Chiesa di Santa Toscana

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Chiesa di Santa Toscana
Santa Toscana Facade (Verona).jpg
StatoItalia Italia
RegioneVeneto
LocalitàVerona
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Diocesi Verona
Consacrazione1489
Stile architettonicoromanico, barocco
Inizio costruzioneXII secolo
CompletamentoXVI secolo

La chiesa di Santa Toscana è una chiesa di Verona dell'XI secolo, sita nel quartiere di Veronetta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa sorse nell'XI secolo come chiesa cimiteriale del vicino convento dei monaci benedettini: la chiesa era dedicata al Santo Sepolcro. Nel 1178 la chiesa del Santo Sepolcro venne assegnata ai cavalieri di Malta, che gestivano il vicino ospedale per i pellegrini, che sostavano in città nel viaggio verso la Terra Santa. La chiesa infatti è in un luogo strategico: sorge nei pressi di Porta Vescovo ed è collegata alla via Postumia. Per molto tempo l'andamento della chiesa fu regolare (venne riconosciuta ed inserita tra quelle della Santa Congregazione dei Gerosolimitani). Dopo il riconoscimento ufficiale il primo avvenimento importante fu la traslazione del corpo di Santa Toscana il 14 luglio 1342: le sue spoglie, in precedenza sepolte sul terreno, furono sistemate in un'arca di marmo, inserita dietro l'altare maggiore.

Nel 1393 si decisero i lavori di restauro della chiesa, anche se nel 1482 si dovette procedere con nuovi restauri, in quest'ultimo caso di più ampia portata, tanto che la chiesa assunse lo strano aspetto con due navate ed un solo braccio traverso, che si può considerare l'inizio di una terza navata. La chiesa venne consacrata dal vescovo di Verona con una grande cerimonia ufficiale il 29 novembre 1489, giorno in cui perse il titolo di Santo Sepolcro e assunse quello di Santa Toscana. E da allora la facciata non è più stata mutata, se si esclude il restauro fatto dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Attualmente non è parrocchia ma costituisce una rettoria. Regolarmente vi vengono celebrate messe nella forma straordinaria del Rito Romano.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Toscana non ha elementi architettonici particolari, è infatti nata come una chiesa modesta di un cimitero monastico, una costruzione, quindi, senza il bisogno di particolare "lussi", rappresenta però un esempio importante di quel genere di costruzioni antiche denominate Architettura minore.

La chiesa era originariamente ad una sola navata e con una piccola abside e solo in seguito fu arricchita di una nuova navata laterale, e, in un terzo momento, iniziò la costruzione della navata di sinistra, che però rimase incompiuta. Quindi oggi la chiesa si presenta con una navata centrale affiancata da una minore a sinistra, e da una parte di navata a destra, divise da pilastri grezzi su cui si impostano archi a sesto ribassato con campate particolarmente lunghe. Le navate sono coperte con capriate di legno.

La maggior parte dei muri sono recenti, infatti, la chiesa fu colpita da una bomba durante la seconda guerra mondiale, e quindi ristruttura nel dopoguerra. La facciata si trova all'interno di un recinto limitato da cancellate, e il pavimento è formato da ciottoli bicolori. Questo recinto è una parte dell'antico cimitero.

Il campanile ospita cinque piccole campane in scala musicale di Re bemolle 4 fuse nel 1952 dai fonditori Crespi di Crema. Sono predisposte al suono secondo la tecnica dei concerti di Campane alla veronese.

Arca di Santa Toscana[modifica | modifica wikitesto]

Il lato sinistro della navata centrale (il troncone iniziale della terza navata minore) venne trasformato da una sacrestia alla cappella dedicata a Santa Toscana, chiusa da una cancellata in ferro. Qui fu portata l'arca della santa che si trovava precedentemente dietro l'altare maggiore. Il sarcofago della santa è della fine del XIV secolo, probabilmente realizzato in occasione dei lavori di restauro e ampliamento della chiesa nel 1393.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Borelli (a cura di), Chiese e monasteri di Verona, Verona, Edizioni B.P.V., 1981, ISBN non esistente.

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