Campegine

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Campegine
comune
Campegine – Stemma Campegine – Bandiera
Campegine – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Reggio Emilia-Stemma.png Reggio Emilia
Amministrazione
Sindaco Paolo Cervi (lista civica) dall'08/05/2012
Territorio
Coordinate 44°47′04″N 10°31′58″E / 44.784444°N 10.532778°E44.784444; 10.532778 (Campegine)Coordinate: 44°47′04″N 10°31′58″E / 44.784444°N 10.532778°E44.784444; 10.532778 (Campegine)
Altitudine 35 m s.l.m.
Superficie 22,62 km²
Abitanti 5 130[1] (31-12-2013)
Densità 226,79 ab./km²
Frazioni Caprara, Case Cocconi, Lora
Comuni confinanti Cadelbosco di Sopra, Castelnovo di Sotto, Gattatico, Reggio Emilia, Sant'Ilario d'Enza
Altre informazioni
Cod. postale 42040
Prefisso 0522
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 035010
Cod. catastale B502
Targa RE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti campeginesi
Patrono S. Pietro e S. Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Campegine
Posizione del comune di Campegine nella provincia di Reggio Emilia
Posizione del comune di Campegine nella provincia di Reggio Emilia
Sito istituzionale

Campegine (Campéṣen in dialetto reggiano[2]) è un comune italiano di 5.130 abitanti della provincia di Reggio Emilia in Emilia-Romagna.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Campegine è situato nella Pianura Padana, a 16 km da Reggio Emilia. Più precisamente fa parte della fascia delle risorgive alla base dell'appennino tosco-emiliano. Il territorio comunale, oltre che dal capoluogo, è formato dalle frazioni di Caprara, Case Cocconi e Lora per un totale di 22,24 chilometri quadrati. Confina a nord con il comune di Castelnovo di Sotto, ad est con quello di Cadelbosco di Sopra, a sud con Reggio nell'Emilia e Sant'Ilario d'Enza e ad ovest con Gattatico.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Campegine è inserito nella zona climatica E, 2458 GG, come definito dal D.P.R. n° 412.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Storia antica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Campegine porta i segni di civiltà a partire dall'antica Roma, infatti sono stati ritrovati presso la frazione di Caprara i resti di due ville romane, abitate dall'I secolo a.C. fino al V secolo d.C. circa, destinate ad alloggio per i servi-agricoltori dei signori della zona. Tuttavia i resti di abitazioni dell'età neolitica rinvenuti nel vicino comune di Poviglio fanno pensare ad un'ampia comunità stanziata nel territorio compreso tra i comuni di Gattatico, Campegine, Castelnovo di Sotto e il citato Poviglio. Il periodo medioevale fu segnato dalla dominazione della signoria degli Este di Ferrara sotto il Ducato di Reggio e dai Gherardini di Montagliari, famiglia fiorentina trasferitasi a Verona nel 1300, fedudataria di Castelnovo di Sotto e San Polo d'Enza dal 1600 sino all'occupazione napoleonica; durante questa dominazione viene assegnato per la prima volta il nome di Campigene (o Campicinum / Campeggine). Ufficialmente, il comune di Campegine, iniziò a prendere forma durante l'età napoleonica, quando la legge indetta per riorganizzare le Municipalità investì il territorio della Repubblica Cispadana. Il decentramento fu voluto per ridurre il potere dei feudatari già presenti nel territorio ed ebbe la sua conclusione nel 1802. Il primo "sindaco" fu Luigi Cocconi, che si insediò proprio al termine del periodo riformatore, con i soli poteri di controllare la riscossione delle imposte, ed, in casi speciali, di richiedere presso la Municipalità alcune opere di manutenzione (per esempio il rifacimento di alcune strade). Questi poteri erano determinati dalla classificazione dei Comuni, introdotta dalla Legge del 24 luglio 1802, che posizionava Campegine (2.995 abitanti al tempo) nella 3ª classe, destinata ai comuni con meno di 3.000 abitanti. Con la caduta delle Repubbliche napoleoniche, anche l'ondata di smembramento andò persa. I comuni (principalmente Correggio e Castelnovo di Sotto), che nei primi anni dell'Ottocento avevano manifestato la loro preoccupazione per questi partizionamenti del territorio, rividero la coesione di un tempo sotto il periodo della Restaurazione. Nel 1827, grazie a Nicomede Bianchi, uomo politico seguace della corrente di Cavour, Campegine perse la sua autonomia e venne inglobato nel comune di Castelnovo di Sotto fino all'Unità d'Italia. Nel febbraio del 1860 Campegine ottenne il via libera da parte del commissario sardo ad effettuare libere elezioni. Queste videro nominare, a ruolo di sindaco, Giacomo Cocconi, che viene tuttora considerato il primo sindaco di Campegine e ricordato dalla lapide cimiteriale ("le virtù dell'uomo pubblico e privato giungevano in Dio l'anima mite integra benefica").

Storia dall'Unità d'Italia alla seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1866, Quintino Sella, allora Ministro delle Finanze del Regno d'Italia, emanò con il supporto della camera la tassa sul macinato, una tassa che diventerà famosa tra i campeginesi. Questa legge prevedeva un sistema di riscossione dei tributi a seconda del raccolto, che doveva essere opportunamente pesato su di una bilancia meccanica. Nonostante l'ordinamento, i mugnai decisero di protestare presso il palazzo comunale e questa manifestazione fu fatale per otto di loro, che caddero sotto i colpi dei granatieri giunti a proteggere il sindaco Domenico Sidoli. Questo avvenimento è tuttora ricordato a Campegine con l'intitolazione della piazza principale "Ai Caduti del Macinato". Il 1910 vide i socialisti mantenere il "comando" di Campegine. Il potere ottenuto da quest'ultimi già dai primi anni del Novecento si mantenne anche negli anni successivi (quasi sempre con l'unanimità dei votanti), nonostante nell'aria girasse un cambiamento radicale verso l'ala moderata della politica. Campegine, per la sua storica tenacia nel sostenere il Partito Socialista e, successivamente, il Partito Comunista venne, negli anni a seguire, simpaticamente soprannominata "la piccola Russia". Nel 1914 il consiglio comunale di Campegine, retto dal sindaco socialista Mauro Rapacchi, accolse il dissenso della popolazione verso l'entrata in guerra e si collocò nella fascia dei neutralisti. Difatti i cittadini, per lo più impegnati nell'agricoltura, mal vedevano una partecipazione italiana alla grande guerra, che avrebbe certamente visto braccia tolte al lavoro e minori finanziamenti per le opere di sviluppo, dal momento che le finanze sarebbero state investite solamente per fornire le milizie. Nel periodo compreso tra il 1915-1918 Campegine assunse il ruolo di centro d'aiuto per i militari feriti, grazie anche alla collaborazione della Croce Rossa Italiana. Il secondo conflitto mondiale fu teatro dell'eccidio dei sette fratelli Cervi, una famiglia di contadini, che sposò l'idea partigiana e fortemente anti-fascista. Per i fratelli furono fatali gli aiuti ai militari sovietici ed inglesi che cercavano di fuggire dall'Italia (tra i tanti si ricorda Anatolij Tarassov, autore di un libro sui Cervi) e l'organizzazione da loro creata, che contava in molti uomini e donne del luogo per contrastare l'azione fascista. I sette fratelli (Agostino, Aldo, Antenore, Ettore, Ferdinando, Gelindo ed Ovidio) vennero fucilati al Poligono di Tiro di Reggio Emilia il 28 dicembre 1943.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Persone legate a Campegine[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Campegine è attraversato in senso sud-ovest nord-est dalla Strada Provinciale 39 che gli permette di collegarsi, ad ovest, con Taneto di Gattatico e Sant'Ilario d'Enza, e a est, con Castelnovo di Sotto. Come infrastrutture, il comune è stato fornito dal mese di agosto 2007 della tangenziale nord, un collegamento stradale che parte dall'asse Val d'Enza per terminare nelle vicinanze di Castelnovo di Sotto. Altra importante via di comunicazione è la Strada Provinciale 110, che unisce Campegine a Praticello di Gattatico. Ad ovest, il comune è attraversato dal sopra citato asse Val d'Enza, aperto anch'esso ad agosto 2007, che, oltre a congiungersi con il casello dell'Autostrada A1 e con la Strada statale 9 Via Emilia nei pressi di Calerno, collega in modo diretto i comuni di Montecchio Emilia, Campegine, Poviglio e Boretto.

Visione frontale del casello autostradale

È inoltre raggiungibile direttamente dall'Autostrada A1 mediante il casello Terre di Canossa-Campegine.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria della rete nazionale più vicina a Campegine è quella di Sant'Ilario d'Enza.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaco Paolo Cervi (Centrosinistra) dal 7 maggio 2012 - ( 1º mandato )

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Campegine attualmente non ha nessun gemellaggio attivo. Tuttavia è stata gemellata con:

"*"= si ritiene questa la data ultima in cui i due comuni hanno avuto contatti ufficiali.

Galleria Fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2013.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 123.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV. - Al tabacon - Vita e fantasia di una comunità - 1973
  • Riccardo Bertani - Antica toponomastica di Campegine - 1984
  • Alfredo Gianolio - Campegine, Libro Giornale - Pagine di cronaca e di storia 1802-2002 - 2004
  • Odoardo Rombaldi - La terra dei Cervi prima dei Cervi - 1982

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