Chiesa di San Fermo Maggiore

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'altra chiesa di Verona dedicata al santo, vedi Chiesa dei Santi Fermo e Rustico dei Filippini.
Chiesa di San Fermo Maggiore
San Fermo facade.jpg
La facciata della chiesa
StatoItalia Italia
RegioneVeneto
LocalitàVerona
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareFermo martire
Diocesi Verona
Stile architettonicoromanico, gotico, rinascimentale
Inizio costruzioneXI secolo
CompletamentoXV secolo

Coordinate: 45°26′20.88″N 10°59′59.2″E / 45.439133°N 10.999778°E45.439133; 10.999778

La chiesa di San Fermo Maggiore[1] è un edificio religioso situato nel centro storico di Verona.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

San Fermo maggiore - Esterno dell'abside.

Secondo la tradizione, proprio in questo luogo nel 304 d.C subirono il martirio i santi Fermo e Rustico e la devozione popolare fece costruire una chiesa in loro onore (V-VI secolo), anche se le prime tracce di questa chiesa risalgono all'VIII secolo. Le reliquie dei due santi furono portate e venerate presso le fiorenti comunità cristiane dell'Africa settentrionale e da lì portate prima a Capodistria e poi a Trieste.

Nel 755 o nel 765[2] il vescovo di Verona sant'Annone, dopo aver riscattato le reliquie, le fece riporre sotto l'altare della chiesa a loro dedicata.

Tra il 1065 ed il 1143 i benedettini ristrutturarono completamente il complesso e fecero costruire due chiese in stile romanico: la prima inferiore per conservare le reliquie dove le aveva collocate sant'Annone, l'altra superiore per le celebrazioni eucaristiche più popolari ed affollate. Inoltre diedero inizio alla costruzione del campanile, che venne terminato solo intorno al XIII secolo.

Nel 1261 i francescani presero il posto dei benedettini e fecero ricostruire la chiesa superiore nelle forme attuali: l'opera poteva dirsi conclusa verso il 1350. Nei secoli successivi all'interno della chiesa si aggiunsero cappelle, altari e monumenti funebri, senza però stravolgere l'assetto originario.

Nel 1759 le reliquie furono riposte nell'altare della chiesa superiore per proteggerle contro le frequenti inondazioni dell'Adige.

Il 30 agosto 1807 i francescani furono costretti ad abbandonare la chiesa, che divenne proprietà del Demanio e fu affidata al clero secolare, diventando una parrocchia diocesana.

Dal 1905 al 1909 furono eseguiti notevoli lavori di restauro; le absidi furono sgomberate da costruzioni che erano state addossate nei secoli precedenti.

A partire dal Natale del 1946 la chiesa inferiore è stata riaperta al culto.

Nel 2018 è stata ritrovata nel chiostro della chiesa una tomba, probabilmente del maestro templare Arnau de Torroja, morto a Verona nel 1184

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

Panoramica dell'esterno della chiesa di San Fermo maggiore.
L'arca di Aventino Fracastoro.

La facciata della chiesa fu completata verso il 1350 ed è una fusione di stile romanico e gotico; presenta due logge e di una trifora, oltre ad un imponente portale tipico dell'architettura romanica, costruito nel XIV secolo. A sinistra del portale vi è anche un altare sepolcrale trecentesco, contenente le spoglie di Aventino Fracastoro, medico degli Scaligeri. Le absidi dell'edificio sono state decorate con cuspidi e pinnacoli movimentate da finestroni particolarmente alti e da una loggia del XV secolo. Il campanile è strutturato in corsi di cotto e di tufo, e presenta delle trifore ad arco tondo. La porta in bronzo è opera di Luciano Minguzzi ed è stata inaugurata il 21 giugno 1997. Le 24 formelle raccontano il martirio dei santi Fermo e Rustico e la storia del loro culto a Verona.

Il portale laterale è a bifora divisa da un pilastro e fu completato nel 1363. L'architrave ha un fregio di fiori e foglie con al centro la statua di sant'Antonio da Padova, risalente alla seconda metà del XV secolo. A lato si vede un affresco con la Vergine e due santi, opera di Francesco Morone del 1523.

Chiesa superiore - Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno della chiesa presenta un'unica navata con cinque absidi, e vi si trova l'altare Della Torre, del XVIII secolo, stile barocco e con la pala del Bellotti raffigurante San Francesco. Anche il presbiterio presenta un altare, opera di Schiavi, sul quale sono custodite le reliquie dei santi Fermo e Rustico.

Turone - Crocifissione (XIV secolo).

Appena entrati, al di sopra del portale bronzeo si può ammirare una Crocifissione, affresco del XIV secolo attribuito a Turone di Maxio. Sempre dietro la facciata, ma sulla destra è visibile il Martirio dei francescani in India, altro affresco del XIV secolo e sotto i Santi Dorotea ed Onofrio, di scuola veronese dello stesso periodo. Nei pressi la tomba Guarienti.

Interno della chiesa superiore

Altare Nichesola[modifica | modifica wikitesto]

L'altare, in stile rinascimentale, fu trasferito in questa chiesa nel 1816 dalla ex-parrocchia di San Fermo al Ponte.

La lunetta con la raffigurazione di un santo vescovo è un affresco di Domenico Brusasorzi e risale al XVI secolo.

La pala d'altare rappresenta la Vergine con il bambin Gesù e i santi Brandano e Gregorio ed è opera di Sante Creara (XVI secolo).

Cappella Brenzoni[modifica | modifica wikitesto]

L'arco di ingresso è decorato con l'affresco, molto deteriorato, con l'Albero di san Bonaventura, più in alto un'Annunciazione, risalenti entrambi al XIV secolo.

Entrando, sulla destra, si incontra il Monumento a Bernardo Brenzoni ed un affresco di periodo romanico del XIII secolo.

L'altare fu eretto verso il 1570 dai Verità, mentre la pala d'altare è opera di Antonio Elenetti rappresenta in alto la Vergine con Gesù bambino, mentre in basso San Fermo e san Rustico ed è un lavoro del XVIII secolo.

Sulla sinistra della cappella è presente l'urna pensile di Barnaba da Morano, morto nel 1411, lavoro di Antonio da Mestre. Inoltre è presente il Giudizio universale, probabilmente ultima opera di Martino da Verona, affresco staccato nel 1958 dalla facciata della chiesa perché molto deteriorato e posto qui, come era in origine.

Infine si può vedere la tavola realizzata nel 1484 da Francesco Bonsignori che raffigura la Vergine in trono tra un santo vescovo e Giobbe.

Angeli osannanti[modifica | modifica wikitesto]

Durante i lavori di restauro nel 1909 furono ritrovati, coperti da scialbatura, dei lacerti di affresco con angeli osannanti, ultimo avanzo di una grande opera di Stefano da Verona, realizzata nella prima metà del XV secolo.

Pulpito[modifica | modifica wikitesto]

Pulpito con gli affreschi di Martino di Verona.
Pulpito con gli affreschi di Martino di Verona.

Il pulpito è in marmo bianco e rosso ed è lavoro di Antonio da Mestre, completato nel 1396. Tutto intorno si possono ammirare affreschi di Martino da Verona, terminati anch'essi nello stesso anno.

Altare di san Raffaele[modifica | modifica wikitesto]

Sulla sinistra mausoleo di Torello Saraina, primo storico della città di Verona, morto nel 1550. Sotto la mensa dell'altare vi è una Deposizione del XV secolo.

La pala è un lavoro di Francesco Torbido, pittore veronese del XVI secolo e raffigura la Santa Trinità, la Vergine, l'Arcangelo Raffaele e il piccolo Tobia.

Altare di San Francesco[modifica | modifica wikitesto]

L'altare fu realizzato nel XVIII secolo; la pala d'altare è opera di Giovanni Battista Bellotti e raffigura la Vergine con Gesù bambino e san Francesco.

Sotto la mensa sono conservate le reliquie del romito san Gualfardo, morto nel 1127.

Cappella Alighieri[modifica | modifica wikitesto]

La cappella si trova alla destra del transetto; fu realizzata tra il 1545 ed il 1558 e vi sono sepolti gli ultimi discendenti diretti di Dante Alighieri. Gli affreschi sopra il timpano illustrano storie francescane. La pala d'altare è opera di Giovanni Battista del Moro.

Piccola abside a destra[modifica | modifica wikitesto]

Nella piccola abside posta completamente sulla destra è visibile un Crocifisso ligneo risalente al XVIII secolo e, a lato, Addolorata con San Giovanni risalente al XIV secolo.

Cappella degli agonizzanti[modifica | modifica wikitesto]

La pala d'altare è opera del XVI secolo di Domenico Brusasorzi.

Cappella di Sant'Antonio[modifica | modifica wikitesto]

Vi è conservata una pala, opera di Liberale da Verona, che raffigura Sant'Antonio tra sant'Agostino e san Nicolò. Nel transetto sinistro sono presenti degli affreschi di scuola veronese del XIV secolo.

Portale laterale[modifica | modifica wikitesto]

Sopra la porta laterale vi è un affresco con una Crocifissione, opera attribuita alla scuola di Turone di Maxio e risalente al 1363.

Altare di san Nicola[modifica | modifica wikitesto]

L'altare è del 1535 e la pala con San Nicola, patrono dei naviganti, sant'Agostino e sant'Antonio abate è lavoro di Giovanni Battista d'Angelo.

Mausoleo Brenzoni[modifica | modifica wikitesto]

Il mausoleo Brenzoni.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Monumento a Niccolò Brenzoni.

Il mausoleo risale al 1426 ed è opera dello scultore fiorentino Nanni di Bartolo detto il Rosso. Il monumento rappresenta la Risurrezione.

Il Pisanello affrescò i lati del baldacchino con raffigurazioni della Vergine Annunciata e l'Arcangelo Gabriele, mentre in alto dipinse gli Arcangeli Raffaele e Michele.

Chiesa inferiore[modifica | modifica wikitesto]

Altare della chiesa inferiore.
Chiesa inferiore.

Si accede alla chiesa inferiore dal transetto destro di quella superiore, scendendo un'antica scala si giunge al primo e più antico chiostro del complesso. Sono presenti un affresco di inizio XIV secolo che raffigura la Vergine seduta in trono con Gesù bambino e due santi e la lastra tombale del giurista Antonio Pelacani, morto nel 1327, che lo rappresenta mentre insegna ai suoi studenti. Sono presenti anche altre lastre tombali.

La chiesa inferiore conserva ancora la struttura romanica originaria, risalente alla costruzione del 1065. La pianta è a croce latina, divisa in quattro navate da tre file di massicce colonne in pietra; la spartizione decisamente poco diffusa in quattro navate la rende una struttura rara, molto particolare e suggestiva.

Chiesa inferiore - Anonimo - Battesimo di Gesù - XII secolo.

Sono visibili alcuni affreschi risalenti ai secoli XII, XIII e XIV: i più significativi sono il Battesimo di Gesù (XII secolo) e la Madonna che allatta.

Nel presbiterio vi è un Crocifisso ligneo del XIV secolo, mentre nel transetto di destra è conservata la pietra dove, secondo la tradizione, furono decapitati i santi Fermo e Rustico.

Campanile[modifica | modifica wikitesto]

Il campanile fu costruito tra il XII ed il XIII secolo ed ospita sei campane in scala musicale di Fa3 fuse nel 1755 dall'artista Domenico Crespi. Sostituiscono tre bronzi precedenti fusi nei secoli XII e XIV. Sede di una squadra parrocchiale sono predisposte per i concerti di Campane alla veronese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Denominazione come da Touring Club [1], sito turismo provincia Verona [2] Archiviato il 17 ottobre 2013 in Internet Archive., Proloco Verona [3] e sull'apparente sito ufficiale, ma commerciale, delle guide della città [4] Archiviato il 10 maggio 2013 in Internet Archive.
  2. ^ Per la data della traslazione sono state avanzate due distinte ipotesi:
    • 23 marzo 765, in base a quanto scritto sulla cassa di piombo contenente i due corpi;
    • 22 maggio 755 in base ad un'iscrizione dipinta su due tavole e posta nella cripta della chiesa di San Fermo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Borelli (a cura di), Chiese e monasteri di Verona, Verona, Edizioni B.P.V., 1981, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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