Boretto

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Boretto
[[Immagine:{{{panorama}}}|300px|Panorama di Boretto]]
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Boretto - Stemma
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Emilia-Romagna
Provincia: stemma Reggio Emilia
Coordinate: 44°54′0″N 10°33′0″E / 44.9, 10.55Coordinate: 44°54′0″N 10°33′0″E / 44.9, 10.55
Altitudine: 23 m s.l.m.
Superficie: 19 km²
Abitanti:
5.008 31-05-2007 (fonte Istat)
Densità: 264 ab./km²
Frazioni: San Rocco, Santa Croce 
Comuni contigui: Brescello, Castelnovo di Sotto, Gualtieri, Pomponesco (MN), Poviglio, Viadana (MN)
CAP: 42022
Pref. tel: 0522
Codice ISTAT: 035005
Codice catasto: A988 
Nome abitanti: borettesi 
Santo patrono: San Marco 
Giorno festivo: 25 aprile 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Boretto ( in dialetto reggiano Burèt ) è un comune di 5.008 abitanti della provincia di Reggio Emilia, 30 km. a nord-ovest del capoluogo. È bagnato dal fiume Po ed intersecato dalla ferrovia Parma-Suzzara con stazione. Vi si coltiva una particolare specie di cipolla, detta appunto cipolla borettana.

Indice

[modifica] Storia

Le origini preistoriche del paese sono incerte. Probabilmente prese vita dagli antichi insediamenti terramaricoli della Ravisa di San Genesio e soprattutto dalla Motta Ballestri, tra Poviglio e Brescello, punta estrema dei canneti della padusa e del Bondeno, terra emersa percorsa da alcuni fiumi vaganti che si fusero con il Po. Boretto, di certe origini romane nella sua parte occidentale, costituiva la periferia dell’antico Brixillum. Lo attestano i numerosi reperti archeologici, in particolare la celebre stele funeraria dei Concordi, ricostruita nei giardini pubblici di Reggio Emilia e un grandioso capitello corinzio, ora ai musei civici di Reggio. A Tre Ponti Nuovi, a sud del «cavo morto», fu ritrovata la tomba di un bambino e quella di un adulto, sempre romane, ed emersero anche vestigia di stazioni preistoriche: mucchi di cenere, piccoli vasi a lacrimatoi, e balsamari, laterizi, stoviglie, ciotole «nere», mosaici. Ma ciò che caratterizza la storia di Boretto è la sua continua lotta per raggiungere l’autonomia e non rimanere «frazione» di Brescello, anche se, come Gualtieri, fu legato fino al 1860 in una sorta di comunità generale a questo paese, salvo una breve parentesi di autonomia nel Settecento. Boretto compare con una propria denominazione a partire dall'855 coi toponimi di Beruptum, Boruptum e Bisruptum, tutti indicanti le frequenti rotture degli argini di Po. Ma l’etimo originario potrebbe essere Poreptum (Po retto), per la configurazione rettilinea che il Po presentava in questo suo particolare tratto. Nel 1305, in seguito ad una permuta fatta da Azzo d’Este passò con Gualtieri sotto il dominio dei vescovi di Parma. Passò poi sotto i Visconti e nel 1409, assieme a Brescello, fu occupata dai Veneziani che la tennero fino al 1422; questa occupazione, seppur breve, lasciò tracce profonde, tanto che Boretto con la città lagunare ha in comune il Patrono, e a fianco della chiesa parrocchiale, su di un pilastro, fa bella mostra un Leone di San Marco, dono di Venezia con la quale, nell’epoca passata, mediante il suo porto intratteneva fiorenti commerci. Nel 1755, per l’alto grado di benessere raggiunto che lo rendeva numericamente ed economicamente superiore alla stessa Brescello, dietro esborso di 2.000 zecchini di Firenze ottenne dal duca di Modena l’autonomia comunale; nonostante l’alto costo del decreto ducale, cinque anni dopo Boretto decise di riunirsi a Brescello. Solo nel 1859 con decreto del dittatore Farini ottiene definitiva emancipazione.

Nel 1880 nasce il salesiano Artemide Zatti, deceduto nel 1951 e venerato come beato.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Maria Gavetti (lista civica) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0522 964124
Email del comune: urp@comune.boretto.re.it

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Borettesi celebri

Marcello Nizzoli (1887 - 1969)

Strumenti personali