Riccardo Lombardi (politico)
| on. Riccardo Lombardi | |
|---|---|
| Assemblea costituente | |
| Luogo nascita | Regalbuto |
| Data nascita | 16 agosto 1901 |
| Luogo morte | Roma |
| Data morte | 18 settembre 1984 |
| Titolo di studio | Ingegnere |
| Partito | Partito d'Azione |
| Collegio | collegio unico nazionale |
| Incarichi parlamentari | |
|
|
| Pagina istituzionale | |
| on. Riccardo Lombardi | |
|---|---|
| Parlamento italiano Camera dei deputati |
|
| Luogo nascita | Regalbuto |
| Data nascita | 16 agosto 1901 |
| Luogo morte | Roma |
| Data morte | 18 settembre 1984 |
| Titolo di studio | Laurea in ingegneria |
| Professione | Ingegnere |
| Partito | Partito Socialista Italiano |
| Legislatura | I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII |
| Gruppo | Partito Socialista Italiano |
| Incarichi parlamentari | |
|
|
Riccardo Lombardi (Regalbuto, 16 agosto 1901 – Roma, 18 settembre 1984) è stato un politico, giornalista, partigiano e ingegnere italiano.
Indice |
[modifica] Biografia
[modifica] La giovinezza e l'antifascismo
Crebbe orfano dall'età di 3 anni, figlio di un capitano toscano dei Carabinieri proveniente dalla gavetta e deceduto a causa di servizio in Sicilia, dove aveva sposato Maria Marraro. Ricevette l'educazione media dai Gesuiti presso il Collegio Pennisi di Acireale. Durante gli studi al Politecnico di Milano, dove si laureò in Ingegneria Industriale, aderì al Partito Popolare Italiano di don Luigi Sturzo. Simpatizzò poi per il Partito Cristiano del Lavoro, fondato nel 1920 dagli esponenti di sinistra del Partito Popolare Italiano nel quale fu seguace di Guido Miglioli. Partecipò ad alcune azioni degli Arditi del popolo, tra cui la difesa del giornale Avanti! dall'assalto dei fascisti. Nel 1923 collaborò con Il Domani d'Italia, giornale della sinistra cattolica. Quando il cattolicesimo italiano rinunciò ad opporsi attivamente al fascismo egli si avvicinò alla cultura marxista. Dopo la soppressione dei partiti politici decretata il 5 novembre del 1926 continuò a partecipare all'attività clandestina con esponenti antifascisti di varie tendenze, in particolare con i comunisti dei quali apprezzava l'attivismo, pur rifiutando di iscriversi al Partito Comunista. Di conseguenza, nel 1930, a seguito di un'azione di volantinaggio fu arrestato torturato nella sede del Fascio. Non si riprenderà mai completamente dai postumi delle violenze.
Conoscendo le lingue tedesca e francese trovò lavoro quale direttore tecnico presso la sede di Milano di Weise & Söhne, una società tedesco-olandese di impiantistica chimica, che in pochi anni portò a diventare uno dei maggiori fornitori di Montecatini, SNIA e di tutta l'industria chimica italiana, allora in piena espansione. Raggiunse così un effimero benessere economico.
[modifica] La resistenza e il Partito d'Azione
Aderì al movimento Giustizia e Libertà e, nel 1942, fu tra i fondatori del Partito d'Azione di cui nel gennaio del 1943 creò assieme a Brenno Cavallari l'organo clandestino di stampa L'Italia Libera. Dopo l'armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943 militò nella Resistenza quale tenente generale delle brigate Giustizia e Libertà che, alla vigilia della Liberazione, rappresentò alle fallite trattative di resa con Benito Mussolini e Rodolfo Graziani presso l'Arcivescovado di Milano. Fece parte del CLNAI da cui alla Liberazione fu nominato Prefetto di Milano per un breve periodo.
Partecipò al governo De Gasperi I (dicembre 1945 - giugno 1946) quale ministro dei trasporti, avviando la rapida ricostruzione della rete ferroviaria. In seguito preferì operare fuori dalle cariche di governo o del parlamento, anche quando il suo partito faceva parte della maggioranza governativa. Convinto dell'insufficienza della sola riforma del latifondo a far progredire il Mezzogiorno, nel 1947 ottenne la costituzione dell'Ente Siciliano di Elettricità votato a promuovere l'industrializzazione dell'isola tramite interventi pubblici che ne potenziassero le infrastrutture. Sotto alla sua breve iniziale presidenza l'ESE realizzò nuove centrali idroelettriche (Pelino, Troina e Carboi) e i grandi impianti termici di Termini Imerese e di Augusta. In seguito al I congresso nazionale (febbraio 1946) divenne segretario del Partito d'Azione, nelle liste del quale fu eletto alla Assemblea Costituente. Dopo il magro risultato elettorale guidò il partito verso la confluenza nel Partito Socialista (ottobre 1947).
[modifica] Dalla corrente autonomista alla sinistra socialista
Nel PSI si mise a capo della corrente autonomista rispetto allo stretto rapporto istaurato da Nenni con i comunisti e fu contrario alle liste unitarie per le elezioni politiche del 1948 e allo stretto rapporto con l'Unione Sovietica.
Dopo la sconfitta del Fronte popolare, con Fernando Santi e Vittorio Foa vinse il congresso del PSI, del giugno 1948, su posizioni autonomiste, ma fu costretto a passare la mano, in meno di un anno, ai frontisti di Nenni e Morandi, forti del sostegno sovietico. Negli anni del frontismo, Lombardi tenne una posizione defilata nel PSI e accettò alcuni compromessi con la dirigenza come ricoprire l'incarico di Vice-presidente del Movimento dei Partigiani della Pace, organizzazione internazionale egemonizzata dal Cremlino.
Solo nel 1956, dopo l'invasione sovietica dell'Ungheria, Nenni, con l'appoggio di Lombardi, denunciò il patto di unità d'azione col Partito Comunista Italiano. Segno del nuovo orientamento dei socialisti, fu l'atteggiamento diverso tenuto nei confronti dell'integrazione europea. Lombardi ottenne il voto favorevole del PSI sull'adesione all'Euratom e l'astensione sulla CEE.
Al Congresso di Venezia del 1957 ottenne poi l'adozione di una nuova politica consistente nel costringere la maggioranza governativa ad operare una svolta a sinistra. Dopo un anni di tentativi di apertura contraddetti da pericoli sbandamenti a destra, la Democrazia Cristiana, ottenne, nel 1960, l'astensione socialista sulla fiducia al Governo Fanfani, segnando l'inizio del Centro sinistra. In questa prima fase definita 'programmatica' è Lombardi il protagonista, fase incentrata su una serie di riforme di struttura (termine da lui introdotto nel linguaggio politico), la maggiore delle quali, tra quelle realizzate, fu la nazionalizzazione dell'energia elettrica.
Nel luglio del 1964 la corrente "lombardiana" da lui guidata decise di non partecipare al secondo governo Moro, denunciando l'involuzione conservatrice della politica del centro-sinistra, in particolare a seguito del rifiuto della DC, con cui era stata realizzata anche la riforma della scuola media, a realizzare la riforma urbanistica. Da quel momento, per anni, Lombardi tenne una posizione di critica costruttiva nei confronti della maggioranza del suo partito; indicando come prospettiva un governo di alternativa alla Democrazia Cristiana, che la positiva evoluzione in atto nel Partito Comunista Italiano poteva rendere possibile. La sua corrente di Alternativa Socialista, la sinistra del PSI, si avvaleva di tre delfini: Claudio Signorile, Gianni De Michelis e Fabrizio Cicchitto.
In politica estera si adoperò per la decolonizzazione, in particolare fornendo sostegno internazionale all'amico Pierre Mendès-France impegnato nella liberazione dell'Indocina francese prima, dell'Algeria in seguito. Successivamente fu instancabile animatore di iniziative contrarie alla Guerra del Vietnam.
Nel 1971 fu tra i firmatari della lettera aperta pubblicata sul settimanale L'Espresso sul caso Pinelli. Negli anni '70 partecipò alla campagna innocentista in favore di Achille Lollo, Marino Clavo e Manlio Grillo, i tre militanti di Potere Operaio condannati per il Rogo di Primavalle.
Nel congresso del Midas del 1976 l'apporto della corrente di Riccardo Lombardi fu determinante per l'elezione a segretario di Bettino Craxi. Sostenne il nuovo segretario anche quando fu presentato il "progetto socialista" durante il congresso di Torino del 1978, che doveva essere la "Bad Godesberg" dei socialisti italiani. Fu eletto presidente nazionale del PSI nel gennaio 1980 ma si dimise due mesi dopo a causa dell'isolamento dovuto alla messa in minoranza di Claudio Signorile da parte di Craxi. Da quel momento assunse una posizione estremaemente critica nei confronti del segretario socialista denunciando la deriva autoritaria, la mancanza di prospettive e l'arrivismo della sua classe dirigente.
Fu deputato ininterrottamente dal 1948 al 1983. Diresse l'organo ufficiale Avanti! nel 1949-1950 e di nuovo nel 1963-1964.
[modifica] Bibliografia
Opere su Riccardo Lombardi
- Carlo Patrignani (a cura di) 'Lombardi e il fenicottero', edizioni 'L'Asino d'oro', 21.01.2010
- Bruno Becchi (a cura di), Riccardo Lombardi, l'ingegnere del socialismo italiano, Quaderni del Circolo Rosselli, a. XII, n. 4, 1992, Milano, Franco Angeli, 1993.
- Miriam Mafai, Lombardi, Roma, Ediesse, 2009.
- Emanuele Tortoreto, La politica di Riccardo Lombardi dal 1944 al 1949, Genova, Edizioni di Movimento operaio e socialista, 1972.
Scritti di Riccardo Lombardi
- Riccardo Lombardi, Scritti politici, a cura di Simona Colarizi, Venezia, Marsilio, 1978.
- Riccardo Lombardi (intervista a cura di Carlo Vallauri), L'alternativa socialista, Roma, Ediesse, 2009.
- Riccardo Lombardi, Discorsi Parlamentari, Presentazione di Valdo Spini e Introduzione di Simona Colarizi, Roma, Camera dei Deputati, 2001.
[modifica] Collegamenti esterni
- Targa a lui dedicata a Milano nel 2005
- Riccardo Lombardi nella storia del socialismo
- http://www.rassegna.it/articoli/2009/09/24/52347/riccardo-lombardi-una-lezione-di-metodo
- BUFARALE, Luca, «Quale Europa? La sinistra e l’unificazione europea: il caso di Riccardo Lombardi (1943-1957)», Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, N. 4 3|2010,
| Predecessore: | Ministro dei Trasporti | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Ugo La Malfa | 10 dicembre 1945 - 1º luglio 1946 (governo De Gasperi I) |
- Politici italiani del XX secolo
- Giornalisti italiani del XX secolo
- Partigiani italiani
- Nati nel 1901
- Morti nel 1984
- Nati il 16 agosto
- Morti il 18 settembre
- Politici del Partito d'Azione
- Politici del Partito Socialista Italiano
- Ingegneri italiani
- Ministri del Regno d'Italia
- Direttori di periodici
- Antifascisti italiani
- Brigate Giustizia e Libertà
- Arditi del popolo
- Deputati della I Legislatura della Repubblica Italiana
- Deputati della II Legislatura della Repubblica Italiana
- Deputati della III Legislatura della Repubblica Italiana
- Deputati della IV Legislatura della Repubblica Italiana
- Deputati della V Legislatura della Repubblica Italiana
- Deputati della VI Legislatura della Repubblica Italiana
- Deputati della VII Legislatura della Repubblica Italiana
- Deputati dell'VIII Legislatura della Repubblica Italiana