Insurrezione anti-britannica in Iraq

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L'Insurrezione anti-britannica in Iraq - chiamata in arabo al-Thawra al-ʿIrāqiyya al-Kubrā, ossia "Grande Rivoluzione Irachena" - scoppiò a Baghdad nell'estate del 1920, con una serie di manifestazioni di massa cui parteciparono sia i sunniti, sia gli sciiti, inclusi i militari arabi delle disciolte forze armate ottomane, amareggiati e delusi dalle mancata attuazione delle passate promesse britanniche di dar vita a uno Stato arabo unificato e dalla politica di Sir Arnold Wilson.

L'insurrezione guadagnò ulteriori consensi quando si allargò alle regioni sciite (le più popolose) del Medio e Basso Eufrate, ricevendo il sostegno del Naqib al-Ashraf,[1] lo Shaykh Mahdi al-Khalissi.

Sebbene l'insurrezione - di impronta squisitamente nazionalistica - fosse facilmente repressa già verso la fine del 1920 dai britannici (che avrebbero fatto ricorso, con l'esplicito incoraggiamento dell'allora Segretario per le Colonie Winston Churchill,[2] all'uso di iprite e di altri gas velenosi), essa non fu del tutto domata fino al 1922.

La più imponente rivolta venne dai Curdi iracheni, che dettero vita a due distinti regni, uno dei quali affidato allo Shaykh Mahmud Barzanji (che in lingua araba viene ricordato come Mahmud Barzani).

Durante l'insurrezione, i britannici sembra che abbiano usato bombe al fosforo bianco contro i villaggi curdi, che in seguito avrebbero patito lo stesso trattamento dal regima ba'thista di Saddam Husayn. Tale tipo di arma fu usata anche nella zona di al-Habbaniyya (dove la RAF organizzò una sua base) e nella provincia di al-Anbār.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lett. "Rappresentante degli Sharīf", ossia il massimo rappresentante, in questo caso sciita, dei discendenti dal Profeta.
  2. ^ «Non capisco - disse - perché fare tanto gli schizzinosi riguardo all'uso del gas. Sono fortemente a favore dell'impiego di gas velenosi contro tribù non civilizzate». Cfr. (EN) «I am strongly in favour of using poisoned gas against uncivilised tribe». Parte 1 della biografia ufficiale di Winston S. Churchill, di Martin Gilbert (Londra, Heinemann, 1976).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Hanna Batatu, The Old Social Classes and New Revolutionary Movements of Iraq, Londra, al-Saqi Books, 2000. ISBN 0-86356-520-4

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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