Circo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Circo (disambigua).
Il circo in un dipinto di Georges Seurat.
Scene circo intorno a 1891. Opera del pittore Arturo Michelena.

Il circo è uno spettacolo dal vivo articolato in varie esibizioni di abilità fisica, detti numeri, svolto generalmente in una pista circolare, ma anche diffusamente, nel corso dei secoli come nel panorama attuale, su una scena frontale[1]. Gli spettacoli del circo hanno luogo sotto il tendone, in appositi edifici (circhi stabili), così come all'aperto o in sale teatrali regolari.

Le esibizioni rispondono a categorie di base (peraltro flessibili e combinabili) quali numeri aerei, acrobazia ed equilibrismo al suolo, giocoleria, comicità eccentrica e arte del clown, addestramento di animali e arte equestre, esibizioni di rischio.

Nella sua forma tradizionale novecentesca, il circo, definito nella lingua italiana anche circo equestre, si distingue per la caratteristica di comunità itinerante e per l'appartenenza dinastica dei propri componenti. Alla fine del Novecento, con la definizione di nuovo circo si è legittimato il proliferare di numerose compagnie e spettacoli di provenienza e stile estranei a tali tradizioni, di cui la più celebre mondialmente è il canadese Cirque du Soleil.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

La parola circo applicata allo spettacolo circense di età moderna ha origine per la prima volta nel 1782 a Londra nella denominazione del Royal Circus, edificio circense e teatrale fondato dal drammaturgo e impresario Charles Dibdin assieme al cavallerizzo Charles Hughes [1] Il termine, mutuato dagli anfiteatri ovali della Roma antica, diventa in seguito di uso universale, anche in relazione allo spazio scenico che contraddistingue il circo classico: una pista rotonda di circa 13 metri, creata per permettere un'esibizione armonica dei cavalli che ne costituiscono il fondamento.

Storia del circo[modifica | modifica wikitesto]

Nell'antica Roma il circo era un luogo adibito a corse di cavalli, spettacoli equestri, ricostruzione di battaglie, esibizioni di animali ammaestrati, spettacoli di giocolieri e acrobati. Il circo romano era costituito da due rettilinei paralleli separati nel mezzo da una balaustra e raccordati da due curve a 180 gradi. Gli spettatori di alto rango sedevano nelle postazioni più basse.

Nei secoli successivi alla caduta dell'Impero romano, diverse compagnie, generalmente di piccole dimensioni anche in virtù delle minori dimensioni dei centri abitati e delle difficoltà nei trasporti e negli spostamenti, viaggiavano per l'Europa proponendo spettacoli ed esibizioni varie, spesso consistenti in giochi di abilità, semplici rappresentazioni comiche o tragiche o esibizioni di animali ammaestrati. Gli artisti più ingegnosi erano in grado di costruire nuovi mezzi di trasporto, o modificare quelli esistenti, in modo che potessero convertirsi, al momento dello spettacolo, in veri e propri palcoscenici viaggianti; dell'esistenza di questi mezzi pittoreschi sono presenti numerose narrazioni nella letteratura dei secoli passati[2].

Nel XV secolo giunsero in Europa, provenienti probabilmente dal territorio dell'attuale Pakistan, i Sinti, etnia di origine gitana che aveva fatto dello spettacolo viaggiante e da strada la sua principale attività[3]. Spesso le compagnie di Sinti usavano portarsi dietro, per attirare il pubblico, un orso o una scimmia ammaestrati, e per secoli l'immagine dello zingaro girovago era tradizionalmente associata a questi animali, oltre che ai cavalli.

Nel Settecento, e più precisamente nel 1768, l'ufficiale di cavalleria britannico Philip Astley ideò per la prima volta un'esibizione circense in senso moderno, ovvero uno spettacolo in cui, in una pista circolare sita in uno spazio chiuso, venivano esibiti in successione numeri con cavalli ammaestrati, giochi di abilità vari e intermezzi comici di clowneria[4]. Astley è considerato da alcuni storici l'inventore del circo nel senso moderno, sebbene non provenisse da una famiglia dedita per tradizione allo spettacolo viaggiante e la sua stessa esibizione non fosse itinerante, bensì rappresentata stabilmente in un edificio appositamente realizzato, l'Astley Amphitheatre, distrutto da un incendio circa trent'anni più tardi.

Sviluppo del circo[modifica | modifica wikitesto]

Circo dopo il Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Nuovo Circo[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni successivi al secondo dopoguerra, al panorama circense basato sulla trasmissione familiare si sono aggiunte scuole e compagnie di provenienza non tradizionale. Il primo esempio storico è quello dell'organizzazione sovietica, che nell'ex Urss struttura la formazione circense e un approccio estetico di tipo teatrale alla costruzione degli spettacoli. In occidente tale modello è ereditato dal Cirque du Soleil. Dagli anni '90, il nuovo circo, circo contemporaneo o nouveau cirque, si afferma soprattutto in Francia con una nuova caratteristica: a differenza del sistema sovietico o del Cirque du Soleil, gli spettacoli abbandonano la sequenza di singoli "numeri" compiuti a favore di creazioni in cui le discipline e le tecniche si fondono completamente.

Star del circo mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Icone del circo italiano[modifica | modifica wikitesto]

Il grande vecchio del circo italiano è stato Egidio Palmiri, (Vado Ligure, 28 luglio 1923 - Verona 20 gennaio 2020), anche lui artista da giovane e proveniente da una famosa famiglia circense; Palmiri è stato Presidente dell'Ente Nazionale Circhi per ben 53 anni, finché, il 24 febbraio 2011 ha ceduto la carica operativa ad Antonio Buccioni (suo braccio destro per i precedenti 19 anni) per assumere il titolo di presidente onorario: si tratta della figura di riferimento per tutte le famiglie d'Italia e per tutti gli artisti. In quanto presidente dell'Enc è stato presidente onorario della giuria del Festival internazionale del circo città di Latina e membro stabile della giuria di molte altre rassegne sul territorio nazionale ed europeo.

Un'icona del circo italiano è Flavio Togni, vincitore di un clown d'oro a Montecarlo, momentaneamente (febbraio 2012) lavora nell'American Circus della famiglia Togni con il suo numero di elefanti, felini e cavalli. Altra icona del grande circo italiano è Moira Orfei, morta la mattina del 15 novembre 2015 a Brescia, che nel 1960 aprì l'omonimo circo. Moira appartiene a una delle più grandi dinastie circensi italiane, gli Orfei appunto, ed iniziò proprio nel 1960 la sua attività come cavallerizza, ed in seguito come trapezista, acrobata, addestratrice di elefanti e di colombe. Nel 1966 le nasce uno dei figli, di nome Stefano Nones Orfei, figlio anche di uno dei più grandi domatori in Italia: Walter Nones.

L'altro grande circense e domatore italiano, star del circo internazionale e famoso in tutto il mondo fu Darix Togni, anche fondatore nel 1974, insieme al principe Ranieri III di Monaco, del primo Festival internazionale del Circo di Monte Carlo. Il Circo di Darix Togni fu pionieristico, specie per la vocazione al viaggio: già nel 1949 il circo fu portato in Egitto, ospite del re Fārūq I d'Egitto. I figli di Darix, Livio, Corrado e Davio, sono invece i creatori del circo italiano che ha svolto più tournée all'estero, il Florilegio di Darix Togni, che oltre ad essersi esibito in tutta Europa ha toccato nell'arco degli ultimi 30 anni oltre 60 paesi differenti nel mondo, fra cui Iran, Libano, Siria, Qatar, Ghana, Costa D'Avorio. Il Florilegio è stato ed è tuttora il circo più imitato e copiato d'Europa, sia nelle strutture che nello spettacolo.

Circo di regia in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Con la definizione “circo di regia” si intende un approccio allo spettacolo circense che coinvolga un team strutturato di persone che ne delineano la regia e la drammaturgia “con tecniche e metodologie propriamente teatrali, cercando di conferirvi uno stile unitario”[5]. In Italia questo approccio registico al mondo della pista si tradusse probabilmente in una prima sperimentazione nell’anno 1973 con il Circo delle Mille e una Notte di Liana Orfei, Nando Orfei e Rinaldo Orfei, spettacolo ispirato all'omonima raccolta di fiabe orientali, che si caratterizzava per la scelta innovativa di servirsi della figura di un vero e proprio regista/coreografo, ruolo fino ad allora ancora ignoto al mondo della pista, per la creazione di un fil rouge che legasse logicamente lo spettacolo. La regia venne affidata a Gino Landi e la creazione dei costumi a Danilo Donati, ma nonostante la cura dettagliata degli allestimenti e la creazione di atmosfere orientaleggianti, si era ancora lontani dalla nascita di un vero e proprio circo di regia, inteso come superamento dell’idea di successione scollegata di numeri circensi, a favore invece un di una loro connessione attraverso una studiata linea registica. Il primo spettacolo in questo senso debutterà circa dieci anni dopo, nel 1984, con il titolo Clown’s Circus: il circo, una festa, ideato e diretto dal regista Antonio Giarola che “ha il merito di aver diffuso per primo in Italia la mentalità europea del circo di regia” [5]. Prendendo esempio da esperienze estere già avviate, come quelle del Cirque à l’ancienne di Silvia Monfort e Alexis Gruss in Francia e il Zirkus Roncalli di Bernhard Paul in Germania, il Clown’s Circus nacque con l’intento di portare sulla pista logiche più prettamente teatrali, attraverso la costruzione di una performance che andasse a ripensare dal punto di vista formale e contenutistico tutta l’esperienza circense, che all’epoca stagnava in una situazione di arresto innovativo, portando il pubblico a diventare protagonista della scena grazie a strategie registiche e tecnologie di ultima generazione. Il Clown’s Circus puntava alla creazione di un’atmosfera di festa totale, concetto che si sviluppò per gettare poi le fondamenta dello spettacolo Florilegio del circo Darix Togni, sempre diretto dallo stesso Giarola in collaborazione con Raffaele De Ritis, registi italiani che in seguito hanno firmato varie produzioni internazionali. Il Florilegio ebbe enorme successo italiano ed europeo, tanto da ricevere l’autorizzazione ad allestire il suo tendone all’interno dell’Arena di Verona nel 1991. Questi tre spettacoli si sono posti a fondamento di un circo di regia italiano, il quale si è andato sviluppando grazie alla nascita del Circo Contemporaneo o Nouveau Cirque, più legato ad un’idea di performance che si discosta dal circo di stampo classico e con animali, tant’è vero che ancora oggi nel circo di tradizione, l’impiego di specialisti in campo di regia circense/teatrale non viene sentito come strettamente necessario, nonostante queste innovazioni nate e sperimentate tra gli anni ’80 e ’90.

Discipline circensi[modifica | modifica wikitesto]

I mestieri del circo sono molteplici e di difficile elencazione. Sommariamente, potremmo indicarne i principali o i più famosi, senza dimenticare che ogni tradizione porta nel suo bagaglio una o una serie di discipline differenti, che nel tempo hanno subito modifiche e declinazioni in ambito interdisciplinare e metodico.

Arte del clown[modifica | modifica wikitesto]

Il trio di clowns formato da Paul, Francesco e Albert Fratellini (1920 circa), tra i più celebri nella storia.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Clown.

Appartengono a questa categoria i pagliacci, i clown, i mimi circensi e tutta quella serie di figure o maschere teatrali che svolgono un numero comico caratterizzato dalle esasperazioni eccentriche dell'artista, in questo caso vero e proprio attore, che si serve di paradossi e situazioni estreme per suscitare l'ilarità.

Nel tempo l'importante figura del clown è diventata l'emblema del circo stesso, ma non si deve pensare che un numero di clownerie sia solo prettamente comico: in vena con la tradizione circense che contrappone solitamente un clown serio (il cosiddetto Bianco) a uno estremamente pasticcione (detto Augusto), si è sviluppata la tradizione del clown triste, che prevede il paradossale accostamento tra un comportamento dimesso e quasi serio dell'attore in circostanze però divertenti e la reazione compassionevole dello spettatore che, avvicinandosi al dolore altrui ma trovandolo proiettato sull'altro da sé trova lo spunto comico per ridere. Una figura che potremmo avvicinare al clown triste potrebbe essere la maschera interpretata da Buster Keaton nei suoi film.

Giocoleria[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Giocoleria.
Esercizio con kiwido infuocati.

Per giocoleria si intende l'arte della manipolazione e, letteralmente, del gioco, di oggetti vari con i quali compiere esercizi di destrezza, abilità, velocità, coordinamento, equilibrio e precisione con le varie parti del corpo. Tali sono i numeri in cui il giocoliere si trova a doversi confrontare con gli attrezzi più disparati, spesso ereditati dalla ginnastica ritmica (ad esclusione del nastro, poco usato), più spesso ancora però creati appositamente per le esibizioni: tra gli attrezzi utilizzati sovente vi sono i kiwido (detti anche catene, poi o bolas), il diabolo, il devilstick, i cerchi, le palline, le torce infuocate, le clave, i coltelli, gli hula hoop. Spesso, per questioni di abilità e spettacolarità, ai normali attrezzi vengono sostituiti i più disparati oggetti, anche di uso quotidiano.

Frequentemente alla giocoleria sono associati anche esercizi di equilibrio, di danza o anche numeri comici: tali interazioni sono a discrezione dell'artista, che costruisce il numero a seconda delle attitudini e delle capacità personali. La giocoleria non è praticata con le sole mani: sempre a seconda della scelta artistica operata, può essere praticata anche con i piedi o altre parti del corpo come la bocca o la testa.

Acrobatica[modifica | modifica wikitesto]

Contorsionisti ed equilibristi del Cirque du Soleil.
Il domatore di leoni (illustrazione inglese del 1873).

Nella categoria degli acrobati circensi rientrano tutti quegli artisti che compiono esercizi di abilità di elevata difficoltà o ad alto rischio incentrati sulle capacità psicofisiche.

L'acrobata è generalmente un atleta che fa della propria disciplina e capacità ginnica un evento artistico, costruendo un numero di elevata spettacolarità: tali esercizi sono solitamente quelli che generano suspense nell'osservatore proprio per la loro estrema difficoltà o pericolosità. Rientrano nella categoria degli acrobati gli equilibristi, i funamboli e i trapezisti, figure ormai consacrate e mitizzate dell'arte circense, ma anche i contorsionisti o coloro che compiono acrobazie con mezzi meccanici come motociclette. Come in tutte le discipline del circo, anche l'acrobazia prevede un approccio interdisciplinare, per cui spesso potremmo trovare la giocoleria associata al contorsionismo o alla clownerie all'equilibrismo e così via.

Esibizioni con gli animali[modifica | modifica wikitesto]

L'origine dell'animale al circo risale alle esibizioni da strada dei Sinti e di altri gruppi di etnia romanì che usavano accompagnarsi con orsi, cavalli, scimmie e altri animali non consueti per attrarre il pubblico. Le potenzialità sceniche dell'esibizione di animali ammaestrati furono tuttavia notate anche da persone esterne alle comunità gitane, che appresero le tecniche di ammaestramento e iniziarono a esibirsi a loro volta con i loro animali: in proprio in esibizioni da strada oppure al servizio di circhi più o meno grandi. Nel Nord Italia questa tradizione nell'ammaestramento di animali feroci o esotici ebbe la sua massima espressione nell'Appennino settentrionale in un'area al confine tra Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna e in particolare nel borgo di Compiano[6] con il fenomeno degli Orsanti.

Col tempo agli orsi, alle scimmie, ai cammelli e ai cavalli si aggiunsero gradualmente animali sempre più grandi e provenienti da zone del mondo sempre più lontane. L'esibizione di questi animali poteva distinguersi in numeri in cui si simulava un confronto tra l'uomo e l'animale (la finta lotta con l'orso o con la tigre), oppure in esercizi che, tramite l'esecuzione, da parte degli animali, di precisi comandi del domatore, mettevano in mostra doti dell'animale quali equilibrio, velocità o forza, a seconda della specie in questione.

Ad oggi, il carattere interdisciplinare del circo ha spesso però relegato il domatore in funzione di coordinatore del numero. Al giorno d'oggi i numeri con animali possono essere distinti in tre categorie:

Numeri in gabbia, che prevedono la comparsa di animali potenzialmente pericolosi per il pubblico e il conseguente montaggio intorno alla pista di una struttura di contenimento in forma di gabbia metallica a elementi modulari, che richiede pochi minuti per il montaggio e lo smontaggio, generalmente eseguiti con le luci di scena spente e in contemporanea a un'entrata comica, oppure nell'intervallo. In questi numeri compaiono generalmente leoni, tigri oppure le due specie insieme; più raramente leopardi (nel qual caso gli individui dal mantello nero sono i più apprezzati), puma oppure ibridi inesistenti in natura come il ligre.

Numeri equestri, i quali a loro volta possono dividersi in numeri in cui i cavalli sono gli unici protagonisti, coordinati da un unico addestratore a terra, e quelli nei quali sono montati da cavalieri in numeri d'alta scuola e simili oppure collaborano con acrobati e altre figure artistiche. Tra i principali addestratori si può menzionare il cavallerizzo e direttore circense Ernest Molier (1850-1933).[7]

Numeri con animali esotici che sono molto diversificati a seconda della specie animale esibita e, di conseguenza, delle potenzialità dell'animale, e spaziano da semplici giri di pista (giraffe, rinoceronti) a numeri che, come per i cavalli, prevedono l'esecuzione di esercizi complessi di abilità e di equilibrio e l'interazione degli animali con più artisti oltre al loro domatore (elefanti).

A questi si aggiungono, a volte, esibizioni con animali domestici quali gatti, cani, pappagalli; numeri con animali acquatici (soprattutto otarie della California), esibizione di serpenti o anche falconeria. Tutti i tipi di numeri con gli animali sono preceduti da una lunga fase di addestramento fin da tenera età, durante la quale l'animale viene addestrato e ammansito. Siccome da molti ritenuto sfruttamento degli animali, questo tipo di circo sta via via scomparendo.

Discipline aeree[modifica | modifica wikitesto]

Le discipline aeree sono discipline basate sull'utilizzo di attrezzi aerei, quali il trapezio (in tutte le sue forme) , la corda, i tessuti, ma anche i cerchi. Esse si praticano tutte sospese da terra, infatti gli attrezzi sono chiamati, per esempio, tessuti aerei e cerchi aerei. Su questi, l'obbiettivo è creare coreografie e figure più originali, impressionanti, ma allo stesso più aggraziate possibili. Ci sono alcune figure di base come le varie chiavi al tessuto, che servono per sviluppare in seguito altri esercizi, oltre ovviamente ai vari metodi per arrampicarsi su di esso.

Spazio scenico circense[modifica | modifica wikitesto]

Circo classico itinerante[modifica | modifica wikitesto]

Un classico tendone da circo.

I circhi itineranti sono composti da carovane molto numerose, suddivise in camion e bilici per il trasporto dei materiali e degli attrezzi e le roulotte (vere e proprie case su ruote) dove alloggiano gli artisti e i componenti dello staff. Il circo può avere un'unica tensostruttura, (detta in gergo circense "chapiteau") oppure in più strutture, ciascuna deputata a una funzione ben precisa: dal ricovero degli animali, al box office, fino al foyer (per i circhi più attrezzati).

La parte principale del circo è la pista. Si tratta di quella porzione di spazio verso la quale convergono gli occhi degli spettatori che sono posizionati sulla cavea, una struttura rialzata simile al teatro romano. Il pubblico delle primissime file è ospitato in appositi box detti palchi che sono adiacenti (e allo stesso livello) della pista. Ci sono poi i posti rialzati, costituiti da poltroncine numerate e imbottite (per le prime file) mentre per quanto riguarda i posti più popolari gli spettatori sono posizionati su semplici assi orizzontali di legno o metallo. Alle spalle della pista è posizionata l'orchestra, che accompagna i movimenti degli artisti e le tende per consentire l'entrata degli stessi, ma anche al personale di allestire la pista montando o smontando le attrezzature.

La parte alta del tendone ospita una fitta rete di carrucole e tralicci metallici che vengono utilizzate dagli acrobati e dai loro assistenti di terra, che spesso assicurano gli artisti tramite una corda legata alla loro imbracatura.

Architettura circense stabile[modifica | modifica wikitesto]

Formazione e divulgazione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole circensi[modifica | modifica wikitesto]

In Occidente, le prime scuole di circo nascono in Francia tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta, a cavallo della nascita (e in parte anticipando) del fenomeno del nouveau cirque. Una capostipite di questo filone di istituti si formazione è stata Annie Fratellini, discendente della famiglia Fratellini, che ha dato celebri clown italo-francesi e clown ella stessa, che dopo una brillante carriera di artista si è dedicata all'insegnamento, fondando, nel 1974, la prima scuola di circo del mondo occidentale. Nel 1983, sempre in Francia, ha visto la luce il Centre National des Arts de Cirque, con sede a Chalons sur Marne (l'attuale Châlons-en-Champagne).

La caratteristica di queste scuole è di porsi come obiettivo la trasmissione delle discipline della pista a giovani non necessariamente provenienti dalle famiglie di circo tradizionale, operando così una fondamentale diffusione della cultura circense a un vasto pubblico. Tra le materie insegnate l'acrobazia, la giocoleria, le discipline aeree (trapezio singolo, a due, trapezio volante, corda aerea, cerchio aereo, ...), ma anche l'arte del clown, la mimica, la drammaturgia, la danza, la recitazione e il teatro. Gli allievi di queste scuole arrivano, al termine del percorso formativo, a possedere un bagaglio culturale molto ampio e differenziato che si compone di nozioni acrobatiche e artistiche, ma anche elementi indispensabili per la creazione di un proprio spettacolo, la gestione di una compagnia artistica, la messa in sicurezza delle attrezzature utilizzate, la conoscenza del proprio corpo e la promozione della propria attività.

In Europa le scuole di circo contemporaneo si sono federate, dando vita alla FEDEC, la Federazione Europea delle Scuole Professionali di Circo. Al suo interno le scuole sono distinte in Scuole Preparatorie e Scuole Superiori. Le prime forniscono una preparazione di base che spazia su tutte le principali discipline circensi, pur fornendo comunque le nozioni utili per iniziare anche una carriera artistica. Le seconde permettono di specializzarsi su una disciplina scelta.

Scuole di circo in Italia[modifica | modifica wikitesto]

La più vecchia scuola di circo italiana in attività è l'Accademia d'Arte Circense di Verona che è frequentata ogni anno da circa quaranta ragazzi (tra gli 8 e i 16 anni di età) che seguono i corsi delle principali discipline. L'accademia, presieduta da Egidio Palmiri, è nata nel 1988 e i primi corsi vennero ospitati dal Circo Americano di Enis Togni, a Verona. Il corso dura quattro anni: nei primi 10 anni di attività l'accademia ha licenziato oltre 50 allievi. Nel 1990 l'accademia si trasferì a Cesenatico e nel 2004 è tornata a Verona presso l'area della ex Centrale del Latte di Verona su una superficie di oltre 7 mila metri quadrati.

Altre scuole di Nuovo Circo, e quindi esenti dalla spirito classico del circo tradizionale, sono la Scuola di Nuovo Cirko fondata da Paolo Stratta, Chiara Bergaglio e Matteo Lo Prete nel 2002 dalla cui scissione si sono formate l'anno seguente la FLIC a Torino e la Scuola di Cirko a Torino, ora Scuola di Cirko Vertigo a Grugliasco entrambe presenti all'interno della FEDEC. Sono da segnalare la scuola Circo Maximo attiva a Roma dal 2001, il Corso di Nouveau Cirque all'interno della Scuola di Teatro di Bologna e la "Scuola Romana di Circo" nata a Roma nel 2006. Un'altra scuola nata nel 2009 a Roma è la scuola di piccolo circo VolaVoilà per bambini, ragazzi e adulti. Nuovissima ed unica scuola di circo contemporaneo in Sicilia "Labart - Accademia Arti Performative" a Castellammare del Golfo (TP), a cura dell'equilibrista Ignazio Grande.

Festival circensi[modifica | modifica wikitesto]

Festival in Italia[modifica | modifica wikitesto]

I festival circensi contemporanei fondano le loro radici nelle sperimentazioni effettuate a Verona da Eduardo Murillo (che con la famiglia di Enis Togni aveva diretto negli anni precedenti il "Festival internazionale del Circo di Monte Carlo") e Antonio Giarola tra il 1991 e il 1994 con "Giovani Stelle del Circo" e il "Città di Verona". Esperienze che sono poi confluite nel Festival internazionale del circo città di Latina considerata oggi in Italia la competizione classica per eccellenza, a livello internazionale, riservata agli artisti under 21. Si svolge a Latina ed è organizzata dalla famiglia Montico, e ogni anno presenta la selezione dei migliori numeri di troupe o singoli artisti giovanili provenienti da tutto il mondo.

Nei primi anni '90 è stata attivo per alcuni anni sul territorio nazionale anche il "Gran Premio del Circo" organizzato da Walter Nones con la direzione artistica di Alessandro Serena. Dal 2000 al 2008 ha avuto luogo la Festa Internazionale del Circo Contemporaneo di Brescia, diretta da Gigi Cristoforetti, e nel biennio 1999-2000 la Biennale Teatro di Venezia ha dedicato ampie sezioni al circo contemporaneo. A Grugliasco ha luogo una delle più importanti manifestazioni di nuovo circo che si tengano in Italia, la rassegna internazionale di circo contemporaneo Sul Filo del Circo che si svolge in estate con artisti internazionali.

Per molti anni l'Auditorium Parco della Musica di Roma ha promosso festival di circo contemporaneo Dal 2007 ha luogo a Pescara Funambolika, con la direzione artistica di Raffaele De Ritis, che ha la caratteristica di coniugare proposte di innovazione con la tradizione. Il più longevo festival circense a premi è il Golden Circus, diretto a Roma da Liana Orfei.

Musei e memoria storica[modifica | modifica wikitesto]

Centro Educativo di Documentazione delle Arti Circensi[modifica | modifica wikitesto]

Creato dall'Associazione Nazionale Sviluppo Arti Circensi (ANSAC), con il contributo economico del MIBACT, il Centro Educativo di Documentazione delle Arti Circensi (CEDAC) è il punto di riferimento di studiosi e studenti poiché custodisce decine di migliaia di documenti a partire dalla seconda metà del Settecento e conserva le collezioni biblio-fotografiche di varie famiglie circensi e di importanti storici scomparsi tra cui Massimo Alberini e Alessandro Cervellati. È presieduto da Antonio Giarola e ha sede a Verona. Tra i maggiori storici del Circo vanno citati almeno il bolognese Alessandro Cervellati e il friulano di adozione Giancarlo Pretini.

Circo nell'immaginario artistico[modifica | modifica wikitesto]

Circo e letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Circo e cinema[modifica | modifica wikitesto]

Le atmosfere oniriche dei film di Federico Fellini, che ritraggono spesso il circo e rappresentano perfettamente il suo stile di vita, sono sicuramente il punto di partenza per descrivere quanto il cinema italiano sia stato influenzato dal circo o dai suoi artisti. Tra i vari film (interamente dedicati o che hanno in qualche modo analizzato il mondo circense) si possono ricordare:

Finanziamenti pubblici in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Finanziamenti pubblici italiani destinati alle attività circensi e di spettacolo viaggiante:

Anno Finanziamento
2006 5 691 814,97 €[8]
2007 6 692 770,97 €[9]
2008 6 793 976,00 €[10]
2009 5 755 010,97 €[11]
2010 6 327 336,00 €[12]
2011 6 277 194,00 €[13]
2012 6 336 545,60 €[14]
2013 5 447 081,86 €[15]
2014 5 281 000,00 €[16]
2015 4 468 519,00 €[17]

Controversie sull'uso degli animali[modifica | modifica wikitesto]

L'impiego di animali nei circhi viene giudicato positivamente solo dal 10.1% della popolazione italiana[18] ed è duramente contestato dalle associazioni animaliste, le quali ritengono che, da un punto di vista etico, non sia accettabile che gli animali vengano utilizzati per il divertimento umano, e che, da un punto di vista pratico, la detenzione, l'addestramento e gli spettacoli non siano compatibili con le caratteristiche etologiche degli animali stessi[19]. Nel 1990, il governo del Regno Unito tramite la The Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals ha commissionato uno studio sul problema all'etologa Marthe Kiley-Worthington, secondo cui:

«Dopo 3000 ore di osservazione scientifica e visite a circhi e zoo, comprendenti addestramento, viaggi e spettacoli, i circhi per loro natura non causano sofferenza agli animali. Non si ritiene che l'interesse degli animali sia favorito appieno dal danaro e dalle attività finalizzate a bandire i circhi. La cosa più importante è incoraggiare i circhi a migliorare il benessere animale come raccomandato[20]

Secondo molti altri etologi e ricercatori scientifici, invece gli animali patirebbero la vita nei circhi: «Gli animali non domestici, adatti alla vita del circo, dovrebbero necessitare di: spazio ridotto, strutture sociali semplici, basso livello cognitivo, requisiti ecologici non specialistici e capacità di trasporto senza effetti negativi sul benessere. Nessuna delle specie più comunemente fatte lavorare nei circhi, come elefanti e grandi felini, soddisfano attualmente questi criteri. Concludiamo quindi che le specie di animali selvatiche (non domestiche) comunemente tenute nei circhi sembrano i meno adatti] ad una vita da circo.»[21]

Ma viene contestato il fatto che il lavoro di G. Iossa, C.Soulsbury e S. Harris è una rewiew e pertanto non è un esperimento scientifico, ma solo una raccolta di studi di altri autori dove peraltro, gli unici studi presenti ed eseguiti realmente nei circhi in detta pubblicazione (come nella precedente analoga del 2006 ad opera degli stessi autori), sono quelli di T. Friend ed M. K. Worthington che non esprimono parere negativo al circo con animali.[22] «Le esibizioni con gli animali nei circhi», dice Paola Valsecchi, etologa del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell'Università degli Studi di Parma, «non dovrebbero essere ammesse perché nulla di quella vita rispetta il loro benessere. A partire dall'addestramento a cui sono sottoposti per fare esercizi del tutto innaturali per la loro etologia. Addestramento che si basa sull'uso di punizioni e coercizioni. Sono animali selvatici anche se nati in cattività, non hanno fatto un percorso di domesticazione che comporta un processo di selezione artificiale. La loro esibizione è altamente diseducativa. Veicola un messaggio di supremazia dell'essere umano sull'animale (tigri e leoni che saltano a comando nel cerchio). Li rende ridicoli (orsi che vanno in bicicletta) e induce i bambini a credere che quella sia la loro vita e che stiano bene. Ma non è così. Non solo il trasporto è critico, ma anche la vita in gabbie non idonee, e molti sono perennemente legati. La presenza di pubblico, suoni e rumori può essere molto stressante soprattutto per i felini».[23]

Tale asserzione viene confutata da una serie di documenti comprovanti le severe normative che i circhi devono obbligatoriamente osservare relativamente agli standard minimi nei mezzi di trasporto, così come nell'attività di allevamento-stabulazione ed addestramento. Precisamente nel corso dell'Audizione del 14 novembre 2019, presso la 7ª Commissione permanente del Senato della Repubblica (affare assegnato n. 348 "Sulla dismissione dell'utilizzo degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti, con riferimento ai criteri di riparto del FUS"), Ente Nazionale Circhi, Valeria Valeriu dello stesso E.N.C., FEDEA, SiVeLP e CAdeC hanno redatto e depositato all'attenzione della Commissione una puntuale documentazione a favore del mantenimento degli animali nei circhi.[24] Dal punto di vista emotivo dell'approccio umano verso il problema, psicologi hanno evidenziato l'ipotesi di valenza antipedagogica insita in spettacoli che vedono impiegati gli animali in situazioni irrispettose dei loro bisogni e delle loro caratteristiche di specie[25].

«I circhi con animali sollecitano una risposta incongrua, divertita e allegra, alla pena, al disagio, all'ingiustizia e inducono al disconoscimento dei messaggi di sofferenza e ostacolare lo sviluppo dell'empatia, che è fondamentale nella fase di sviluppo relazionale, sociale e cognitivo.»[26] Questa tesi è stata categoricamente smentita dal dott. Franco Di Cesare nel corso dell'Audizione al Senato della Repubblica del 9 marzo 2018.[27]

Molti comuni italiani hanno tentato di vietare le attività dei circhi con animali, emanando specifiche ordinanze che ne vietano l'attendamento. In giurisprudenza i numerosi casi sono contrastanti: mentre in un caso il TAR Emilia-Romagna ha annullato il provvedimento del sindaco di Ferrara in quanto contrastante con la normativa nazionale che tutela e promuove l'attività circense[28], in un altro caso ha ritenuto l'ordinanza pienamente valida ed efficace[29].

Ad oggi sono sempre di più i Comuni Italiani che hanno proposto ordinanze sul divieto dell'uso del suolo pubblico per spettacoli circensi e in tutto il mondo sono più di 30 i paesi e le Nazioni che hanno proibito l'uso di animali esotici e selvatici nei circhi: Austria, Bolivia, Bosnia and Herzegovina, Colombia, Costa, Rica, Croatia, Cyprus, El Salvador, Estonia, Galles, Greece, Guatemala, Ireland, Israel, Luxembourg, Macedonia, Malta, Mexico, The Netherlands, Paraguay, Portogallo, Peru, Romania, Scotland, Singapore, Slovakia, Slovenia.[30] In Italia, il 27 dicembre 2017 fu approvata la legge 175 del 22 novembre 2017 che «riordinava» e «revisionava» le disposizioni in materia di spettacolo, tra cui i circhi. Questa legge fu proposta dalla LAV, dalla Federazione Nazionale Ordine Veterinari Italiani (FNOVI), dalla Federazine Veterinari Europei (FVE) e dal gruppo animalista Eurogroup for Animals, che ha redatto un documento ufficiale firmato dai più celebri e importanti etologi, veterinari, psicologi e ricercatori mondiali.[31][32] Tra gli altri punti la legge prevedeva il «graduale superamento dell'utilizzo degli animali» da parte di circhi e spettacoli viaggianti. Per l'opinione pubblica, gli etologi e gli animalisti è stata una grande conquista, visto che fino ad allora i circhi erano ancora regolati dalla legge 337 del 1968, di più di cinquant'anni fa.

Il 9 marzo 2018 si è svolta presso la sala Nassirya del Senato della Repubblica un'Audizione dell'Ente Nazionale Circhi che vedeva la presenza di etologi di fama mondiale anche per i loro lavori nei circhi quali Ted Friend, Marthe Kiley Worthington, Raffaella Cocco, psicologi ed addetti ai lavori, che ribattevano e confutavano puntualmente alle tesi anzidette. Ma d'altra parte, è anche stato sottolineato come nella grande generalità dei casi questa legge (che prevede che ogni municipalità italiana si doti di un'area da destinare agli spettacoli viaggianti), sia stata puntualmente disattesa dagli stessi primi cittadini che, nel corso dei decenni alla speculazione edilizia e alla realizzazione di opere infrastrutturali non sempre di comprovata efficacia, abbiano sacrificato intere porzioni di territorio destinato a quella stessa agricoltura simbolo del decantato Made in Italy (ma anche il circo classico fa parte del Made in Italy), quindi pregevoli porzioni di paesaggio sacrificato alla cementificazione. Tuttavia, i dodici mesi previsti per la stesura dei decreti attuativi sono scaduti, i decreti attuativi non sono stati fatti e ad oggi, sebbene ci sia la legge, non ci sono i decreti per farla attuare. Non si sa quindi quali animali, entro quando, chi, come e dove finiranno i 2000 animali ad oggi detenuti dai circhi.

Ma la legge sembra essere stata di nuovo presa in mano e i decreti attuativi analizzati: il Ministro per i Beni e le Attività culturali, Bonisoli, in concerto con il ministro dell'Ambiente Costa, infatti, in questi ultimi mesi sta lavorando con le Regioni e con le associazioni per far approvare i decreti attuativi per procedere alla dismissione degli animali dagli spettacoli circensi.[33] «Una battaglia di civiltà che altri Paesi hanno già fatto: dobbiamo metterci davanti a un modo moderno di intendere i circhi. Vogliamo - conclude Bonisoli - togliere gli animali dai circhi perché non hanno niente a che fare con la cultura e lo spettacolo».[33] I circensi e gli addestratori, in tutto ciò, si preoccupano chiaramente per il futuro del loro lavoro, dei fondi pubblici che non verranno più destinati a loro e alla ricollocazione dei loro animali. Tuttavia, sono centinaia i centri di recupero in tutta Europa, già pronti ad accogliere gli animali sequestrati dai circhi. In un'intervista recentemente rilasciata all'Agenzia AGI il Presidente della LAV Gianluca Felicetti afferma: «A chi si chiede dove finiranno gli animali una volta che la legge 175 sarà efficace, rispondiamo che gli animali dei circhi sono di proprietà privata ed è evidente che saranno i proprietari ad avere il diritto e il dovere di disporne in tutto e per tutto. Il nostro auspicio e augurio è che i proprietari, una volta che la legge delegata entrerà in vigore, troveranno il modo migliore per assicurare loro - avendone la responsabilità giuridica, oltreché morale - un futuro dignitoso».[34] Viene contestato il fatto che se i decreti attuativi fossero stati approvati per tempo, per tutti quegli animali sequestrati ai circhi che non avessero trovato adeguata sistemazione presso i Centri di Recupero Animali Esotici (CRASE) gestiti dagli stessi animalisti, assolutamente insufficienti ad accogliere tutti gli animali, non sarebbe stata esclusa una crudele soppressione per eutanasia.[35] Così come tutti gli appassionati di circo classico ed il pubblico che nonostante la martellante propaganda antispecista, continua ad apprezzare ed affollarne gli chapiteu, ritengono invece che inderogabile battaglia di civiltà sia al contrario quella difendere tenacemente questa antica forma d'arte, che particolarmente in Italia ha trovato la culla d'origine di diverse dinastie e complessi circensi noti in tutto il mondo.[36][37] Così come risulta inaccettabile che la RAI abbia tagliato senza informare i telespettatori, tutti i numeri che prevedevano l'impiego di animali esotici per ben due anni (2018 e 2019), nelle puntate trasmesse nel periodo natalizio del Festival Internazionale del Circo di Monte Carlo.[38][39][40] Nel marzo 2012 l'assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato una risoluzione che impegna la giunta regionale ad invitare i comuni a emanare appositi regolamenti che vietino la sosta e l'attendamento a circhi con alcune specie di animali esotiche[41]. Alcune associazioni animaliste hanno diffuso comunicati stampa in cui evidenziano come l'Emilia-Romagna sia stata la prima regione in Italia a deliberare il divieto ai circhi con animali esotici[42], mentre secondo i circensi il documento deliberato costituisce un indirizzo politico senza valore di legge[43]. Alla delibera si è opposto l'Ente Nazionale Circhi[44]. I regolamenti comunali e le ordinanze dei sindaci che imponevano tali divieti sono stati più volte annullati dal TAR dell'Emilia-Romagna[45][46]. Nell'aprile 2013, in merito alle controversie sui divieti comunali, il TAR di Ancona dà ragione ai circhi[47].

Nell'aprile 2013, l'Ente Nazionale Circhi ha costituito un registro nazionale di veterinari[48], e affida a un comitato di esperti la redazione di un codice di autoregolamentazione ad uso dei circhi con animali[49]. Diversi veterinari affiliati allo SIVeLP, hanno consegnato all'attenzione della Presidente della 7ª Commissione senatrice Michela Montevecchi, a seguito dell'Audizione del 14/11/2019 puntuali documenti di analisi, sullo stato di benessere degli animali allevati nei circhi. Documenti che smentiscono categoricamente le teorie di maltrattamento e sfruttamento degli animali allevati nei circhi[50].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Raffaele De Ritis, Circo : Per una definizione di “circo”, su Circo, 21 novembre 2008. URL consultato il 10 maggio 2020.
  2. ^ Cfr. per esempio Victor Hugo, L'uomo che ride, Garzanti, 1976 (prima edizione francese pubblicata nel 1869)
  3. ^ Storia degli zingari, su iperlogo.it. URL consultato il 14 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale l'8 giugno 2002).
  4. ^ The Oxford English Dictionary lists the 1791 book The History of the Royal Circus about Philip Astley's troupe as the first written use of the word to describe the modern circus.
  5. ^ a b Citato in F. Cappa e P. Gelli “Dizionario dello Spettacolo del 900”, Baldi&Castoldi Editore, 1988.
  6. ^ Cfr. Arturo Curà, Orsanti, Edizioni Silva, Parma 1998.
  7. ^ Ernest Molier, in le muse, VIII, Novara, De Agostini, 1967, p. 61.
  8. ^ Finanziamento pubblico, su lav.it, 2006 (archiviato il 24 aprile 2014).
  9. ^ Finanziamento pubblico, su lav.it, 2007 (archiviato il 24 aprile 2014).
  10. ^ Finanziamento pubblico, su lav.it, 2008 (archiviato il 24 aprile 2014).
  11. ^ Finanziamento pubblico, su lav.it, 2009 (archiviato il 24 aprile 2014).
  12. ^ Finanziamento pubblico (PDF), su bv.ipzs.it, 2010 (archiviato l'11 agosto 2014).
  13. ^ Finanziamento pubblico, su spettacolodalvivo.beniculturali.it, 2011 (archiviato l'11 agosto 2014).
  14. ^ Finanziamento pubblico, su spettacolodalvivo.beniculturali.it, 2012 (archiviato l'11 agosto 2014).
  15. ^ Finanziamento pubblico, su spettacolodalvivo.beniculturali.it, 2013 (archiviato l'11 agosto 2014).
  16. ^ Finanziamento pubblico, su spettacolodalvivo.beniculturali.it, 2014 (archiviato il 5 dicembre 2014).
  17. ^ Finanziamento pubblico, su beniculturali.it, 2015 (archiviato il 9 febbraio 2015).
  18. ^ Luisa De Montis, Un circo senza animali, in il Giornale, 1º dicembre 2012 (archiviato il 1º dicembre 2012).
  19. ^ Informazioni sui circhi con animali
  20. ^ Animal in circuses and zoos
  21. ^ G. Iossa et al, 2009, Animal Welfare
  22. ^ http://www.circo.it/audizione-enc-in-senato-il-documento-che-smonta-le-tesi-a-favore-della-dismissione-degli-animali-nei-circhi/
  23. ^ https://web.archive.org/web/20190717085050/http://www.nationalgeographic.it/natura/animali/2018/12/28/news/care_tigri_cari_leoni_la_legge_sui_circhi_c_era_ma_e_scaduta-4239910/
  24. ^ https://www.senato.it/Leg18/3660?procedura_commissione=184
  25. ^ Dichiarazione degli psicologi
  26. ^ Psychologists' statement on the anti-pedagogical value of the the abuse of animals in circuses and performances – Eurogroup for animals
  27. ^ https://www.youtube.com/watch?v=r_fyBgLH9ws
  28. ^ Ferrara - sì al circo con animali: lo afferma il TAR, in GeaPress, 9 luglio 2012. URL consultato il 4 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 27 luglio 2012).
  29. ^ Il Tar: «Niente animali nel circo» Gli Orfei perdono la sfida di Ciampino, in Corriere della Sera, Roma, 4 gennaio 2013. URL consultato il 4 maggio 2013.
  30. ^ https://scienze.fanpage.it/quanti-sono-gli-animali-rinchiusi-nei-circhi-in-italia-e-in-quali-paesi-sono-vietati/
  31. ^ https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/12/12/17G00189/sg
  32. ^ https://www.lav.it/cpanelav/js/ckeditor/kcfinder/upload/files/files/DichiarazioneBisogniEtologici%20lm_ITA.pdf
  33. ^ a b https://www.dire.it/21-05-2019/334761-bonisoli-via-gli-animali-dai-circhi-e-battaglia-di-civilta/
  34. ^ https://www.lav.it/news/circo-senza-animali-intervista-felicetti
  35. ^ https://www.youtube.com/watch?v=_VnB-WOCaHU&feature=youtu.be ; http://www.circo.it/wp-content/uploads/2019/11/valeriu_7_commissione.pdf
  36. ^ https://agrariansciences.blogspot.com/2019/07/dalla-parte-del-circo-prima-parte.html
  37. ^ https://agrariansciences.blogspot.com/search?q=circo
  38. ^ http://www.amicidelcirco.it/index.php/it/25-amici-del-circo/novita/1150-non-censurate-i-numeri-con-animali-dal-festival-di-montecarlo-su-rai3
  39. ^ https://agrariansciences.blogspot.com/2019/12/natale-al-circo-2019.html
  40. ^ http://www.circusfans.net/news/?view=17877
  41. ^ Regione Emilia-Romagna, Risoluzione n. 755 del 27 marzo 2012, su bur.regione.emilia-romagna.it, 27 marzo 2012.
  42. ^ Davide Turrini e Giulia Zaccariello, L'Emilia-Romagna prima regione a vietare i circhi, in Il Fatto Quotidiano, 29 marzo 2012. URL consultato il 4 maggio 2013.
  43. ^ Emilia-Romagna no limits per i circhi? Ennesima bufala, su circo.it, 29 marzo 2012.
  44. ^ Il presidente Buccioni scrive al governatore dell'Emilia Romagna, su circo.it, 5 aprile 2012.
  45. ^ Il Tar cancella il divieto ai circhi nel Comune di Ferrara, su circo.it, 11 novembre 2011.
  46. ^ Tar Emilia Romagna: annullata l'ordinanza del sindaco di Ferrara, su circo.it, 16 luglio 2012.
  47. ^ Il Tar di Ancona dà ragione ai circhi con animali
  48. ^ Costituito il registro dei veterinari presso l'Enc
  49. ^ Regolamento animali: sarà presentato alla assemblea Enc
  50. ^ http://www.circo.it/i-veterinari-scrivono-alla-senatrice-montevecchi/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandro Cervellati, Storia del Circo, Edizioni Avanti, Bologna, 1956
  • Raffaele De Ritis, Storia del Circo. Dagli acrobati egizi al Cirque du Soleil, Bulzoni, Roma, 2008
  • Alessandro Serena, Storia del Circo, Bruno Mondadori, Milano, 2008
  • Leonardo Angelini, L'attore-giocoliere, da Enrico Rastelli al Nuovo Circo, Un mondo a parte, Roma, 2008
  • Antonio Giarola e Alessandro Serena, Corpo Animali Meraviglie, Edizioni Equilibrando, Verona, 2013
  • F. Cappa e P. Gelli, Dizionario dello Spettacolo del '900, Milano, Baldini&Castoldi, 1998, ISBN 978-88-80892-95-3.
  • J. Y. Attou, Clown's Circus storia, ricordi e arte: Il circo, una festa nuovo modello drammaturgico, Verona, Edizioni Equilibrando, 2019.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàGND (DE4067878-7 · BNF (FRcb11931206b (data) · NDL (ENJA00570042