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Dragon Ball Z: Le origini del mito

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Dragon Ball Z: Le origini del mito
ドラゴンボールZ たたったひとりの最終決戦 ~フリーザに挑んだZ戦士 孫悟空カカロットの父~
(Doragon Bōru Z: Tatta hitori no saishū kessen - Furīza ni idonda Z-senshi Kakarotto no chichi)
DBZSP1.jpg
Cover del DVD italiano
special TV anime
Lingua orig. giapponese
Paese Giappone
Regia Mitsuo Hashimoto
Soggetto Akira Toriyama, Takao Koyama, Katsuyuki Sumisawa
Char. design Minoru Maeda, Katsuyoshi Nakatsuru
Dir. artistica Tomoko Yoshida
Musiche Shunsuke Kikuchi
Studio Toei Company, Bird Studio, Toei Animation
Rete Fuji Television
1ª TV 17 ottobre 1990
Aspect ratio 4:3
Durata 48 min
Distributore it. Terminal Video Italia (home video)
Reti it. Rai 2, Italia 1, Hiro, Boing, Italia 2
1ª TV it. 14 luglio 2001
Dialoghi it. Luciano Setti (doppiaggio originale), Paolo Torrisi (ridoppiaggio)
Studio dopp. it. Coop. Eddy Cortese (doppiaggio originale), Merak Film (ridoppiaggio)
Dir. dopp. it. Fabrizio Mazzotta (doppiaggio originale), Paolo Torrisi (ridoppiaggio)
Generi azione, fantastico, fantascienza
Cronologia
  1. Dragon Ball Z: Le origini del mito
  2. Dragon Ball Z: La storia di Trunks

Dragon Ball Z: Le origini del mito (ドラゴンボールZ たたったひとりの最終決戦 ~フリーザに挑んだZ戦士 孫悟空カカロットの父~ Doragon Bōru Z: Tatta hitori no saishū kessen - Furīza ni idonda Z-senshi Kakarotto no chichi?) è il primo special televisivo tratto della serie anime Dragon Ball Z, a sua volta basata sul manga Dragon Ball. Fu originariamente trasmesso in Giappone su Fuji Television il 17 ottobre 1990, tra gli episodi 63 e 64 della serie TV, totalizzando il 23,6% di share.[1] Lo special approfondisce alcuni fatti raccontati nell'opera originale, ovvero gli ultimi giorni di vita di Bardak (padre del protagonista del manga Son Goku) e il genocidio dei Saiyan da parte del tiranno galattico Freezer. In Italia lo special fu inizialmente distribuito in VHS nel 1998, mentre la prima trasmissione televisiva avvenne il 14 luglio 2001 su Rai 2.[2][3]

Nel 2011 è stato pubblicato il manga Dragon Ball: Episode of Bardock, che funge da sequel allo special. In questa storia controfattuale, Bardak sopravvive al genocidio dei Saiyan venendo spedito nel passato, dove si trova a combattere contro Chill, antenato di Freezer. Nello stesso anno il manga è stato adattato in un cortometraggio anime omonimo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Sul pianeta Vegeta è appena nato Kakaroth, figlio del Saiyan Bardak. Il piccolo, di basso potenziale combattivo, verrà inviato in un pianeta remoto (la Terra) al fine di distruggervi ogni forma di vita. Nel frattempo, Bardak e la sua squadra stanno facendo la stessa operazione sul pianeta Kanassa. Dopo che l'incarico è stato apparentemente completato, Bardak e l'equipaggio si riposano e celebrano la loro vittoria fino a quando un guerriero Kanassiano sopravvissuto coglie Bardak di sorpresa e decide di dargli il "dono" di vedere il futuro, prima di venire ucciso dal Saiyan. Questo dà a Bardak la capacità di vedere la distruzione del pianeta Vegeta e lo sterminio dei Saiyan da parte di Freezer, nonché il futuro del proprio figlio.

Bardak respinge le visioni e, dopo essersi ristabilito, va ad unirsi alla sua squadra sul pianeta Mith, ma scopre ben presto che i suoi amici sono stati uccisi. Riesce comunque a parlare con il morente Toma, che gli dice che Freezer ha ordinato l'attacco perché spaventato dal crescente potere dei Saiyan. Inorridito e poi furioso dalle parole del suo compagno caduto, Bardak si avvolge intorno alla testa il bracciale insanguinato di Toma e uccide i responsabili, ma viene facilmente sopraffatto da un attacco di Dodoria, scagnozzo di Freezer. Pur gravemente ferito, Bardak riesce a tornare al pianeta Vegeta.

Bardak si prepara ad attaccare Freezer.

Tramite le sue visioni sempre più chiare, Bardak si rende conto che Freezer vuole distruggere l'intera razza Saiyan annientando il loro pianeta natale. Purtroppo, non è in grado di convincere gli altri del pericolo imminente e, senza altra scelta, decide di affrontare Freezer da solo. Dopo aver superato le guardie di Freezer, Bardak lancia un grande attacco energetico al tiranno stesso, aspettandosi una sicura vittoria. Tuttavia, Freezer contrappone all'attacco la sua tecnica "Supernova", che distrugge Bardak, molte delle sue guardie e il pianeta Vegeta stesso. Mentre sta morendo, Bardak ha un'ultima visione del futuro: suo figlio Kakaroth di fronte a Freezer sul pianeta Namecc. Essendo certo che Kakaroth sconfiggerà Freezer, Bardak sorride mentre si disintegra insieme al pianeta, dicendo telepaticamente a suo figlio (ormai diretto verso la Terra) di vendicare i Saiyan.

Altrove, Vegeta, avendo appena completato una missione su un mondo lontano, viene informato da Nappa della distruzione del suo pianeta natale a causa dell'impatto con un enorme meteorite. L'orgoglio di Vegeta gli impedisce di esprimere il suo shock, e lui rimane esteriormente impassibile. Poco dopo, la navetta spaziale di Kakaroth atterra sulla Terra, dove viene trovata da un uomo anziano di nome Son Gohan. Il vecchio decide di fare da nonno adottivo al piccolo, e lo chiama Son Goku, prendendo l'impegno di farne un campione di arti marziali.

Nuovi personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Toma (トーマ Tōma?) è uno dei membri della squadra di Bardak, forse il suo migliore amico. Dopo che Bardak viene ferito lo porta dai medici del pianeta Vegeta. Quando tutti i suoi compagni vengono uccisi da Dodoria, lui è l'unico che riesce a sopravvivere almeno fino all'arrivo di Bardak sul pianeta Mith. Sarà lui a rivelare al padre di Goku il tradimento di Freezer, prima di morire tra le sue braccia. La fascia che Bardak porta in testa era una sua benda sporca di sangue, che Toma portava al braccio sinistro. Toma porta un modello di Battle Suit blu avanzato e un rilevatore. Il suo colpo più forte è l'Onda Infuocata, eseguito sull'ultimo abitante del pianeta Kanassa, dove la squadra si trovava in missione. Il suo nome deriva probabilmente dall'inglese tomato, ovvero pomodoro.[4]
  • Seripa (セリパ?) è un'amica di Bardak e parte della sua squadra. Prende la decisione di non aspettarlo e parte con il resto della squadra per il pianeta Mith, ma là viene uccisa insieme a i suoi compagni dagli uomini di Dodoria. Anche in questo caso il nome della saiyan è un gioco di parole, anche se un po' contorto: "Seripa" deriva dalla parola inglese parsley, ovvero prezzemolo.[4]
  • Toteppo (トテッポ?) è uno dei membri della squadra di Bardak. Ha una evidente cicatrice a graffio sulla fronte, calvizie e una pelle molto chiara, quasi cadaverica. Lo si vede mangiare molto spesso ed è molto silenzioso. Viene ucciso insieme al resto della squadra in assenza di Bardak, dagli uomini di Dodoria. Il suo nome deriva probabilmente dall'anagramma della parola inglese potato, patata.[4]
  • Panbukin (パンブーキン Panbūkin?) è uno dei membri della squadra di Bardak. Il suo nome deriva probabilmente dall'inglese pumpkin, in italiano zucca.[4]
  • Toolo (トオロ Tōro?) è un guerriero del pianeta Kanassa, l'unico a sopravvivere all'assalto del team di Bardak. Successivamente attacca Bardak, trasferendogli il potere innato della sua razza, la precognizione. Viene colpito da Toma con un colpo energetico, ma riesce a sopravvivere per poter avvertire Bardak dell'imminente fine della sua stirpe. Subito dopo Bardak lo finisce con un altro colpo energetico. La sua voce continuerà a tormentare il saiyan anche dopo che questi rientrerà sul pianeta Vegeta.

Personaggi e doppiatori[modifica | modifica wikitesto]

Personaggio Doppiatore originale Doppiatore italiano (primo doppiaggio) Doppiatore italiano (ridoppiaggio 2003)
Bardak Masako Nozawa Luca Biagini Marco Balzarotti
Son Goku Masako Nozawa Lorenzo De Angelis (neonato)
Andrea Ward (adulto)
Federica Valenti (neonato)
Paolo Torrisi (adulto)
Toma Kazuyuki Sogabe Massimo Rinaldi Lorenzo Scattorin
Seripa Yūko Mita Roberta Greganti Renata Bertolas
Panbukin Takeshi Watabe Vittorio Guerrieri Diego Sabre
Toteppo Kōzō Shioya Franco Chillemi Pietro Ubaldi
Freezer Ryūsei Nakao Gerolamo Alchieri Gianfranco Gamba
Zarbon Shō Hayami Francesco Bulckaen Claudio Moneta
Dodoria Yukitoshi Hori Roberto Stocchi Luca Bottale
Toolo Banjō Ginga Pasquale Anselmo Patrizio Prata
Son Gohan Kinpei Azusa Ambrogio Colombo Orlando Mezzabotta
Vegeta Ryō Horikawa Corrado Conforti (bambino)
Massimo De Ambrosis (adulto)
Gianluca Iacono
Nappa Shōzō Iizuka Sergio Matteucci Riccardo Lombardo
Saiyan A Hirohiko Kakegawa Maurizio Reti Luca Sandri
Saiyan B Yūji Machi Sergio Matteucci Giorgio Bonino
Saiyan C Chie Satō Cinzia De Carolis Marcella Silvestri
Saiyan D Shinobu Satōchi Maurizio Romano Lorenzo Scattorin
Saiyan E Michio Nakao Roberto Draghetti Diego Sabre
Narratore Jōji Yanami Davide Marzi Mario Scarabelli

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla classica sigla d'apertura "Cha-La Head-Cha-La", lo special presenta due nuove canzoni. La prima è "Solid State Scouter" (「ソリッド・ステート・スカウター」 "Soriddo Sutēto Sukautā"?) di Yasunori Iwasaki, eseguita dai Tokio con la Dragon Magic Orchestra, che si sente per due volte nello special ed è stata in seguito utilizzata in alcuni videogiochi. La seconda è "Hikari no tabi" (「光の旅」?) di Dai Satō e Chiho Kiyoka, cantata da Hironobu Kageyama e KUKO durante i titoli di coda.

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Il primo doppiaggio italiano dello special, usato per l'uscita in VHS e per le trasmissioni TV precedenti al 2003, fu eseguito dalla Coop. Eddy Cortese e diretto da Fabrizio Mazzotta su dialoghi tradotti da Irene Cantoni e adattati da Luciano Setti, con un cast differente da quello della serie TV. La terminologia fu mantenuta fedele alla versione italiana del manga.

Lo special fu ridoppiato nel 2003 dal cast italiano di Dragon Ball Z per la trasmissione in due episodi (intitolati "Il padre di Goku" e "La distruzione del pianeta Vegeta") su Italia 1 nella serie Dragon Ball: La saga. Il ridoppiaggio fu effettuato dalla Merak Film e curato da Paolo Torrisi, con dialoghi in buona parte trascritti da quelli del primo doppiaggio. Tuttavia ci sono varie differenze in questo adattamento rispetto al precedente. Tra le principali:

  • la terminologia venne cambiata utilizzando quella dell'adattamento italiano della serie TV, mentre furono inspiegabilmente eliminati i riferimenti ai Saibaimen e al nome di Son Gohan;
  • alcuni dialoghi vennero modificati per eliminare riferimenti diretti alla morte e all'inferno;
  • furono aggiunti "pensieri" e dialoghi di pura fantasia in scene dove i personaggi non parlano (inclusa la narrazione, che in realtà è presente solo in apertura e chiusura dello special).

Il ridoppiaggio è stato poi utilizzato per le successive trasmissioni TV e per l'uscita in DVD.

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

L'edizione VHS dello special fu prodotta da Dynamic Italia e distribuita da Terminal Video Italia nel 1998. La VHS conteneva lo special con il primo doppiaggio.

L'edizione DVD fu prodotta da Dynit, nuova incarnazione della Dynamic Italia. L'11 novembre 2006 fu distribuita in edicola da De Agostini, mentre la distribuzione sul mercato avvenne l'11 aprile 2007 a opera della Terminal Video Italia. Mentre il master video è un semplice riversamento dalla precedente VHS, l'audio è disponibile in italiano in Dolby Digital 5.1 e in giapponese in 2.0. Poiché la versione italiana dello special fu concessa da R.T.I., il DVD contiene esclusivamente il ridoppiaggio. Sono inclusi inoltre i sottotitoli in italiano e, come extra, landscapes e schede sui personaggi.[5]

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 gennaio 1993 Shueisha pubblicò un anime comic con le foto dello special,[6] che fu importato in Italia da Star Comics nel luglio 2000.[7]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Episode Guide - Dragon Ball Z TV Special 1 su kanzenshuu.com, Kanzenshuu. URL consultato il 2 giugno 2015.
  2. ^ Palinsesto in La Stampa, 14 luglio 2001, p. 31. URL consultato il 2 giugno 2015.
  3. ^ Palinsesto (PDF) in L'Unità, 14 luglio 2001, p. 22. URL consultato il 2 giugno 2015.
  4. ^ a b c d (JA) ドラゴンボール名前の由来 su ho.x0.com. URL consultato il 7 dicembre 2014.
  5. ^ Scheda del DVD su dynit.it, Dynit. URL consultato il 7 dicembre 2014.
  6. ^ (EN) Manga Guide - Film Animation Comics su kanzenshuu.com, Kanzenshuu. URL consultato il 26 maggio 2015.
  7. ^ Scheda dell'uscita su starcomics.com, Star Comics. URL consultato il 2 giugno 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]