Chiesa di Sant'Eufemia (Verona)

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Chiesa di Sant'Eufemia
Santa Eufemia, VR.JPG
La facciata
StatoItalia Italia
RegioneVeneto
LocalitàVerona
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Diocesi Verona
Consacrazione1331
Stile architettonicogotico, rinascimentale, barocco
Inizio costruzione1275
CompletamentoXIV secolo

Coordinate: 45°26′35.4″N 10°59′36.52″E / 45.443167°N 10.993478°E45.443167; 10.993478

La chiesa di Sant'Eufemia è una chiesa di Verona. Di datazione incerta, risale probabilmente all'XI o XII secolo, anche se l'opera fu completata solo nel XIV secolo.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

La facciata della chiesa è stata l'ultima parte completata, costruita in cotto, con due bifore rinascimentali, oggi chiuse. La bifora sinistra è interrotta dalla tomba cinquecentesca di Lavagnoli, mentre una tomba minore è posta sotto la bifora di destra. Il portale è ornato da tre statue, di cui quella centrale rappresenta Sant'Eufemia. Sopra la sua statua è presente il rosone che illumina l'interno della chiesa. Il campanile, sempre in cotto, termina con una pinna acuta, e vi si aprono delle trifore.

La chiesa si presenta internamente con un'unica navata con soffitto con volte a botte. Vi sono in totale quattordici altari laterali. L'altare maggiore è diviso dal resto della chiesa da una volta a crociera, con un grande arco e delle porte laterali. Negli altari ci sono opere, tra gli altri, di Brusasorzi e Giandomenico Cignaroli.

La cappella Spolverini Dal Verme fondata poco dopo il 1390[1] come ricorda Maria Teresa Cuppini: «Il 24 settembre 1390 Nicolò da Ferrara è testimone al contratto tra il monastero e Taddeo Spolverini Dal Verme>> è dedicata agli Angeli. In origine venne offerta all'Arcangelo Raffaele e al Santo Omobono, come ricordano i cicli di affresco.

Nella cappella sono conservati opere pittoriche che risalgono a due distinti periodi XIV e XVI sec. Essi si articolano su vari registri: nel primo in basso si riconoscono le fasi del periodo tardo-trecentesco, mentre nei successivi si identificano interventi riconducibili al 1508 ad opera di Giovan Francesco Caroto (1480-1555) e dedicati all'Arcangelo Raffaele e alle storie di Tobiolo .

Sulla destra sono conservati affreschi dedicati a san Dionigi che sostiene la propria testa con la mano e a San Raffaele (XIV sec.). In alto nel sottarco tra la cappella e la chiesa un'immagine di San Ludovico di Tolosa.

Sulla parasta che separa l'abside dalla campata della cappella, sono dell'inizio del sec. XV il bassorilievo con lo stemma che ricorda il matrimonio tra Jacopo Dal Verme e Cia degli Ubaldini[2].

Sulla parete di sinistra è rappresentata la Madonna con il bambino, essa è in una posizione inconsueta per la cultura veronese, cioè in piedi e circondata da due santi o cavalieri (forse Pietro e Lucchino Dal Verme).

Nelle vicinanze si distingue un frammento commemorativo di tre santi: san Rocco, san Sebastiano e san Lorenzo (XIV sec.).

Nei successivi registri l'intervento del Caroto descrive l'osservanza all'Arcangelo Raffaele, quale tutore di Tobiolo. Nel registro in alto Tobiolo si accomiata dal padre, nel successivo, eviscera un pesce (cuore, cervello e fiele), su suggerimento dell'Arcangelo con il fine di ricavarne dei medicamenti; nell'ultimo ritorna dal padre con la giovane moglie e cura l'adorato genitore con i medicamenti ricavati dal pesce, dalla cecità.

La pala d'altare, dedicata ai tre Arcangeli (Michele, Raffaele, Gabriele), è una copia dell'originale eseguita dal Caroto ed ora conservata nel Museo Civico di Castelvecchio; mentre le due Sante laterali sono Santa Lucia e Santa Apollonia.

L'intervento del Caroto si estende nella volta della cappella dove rimane una sontuosa ornamentazione e al centro dei quattro spicchi si collocano quattro tondi con i busti degli evangelisti.

La pavimentazione della cappella è composta da lapidi sepolcrali delle famiglie nobili locali, collocate in questo angolo storico a seguito di un l'intervento di ammodernamento nel '900 della chiesa stessa.

Fu il mausoleo della famiglia Dal Verme.[3]

Il grande campanile ospita sei campane in scala musicale di Fa3 fuse nel 1886 dalla ditta Cavadini Vr. Un tempo esisteva una rinomata squadra locale che le suonava secondo la tecnica dei concerti di Campane alla veronese. Questi bronzi sostituiscono i 4 precedenti, di epoca barocca.


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Andrea Brugnoli e GM Varanini, Magna Verona vale : studi in onore di Pierpaolo Brugnoli, Verona, 2008, p. 93.
  2. ^ Alberto Maria Sartori-Paolo Milli-Matteo Padovani-Nicola Patria, Sant'Eufemia arte e architettura tra fede e storia, Verona, 2016.
  3. ^ Sant'Eufemia, scrigno dell'arte veronese.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Borelli (a cura di), Chiese e monasteri di Verona, Verona, Edizioni B.P.V., 1981, ISBN non esistente.

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