If I Can Dream

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If I Can Dream
Artista Elvis Presley
Tipo album Singolo
Pubblicazione novembre 1968
Durata 3 min : 10 s
Dischi 1
Genere Rock
Gospel
Etichetta RCA
Registrazione giugno 1968
Formati 45 giri
Note #12 Stati Uniti
Elvis Presley - cronologia
Singolo precedente
(1968)
Singolo successivo
(1968)

If I Can Dream è un brano musicale scritto da Walter Earl Brown e reso celebre da Elvis Presley.[1]

La canzone è notevole in quanto è il primo brano a contenuto sociale cantato da Presley, contenendo riferimenti a Martin Luther King e al suo famoso discorso sull'eguaglianza razziale (I Have a Dream...). Il brano venne registrato da Presley nel giugno 1968, due mesi dopo l'assassinio di Martin Luther King. La registrazione venne proposta al pubblico come canzone finale dello speciale tv che aveva visto il ritorno sulle scene di Presley.

Anche se tecnicamente non si può definire il brano un gospel vero e proprio, Presley interpreta la canzone con un trasporto tale da far apparire il brano un pezzo di musica sacra. Da allora il brano è apparso in numerose compilation di Elvis dedicate alla musica gospel.

La canzone venne pubblicata come singolo nel novembre 1968 e stazionò nella classifica di Billboard Hot 100 per 13 settimane, raggiungendo la 12esima posizione, con più di un milione di copie vendute negli Stati Uniti.

Il brano[modifica | modifica sorgente]

Origine e storia[modifica | modifica sorgente]

A Brown era stato chiesto di scrivere una canzone per rimpiazzare I'll Be Home For Christmas, brano che sarebbe dovuto essere il gran finale dello speciale televisivo su Elvis della NBC (20-23 giugno 1968). Così egli scrisse If I Can Dream e quando Presley la sentì per la prima volta proclamò di essere entusiasta della composizione e che l'avrebbe cantata sicuramente. Colpito dal testo della canzone, Presley si recò dal produttore dello show, Steve Binder, e gli riferì di non voler mai più cantare canzoni in cui non credeva e fare film in cui non credeva.[2] Di bianco vestito con un completo da gentiluomo del vecchio Sud, Presley interpretò la canzone durante il finale dello spettacolo, cantando come se fosse in gioco la sua stessa vita, con una voce che acquistava punte roche come non si sentivano da tempo in un suo brano.

Quando il Colonnello Tom Parker ascoltò la canzone proposta da Earl Brown per la prima volta, disse: «Non è il tipo di canzone per Elvis». Elvis, presente al commento del suo manager, rispose: «Mi piacerebbe comunque provarci». In seguito Brown raccontò che quando Elvis registrò il brano, vide tre coriste con le lacrime agli occhi. Una di loro gli sussurrò: «Elvis non ha mai cantato con così tanto sentimento prima... Crede in ogni parola che canta».[3]

Cover[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ IF I CAN DREAM in ACE Title Search, American Society of Composers, Authors and Publishers. URL consultato il 21 ottobre 2008.
  2. ^ Simpson, Paul. Guida completa a Elvis Presley, Antonio Vallardi Editore, 2004, Milano, pag. 291, ISBN 88-7887-015-3
  3. ^ Barry Manilow The Complete Collection and Then Some... booklet, page 42, 1992 Arista Records - text edited by Maureen Lasher.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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