Invasione sovietica della Georgia

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Invasione sovietica della Georgia
Data 15 febbraio – 17 marzo 1921
Luogo Caucaso
Modifiche territoriali Occupazione della Georgia da parte dei sovietici.
Schieramenti
Comandanti
Perdite
5.500 Soldati sovietici uccisi 2.500 catturati. Sconosciuto il numero dei feriti.
1.800 - 3.000 Soldati Turchi uccisi o feriti. 500 catturati
3.200 soldati uccisi o catturati. Sconosciuto il numero dei feriti.
3.800 - 5.000 civili uccisi[1]
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L'Invasione dell'Armata Rossa della Georgia (15 febbraio – 17 marzo 1921), detta anche Guerra sovietico-georgiana[2] o l'Invasione sovietica della Georgia[3], fu una campagna militare dell'Armata Rossa mirata a rovesciare il governo socialdemocratico della Repubblica Democratica di Georgia (DRG) ed a instaurare un regime bolscevico nel paese. Il conflitto fu il risultato della politica di espansione dei sovietici, che miravano al controllo dei territori che avevano fatto parte dell'Impero Russo[4][5] fino ai turbolenti eventi della prima guerra mondiale, così come la maggior parte degli sforzi dei bolscevichi georgiani di base in Russia, che non avevano sufficiente supporto nella loro nazione d'origine per ottenere il potere senza intervento straniero.[6][7]

L'indipendenza della Georgia fu riconosciuta dalla Russia nel trattato firmato il 7 maggio 1920 e l'invasione della Georgia non fu universalmente approvata a Mosca. Fu progettata in gran parte da due influenti ufficiali sovietico-russi nati georgiani – Josif Stalin e Grigoriy (Sergo) Ordzhonikidze, che il 14 febbraio 1921 ottennero il consenso dal leader sovietico Vladimir Lenin.

Background[modifica | modifica sorgente]

La Georgia era sfuggita al controllo russo a seguito della caotica Rivoluzione di febbraio in Russia nel 1917. Dopo un fallito tentativo di unire l'Armenia e Azerbaijan in uno Stato federativo, il 26 maggio 1918 i leader georgiani proclamarono l'indipendenza del paese come Repubblica Democratica di Georgia. Nonostante i conflitti sporadici con i suoi vicini e gli occasionali focolai di guerra civile, la Georgia riuscì a mantenere la propria precaria indipendenza e a occupare i territori dei paesi confinanti come l'Ossezia e l'Abcasia, che non ne facevano parte.

Nonostante il relativo ampio sostegno dell'opinione pubblica ed il successo di alcune riforme, il governo socialdemocratico della Georgia non riuscì a costruire un'economia stabile o a mantenerne una forte, con un esercito disciplinato capace di opporsi ad un'invasione. Malgrado vi fosse un consistente numero di ufficiali qualificati che avevano prestato servizio nell'Esercito imperiale russo, l'esercito nel complesso era denutrito e poco equipaggiato. Una struttura parallela ricostituita dai membri del partito menscevico, Guardia Popolare della Georgia, era più motivata e disciplinata, con armamento leggero, un'organizzazione altamente politicizzata e dominata da funzionari del partito, ebbe scarsa utilità come unità da combattimento.

Comandanti dell'Armata Rossa a Batum nel marzo 1921

Eredità[modifica | modifica sorgente]

Il 21 luglio 2010, la Georgia ha dichiarato il 25 febbraio come giorno dell'occupazione sovietica per ricordare il giorno dell'invasione dell'Armata Rossa nel 1921.[8][9] Il parlamento georgiano aveva votato in favore dell'iniziativa del governo. La decisione, approvata all'unanimità dal Parlamento della Georgia indicava al governo di organizzare vari eventi commemorativi ogni 25 febbraio e di mettere la bandiera nazionale a mezz'asta per commemorare le centinaia di migliaia di vittime della repressione del regime comunista d'occupazione.[10]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ According to a Russian statistician and Soviet-era dissident, Professor I.A. Kurganov, the 1921-2 military operations against Georgia took lives of about 20,000 people. [1]
  2. ^ (RU) Советско-грузинская война 1921 г. (Soviet-Georgian war of 1921) in Хронос ("Hronos"). URL consultato il 2 novembre 2006.
  3. ^ Debo, R. (1992). Survival and Consolidation: The Foreign Policy of Soviet Russia, 1918-1921, pp. 182, 361-364. McGill-Queen's Press. ISBN 0-7735-0828-7
  4. ^ Kort, M (2001), The Soviet Colossus, p.154. M.E. Sharpe, ISBN 0-7656-0396-9
  5. ^ "Russia". (2006). In Encyclopædia Britannica. Retrieved 27 October 2006, from Encyclopædia Britannica Online: [2]
  6. ^ Template:Suny 1994
  7. ^ Sicker, M. (2001), The Middle East in the Twentieth Century, p. 124. Praeger/Greenwood, ISBN 0-275-96893-6
  8. ^ Georgia: 25 February Declared 'Soviet Occupation Day'
  9. ^ Georgia to mark Soviet occupation every year
  10. ^ 25 February Declared Day of Soviet Occupation

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]