Bibbiano

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Bibbiano
comune
Bibbiano – Stemma Bibbiano – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Reggio Emilia-Stemma.png Reggio Emilia
Amministrazione
Sindaco Andrea Carletti (centrosinistra) dal 26/05/2014 - ( 1º mandato )
Territorio
Coordinate 44°40′00″N 10°28′00″E / 44.666667°N 10.466667°E44.666667; 10.466667 (Bibbiano)Coordinate: 44°40′00″N 10°28′00″E / 44.666667°N 10.466667°E44.666667; 10.466667 (Bibbiano)
Altitudine 121 m s.l.m.
Superficie 28,02 km²
Abitanti 10 054[1] (30-11-2013)
Densità 358,82 ab./km²
Frazioni Barco, Corniano, Fossa, Ghiardo, Piazzola
Comuni confinanti Cavriago, Montecchio Emilia, Quattro Castella, Reggio Emilia, San Polo d'Enza
Altre informazioni
Cod. postale 42021
Prefisso 0522
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 035004
Cod. catastale A850
Targa RE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti bibbianesi
Patrono B.V. dell'Assunta
Giorno festivo 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bibbiano
Posizione del comune di Bibbiano nella provincia di Reggio Emilia
Posizione del comune di Bibbiano nella provincia di Reggio Emilia
Sito istituzionale

Bibbiano (Bibiân in dialetto reggiano o Bibiēn nel dialetto locale[2]) è un comune italiano di 10.054 abitanti della provincia di Reggio Emilia in Emilia-Romagna.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Bibbiano è situato a 17 km a sud-ovest di Reggio nell'Emilia. Il territorio comunale, oltre che dal capoluogo, è formato dalle frazioni di Barco, Corniano, la Fossa, Ghiardo e Piazzola per un totale di 28,02 chilometri quadrati. Confina a nord con Reggio nell'Emilia, ad est con Cavriago, a sud con Quattro Castella e San Polo d'Enza e ad ovest con Montecchio Emilia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di Bibbiano.

Non è facile datare l’origine di Bibbiano: le tracce della prima presenza umana (fondi di capanne, resti ceramici, copiosi manufatti silicei) risalgono ad epoca compresa tra il paleolitico inferiore e il neolitico. La lunga permanenza gallica è testimoniata da reperti dell’età del ferro e dalle inflessioni celtiche rimaste nel dialetto locale. L’origine del toponimo è verosimilmente legata all’occupazione romana del I secolo e prese il nome dell’assegnatario di quelle terre: il luogo fu probabilmente un Vibianus o Baebianus fundus, che rinvia ad un fundus romano ubicato in questi luoghi fertilissimi. Numerosi i reperti romani venuti alla luce in seguito a ritrovamenti archeologici: terrecotte, ceramiche e suppellettili.

È solo con l’età medievale che la storia di Bibbiano si precisa attraverso una prima aggregazione urbana lungo la strada che portava alle fortificazioni affacciate sull’Enza, e di cui rimane la massiccia costruzione fortificata detta «Torrazzo». Nel XII secolo la storia di Bibbiano si lega indissolubilmente alle vicende dei Canossa, come ricorda anche lo stemma comunale. Nel 1155 il borgo sarà definitivamente incorporato nel feudo canossiano di Bianello, mentre un’altra località bibbianese, Piazzola, era già in precedenza compresa nel medesimo. Il dominio della dinastia Canossa su Bibbiano terminò nel XVIII secolo, quando il feudo passò ai marchesi Gabbi (1757).

Bibbiano ottenne l’autonomia comunale all’epoca del Dipartimento del Crostolo. Dopo la caduta di Napoleone, gli Este lo aggregarono a Montecchio Emilia. Assumerà le dimensioni attuali soltanto nel 1860. Diversa da quella bibbianese la storia della frazione di Barco (a lungo aggregato a Montecchio e a Parma), entrata a far parte del comune solo dopo l’Unità.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Il Parmigiano-Reggiano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parmigiano-Reggiano.

La produzione di un formaggio di latte vaccino nelle terre dove oggi si produce il Parmigiano-Reggiano risale almeno al XII secolo. Furono i monaci del monastero benedettino di Corniano a scoprire la "ricetta": latte di qualità (quello della sera e del mattino), fuoco (due cotte), caglio e sale. Il tutto messo a stagionatura per un anno intero. Per la sua prelibatezza, nel 1145 l'abate del monastero, Giovanni, coniò il termine formadio, cioè la "forma di Dio". La scoperta di Giovanni segnò un cambiamento epocale nella produzione rurale del luogo, fino ad allora limitata al formaggio di pecora
Il più antico documento in cui appare il termine formadio (il padre del futuro Parmigiano-Reggiano) è una pergamena dei monaci benedettini dell'Abbazia Marola del 13 aprile 1159: tre fratelli di Formolaria (oggi Frombolara) di Carpineti accettavano terre in affitto dall'Abbazia in cambio di denari, merci (pecore e giuncate ad arbitrium) e tre "aportos de formadio" (apporti di formaggio)[3]. Questo documento venne redatto a Corniano di Bibbiano in una dipendenza dei religiosi. E’ da secoli che la disputa dove sia nato il formaggio grana appassiona scrittori e produttori. Però la maggior parte degli storici ed autori vari concorda che comunque la culla della Rinascita qualitativa e quantitativa del parmigiano-reggiano a partire dal 1700 è Bibbiano. I motivi principali sono: foraggio di qualità-prati stabili e disponibilità di acqua- e l’abilità dei casari bibbianesi. Dal ‘700 avvengono grandi cambiamenti e sconvolgimenti fondiari, agricoli e zootecnici. I possedimenti Benedettini passarono a nuovi imprenditori agricoli. Nel Ducato di Parma e Piacenza un imponente crisi agricola ( per carestie, carenza d’acqua a seguito dei disboscamenti appenninici, peste bovina, ecc...) fu causa per molti anni dei minimi storici della produzione di formaggio grana. Questi passaggi di proprietà comportarono consistenti cambiamenti nelle coltivazioni. Nel reggiano sempre più campi passarono da frumento a foraggio per bovini e in minor misura a nuove colture come il riso, il mais e la canapa. Uno dei motivi basilari che hanno determinato l’aumento del numero dei caseifici nel bibbianese e comuni limitrofi e poi nel resto del reggiano, e successivamente in parte anche nelle altre province emiliane, va ricercato quando, nel ‘700, si iniziò a ridurre sensibilmente i terreni a frumento e a “maggese”. Dalla rotazione quinquennale si passò a quella triennale e biennale. Nella rotazione biennale buona parte del terreno a riposo venne occupato dai prati da vicenda a base di trifoglio o d’erba medica. Questa nuova impostazione aziendale comportò la soluzione di diversi problemi, fra i quali quello di utilizzare al meglio le acque dei canali di irrigazione, per assicurare il raccolto ai nuovi prati. L’aumento dei foraggi portò ad una maggiore produzione di latte e, di conseguenza, ad un dilatarsi dell’industria casearia. Ai pochi caseifici padronali presso le aziende-vaccherie, si aggiunsero sempre più numerosi altri caselli, basati sul sistema “turnario”, con lavorazione stagionale e poi successivamente le latterie e i caseifici sociali[4].

Nel 2008 si è costituito il consorzio "Bibbiano la Culla" per promuovere e valorizzare il formaggio bibbianese con un proprio marchio di qualità. Ne fanno parte sei caseifici bibbianesi. È un marchio d'impresa, autorizzato ai sensi del Regolamento di Marchiatura del Consorzio del Formaggio Parmigiano-Reggiano. Come emblema, porta una mezza forma stilizzata, a mo' di culla; viene impresso su tutte le forme e le singole punte prodotte dal consorzio.

Persone legate a Bibbiano[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]


Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Bibbiano è servita da una stazione posta lungo la linea locale Reggio-Ciano. Nel territorio comunale bibbianese si trovano anche le stazioni, sempre sulla medesima linea, di Barco, Corniano e Piazzola.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2011.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 78.
  3. ^ Gabriele Arlotti, Bibbiano nella culla del Parmigiano-Reggiano, 2008.
  4. ^ M. Iotti, Storia del Formaggio di Grana
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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