Cadelbosco di Sopra

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Cadelbosco di Sopra
comune
Cadelbosco di Sopra – Stemma Cadelbosco di Sopra – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Reggio Emilia-Stemma.png Reggio Emilia
Amministrazione
Sindaco Tania Tellini (lista civica di centrosinistra) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°46′00″N 10°36′00″E / 44.766667°N 10.6°E44.766667; 10.6 (Cadelbosco di Sopra)Coordinate: 44°46′00″N 10°36′00″E / 44.766667°N 10.6°E44.766667; 10.6 (Cadelbosco di Sopra)
Altitudine 33 m s.l.m.
Superficie 44 km²
Abitanti 10 600[1] (31-12-2013)
Densità 240,91 ab./km²
Frazioni Cadelbosco di Sotto, Villa Argine, Villa Seta, Zurco
Comuni confinanti Bagnolo in Piano, Campegine, Castelnovo di Sotto, Gualtieri, Guastalla, Novellara, Reggio Emilia
Altre informazioni
Cod. postale 42023
Prefisso 0522
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 035008
Cod. catastale B328
Targa RE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 524 GG[2]
Nome abitanti cadelboschesi
Patrono san Celestino I papa
Giorno festivo 6 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cadelbosco di Sopra
Posizione del comune di Cadelbosco di Sopra nella provincia di Reggio Emilia
Posizione del comune di Cadelbosco di Sopra nella provincia di Reggio Emilia
Sito istituzionale

Cadelbosco di Sopra (Cadàlbosch[3] o Cà del Bôsch ed Sōver in dialetto reggiano) è un comune italiano di 10.600 abitanti della provincia di Reggio Emilia in Emilia-Romagna.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il Municipio

Sito nella pianura padana, Cadelbosco di Sopra sorge sulla sponda destra del torrente Crostolo, a 8 km da Reggio nell'Emilia. Il capoluogo è racchiuso tra i tracciati della SP 63R del Valico del Cerreto e SP 358R di Castelnovo.

Il territorio comunale, oltre che dal capoluogo, è costituito dalle frazioni di Cadelbosco di Sotto, Villa Argine, Villa Seta e Zurco per un totale di 44 chilometri quadrati. Il comune confina a nord con il comune di Guastalla, ad est con Novellara e Bagnolo in Piano, a sud con Reggio nell'Emilia e ad ovest con Campegine, Castelnovo di Sotto e Gualtieri.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Cadelbosco di Sopra ha un clima subtropicale umido (classificazione di Köppen Cfa). Le estati sono calde e umide, con temperature massime medie di 29-30 °C che superano talvolta i 35 °C. La primavera e l'autunno sono stagioni dal clima generalmente gradevole, anche se con diffuse precipitazioni. Gli inverni sono freddi, con nevicate di media intensità e temperature massime medie di 4-5 °C che scendono di frequente sotto lo zero durante la notte. I violenti temporali che occasionalmente colpiscono il territorio possono dar vita a intense grandinate.[4]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Il Traghettino

L'origine dell'attuale territorio comunale si riconduce al 900-950 circa, periodo in cui emergeva tra acquitrini e fitte boscaglie il villaggio di Vicozoaro (dal latino Vicus, villaggio, e Zearius, luogo abbondante di zea, spelta, una variante di farro con cui all'epoca si produceva il pane). Dopo qualche tempo, venne costruito il castello per opera dei signori Della Palude, vassalli del marchese Bonifacio di Canossa, padre della Contessa Matilde. Il più antico documento in cui si fa menzione del villaggio è un atto di donazione datato 6 aprile 1032 e redatto dal notaio Guidone nel castello di Vicozoaro.

Epoca medioevale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1215 risulta padrone del castello e della Corte Gherardo Del Bosco che lo cedette al Monastero di S. Prospero di Reggio. Le corti del IX e X secolo erano suddivise in tre parti fondamentali: la casa, il fondo e la communalia. Le corti di una certa importanza ospitavano chiese e conventi per fornire assistenza ai poveri e ai pellegrini. Oltre al convento, nelle corti erano presenti colonie agricole stabili in cui erano raggruppate le rozze abitazioni dei coloni, le stalle del bestiame e i magazzeni. Una di queste colonie era il Roarolo (l'attuale Traghettino) mentre l'altra era il Boschetto. I primi colonizzatori del Roarolo furono i Benedettini dell'Abbadia di Canossa prima dell'anno 1000, che ne tennero il possesso fino al 1219. Da quell'anno, in seguito a permute, la proprietà passò ai Benedettini del Convento di S. Giovanni di Parma che vi restarono ininterrottamente fino all'epoca della Rivoluzione francese. I Benedettini furono gli artefici dello sviluppo e della bonifica del villaggio di Vicozoaro: con l'aiuto dei laici locali i frati disboscarono la fitta boscaglia, dissodarono i terreni e livellarono i campi. Le terre divennero ben presto fertili e produttive. Si coltivavano legumi, miglio, orzo, c'erano vigneti e alberi da frutto e ampi allevamenti di bestiame.

Per cause che non conosciamo, verso la fine del XIV secolo le popolazioni di Vicozoaro furono costrette a spostarsi più ad est, dove attualmente si trova il centro di Cadelbosco di Sopra. In mezzo alle boscaglie di cui era fitto il territorio, si costruirono le prime case che rappresentarono il nucleo del futuro capoluogo. Già intorno alla metà del XV secolo il nome di Vicozoaro sparisce dalle carte e viene sostituito da quello di Cadelbosco ("le case del bosco"). Le colonie agricole di Roarolo e Boschetto non furono toccate da queste migrazioni e continuarono invece le proprie attività.

All'inizio del Quattrocento viene costruita la prima chiesa del territorio, intitolata a S. Celestino che venne poi ampliata nei decenni successivi con la torre (nel 1442) e con un prolungamento nella parte anteriore (nel 1506).

Dal Rinascimento al Congresso di Vienna[modifica | modifica sorgente]

In questa fase storica la provincia di Reggio è sotto la dominazione estense che, salvo il periodo papale (1513-1523), durò fino al 1796. In questo lungo periodo Cadelbosco vide numerosi sviluppi ma subì anche scorrerie di truppe, razzie di bestiame e saccheggi: nel 1557 nel corso della guerra tra Francia e Spagna, soldati spagnoli incendiarono e devastarono numerose abitazioni a Cadelbosco e nei villaggi limitrofi per rappresaglia contro Ercole II d'Este che parteggiava per i francesi. Tra il 1570 e il 1575 furono intraprese imponenti opere di bonifica e lavori idraulici per convogliare nel torrente Crostolo le acque provenienti dai torrenti delle montagne e di un altro torrente più a nord.

Nel 1630 una grave epidemia di peste (quella descritta dal Manzoni ne I promessi sposi) colpì molte zone del Nord Italia. Cadelbosco non fu risparmiata e morirono 60 persone.

Nel 1740 si gettarono le fondamenta per la nuova chiesa, quella che possiamo apprezzare ancora oggi, che venne ultimata nel 1769.

Lo scalpore sollevato dalla rivoluzione popolare in Francia nel 1789 giunse, seppur con notevole ritardo, anche in Italia e destò molta impressione. L'intera opinione pubblica ne fu molto scossa. A confermarlo fu la fuga dell'8 maggio 1796 del duca Ercole III d'Este, spaventato dalla notizia che Napoleone Bonaparte si apprestava a scendere in Italia con il suo formidabile esercito.

Decaduti gli estensi, a Reggio fu formato un governo provvisorio con l'istituzione della Guardia Civica a difesa della città. Nel successivo periodo napoleonico vi furono coscrizioni, sequestri di cavalli, di foraggio e di generi alimentari ma le battaglie più sanguinose si mantennero lontane.

Nel 1802, durante l'effimera Repubblica Italiana della quale fu Presidente lo stesso Bonaparte, Cadelbosco ebbe l'onore di essere elevato a Capoluogo di Comune. Nel 1814 l'astro napoleonico declinò e con lui svanirono tanti sogni e speranze.

Dal Congresso di Vienna all'Unità d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Il Monumento alla Resistenza

Caduto Napoleone, in seguito alle decisioni del Congresso di Vienna Reggio e Cadelbosco tornarono a far parte del Ducato di Modena degli Estensi, sotto la guida di Francesco IV. Uno dei primi atti del nuovo duca fu quello di ripristinare i vecchi ordinamenti e Cadelbosco fu declassato a semplice frazione. Furono anni molto duri, di pura reazione, nei quali regnava l'inquisizione di polizia e le libertà erano molto limitate ma la popolazione manteneva sempre vivo uno spirito di ribellione.

Alla notizia della rivoluzione a Vienna nel 1848 si espanse il seme della rivolta in tutto il Nord Italia, a partire da Milano. Il duca estense fuggì da Modena e riparò in Austria mentre a Reggio si formò nuovamente un governo provvisorio che iniziò anche ad arruolare volontari per l'esercito piemontese che nel frattempo aveva dichiarato guerra all'Austria.

La prima guerra di indipendenza ebbe esito fallimentare per il Regno di Sardegna, che venne sconfitto in battaglie cruciali sia nella prima campagna che nella seconda campagna e costretto a chiedere l'armistizio con l'Impero austriaco. Nell'agosto 1848, sempre protetto dall'Austria, il duca ritornò a Modena promettendo riforme e maggiori libertà ai cittadini. Ma ben presto queste promesse rimasero disattese.

La successiva seconda guerra di indipendenza del 1859, la spedizione dei Mille di Garibaldi che liberò il Sud dal dominio borbonico e l'occupazione di quasi l'intero Stato Pontificio da parte delle truppe dell'esercito piemontese portarono alla creazione del Regno d'Italia il 17 marzo 1861.

Su proposta del patriota Dott. Enrico Terrachini, Cadelbosco ridiventò Comune il 4 dicembre 1859 grazie al decreto del governatore Luigi Carlo Farini. Il primo sindaco fu Terrachini stesso, il quale propose subito l'istituzione delle prime scuole elementari pubbliche nelle quattro frazioni del territorio comunale.

Epoca contemporanea[modifica | modifica sorgente]

La prima guerra mondiale vide la partecipazione di numerosi cittadini cadelboschesi, dei quali 150 caddero in battaglia.

Tra il 1919 e il 1926 fu eseguita la grande bonifica Parmigiana-Moglia che interessò anche il comune di Cadelbosco sui terreni ad est del torrente Crostolo.

Il 10 giugno 1940 l'Italia dichiarò guerra a Gran Bretagna e Francia ed entrò nel secondo conflitto mondiale a fianco di Germania e Giappone. In seguito alla caduta del regime fascista di Mussolini e all'armistizio con gli anglo-americani, nel settembre 1943 iniziò il periodo della Resistenza partigiana mentre tutto il paese fu duramente provato dai bombardamenti aerei e dagli scontri che causarono lutti e tragedie in tutte le zone d'Italia.

A ricordo di tutti i Caduti venne inaugurato il 26 settembre 1965, nella Piazza della Libertà, il monumento dedicato alla Resistenza, opera dello scultore Marino Mazzacurati.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di S. Celestino
  • Chiesa parrocchiale di San Celestino nel capoluogo di Cadelbosco di Sopra

Ha una elegante facciata in stile tardo barocco e un interno a tre navate con soffitto a volta e cinque altari. Le pale di tre altari laterali sono state dipinte da Lorenzo Franchi (1565-1632) e rappresentano S.Anna, la Madonna del Rosario e la B.V. di Loreto; sul quarto altare laterale, dedicato alla Madonna della Vita, è dipinto un affresco del XVI secolo che fu oggetto nei secoli passati di intensa devozione e di offerte votive. Nella sagrestia è conservato un altare con icona in legno del secolo XVI, in origine presso l'oratorio della corte del Traghettino.

  • Chiesa parrocchiale della SS. Annunciata nella frazione di Cadelbosco diSotto

Il principe Ercole d'Este feudatario della corte mantovana, con atto del 1513 redatto nel monastero di S. Prospero, istituì un beneficio sotto il titolo della SS Annunziata per l'edificazione della chiesa in località "Cà de Maestri", attuale Cadelbosco di Sotto. La chiesa conserva ancora le strutture originali del secolo XVI, salvo poche modifiche, mentre in sostituzione della vecchissima canonica, ne è stata costruita una nuova con il concorso del Comune e dei parrocchiani.

  • Chiesa dei SS. Cipriano e Giustina nella frazione di Villa Argine

La chiesa di Argine, risalente alla fine del XV secolo, fu riedificata fra il XVII e il XVIII secolo su progetto dell'arch. Pietro Ferretti. All'interno, la chiesa conserva pregevoli opere quali un antico affresco quattrocentesco (probabilmente raffigurante S. Cipriano e S. Giustina) e la seicentesca Madonna del Carmine. Il sisma del 1996 danneggiò seriamente l'abside e il campanile della chiesa che in seguito furono consolidati e risanati.

  • Chiesa parrocchiale San Bernardino nella frazione di Villa Seta

La chiesa ebbe origine dopo il 1450. È menzionata su alcuni atti del 1466, nell'archivio vescovile ne è stata trovata la conferma. La chiesa è molto modesta; in essa si può ammirare un bel dipinto, opera pregevole raffigurante S. Cecilia.[5]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

All'ultimo censimento ISTAT del 2011, il comune di Cadelbosco di Sopra aveva una popolazione residente di 10.409 abitanti, in aumento del 32,3% rispetto al censimento del 2001.
Abitanti censiti[6]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti a Cadelbosco di Sopra al 30 giugno 2013 sono 1.151 e rappresentano il 10,9% della popolazione residente. La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dal Marocco con il 15,1% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dall'India (12%), dalla Repubblica Popolare Cinese (11,5%), Romania (10,3%), Moldavia (7,9%), Albania (7,6%), Tunisia (6,8%) e Ucraina (6,2%).[7]

Paese  % sul totale Numero
Marocco Marocco 15,1 174
India India 12,0 138
Cina Cina 11,5 132
Romania Romania 10,3 119
Moldavia Moldavia 7,9 91
Albania Albania 7,6 88
Tunisia Tunisia 6,8 78
Ucraina Ucraina 6,2 71

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'agricoltura, nonostante un forte calo degli addetti, riveste ancora un ruolo importante nell'economia locale ed è profondamente legata alle aziende del comparto alimentare. Si coltivano cereali, frumento, foraggi e ortaggi, alberi da frutta e vigneti. Diffuso è l'allevamento di suini, bovini e avicoli.

Il tessuto industriale è rappresentato da aziende che operano nei comparti alimentare, edile e metalmeccanico; a queste si affiancano stabilimenti chimici, tessili, dell'abbigliamento, dei mobili, del legno, di componenti elettronici, dei materiali da costruzione e di articoli in plastica.

Nel capoluogo sono presenti numerosi negozi, bar e ristoranti.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Piazza John Lennon

Il seguente è l'elenco dei sindaci di Cadelbosco di Sopra dal 1860 ad oggi, inclusi i commissari prefettizi ed i podestà.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1860 1866 Enrico Terrachini Sindaco
1867 1877 Massimiliano Gorini Sindaco
1878 1886 Antonio Franceschi Scaruffi Sindaco
1887 1889 Emilio Spagni Sindaco
1890 1893 Antonio Franceschi Scaruffi Sindaco
1894 1895 Funzionano gli assessori Sindaco
1896 1898 Giuseppe Romani Sindaco
1899 1903 Ettore Bisi Sindaco
1904 1905 Narsete Campanini Sindaco
1905 1919 Francesco Parmeggiani Sindaco
1920 1921 Arturo Panarari Sindaco
1921 1922 Ferruccio Bertolini Commissario prefettizio
1922 1924 Ettore Dallaglio Sindaco
1925 1927 Pellegrino Bertani Commissario prefettizio
1927 1931 Ettore Dallaglio Partito Nazionale Fascista Primo podestà
1931 1943 Policarpo Salsi Partito Nazionale Fascista Secondo podestà
1943 1945 Ferruccio Melli Partito Nazionale Fascista Terzo podestà
1945 1946 Igino Marastoni Sindaco
1946 1951 Arturo Panarari Socialcomunisti Sindaco
1951 1953 Alberto Dugoni Socialcomunisti Sindaco
1953 1960 Ermes Carretti Socialcomunisti Sindaco
1960 1976 Giuseppe Carretti PCI Sindaco
1976 1993 Giancarlo Chiesi PCI Sindaco
1993 2004 Lorenzo Giberti PDS - Democratici di Sinistra Sindaco
2004 2014 Silvana Cavalchi Lista civica di centrosinistra Sindaco
2014 in carica Tania Tellini Lista civica di centrosinistra Sindaco

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade e autostrade[modifica | modifica sorgente]

Viale pedonale di via Mons. Saccani

La principale via di comunicazione locale è la Strada Provinciale 63R del Valico del Cerreto che, entrando nel territorio a nord da Santa Vittoria di Gualtieri, lo attraversa fino al confine meridionale con la frazione reggiana di Sesso. Un ulteriore collegamento è costituito dalla Strada Provinciale 358R di Castelnovo che da Cadelbosco di Sopra, presso l'incrocio con la SP63R, diparte alla volta di Castelnovo di Sotto.

Il casello di Reggio Emilia sull'autostrada A1 Milano-Napoli si trova a circa 7 km a sud.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Cadelbosco di Sopra è sprovvista di una propria stazione ferroviaria, anche se fino al 1955, anno in cui fu smantellata la linea, era servita da una fermata lungo la ferrovia Reggio Emilia-Boretto.

Le stazioni ferroviarie della rete nazionale più vicine sono quelle di Reggio Emilia. La stazione Reggio Emilia AV Mediopadana si trova a circa 7 km ed è un'opera progettata dall'architetto spagnolo Santiago Calatrava, inaugurata l'8 giugno 2013. La stazione Centrale di Reggio Emilia si trova invece vicino al centro del capoluogo.

Autobus[modifica | modifica sorgente]

Il servizio bus locale effettua numerose corse giornaliere verso Reggio Emilia e i comuni limitrofi.

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

Gli aeroporti più vicini sono il "Guglielmo Marconi" di Bologna e il "Giuseppe Verdi" di Parma.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Cadelbosco di Sopra è dotato di una biblioteca, un teatro, diversi circoli ricreativi e associazioni sportive.

La locale Associazione Pro Loco promuove iniziative e attività di valorizzazione del territorio comunale, mercatini dell'agricoltura, sagre gastronomiche e altri eventi.

La fiera si tiene due volte l'anno, in aprile e settembre.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

La tradizione culinaria riveste un ruolo molto importante nell'identità del comune di Cadelbosco di Sopra. I piatti tipici sono i tortelli di zucca, l'erbazzone, lo gnocco fritto. Tra i primi piatti si possono annoverare tutte le paste fatte in casa, che derivano dall'arte del "fare la sfoglia", mentre tra i secondi piatti, soprattutto d'inverno, il coniglio, lo Zampone e il cotechino con i fagioli. I cibi hanno spesso come base i prodotti più tipici della territorio, come il formaggio Parmigiano-Reggiano e il maiale. Tra le bevande caratteristiche locali si trova il vino Lambrusco.[8]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Cadelbosco di Sopra sono presenti le seguenti strutture scolastiche:

  • Scuola primaria di Cadelbosco di Sopra;
  • Scuola secondaria di primo grado di Cadelbosco di Sopra;
  • Scuola primaria di Cadelbosco di Sotto;
  • Scuola materna "P. Varini" di Cadelbosco di Sopra;
  • Scuola materna "Ai caduti" di Cadelbosco di Sopra;
  • Scuola materna "Thea" di Cadelbosco di Sopra;
  • Scuola materna "Montagna Luminosa" di Cadelbosco di Sotto;
  • Asilo nido "E. Carpi" di Zurco.

Non sono presenti scuole secondarie di secondo grado e quindi gli studenti devono spostarsi a Reggio Emilia o in comuni limitrofi.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Cadelbosco di Sopra ha una squadra di calcio dilettantistico che milita nel campionato di Promozione – Emilia Romagna e che disputa le proprie partite casalinghe nel nuovo stadio comunale.

Altre strutture aperte al pubblico comprendono campi da tennis e una piscina coperta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 111.
  4. ^ Dati climatologici della Stazione meteorologica di Reggio Emilia.
  5. ^ Comune di Cadelbosco di Sopra - Le Chiese.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ L’IDENTITÀ, L’EVOLUZIONE, LA COESIONE DELLA NOSTRA COMUNITÀ - Una "fotografia" dell'evoluzione demografica, comune.poviglio.re.it. URL consultato il 13 gennaio 2014.
  8. ^ Comune di Cadelbosco di Sopra - Gastronomia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Cadelbosco - Memorie storiche del can. Giovanni Saccani pubblicate in Reggio Emilia nel 1899 aggiornate dal nipote Arturo Panarari, Tipolitografia Emiliana, 1968
  • Arturo Panarari, La Voce Democratica - Periodico dei lavoratori di Cadelbosco, 1957-1960
  • Giovanni Tadolini, Il Traghettino, Gianni Bizzocchi Editore, 1997
  • Vito Fumagalli, La geografia culturale delle terre Emiliane e Romagnole nell'Alto Medioevo, studio contenuto in Le sedi della cultura nell'Emilia Romagna, Silvana Editoriale, Milano, p.26, 1983

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]