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Tre pazzi a zonzo

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Tre pazzi a zonzo
Titolo originaleAt the Circus
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1939
Durata87 min
Dati tecniciB/N
rapporto: 1,37 : 1
Generecommedia, musicale
RegiaEdward Buzzell
SceneggiaturaIrving Brecher, Buster Keaton
ProduttoreMervyn LeRoy
Casa di produzioneMetro-Goldwyn-Mayer (controlled by Loew's Incorporated)
Distribuzione in italianoMetro-Goldwyn-Mayer (1948)
FotografiaLeonard Smith
MontaggioWilliam H. Terhune
MusicheFranz Waxman (non accreditato)

Harold Arlen

ScenografiaCedric Gibbons e, associato, Stan Rogers

Edwin B. Willis (arredatore)

CostumiDolly Tree (costumi donne)

Valles (costumi uomini)

Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Doppiaggio del 1948:

Doppiaggio del 1990:

Tre pazzi a zonzo (At the Circus) è un film del 1939 diretto da Edward Buzzell, interpretato dai fratelli Marx, Margaret Dumont e Eve Arden.

Groucho Marx con Eve Arden

Jeff Wilson, diseredato dalla ricca zia Suzanne Dukesbury, è innamorato dell'artista Julie Randall che lavora nel suo circo. Il cattivo Carter gli ruba l'incasso per sottrargli il circo ma Wilson, aiutato dall'avvocato Loophole, da Antonio e da Punchy, riuscirà a recuperare i soldi e la stima della ricca zia in un rocambolesco spettacolo circense.

Il film fu prodotto dalla Metro-Goldwyn-Mayer (MGM) (controllata dalla Loew's Incorporated).

La carriera del leggendario attore comico Buster Keaton era da tempo in declino, e si era ridotto a lavorare alla MGM come gag man (ideatore di gag). Le gag visive complesse ed elaborate di Keaton non si sposavano bene con il tipo di umorismo dei fratelli Marx e talvolta erano fonte di attrito tra il comico e i tre fratelli.[1] Quando Groucho fece notare a Keaton l'incompatibilità delle sue gag con quelle dei fratelli Marx, Keaton rispose: «Sto solo facendo quello che [Louis B. Mayer] mi ha chiesto di fare. Voi non avete bisogno di aiuto».[2]

Centinaia di ragazze si candidarono per il film, e alla fine ne furono scelte diciotto dopo "rigorose selezioni". Dovevano essere ballerine di danza classica esperte, avere una bella voce, essere di bella presenza e dimostrare tutto ciò eseguendo una danza sulle punte su un cavallo al galoppo senza sella, cantando intonate. Quattro delle ragazze erano ex cavallerizze circensi. Diverse altre avevano partecipato a rodei, sia a livello professionale che amatoriale, e le restanti avevano cavalcato per gran parte della loro vita.[3]

Il nome del personaggio interpretato da Groucho in questo film, J. Cheever Loophole, ricordava quello di un vero finanziere chiamato J. Cheever Cowdin, che aveva legami con l'industria cinematografica. Nel 1936 Cowdin guidò un gruppo di investitori che avevano prestato 750.000 dollari (equivalenti a 17.401.079 dollari del 2026) a Carl Laemmle e a suo figlio Carl Laemmle Jr. per finanziare il film La canzone di Magnolia. Prima dell'uscita del film, gli investitori chiesero la restituzione del prestito, ma i Laemmle non avevano i fondi necessari. Grazie a ciò, Cowdin riuscì ad assumere il controllo degli studi Laemmle Universal Pictures e ne fu presidente fino al 1946. La canzone di Magnolia si rivelò un successo finanziario e, se il prestito non fosse stato richiesto per il rimborso prima dell'uscita del film, i Laemmle sarebbero stati in grado di ripagarlo e mantenere la proprietà della Universal.

Groucho aveva 48 anni durante le riprese di Tre pazzi a zonzo e la sua attaccatura dei capelli aveva iniziato a diradarsi mostrando un inizio di calvizie. Indossava un parrucchino nel film e avrebbe fatto lo stesso per il successivo film dei fratelli Marx, I cowboys del deserto (1940).

Groucho, nel ruolo di J. Cheever Loophole, era stato originariamente introdotto in una scena chiave ambientata in un'aula di tribunale, che venne girata ma poi tagliata dal film.

Uno degli aneddoti più raccontati da Groucho sulle riprese di Tre pazzi a zonzo riguardava il costume da gorilla indossato da un attore. Durante la registrazione del Dick Cavett Show il 13 giugno 1969, Groucho raccontò che l'attore aveva troppo caldo dentro il costume a causa delle luci intense, e che durante la pausa pranzo si era recato alla mensa dello studio e aveva praticato diversi fori nel costume con un punteruolo. Scoperti i fori, il responsabile delle pelli di gorilla si infuriò e la portò via. La MGM cercò in tutta la California meridionale un costume di ricambio e alla fine ne trovò uno da orangutan a San Diego. Un orangutan è molto più piccolo di un gorilla, quindi fu ingaggiato un attore di statura inferiore per potere indossare il nuovo costume. Groucho disse di aver ricevuto molte domande a riguardo, e che alcuni spettatori che aveva incontrato gli chiedevano perché il gorilla apparisse visibilmente più piccolo nella seconda parte del film.

Distribuzione

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Distribuito dalla Metro-Goldwyn-Mayer (MGM), uscì nelle sale cinematografiche USA il 20 ottobre 1939.

Accoglienza critica

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Le recensioni della critica non furono generalmente positive come quelle riservate ai precedenti film dei fratelli Marx. Frank S. Nugent del The New York Times scrisse: "Con tutta benevolenza e con un sincero pizzico di rammarico, dobbiamo constatare che la loro nuova impresa non è poi così spensierata; che, in realtà, è una piuttosto deludente imitazione dei precedenti successi dei Marx, frutto più di sudore che di ispirazione, e per nulla all'altezza degli standard (per quanto elevati) di comicità stravagante del gruppo.[4] Variety definì il film "divertimento spensierato e licenzioso, secondo lo schema dei primi film dei fratelli Marx".[5] Sebbene Film Daily avesse scritto: "I folli Marx non sono mai stati più divertenti, né hanno mai avuto una storia migliore dove scatenarsi di Tre pazzi a zonzo[6], Harrison's Reports lo definì "il peggior film dei Marx visto negli ultimi anni... Potrebbe piacere ai bambini, ma difficilmente agli adulti".[7] John Mosher del The New Yorker scrisse che i Marx sembrava che si stessero impegnando di più in questo film rispetto a Servizio in camera, "ma il raggiungimento della novità o della sorpresa, il vero marchio dei Marx, non è mai evidente".[8] In contrasto, il numero dell'11 novembre 1939 dell'Ottawa Citizen descrisse il film "un vero e proprio tripudio di ilarità" e "probabilmente il più folle dei film realizzati da Groucho, Chico e Harpo".[9]

  1. Groucho, Harpo, Chico and sometimes Zeppo.
  2. Glenn Mitchell, The Marx Brothers Encyclopedia, Londra, Reynolds & Hearn, 2006, p. 164, ISBN 1-905287-11-9.
  3. Versatility Required In Marx Bros. Film, in The Montreal Gazette, Montreal, 2 gennaio 1940. URL consultato il 19 maggio 2013.
  4. Frank S. Nugent, THE SCREEN; Marxes Well Under Their Top in 'At the Circus' at the Capitol--New Films at Rialto and Palace, in The New York Times, 17 novembre 1939. URL consultato il 25 giugno 2019.
  5. Film Reviews, in Variety, New York, Variety, Inc., 18 ottobre 1939, p. 14.
  6. Reviews of the New Films, in Film Daily, New York, Wid's Films and Film Folk, Inc., 17 novembre 1939, p. 7.
  7. At the Circus, in Harrison's Reports, New York, Harrison's Reports, Inc., 21 ottobre 1939, p. 167.
  8. (EN) John Mosher, The Current Cinema, in The New Yorker, New York, F-R Publishing Corp., 25 novembre 1939, p. 83.
  9. Picture Theaters At the Motion, in Ottawa Citizen, Ottawa, 11 novembre 1939. URL consultato il 19 maggio 2013.

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