Valfurva

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Valfurva
comune
Valfurva – Stemma Valfurva – Bandiera
Valfurva – Veduta
Santa Caterina - Panorama notturno invernale
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Sondrio-Stemma.png Sondrio
Amministrazione
Sindaco Angelo Cacciotto (Forba) dal 12-06-2017
Territorio
Coordinate 46°27′N 10°25′E / 46.45°N 10.416667°E46.45; 10.416667 (Valfurva)Coordinate: 46°27′N 10°25′E / 46.45°N 10.416667°E46.45; 10.416667 (Valfurva)
Altitudine 1 339 m s.l.m.
Superficie 215,02[1] km²
Abitanti 2 638[2] (31-8-2016)
Densità 12,27 ab./km²
Frazioni Madonna dei Monti, San Gottardo, San Nicolò, Sant'Antonio, Santa Caterina, Teregua, Uzza, Cadalberto, Canareglia, Fantelle, Niblogo, Plazzanecco, Plazzola, San Gottardo,
Comuni confinanti Bormio, Martello (BZ), Peio (TN), Ponte di Legno (BS), Sondalo, Stelvio (BZ), Valdisotto
Altre informazioni
Cod. postale 23030
Prefisso 0342
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 014073
Cod. catastale L576
Targa SO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Furich - forbasch
Patrono S.Nicolò - S. Antonio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Valfurva
Valfurva
Valfurva – Mappa
Posizione del comune di Valfurva nella provincia di Sondrio
Sito istituzionale

Valfurva (Valforba in dialetto valtellinese) è un comune italiano di 2.638 abitanti della provincia di Sondrio, in Lombardia. Si tratta di un comune sparso con sede nella frazione di San Nicolò. Fa parte della Comunità montana Alta Valtellina ed è il comune più orientale della provincia, nel cuore del Parco nazionale dello Stelvio.

A oriente di Bormio si apre la Valfurva, percorsa dal Frodolfo e ricca di boschi e di acque. A Santa Caterina confluisce da sud la Val di Gavia, mentre a oriente appare il grandioso anfiteatro di vette, tutte oltre i 3.500 m s.l.m., che dal Tresero al Cevedale racchiude il più esteso ghiacciaio delle Alpi italiane, il ghiacciaio dei Forni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel XIV e XV sec. Valfurva costituisce un importante punto di transito che, attraverso la valle del Gavia, mette in comunicazione la Repubblica di Venezia e la Contea di Bormio, favorendo così lo sviluppo di proficui rapporti commerciali.

Nel corso dei secoli Valfurva segue la storia e il destino della Magnifica Terra, la piccola repubblica autonoma di Bormio che ha saputo mantenere e accrescere nei secoli una fiorente attività commerciale.

Santa Caterina Valfurva diventa una famosa località termale a partire dal XVII sec. grazie alle fonti di acqua ferruginosa scoperte nel 1698 dal parroco don Baldassare Bellotti.

Le sorgenti che sgorgano dal sottosuolo sono due: la sorgente di acqua solforosa, ricca di zolfo, e la sorgente di akua forta, impregnata di ferro e dal sapore acidulo e piccante.

Si tratta di un’acqua dalle notevoli proprietà terapeutiche la cui fama supera ben presto i confini della valle; in numerosi accorrono dai passi Mortirolo e Gavia, soprattutto nobili e aristocratici che giungono in valle a bordo di diligenze.

Lentamente il paese comincia a trasformarsi e diventare più ospitale; la sorgente viene abbellita e per proteggerla viene costruito un insolito padiglione di legno in stile gotico, un’opera unica e molto diversa dalle tipiche costruzioni montane.

Nel 1835 viene aperto a Santa Caterina Valfurva un vero e proprio stabilimento per l’imbottigliamento della prodigiosa akua forta, che diventa tanto famosa da essere esportata anche all’estero.

Durante gli anni che dividono la Prima e la Seconda Guerra Mondiale il turismo termale subisce un forte calo; i bellissimi padiglioni della fonte, ampliati all’inizio del XX sec., vengono convertiti in essiccatoi di torba e definitivamente demoliti nel 1952, dopo aver subito gravi danni.

L’akua forta perde prestigio e la sua sorgente si estingue progressivamente nelle falde del sottosuolo.

La Valfurva si apre a oriente della conca di Bormio e si addentra per circa 25 chilometri nel gruppo alpino dell’Ortles-Cevedale. L’antico nome del paese di S. Antonio, Furva o Furvaplana, si estese fino a definire e identificare tutta la vallata. Una singolarità della Valfurva è proprio l’abbandono di alcuni antichi toponimi per assumere il nome del santo titolare della chiesa: infatti, allo stesso modo di S. Antonio che perse il nome di Furva, Flodraglio si chiamò S. Nicolò, Zurdo divenne S. Gottardo e Magliavacca S. Caterina. I piccoli agglomerati di case sparse sulle pendici della Reit, un tempo dette genericamente i Mont, hanno costituito la parrocchia intitolata alla Vergine del Carmine ed hanno assunto il nome di Madonna dei Monti. Tutte la contrade della vallata costituivano anticamente la cura di Furva che si distaccò, di fatto nel 1379, dalla chiesa plebana di Bormio, avviando il processo di frazionamento dell’antica pieve. Preziose opere d’arte sono conservate nei piccoli oratori edificati in ogni villaggio, ma, ad essi, i valligiani vollero aggiungere nel XVIII secolo, poco oltre l’imbocco della valle, un singolare santuario intitolato alla Madonna della Misericordia. L’edificio poligonale barocco contiene un’edicola cinquecentesca raffigurante la Vergine che allatta; l’immagine, assai diffusa prima del concilio di Trento conclusosi nel 1563, fu in seguito rappresentata molto raramente. Una di queste rare immagini appare sulla facciata della chiesa, opera del pittore valligiano Giovanni Noale. Nelle istituzioni della Communitas Burmii, in particolare nel consiglio “seduto”, la Valfurva, come le altre due valli che confluiscono verso la Terra Mastra di Bormio, aveva due consiglieri dei sedici complessivi. Dopo la fine del dominio grigione, nel 1797, seguì le sorti del Contado ed entrò a far parte della Lombardia. Nel 1816, dopo una prima divisione della vallata in due distinti comuni, si accorparono tutte le contrade nell’unico comune di Valfurva, come già erano riunite nell’antico regime. Tra le attività economiche, alle tradizionali legate all’agricoltura montana, all’allevamento e a uno scarso commercio per la via del Gavia, nella seconda metà del XIX secolo si affiancarono le prime attività turistiche: l’alpinismo e le cure con le salutari acque ferruginose. Il Grand Hotel S. Caterina offrì una comoda base ai primi alpinisti, inglesi e tedeschi soprattutto, che scalarono le affascinanti montagne che coronano la Valfurva, oltrecché essere una comoda e raffinata dimora per le élite che sceglievano le cure con la celeberrime acque. Il turismo, allora agli albori, diverrà poi il settore economico trainante per l’intera vallata, facendo dimenticare un’altra attività complementare all’agricoltura, quella del calzolaio, migrante stagionale nei paesi dell’Italia Settentrionale. Di questa secolare pratica non è rimasto che lo studio del loro caratteristico gergo per i linguisti: al plat di scióbar. Attualmente, all’arrivo della pista Cevedale e a pochi passi da dove sorgeva una volta il vecchio padiglione, è stata terminata la costruzione di un piccolo museo dell’acqua che nella forma ricalca volutamente quello ottocentesco. Al suo interno sorge una fontana con due zampilli per l’akua forta e l’acqua solforosa.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Stemma

Partito nel primo d'argento alla testa di camoscio, strappata, al naturale; nel secondo di verde alla fontana zampillante d'argento

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Valfurva, in particolare nella frazione di San Nicolò, risulta la predominanza quasi totale del cognome "Compagnoni". Al 1º gennaio 2006 la popolazione di Valfurva conta 2.734 abitanti (dati ISTAT). Abitanti censiti[3]

Persone legate a Valfurva[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Santa Caterina Valfurva[modifica | modifica wikitesto]

Santa Caterina è una nota località turistica residenza di Deborah Compagnoni campionessa di sci. Vi si praticano sport invernali come lo sci nordico e di discesa; i percorsi da fare con le ciaspole o con gli sci sono numerosi e immersi in una vegetazione rigogliosa. Alcuni itinerari possono raggiungere i 3000 metri. Gli abitanti sono 250.

Madonna dei Monti[modifica | modifica wikitesto]

Madonna dei Monti (750 abitanti circa) è una frazione ed una parrocchia della Valfurva costituita da nove agglomerati distribuiti su una fascia altitudinale compresa fra i 1400 e i 1700 m, sul solare versante destro orografico della valle, allo sbocco della Val Zebrù. Procedendo dal basso s'incontrano, in successione, le case di Paris, Adam, Plazzòla, Canéreglia, Niblogo, Noàl, Cadalberto, Fantelle, e Plazzanecco, villaggi che mantengono ancor oggi quasi intatte le loro caratteristiche originarie, rivestendo un notevole interesse architettonico ed etnografico.

L'architettura tipica delle antiche dimore di Madonna dei Monti è diversa da quella delle abitazioni di fondovalle in quanto risente di influenze germaniche. Probabilmente questi centri abitati furono costruiti da popolazioni Walser giunte in queste valli alla ricerca di nuove terre da colonizzare, oppure da gruppi di minatori bavaro-tirolesi impegnati nello sfruttamento delle miniere di ferro della Val Zebrù, sfruttate già dal XII secolo.

Elemento costruttivo principale è il legno, materiale di facile utilizzo e impiegato nelle aree dove v'era abbondanza di boschi. Sul fondovalle, nelle case tradizionali, prevale invece l'uso della muratura in pietrame con una matrice costruttiva che si richiama a quella engadinese. L'influenza delle popolazioni di origine retoromancia è evidentissima anche se si è un po' persa la tradizione degli abbellimenti pittorici o a graffito delle facciate.

Sant'Antonio[modifica | modifica wikitesto]

Sant'Antonio (1462 abitanti circa) è una frazione della valle, sede abitativa di uno dei nuclei originari del paese, dove sono attualmente locate le scuole, inoltre vi è presente l'importante chiesetta di Sant. Antonio dove il 17 Gennaio si celebra la famosa festa in suo onore

San Nicolò[modifica | modifica wikitesto]

Uzza[modifica | modifica wikitesto]

A Uzza si presenta in tutta la sua bellezza la chiesa di San Rocco, del XV secolo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale sindaco di Valfurva è Angelo Cacciotto, rimasto in carica dal 2012 al 2017 e nuovamente rieletto fino al 2022.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ tuttitalia.it
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2016.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN237510769
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