Acido barbiturico

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Acido barbiturico
formula di struttura
Nome IUPAC
2,4,6-triidrossipirimidina
Nomi alternativi
malonilurea
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C4H4N2O3
Massa molecolare (u) 128,09 g/mol
Aspetto solido biancastro
Numero CAS [67-52-7]
Proprietà chimico-fisiche
Solubilità in acqua 142 g/l (20 °C)
Temperatura di fusione (K) 523 (250 °C) (decomposizione)
Indicazioni di sicurezza
Frasi H ---
Consigli P --- [1]

L'acido barbiturico o malonilurea è, chimicamente, l'ureide ciclica dell'acido malonico. È il capostipite di un'importante classe di farmaci: i barbiturici. Il termine barbiturico deriva dal lichene Usnea barbata.[2],da cui si ricava l'acido malonico, e dall'urea

A temperatura ambiente si presenta come un solido biancastro dall'odore tenue.

In passato alcuni suoi derivati erano usati nella pratica clinica in modo massiccio: il veronal (acido dietil barbiturico) come sedativo e il pentothal (acido metil-pentil barbiturico) come farmaco ipnotico. Data la dipendenza e la tolleranza che questi farmaci causano e relativa pericolosità che presentano, sono stati sostituiti dalle benzodiazepine. Oggi continuano ad essere prescritti come antiepilettici e per il trattamento di eventi traumatici della testa, inoltre sono utilizzati anche in anestesia.

Indice

[modifica] Meccanismo d'azione dei barbiturici

I barbiturici sono GABA-agonisti e interagiscono specificatamente con la sottoclasse recettoriale GABA-A, aumentano la conduttanza agli ioni cloruro, l'aumento del passaggio di questi anioni provoca depressione dell'attività neuronale e tra le altre cose provoca anche sonnolenza.

[modifica] Barbiturici vs. benzodiazepine

Nella pratica clinica i barbiturici risultano avere una pericolosità superiore alle benzodiazepine, e ciò è riconducibile ai rispettivi meccanismi d'azione. Le benzodiazepine aumentano la frequenza di apertura dei recettori canali GABAA in modo GABA dipendente, i barbiturici invece aumentano la permeabilità agli ioni Cl- interagendo direttamente sul canale anche in assenza di GABA. Per questa classe di farmaci quindi l'effetto controllo operato dalla naturale attività neuronale viene meno, ed è per questo che i barbiturici possono indurre effetti gravi come il coma a dosi relativamente vicine a quelle terapeutiche, mentre le dosi di benzodiazepine necessarie per avere effetti neurodepressivi seri sono molto lontani dalle dosi terapeutiche.

Le benzodiazepine presentano antagonisti recettoriali specifici, come il flumazenil (Annexate) i quali possono essere somministrati in casi di overdose. Non esistono invece antagonisti recettoriali per i barbiturici ed è per questo che la pericolosità di tali farmaci è maggiore. Tale caratteristica ha reso i barbiturici i principali farmaci d'abuso in casi di suicidio.

Nella classifica di pericolosità delle varie droghe stilata dalla rivista medica Lancet, i barbiturici occupano il terzo posto, mentre le benzodiazepine il settimo.

[modifica] Storia

Il 4 dicembre 1863 Adolf von Baeyer sintetizzò l'acido barbiturico a partire dall'urea e dall'acido malico. Il nome si deve alla donna di von Baeyer che si chiamava Barbara (+ urea). Nel 1903 Emil Hermann Fischer e Joseph von Mering prepararono il barbital, il primo vero e proprio barbiturico, che fu commercializzato con il nome di Veronal. Nel 1912 fu introdotto nel mercato un nuovo barbiturico ad attività sedativo-ipnotico, il fenobarbital con il nome commerciale di Luminal. Tra il 1950 e il 1960 fu dimostrato che i barbiturici causano dipendenza. Nel 1970 la prescrizione di fenobarbital, secobarbital, amobarbital, e di tutti i barbiturici furono posti sotto stretto controllo attraverso una rigida normativa.

[modifica] Altri usi

I barbiturici ad alte dosi sono usati in combinazione con un miorilassante per praticare l'eutanasia e rappresentano i componenti dell'iniezione letale praticata ai condannati a morte negli Stati Uniti.

Dal punto di vista terapeutico alcuni barbiturici dal 1912 ad oggi, sono adoperati per il trattamento di alcune forme di epilessia comprendenti le crisi parziali e le crisi tonico-cloniche generalizzate.

I barbiturici sono fra quei farmaci (insieme alle benzodiazepine e ai calcioantagonisti) che, se assunti accidentalmente o deliberatamente prima dell'arresto cardiaco, riducono il metabolismo e il fabbisogno di ossigeno del cervello, aumentando le probabilità di sopravvivenza senza grave encefalopatia anossica (anche dopo prolungati tentativi di rianimazione cardiopolmonare).

[modifica] Note

  1. ^ scheda dell'acido barbiturico su IFA-GESTIS
  2. ^ Werner E. Gerabek, Bernhard D. Haage, Gundolf Keil, Wolfgang Wegner: Enzyklopädie Medizingeschichte, De Gruyter Verlag, 1. Auflage 2004, p. 138, ISBN 3-11-015714-4

[modifica] Voci correlate

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