Clonazepam

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Clonazepam
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Nome IUPAC
5 - (2-clorofenil)-7-nitro-2 ,3-diidro-1H-1,4-benzodiazepin-2-one
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C15H10ClN3O3
Massa molecolare (u) 315,715
Numero CAS [1622-61-3]
Codice ATC N03AE01
PubChem 2802
DrugBank APRD00054
Dati farmacologici
Categoria farmacoterapeutica Antiepilettici
Modalità di
somministrazione
Orale gocce,compresse
Dati farmacocinetici
Biodisponibilità 90%
Metabolismo Epatico CYP3A4
Emivita 18-50 ore
Escrezione Renale
Indicazioni di sicurezza

Il clonazepam (commercializzato da Roche con il nome Klonopin negli Stati Uniti e Rivotril in Europa, Sud America, Canada, India, e Australia) è un derivato benzodiazepinico appartenente alla classe delle nitrobenzodiazepine.

Farmacologia[modifica | modifica sorgente]

Il clonazepam come tutte le altre benzodiazepine è dotato di spiccate proprietà ansiolitiche, sedative, antiepilettiche e miorilassanti e viene classificato assieme all'alprazolam e al flunitrazepam come benzodiazepina ad alta potenza (1 mg di clonazepam equivale a circa 20 mg di diazepam). Il clonazepam è relativamente poco sedativo rispetto ad altre benzodiazepine, se comparato alla sua potente azione ansiolitica e antiepilettica.

Grazie alla sua interazione con il sistema serotonergico il clonazepam è indicato per il trattamento del HPPD, come testimoniano casi clinici di persone affette dalla patologia che hanno ottenuto benefici dall'assunzione di Clonazepam[1].

Indicazioni[modifica | modifica sorgente]

In Italia è approvato ufficialmente solo come farmaco antiepilettico.

Utilizzi "off-label"[modifica | modifica sorgente]

Effetti collaterali[modifica | modifica sorgente]

Correlati a sospensione del farmaco:

In caso di sospensione del farmaco è necessario quindi ridurre gradualmente le dosi.

Interazioni[modifica | modifica sorgente]

L'associazione di clonazepam ad altri principi attivi depressori dell'attività del Sistema Nervoso Centrale (incluso l'alcol etilico) aumenta notevolmente gli effetti del farmaco (e i suoi effetti collaterali). Pertanto deve essere utilizzato con cautela in associazione a sostanze che deprimono il SNC.

Avvertenze[modifica | modifica sorgente]

Modalità di somministrazione: si raccomanda di iniziare la terapia con clonazepam con un dosaggio basso, quindi di aumentare la dose giornaliera progressivamente a seconda della risposta individuale[2].

Somministrazione parenterale: la somministrazione endovena di clonazepam è stata associata a dolore e comparsa di tromboflebite[2].

Sospensione della terapia: sospendere il clonazepam gradualmente per evitare l'insorgenza di crisi d'astinenza e l'esacerbazione dello stato epilettico. Se è prevista la sostituzione di clonazepam con altro farmaco antiepilettico, durante la fase di riduzione progressiva della dose di clonazepam iniziare ad introdurre il farmaco antiepilettico sostitutivo[2].

Dipendenza: il clonazepam è una benzodiazepina e come tale può provocare dipendenza (comparsa di sintomi astinenziali con l’interruzione dell’assunzione del farmaco) soprattutto quando somministrato per terapie protratte nel tempo e/o a dosaggio elevato. I farmaci che inducono dipendenza devono essere utilizzati con estrema cautela in pazienti con esperienza di abuso di farmaci o altre sostanze (es. alcool)[2].

Attività che richiedono attenzione e coordinazione costante: poiché il clonazepam può indurre sedazione, è opportuno usare cautela nelle attività che richiedono stato di veglia e coordinazione costante e prolungata[2].

Insufficienza epatica o renale: in caso di insufficienza epatica o renale potrebbe essere necessario modificare lo schema posologico del clonazepam. Monitorare durante la terapia farmacologica la funzione epatica e renale[2].

Malattie respiratorie: poiché il clonazepam può indurre depressione respiratoria la sua somministrazione richiede cautela in caso di pazienti con patologie del tratto respiratorio[2].

Peggioramento dello stato convulsivo: la somministrazione di clonazepam a pazienti che manifestano differenti tipi di convulsione potrebbe indurre l’esacerbazione di convulsioni di tipo clonico-toniche generalizzate. Nel caso potrebbe essere necessario modificare la terapia antiepilettica o aumentare il dosaggio dei farmaci antiepilettici in uso[2].

Sovradosaggio: in caso di sovradosaggio con clonazepam la somministrazione di liquidi deve essere attuata lentamente per evitare il rischio di edema e scompenso cardiaco congestizio[2].

Ideazione, tendenza al suicidio: dai dati di letteratura disponibili i farmaci antiepilettici sembrano aumentare il rischio di comportamenti volti al suicidio e tale effetto sarebbe già presente poco tempo dopo l’inizio della terapia. In Danimarca l’analisi incrociata dei suicidi e del consumo di farmaci antiepilettici nel decennio 1997-2006 ha messo in evidenza un aumento significativo del rischio di suicidio per clonazepam (rischio relativo 2,01), valproato (rischio relativo, 2,08), lamotrigina (rischio relativo 3,15), fenobarbital (rischio relativo 1,96)[3]. Monitorare segni o sintomi riconducibili a ideazione o comportamenti volti al suicidio nei pazienti in terapia con clonazepam[2].

Farmaci con attività depressiva sul SNC: la co-somministrazione di clonazepam con farmaci deprimenti il sistema nervoso centrale (SNC) o con alcool può aumentare il rischio di depressione respiratoria. Il rischio di depressione respiratoria è particolarmente elevato in caso di associazione con oppioidi. L’associazione farmacologica non è raccomandata[2].

Acido valproico: l’associazione di acido valproico con clonazepam può provocare uno stato di assenza[2].

Digossina, fenitoina: monitorare i livelli plasmatici dei due farmaci quando somministrati in pazienti in terapia con clonazepam[2].

Clozapina: la co-somministrazione di clozapina e clonazepam può indurre delirio. L’associazione non è raccomandata[2].

Etanolo, H1-bloccanti, anestetici generali, oppioidi, fenotiazine e antidepressivi triciclici: possono aumentare gli effetti centrali indotti dal clonazepam. In caso di associazione monitorare segni o sintomi di tossicità[2].

Contraccettivi orali: possono accentuare la risposta farmacologica al clonazepam (per inibizione de metabolismo del clonazepam)[2].

Alcool: ridurre o evitare il consumo di alcool durante la terapia con clonazepam. L’alcool infatti è un fattore di rischio indipendente per le convulsioni, è in grado di modificare la risposta individuale al clonazepam e può scatenare reazioni non prevedibili[2].

Gravidanza: il clonazepam è controindicato durante il primo trimestre di gravidanza per il rischio di malformazioni fetali. Se la paziente è in trattamento con clonazepam, al momento della gravidanza valutare l’opportunità di proseguire con la stessa terapia o di passare ad altro farmaco antiepilettico. È importante infatti che durante la gravidanza non si sospenda la terapia antiepilettica perché il peggioramento della malattia (epilessia non controllata) costituisce un fattore di rischio sia per la salute della mamma che del bambino. Per ridurre il rischio di tossicità embriofetale in donne epilettiche in terapia farmacologica si raccomanda di: preferire un regime monoterapico rispetto all’associazione di più farmaci antiepilettici (il rischio di malformazioni congenite è risultato aumentare in caso di politerapia); somministrare il farmaco antiepilettico al dosaggio minimo efficace, monitorando i livelli ematici; evitare picchi di concentrazione durante la giornata (usare cioè dosi frazionate del farmaco antiepilettico); co-somministrare acido folico. L’uso delle benzodiazepine in gravidanza comporta anche rischi di natura non teratogenica. Sono stati riportati flaccidità, ipotermia, depressione respiratoria e sintomi riconducibili ad una sindrome da astinenza in bambini nati da madri che avevano assunto benzodiazepine nell’ultimo periodo della gravidanza. La FDA ha inserito il clonazepam in classe D per l’uso in gravidanza. A questa classe appartengono i farmaci per i quali c'è evidenza di rischio fetale nell'uomo, ma i cui benefici clinici in gravidanza potrebbero essere accettabili nonostante il rischio (ad es. se il farmaco è necessario per la sopravvivenza della paziente oppure per una grave malattia per la quale farmaci più sicuri non possono essere usati o sono inefficaci)[2].

Allattamento: valutare attentamente il rapporto rischio/beneficio di clonazepam prima si somministrare il farmaco in donne che allattano. La somministrazione di clonazepam durante l’allattamento può provocare nel lattante letargia, inappetenza e calo ponderale[2].

Supporti medicali in PVC: il clonazepam viene adsorbito dal PVC. Si raccomanda pertanto di impiegare materiale in vetro in caso di infusione endovenosa[4].

Sovradosaggio[modifica | modifica sorgente]

In caso di sovradosaggio l'esito è solitamente benigno (raramente coma). Nel caso in cui venga associato ad altri depressori del SNC l'effetto sinergico delle sostanze può portare a morte per depressione dei centri nervosi deputati al mantentimento delle funzioni vitali.

L'overdose da clonazepam può provocare uno o più dei seguenti sintomi:

  • Sonnolenza (difficoltà a rimanere svegli)
  • Confusione mentale
  • Nausea
  • Funzioni motorie deteriorate
  • Indebolimento dei riflessi
  • Compromissione della coordinazione
  • Disturbi dell'equilibrio
  • Vertigini
  • Depressione respiratoria
  • Ipotensione
  • Coma

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ LSD-induced Hallucinogen Persisting Perception Disorder treated with clonazepam: two case reports, National Center for Biotechnology Information.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s Pharmamedix: Clonazepam http://www.pharmamedix.com/principiovoce.php?pa=Clonazepam&vo=Avvertenze
  3. ^ Olesen J.B. et al., Pharmacoepidemiol. Drug Saf., 2010, 19 (5), 518
  4. ^ Compendium Suisse des Medicamentes, 1994, De Lorey T.M. et al., J. Biol. Chem., 1992, 267, 167

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]