Grigorij Konstantinovič Ordžonikidze

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Grigorij Konstantinovič Ordžonikidze

Grigorij Konstantinovič Ordžonikidze, detto Sergo (in russo: Григорий Константинович (Серго) Орджоникидзе[?]; Goreša, 24 ottobre 1886Mosca, 18 febbraio 1937), è stato un politico e rivoluzionario georgiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ordžonikidze, il terzo da sinistra, accanto a Stalin (1929)

Nel 1903, a soli diciassette anni, aderì al movimento bolscevico. Partecipò alle lotte politiche del Caucaso e fu più volte arrestato ed esiliato. Prese parte alla Rivoluzione di febbraio (fu membro del soviet di Pietrogrado) e a quella di ottobre. Membro dal 1921 del Comitato centrale del PCUS, nel 1932 divenne Commissario del popolo per l'industria pesante. Alleato di Stalin nella lotta contro i suoi avversari politici Kamenev, Zinov'ev e Trockij, cadde in disgrazia nel periodo delle grandi purghe anche per essersi opposto alla condanna e all'esecuzione di Pjatakov, suo collaboratore nella direzione dell'industria sovietica[1].

Il pomeriggio del 18 febbraio, giorno successivo ad un suo lungo colloquio con Stalin, venne trovato morto. La causa del decesso, nel rapporto medico ufficiale[2], venne attribuita ad una "paralisi cardiaca". In realtà morì per un colpo di arma da fuoco, probabilmente costretto al suicidio. [3].

Alla sua memoria è dedicata l'omonima città ucraina nell'Oblast' di Dnipropetrovs'k.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L'economista Pjatakov fu uno degli imputati del secondo processo pubblico (il cosiddetto processo dei diciassette) svoltosi a Mosca dal 23 al 30 gennaio 1937. Il processo si concluse con tredici condanne capitali (vedi il capitolo corrispondente nella voce Grandi purghe). Vedi anche l'articolo Georgy Leonidovich Pyatakov nel sito della Encyclopædia Britannica [1].
  2. ^ Il rapporto fu firmato da quattro medici tra cui G. Kaminskij, Commissario del popolo della sanità dell'URSS, ed altri tre sanitari del Cremlino. Robert Conquest, Op. cit., p. 276
  3. ^ Robert Conquest, Op. cit., p. 276 e seguenti.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

L'epilogo della vicenda di Ordžonikidze è esaminato nei dettagli in:

  • Robert Conquest, Il grande terrore, Parte seconda: Gli anni di Ežov, Capitolo VI, L'ultima tappa. Il «suicidio» di Ordžonikidze, pp. 273–82, Milano, BUR Storia, 2006. ISBN 88-17-25850-4.

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