Partito Socialista Rivoluzionario (Russia)

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Partito Socialista Rivoluzionario
Партия социалистов-революционеров
Leader Viktor Černov
Stato Russia Russia
Fondazione 1902
Dissoluzione 1940
Ideologia Populismo russo,
Socialismo,
Ruralismo,
Anticomunismo
Collocazione Sinistra
Affiliazione internazionale Seconda Internazionale
Manifesto elettorale del Partito Socialista Rivoluzionario, 1917. Nella didascalia in rosso si legge "партия соц-рев" (in russo), abbreviazione per Partito dei Socialisti Rivoluzionari.

Il Partito Socialista Rivoluzionario (PSR o SR, in russo: Партия социалистов-революционеров, ПСР, эсеры[?]) fu un partito politico russo attivo all'inizio del XX secolo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Prima della Rivoluzione del 1917[modifica | modifica sorgente]

Il Partito Socialista Rivoluzionario nacque nel 1902 dalla Unione Settentrionale dei Socialisti Rivoluzionari (fondata nel 1896), riunendo numerosi gruppi socialisti rivoluzionari locali che si erano formati nell'ultimo decennio dell'Ottocento, in particolare il Partito dei Lavoratori per la Liberazione Politica della Russia creato da Ekaterina Breško-Breškovskaja e Grigorij Geršuni nel 1899. Viktor Černov, editore del primo organo del partito, Revoljucionnaja Rossija (Russia rivoluzionaria), emerse come il principale teorico della formazione. Tra gli altri periodici del partito si ricordano Znamia Truda (Bandiera dei Lavoratori), Delo Naroda (Causa del Popolo), e Volja Naroda (Volere del Popolo). Geršuni, Breškovskaja, AA Argunov, ND Avksentiev, MR Goc, Mark Natanson, NI Rakitnikov (Maksimov), Vadim Rudnev, NS Rusanov, IA Rubanovič e Boris Savinkov furono alcuni dei principali esponenti del partito.

Il programma del PSR era sia socialista democratico che socialista agrario e conquistò grande successo tra i piccoli contadini della Russia rurale che appoggiavano in particolare il programma di socializzazione delle terre contrapposto al programma bolscevico di nazionalizzazione delle terre. La piattaforma politica del partito socialista rivoluzionario differiva da quella dei Partiti Socialdemocratici Operai Russi — sia bolscevico che menscevico — per il fatto che non era marxista; il PSR credeva che i contadini, non i proletari industriali, avrebbero costituito la classe rivoluzionaria in Russia.

Kamf un kemfer - un pamphlet in yiddish pubblicato dal ramo del PSR in esilio a Londra nel 1904.

Il PSR nacque direttamente dal narodnik, cioè dal movimento populista russo. Con lo sviluppo economico russo degli anni novanta dell'Ottocento, esso cercò di allargare il proprio consenso per attrarre i sempre più numerosi lavoratori urbani al loro programma tradizionalmente rivolto ai contadini. L'intenzione era quella di allargare il concetto di popolo così da comprendere tutti gli elementi della società che si opponevano al regime zarista.

Il PSR svolse un ruolo attivo nella rivoluzione russa del 1905 e nei soviet di Mosca e San Pietroburgo. Nonostante il partito avesse ufficialmente boicottato la prima Duma nel 1906, 34 socialisti rivoluzionari vennero eletti, mentre 37 furono eletti nella seconda Duma nel 1907; il partito boicottò anche la terza (1907) e la quarta Duma (1917).

Il terrorismo, sia politico che agrario, era centrale nella strategia del PSR verso la rivoluzione. L'"Organizzazione di Combattimento del SR" (OCSR), responsabile di attentati contro gli ufficiali di governo, era guidato da Gershuni e operò separatamente dal partito per non mettere in pericolo la sua azione politica. Gli agenti dell'OCSR assassinarono due Ministri degli Interni, Dmitrij Sipjagin e Vjačeslav Pleve, il granduca Sergej Aleksandrovič, il governatore di Ufa N. M. Bogdanovič, e molti altri ufficiali di alto grado.

Nel 1903 Gershuni fu tradito dal suo vice, Evno Azef, un agente della polizia segreta Okhrana, arrestato e accusato di terrorismo. Azef divenne il nuovo leader dell'OCSR, e continuò a lavorare sia per l'OCSR che per l'Ochrana, orchestrando simultaneamente attacchi terroristici e tradimenti dei suoi compagni. Boris Savinkov compì molte delle operazioni in campo, tra cui l'assassinio dell'Ammiraglio Dubasov.

Alla fine del 1908 un narodnik e cacciatore di spie russo, Vladimir Burtsev, avanzò il dubbio che Azef fosse una spia della polizia. Il Comitato Centrale del partito reagì sdegnato e preparò un tribunale per processare Burtsev per diffamazione. Quando Azef fu messo di fronte all'evidenza al processo e venne accusato, fuggì e lasciò il partito nello scompiglio. Il Comitato Centrale del partito, composto soprattutto da uomini vicini ad Azef, fu costretto a dimettersi. Molte organizzazioni regionali, già indebolite dalla sconfitta della rivoluzione del 1905, collassarono o divennero inattive. Il tentativo di Savinkov di ricostruire l'OCSR fallì e terminò nel 1911.

La Rivoluzione del 1917[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rivoluzione russa.

La Rivoluzione di febbraio permise al Partito Socialista Rivoluzionario di svolgere un ruolo politico maggiore, con la partecipazione di uno dei suoi membri, Aleksandr Kerenskij, al governo provvisorio del marzo 1917 di impronta liberale, e infine divenendo capo della coalizione socialista-liberale al governo nel luglio 1917. Verso la fine del 1917 il PSR si divise tra coloro che sostenevano il Governo Provvisorio e coloro che appoggiavano i bolscevichi ed erano favorevoli ad una rivoluzione comunista. I simpatizzanti per i bolscevichi divennero noti come socialisti rivoluzionari di sinistra e uscirono dal partito che mantenne il nome "SR".[1] Le principali ragioni della scissione furono la guerra e la redistribuzione delle terre. L'ala sinistra, guidata da Maria Spiridonova, riteneva che la Russia avrebbe dovuto ritirarsi immediatamente, ed era delusa dal governo provvisorio che intendeva rinviare la questione dell'assegnazione delle terre fino a dopo la convocazione dell'Assemblea Costituente, anziché confiscare immediatamente i latifondi ai grandi proprietari per redistribuirli ai piccoli contadini.

Al secondo congresso dei Soviet, il 25 ottobre 1917, quando i bolscevichi proclamarono la deposizione del governo provvisorio, la scissione del Partito Socialista Rivoluzionario divenne irreversibile. L'ala sinistra rimase al congresso e alcuni suoi esponenti vennero eletti nell'esecutivo permanente VTsIK (anche se all'inizio rifiutarono di associarsi al governo bolscevico), mentre il resto del partito e gli alleati menscevichi abbandonarono il congresso. Alla fine di novembre, la sinistra social-rivoluzionaria si unì al governo bolscevico.

Dopo la Rivoluzione del 1917[modifica | modifica sorgente]

Il Partito Socialista Rivoluzionario perse potere in seguito alla Rivoluzione d'ottobre. Tuttavia, nelle elezioni per l'Assemblea Costituente, si dimostrò il partito più popolare del Paese, ottenendo il 57% dei voti contro solo il 25% dei bolscevichi. Quando però i bolscevichi sciolsero l'assemblea, i Socialisti Rivoluzionari divennero una forza politica minore. I socialisti rivoluzionari di sinistra divennero gli alleati in coalizione con i bolscevichi nel governo dei soviet, anche se rassegnarono le dimissioni in seguito alla firma del Trattato di Brest-Litovsk. Alcuni socialisti-rivoluzionari, come Yakov Grigorevich Blumkin, si unirono al Partito Comunista.

Insoddisfatti dal Trattato di Brest-Litovsk, alcuni socialisti-rivoluzionari assassinarono l'ambasciatore tedesco in URSS, il Conte Wilhelm Mirbach. Nel 1918 tentarono una Terza Rivoluzione Russa, che fallì portando all'arresto, detenzione, esilio ed esecuzione di capi e militanti del partito. In risposta, alcuni membri del PSR tornarono di nuovo alla violenza. Un ex-PSR, Fanya Kaplan, tentò di assassinare Lenin il 30 agosto 1918. Molti socialisti rivoluzionari combatterono con i bianchi e i verdi nella Guerra Civile Russa a fianco di alcuni menscevichi e altri socialisti moderati. La maggiore rivolta contro i bolscevichi fu guidata da un SR, Aleksandr Antonov. Alcuni socialisti rivoluzionari di sinistra però divennero parte integrante del Partito Comunista dell'Unione Sovietica. Dal 1923 il partito ha aderito all'Unione dei Partiti Socialisti per l'Azione Internazionale, nota anche come Internazionale di Vienna, confluendo poi insieme ad essa, formata da varie formazioni socialdemocratiche di sinistra, nella Seconda Internazionale, dove i socialrivoluzionari russi furono attivi fino all'interruzione delle attività dell'Internazionale nel 1940.

Programma politico[modifica | modifica sorgente]

  • Riconoscimento imprescrittibile dei diritti dell'uomo e del cittadino; piena libertà di coscienza, di parola, di stampa, di riunione e di associazione; libertà di spostamento, di scelta della professione, di sciopero; inviolabilità della persona e del domicilio; diritto elettorale completo per tutti i cittadini di vent'anni, senza distinzione di sesso, di religione, di nazionalità, sulla base del suffragio diretto, a scrutinio segreto.
  • Creazione, su questa base, di una repubblica democratica con larga autonimia delle regioni e delle comunità tanto urbane che rurali; possibilità di una larga applicazione dei rapporti federativi tra le differenti nazionalità e riconoscimento del loro diritto imprenscrittibile all'autodeterminazione.
  • Eleggibilità e revocabilità e responsabilità di tutti i funzionari, compresi i deputati e i giudici.
  • Gratuità dei tribunali.
  • Istruzione laica e obbligatoria per tutti.
  • Nelle regioni a popolazioni miste, diritto di ciascuna nazionalità a una parte del bilancio proporzionale alla popolazione.
  • Separazione assoluta della Chiesa dallo Stato, essendo la religione riconosciuta come affare privato.
  • Soppressione dell'esercito permanente e trasformazione di esso in una milizia popolare.[senza fonte]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I socialrivoluzionari di sinistra e i bolscevichi si riferirono al partito SR principale come "Partito Socialista Rivoluzionario di Destra" laddove i socialisti rivoluzionari si riferivano al loro partito semplicemente come "SR" e riservavano il termine "SR di Destra" per la fazione di Destra del partito guidata da Breshkovsky e Avksentev. Seguendo questo schema, le autorità sovietiche chiamarono il processo contro il Comitato Centrale del SR nel 1922 "Processo contro i Socialisti Rivoluzionari di Destra". Gli emigrati russi e la maggior parte degli storici occidentali usarono "SR" per descrivere il partito principale mentre gli storici sovietici usarono il termine "SR di Destra" fino alla caduta del comunismo e al crollo dell'URSS.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Anna Geifman. Entangled in Terror: The Azef Affair and the Russian Revolution, Wilmington, Scholarly Resources Inc., 2000, 247 pp. ISBN 0-8420-2651-7 ISBN 0-8420-2650-9
  • Manfred Hildermeier. The Russian Socialist Revolutionary Party Before the First World War, 1978, 2000.
  • Hannu Immonen. The Agrarian Program of the Russian Socialist Revolutionary Party, 1900–1911, 1988
  • Michael Melancon. The Socialist Revolutionaries and the Russian Anti-War Movement, 1914–1917, 1990 (also various articles by the same author)
  • Maureen Perrie. The Agrarian Policy of the Russian Socialist-Revolutionary Party from its Origins through the Revolution of 1905–07, 1976.
  • Oliver Radkey. The Agrarian Foes of Bolshevism: Promise and Default of the Russian Socialist Revolutionaries, February to October 1917, 1958.
  • Oliver Radkey. The Sickle Under the Hammer: The Russian Socialist Revolutionaries in the Early Months of Soviet Rule, 1963.
  • Christopher Rice. Russian Workers and the Socialist Revolutionary Party Through the Revolution of 1905–07, 1988
  • Nurit Schleifman. Undercover Agents in the Russian Revolutionary Movement, SR Party 1902–1914, 1988
  • MI Leonov and KN Morozov (works in Russian)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]