Sam Phillips
Samuel Cornelius Phillips (Florence, 5 gennaio 1923 – Memphis, 30 luglio 2003) è stato un produttore discografico statunitense noto per aver creato la casa discografica Sun Records.
Phillips iniziò la sua carriera prima come tecnico del suono e poi come DJ alla WLAY, radio di Muscle Shoals, Alabama.
Il 3 gennaio 1950 aprì l'ormai celebre Sun Studio al 706 della Union Avenue di Memphis, nello stesso stabile in cui aveva già fondato l'etichetta discografica Sun Records con lo scopo di pubblicare sia il country bianco che l'R&B nero. Profeticamente in quest'occasione pronunciò la frase: "If I could find a white man who sings with the Negro feel, I'd make a million dollars" ("Se trovassi un bianco capace di cantare con l'anima di un nero, potrei diventare milionario"). Fu in questi studi che venne registrato quello che fu definito il primo brano rock and roll: "Rocket 88" di Jackie Brenston and his Delta Cats (scritto da Ike Turner).
Il suo sogno divenne realtà quando scoprì e lanciò Elvis Presley che pubblicò nel 1954, proprio per la Sun Records, il suo primo singolo "That's All Right (Mama)"/"Blue Moon of Kentucky". A questo seguirono altri nove singoli fino al 1956, anno in cui Phillips vendette il contratto di Presley alla RCA per 35000 dollari.
Oltre a Presley incisero alla Sun Records artisti che diventarono delle leggende musicali come Johnny Cash, Jerry Lee Lewis, Roy Orbison, B.B. King e Carl Perkins.
Dopo essersi ritirato dalla carriera discografica nel 1962, vendette la Sun nel 1969 al produttore di Nashville Shelby Singleton. La sua carriera proseguì nel settore radiofonico e ricevette il prestigioso riconoscimento nel 1986 di entrare a far parte della "Rock and Roll Hall of Fame" per il suo contributo pionieristico nel genere rockabilly.
Sam Phillps è morto all'ospedale St. Francis di Memphis all'età di 80 anni per una crisi respiratoria il 30 luglio 2003, solo un giorno prima che gli originali Sun Studio fossero inseriti nella National Historic Landmarks, la lista dei luoghi statunitensi tutelati per il loro rilievo storico.
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[modifica] Biografia
Il ruolo del produttore, seppure a volte oscuro e non certo in evidenza rispetto a quello di manager famosi, come lo fu il Colonnello Parker per Elvis Presley, fu quasi sempre determinante per il successo di un artista. Che sarebbe stato del rock’n’roll, ad esempio, senza il produttore discografico che “scoprì” Elvis Presley, Cari Perkins, Jerry Lee Lewis, Roy Orbison, Johnny Cash, Charlie Rich e tanti altri? Impossibile dare una riposta, ma non v’è alcun dubbio che l’attività di Sam Phillips e della sua Sun Records sia stata fondamentale per la musica degli anni ‘50. “Quello che volevo era registrare dischi dei grandi artisti neri. I neri non avevano un posto nel sud dove poter registrare e dovevano andare a New Orleans o a New York per farlo, cosa spesso impossibile...”. Questa fu la molla che nel 1950 portò Phillips a fondare, attrezzando un vecchio garage, il Memphis Recording Service che divenne il suo primo studio di registrazione.
[modifica] L'inizio da DJ
Samuel Cornelius Phillips, nato a Florence, Alabama, nel 1923, suonatore di sousaphone per diletto, aveva dovuto interrompere gli studi di legge nel ‘41 in seguito alla morte del padre. Da quel momento aveva intrapreso l’attività di DJ in giro per il sud degli Stati Uniti. Nel 1946 era approdato alla stazione radio WREC di Memphis: qui il suo compito era registrare i concerti che si tenevano ai Peabody Hotel. Un lavoro non certo entusiasmante ma che lo fornì di un bagaglio tecnico e di un’esperienza che gli sarebbero state molto preziose quando, pochi anni dopo, avrebbe aperto il Memphis Recording Service, al 706 di Union Avenue. Si trattava di uno studio dove i dilettanti, a pagamento, potevano registrare i loro dischi, anche se non erano ancora di un’etichetta discografica, ma quello era l’obiettivo. Un obiettivo che venne raggiunto quando, in società con il disc-jockey Dewey, Phillips fondò la The Phillips nel ‘51 (per la quale uscì un unico disco di Joe Hill Lewis: Gotta let you go/Boogie in the park), e soprattutto quando diede vita alla Sun Record, nel ‘52.
I primi dischi dell’etichetta non fecero certo gridare al miracolo: Blues in my condition di Jackie Boy and Littie Walter, pur registrato non fu pubblicato, Drivin’ slow di Johnny London, Dreary nights di Walter Bradford e Got my application baby di Gay Garth ebbero giusto il merito di far circolare un po’ il nome della neonata etichetta, ma nel marzo del ‘53 Bear cat di Rufus Thomas giunse in vetta alle classifiche di rhythm’n’blues, rappresentando il primo di una lunga serie di hit.
I primi dischi della Sun furono tutti di artisti di colore (i Prisonaires di Just walkin’ in the ram, Littie Junior Parker con le sue Feelin’good e Mistery train, poi ripresa da Presley), ma alla fine deI ‘53 Phillips iniziò a prendere in considerazione l’eventualità di “aprire” anche alla musica bianca. Mise sotto contratto qualche gruppo e qualche cantant e hillbilly (i Ripley Cotton Choppers, Earl Peterson, Doug Poindexter, Hardrock Gunter...) ma ciò che cercava era “un bianco con il sound e il feeling di un negro”. Dovette aspettare il 5 luglio 1954 perché ciò accadesse: fu quello il giorno in cui negli studi entrò un timoroso e giovanissimo Elvis Presley, il personaggio destinato a rivoluzionare il mondo della musica.
[modifica] La fama dovuta a Elvis
La fama portata alla Sun dal successo di Presley (That’s all right, Mistery train, Good rockin’ tonight e I forgot to remember to forget furono i suoi primi hit) fece sì che Memphis diventasse la meta di centinaia di giovani musicisti desiderosi di bissare il successo del futuro “Re del rock’n’roll”. Non era facile riuscire a capire chi, tra di loro, valesse qualcosa, ma Phillips non sbagliò quasi mai un colpo. Mise sotto contratto, tra gli altri, Johnny Cash, Carl Perkins, Jerry Lee Lewis, Warren Smith, Charlie Feathers e Roy Orbison dando loro una piccola etichetta locale: cedette Elvis ai colosso RCA per la cifra allora stratosferica (per un artista promettente, sì, ma non ancora affermato) di 35.000 dollari. Questo permise a Presley di raggiungere in breve la popolarità mondiale e a Phillips, che fino a quel momento era stato assorbito completamente dalla produzione di Elvis, di dedicarsi ad altri progetti musicali. I soldi della RCA furono così investiti, nel ‘56, su due altri futuri “grandi” che non gli avrebbero fatto mancare soddisfazioni e guadagni: Carl Perkins e Johnny Cash. Sempre in quell’anno furono avviate le carriere di Orbison, Warren Smith e Sonny Burgess. Solo all’inizio del ‘57, però, tra tutti i puledri di razza della scuderia di Phillips, iniziò a mettersene in luce uno che pareva avere veramente la stoffa del grande campione: si chiamava Jerry Lee Lewis e il suo successo, grazie a dischi come "Crazy arms", "It’ll be me", e soprattutto "Great balls of fire", fu tale da fare designare quel pianista “pazzo” come il più accreditato successore di Elvis.
[modifica] L'inizio del tracollo
Per Phillips, dunque, le cose andavano bene: perso un campione eccone un altro, ma a metà del 1958 il tracollo. La stampa scoprì che la giovane moglie di Lewis aveva solo tredici anni e, per di più, era sua cugina. Lo scandalo di fatto determinò la fine della carriera del rocker e l’inizio del declino della Sun. Certo, non mancheranno altri grandi successi da quel momento alla fine del decennio (Raunchy di Bili Justice, Mona Lisa di Carl Mann, Lonely weekends di Charlie Rich), ma la fine era vicina. Del resto gli artisti maggiori avevano iniziato ad abbandonare la nave (Perkins e Cash si erano accasati alla Columbia) così come se ne erano andati alcuni dei tecnici e degli arrangiatori fondamentali per il tanto celebrato “Sun Sound”. L’etichetta vivacchierà fino alla fine degli anni ‘60 poi Phillips chiuderà definitivamente i battenti più interessato alla gestione di due stazioni radio che aveva acquistato, la WAGI e la WHEE, e agli investimenti immobiliari che lo portarono a diventare uno degli azionisti della catena Holiday Inn.
C’è chi definì il produttore come un grande fallito: lui scopriva i talenti, gli altri (come era accaduto con Presley, Cash e Perkins) li sfruttavano economicamente. Jerry Lee Lewis disse che a Phillips mancava soprattutto senso pratico ed è difficile dagli torto. Prendiamo il caso del famoso “Sun sound”: Phillips aveva inventato un suono inconfondibile, ma appena si presentò Iack Clement, un giovane produttore che sarebbe diventato una delle figure più importanti della scena musicale di Nashville, gli diede le chiavi dello studio, gli confidò tutti i suoi segreti e partì per un lungo viaggio. Qualcuno disse che Phillips aveva una miniera d’oro, ma troppa poca voglia di mettersi a scavare. Forse era proprio così, ma i suoi meriti artistici restano.
[modifica] L'atteso riconoscimento
Nel 1986 Sam Phillips venne riconosciuto ufficialmente “Patriarca del Rock’n’roll” ed inserito di diritto, accanto ai grandi di questo genere musicale (Elvis Presley, Jerry Lee Lewis, Chuch Berry, Littie Richard, Fats Domino, R ay Charles, ecc.), nella “Rock’n’roll Hall of fame”.
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