Guerra lituano-sovietica

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Guerra lituano-sovietica
Data 16 dicembre 1918 - 25 agosto 1919
Luogo Lituania
Esito Bolscevichi respinti, Lituania indipendente
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Lituania 8.000 (agosto 1919)
Germania 10.000 volontari sassoni
Flag of the Lithuanian-Byelorussian SSR.svg 18.000 - 20.000
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Le truppe bolsceviche avanzano mentre i tedeschi evacuano. La linea rossa segna l'avanzata in gennaio 1919

La Guerra lituano-sovietica o Guerra lituano-bolscevica (in lituano: Karas su bolševikais) è stata combattuta come conseguenza della firma dell'Atto d'indipendenza della Lituania, tra le forze governative della Lituania e i bolscevichi lituani sostenuti dalla Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa dopo la resa tedesca nella prima guerra mondiale. Esso faceva parte della più grande offensiva sovietica ad ovest tra il 1918 e 1919. L'offensiva seguì il percorso delle truppe tedesche in ritirata con l'intenzione di istituire una repubblica sovietica in Ucraina, Bielorussia, Lituania, Lettonia, Estonia, Polonia, in raccordo con la tedesca rivoluzione di novembre.

Entro la fine del mese di dicembre 1918 le forze sovietiche raggiunsero le frontiere lituane. Senza trovare grande resistenza, conquistarono una città dopo l'altra e, entro la fine del mese di gennaio 1919 controllavano circa 2/3 del territorio lituano. In febbraio l'avanzata sovietica fu fermata da un raccogliticcio esercito lituano con l'aiuto di volontari tedeschi anticomunisti, impedendo ai sovietici di catturare Kaunas, la temporanea capitale della Lituania. Il 27 febbraio 1919 la RSS Lituana (fondata il 16 dicembre 1918) veniva unificata con la RSS Bielorussa a formare la RSS Lituano-Bielorussa. Dall'aprile la guerra lituano-sovietica è condotta in parallelo con la guerra polacco-sovietica.

La Polonia però aveva rivendicazioni territoriali sulla Lituania, in particolare sulla regione di Vilnius, e queste tensioni si estesero nella guerra polacco-lituana una volta che i polacchi giunsero ai confini lituani. Lo storico Norman Davies ha sintetizzato così la situazione: "l'esercito tedesco supportava i lituani nazionalisti, i sovietici invece supportavano i lituani comunisti, e i polacchi combattevano contro tutti"[1]. A metà maggio l'esercito lituano, ora comandato dal generale Silvestras Zukauskas, ha iniziato un'offensiva contro i sovietici nel nord-est della Lituania. Entro la metà di giugno i lituani raggiunsero il confine lettone e insaccarono i sovietici tra laghi e colline vicino Zarasai, dove i sovietici saranno chiusi fuori fino alla fine del mese di agosto 1919.

L'avanzata polacca e dei suoi alleati; la linea blu indica il fronte nel maggio 1920

I sovietici e lituani, separati dal fiume Daugava, hanno mantenuto i loro fronti fino alla Battaglia di Daugavpils nel gennaio 1920. Già nel settembre del 1919 i sovietici avviarono offerte di negoziare un trattato di pace, ma i colloqui iniziarono solo nel maggio 1920. Il Trattato di Mosca, è stato firmato il 12 luglio 1920. La Russia sovietica riconosceva pienamente la Lituania indipendente.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Norman Davies, "Dio giochi : Una Storia della Polonia", volume II, [1],, Columbia University Stampa, 1982, p. 506, ISBN 0-231-05353-3.