²
Abitanti 4 437[2] (31-8-2016)
Densità 34,96 ab./km²
Frazioni Lago, Ravoledo, Tiolo, Vernuga
Comuni confinanti Grosotto, Monno (BS), Poschiavo (CH-GR), Sondalo, Valdidentro, Valdisotto, Vezza d'Oglio (BS)
Altre informazioni
Cod. postale 23033
Prefisso 0342
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 014033
Cod. catastale E200
Targa SO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Grosini
Patrono san Giuseppe
Giorno festivo 19 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Grosio
Grosio
Grosio – Mappa
Posizione del comune di Grosio nella provincia di Sondrio
Sito istituzionale

Grosio (Gròos in dialetto valtellinese[3]) è un comune italiano di 4.437 abitanti della provincia di Sondrio, in Lombardia, che fa parte della Comunità Montana della Valtellina di Tirano. Si tratta di un antico borgo nel quale sono presenti diverse testimonianze artistiche, storiche ed archeologiche tra le più interessanti a livello provinciale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il popolamento nella zona risale all'età del bronzo ed è testimoniato dal maggior monumento archeologico valtellinese: la Rupe Magna. Come nella più famosa e vicina Valcamonica anche qui troviamo delle incisioni rupestri.

Durante il medioevo il paese fu feudo dei Venosta. Testimonianze di questo periodo sono i due castelli che sovrastano l'abitato, il primo di fondazione vescovile, detto di San Faustino, il secondo detto castello nuovo o dei Visconti che risale invece al periodo delle lotte tra guelfi e ghibellini.

Durante il seicento il paese ebbe frequenti contatti con la Repubblica di Venezia. Molti grosini si recavano nella Serenissima per lavoro o come soldati. Il costume tipico del paese, diverso dagli altri della zona, viene fatto risalire a questo periodo e a questi contatti. Secondo le leggende (non confermate però da documenti d'archivio) deriverebbe da quello di schiave circasse, balcaniche od ottomane, comperate e poi sposate dagli abitanti di Grosio che si erano trasferiti come emigranti a Venezia. A queste origini risalirebbe anche il costume tipico delle donne, "costume tipico dai colori vivaci, dalle scollature profonde, dai gioielli, dai fiocchi di seta e dai cappelli con piume di struzzo",[4] che molte grosine anziane continuano a indossare. Questa tenuta è arricchita da peculiari orecchini, detti in lingua locale urecìn di bròchi, "orecchini d'oro, ad anello con una borchia, che vengono portati dalle donne di Grosio. Possono essere lisci o in filigrana e, fino agli inizi di questo secolo [XX], provenivano direttamente da Venezia. Alla lettera"orecchini con le bullette", detti anche urecìn cun la bròca".[5]

Un'importante testimonianza artistica è la villa Visconti Venosta, ora sede del museo comunale. Nel cinquecento Grosio diede anche i natali ad uno dei più noti pittori locali, Cipriano Valorsa. Altri personaggi di origine grosina furono Emilio Visconti-Venosta, ministro degli esteri del Regno d'Italia e suo fratello Giovanni, autore di Ricordi di gioventù e del poemetto satirico Il prode Anselmo. Nella storia di Grosio va anche ricordata la famosa fonderia di campane "Giorgio Pruneri", La fonderia Pruneri operò ininterrottamente dal 1822 al 1915 e dal 1949 al 1956, salvo l'apertura straordinaria del 1926 in occasione della fusione del Monumento ai Caduti di Grosio. Di questa rimane in paese la via intitolata al fonditore e le meravigliose campane della Prepositurale, oltre a molti altri concerti nel comune, in Italia e nel mondo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Parco delle Incisioni rupestri

Chiesa San Giorgio

Villa Visconti-Venosta

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del XIX secolo, Grosio diede spazio all'allevamento del baco da seta. Nel 1871 alcuni locali della villa Visconti Venosta furono destinati alla bachicoltura, ma gli elevati costi di mantenimento dell'attività determinarono presto la cessazione di questa pratica, che avvenne nel 1876.[6]

L'artigianato locale è incentrato sull'arte del merletto che si può ammirare nei costumi tradizionali, oltreché nella lavorazione del peltro finalizzata alla produzione di oggetti artistici, monili, trofei, vassoi e piatti.[7]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

La città di Grosio è gemellata con[8]:

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ tuttitalia.it
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2016.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 318.
  4. ^ La storia delle "donne veneziane", in Il Giorno, 22/05/2007.
  5. ^ Gabriele Antonioli, Remo Bracchi, Dizionario etimologico grosino, Grosio, Biblioteca comunale Museo del costume di Grosio, 1995, p. 933.
  6. ^ La seta. Coltura del gelso e allevamento dei bachi, in Il Giorno, 22/05/2007.
  7. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 12,14.
  8. ^ Atto di gemellaggio, Comune di Lastra a Signa. URL consultato il 5 maggio 2012.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN130617177 · GND: (DE4254706-4
Lombardia Portale Lombardia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di lombardia