Antisovietismo

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Poster "abbasso il bolscevismo!"

Con il termine antisovietista s'intendeva una persona, detta attivista, impegnata a contrastare o culturalmente, o politicamente l'Unione Sovietica. Il termine può riferirsi anche ai cosiddetti anticomunisti, poiché spesso gli attivisti antisovietisti erano contrari anche - o soprattutto - al Comunismo. Inoltre questo termine può riferirsi: 1) a politici, come il Presidente statunitense Ronald Reagan, che durante la Guerra Fredda (1947-1991) tentarono d'impedire la diffusione del Comunismo in Europa e negli altri continenti; 2) ai nemici dei Bolscevichi, definiti zaristi, perché contrari al propagarsi del Comunismo nell'Impero Russo durante la Prima guerra mondiale, nella quale la Russia era attivamente impegnata, nemici della Rivoluzione di ottobre (1917); 3) agli intellettuali e cittadini sovietici, che ne contestavano la rigidità del sistema (ad esempio lo scrittore Bulgakov, autore de Il Maestro e Margherita). Nell'URSS antisovietista era sinonimo di controrivoluzionario, come, ironizzando, ricorda Bulgakov in Cuore di cane.

Bisogna dunque ricordarsi che antisovietista non è semanticamente sinonimo di anticomunista (considerando anche che ambienti eurocomunisti e maoisti erano spesso ostili ai sovietici), né tantomeno di nazista o fascista. È invece molto spesso identificabile con i termini capitalista o filostatunitense.

Dallo scioglimento dell'URSS (1991) il termine è caduto in disuso.

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