Stella di fuoco

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Stella di fuoco
Titolo originale Flaming Star
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1960
Durata 101 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere western
Regia Don Siegel
Soggetto Clair Huffaker
Sceneggiatura Clair Huffaker
Nunnally Johnson
Produttore David Weisbart
Fotografia Charles G. Claire
Montaggio Hugh S. Fowler
Musiche Cyril J. Mockridge
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Stella di fuoco (Flaming Star) è un film western del 1960 diretto da Don Siegel, con protagonista Elvis Presley.

La sceneggiatura del film è basata sul romanzo Flaming Lance (1958) di Clair Huffaker. È generalmente considerato uno dei migliori film di Presley che qui dà la sua migliore prova di attore interpretando la parte del mezzosangue Pacer Burton in un ruolo drammatico.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Pacer Burton (Elvis Presley) è un mezzosangue di madre pellerossa e padre bianco. Vive con la sua famiglia, incluso il fratellastro Clint, in una casa nel Texas di frontiera. La vita scorre tranquilla fino a quando una sommossa degli indiani scatena i sentimenti razzisti di coloro che si erano mostrati amici e tolleranti. Quando la madre viene uccisa da un bianco, Pacer si schiera con i pellerossa compiendo con loro scorribande nelle fattorie dei bianchi che fino ad allora aveva considerato il suo popolo. A sua insaputa viene però attaccata dagli indiani anche la sua fattoria dove viene ferito suo fratello Clint e rimane ucciso il padre. Pacer si opporrà agli indiani e verrà per questo trucidato.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il soggetto di Stella di fuoco circolava a Hollywood sin dal 1958 quando nel 1960 la 20th Century Fox finalmente si decise a scritturare Presley come protagonista.[1] Originariamente per la parte dei fratelli di Pacer si era pensato anche a Frank Sinatra e a Marlon Brando, al quale all'inizio era stata offerta anche la parte del protagonista.[1]
  • In origine il titolo del film doveva essere Black Star (Stella nera) e Presley aveva già inciso anche la canzone del titolo, dovette quindi reincidere il brano dicendo "Flaming" al posto di "Black". L'incisione originale è stata scoperta solamente nel 1991.[2]
  • Barbara Steele, attrice inglese originariamente scritturata per la parte della ragazza di Pacer, venne rimpiazzata da Barbara Eden dopo che i dirigenti dello studio decisero che l'accento britannico della Steele era troppo pronunciato e non si addiceva al personaggio.[1]
  • Originariamente, Elvis aveva un terzo numero musicale nel film, Summer Kisses Winter Tears. La canzone fu tagliata dopo un'anteprima in cui la maggior parte del pubblico scoppiava a ridere durante la scena (Elvis cantava agli indiani Kiowa seduti attorno ad un falò, accompagnato dal capotribù che picchiava sui tamburi di guerra).[senza fonte]
  • Il film venne fatto uscire solo un mese dopo Cafè Europa ma non ne replicò il successo fallendo la scalata al botteghino.[1] Il seguente film di Presley, Paese selvaggio, fallì anch'esso e non impressionò né i fan né la critica, così il Colonnello Tom Parker, suo manager, persuase Presley che il pubblico non voleva vederlo in film impegnati.[1] Questo portò a pellicole come Blue Hawaii e Pugno proibito, dove Elvis recitava in ruoli improbabili o in commediole spensierate per famiglie.
  • Foto pubblicitarie di Elvis tratte dal film furono usate da Andy Warhol per creare diverse opere d'arte: "Double Elvis," "Triple Elvis," e "Elvis 11 Times".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e Victor, Adam, The Elvis Encyclopaedia, p.167
  2. ^ Monari, Livio. Elvis Presley, Manuali Rock 19, Arcana Editrice, Milano, 1992, pag. 136-137, ISBN 88-85859-84-4

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]