Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| « Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini. » |
| (Jurij Gagarin[1]) |
| Jurij Gagarin |
|
|
| Cosmonauta |
| Nazionalità |
Unione Sovietica |
| Status |
Deceduto |
| Data di nascita |
9 marzo, 1934 |
| Data di morte |
27 marzo, 1968 |
| Altre attività |
Pilota collaudatore |
| Tempo nello spazio |
1h, 48m |
| Missioni |
|
Jurij Alekseevič Gagarin (rus. Юрий Алексеевич Гагарин; Klušino, 9 marzo 1934 – Kiržač, 27 marzo 1968) è stato un cosmonauta e aviatore sovietico, primo uomo a volare nello spazio portando con successo a termine la sua missione il 12 aprile 1961.
La sua casa natale a
Klušino, oggi museo
La capsula che ospitò Gagarin
Il viale dei Cosmonauti nei pressi del monumento omonimo a Mosca (in p.p. Jurij Gagarin e
Valentina Tereškova)
Nato a Klušino (un villaggio nell'Oblast' di Smolensk, nell'allora Unione Sovietica) il 9 marzo 1934, da padre falegname e madre contadina, crebbe in una di quelle collettività aziendali che erano sorte in Russia sul finire della rivoluzione del 1917 e si distinse a scuola per spiccate capacità nelle materie scientifiche. Tuttavia, fu costretto ad interrompere gli studi a causa dell'invasione tedesca (iniziata il 22 giugno 1941), per riprenderli dopo la guerra: frequentò l'istituto tecnico industriale di Saratov e conseguì il diploma di metalmeccanico. Fu durante i suoi studi che Gagarin iniziò ad interessarsi al volo.
Il volo, la sua vita [modifica]
Nel 1955 si iscrisse ad un aeroclub, dove sperimentò il primo volo della sua vita su uno Yak-18. Questa passione lo portò ad iscriversi a una scuola di aeronautica, distinguendosi per il suo talento. Nello stesso anno entrò a far parte dell'aviazione sovietica; si diplomò con grande profitto nel 1957 presso l'Accademia Aeronautica Sovietica di Orenburg. Fu proprio nel 1957 che l'URSS lanciò nello spazio lo Sputnik 1 e si gettarono le basi per i primi voli spaziali con esseri umani a bordo.
Nello stesso 1957 Gagarin scelse di frequentare scuole specializzate in aviazione in Ucraina. Anche qui le sue doti apparvero subito fuori dal comune, tanto da guadagnarsi la stima e la fiducia dei suoi superiori, che gli consentirono di collaudare sofisticate apparecchiature di volo e di approntare test altamente specializzati. La sua passione per il volo lo portò ad essere scelto nel 1959, insieme ad alcuni colleghi, per l'addestramento con l'obiettivo di diventare cosmonauta.
Gagarin nello spazio [modifica]
Selezionato per la missione [modifica]
Gagarin, dopo il soggiorno ucraino, si trasferì a Zvëzdnyj Gorodok insieme ad altri venti candidati, per superare nuovi test attitudinali, al termine dei quali venne scelto per affrontare il primo volo orbitale con un essere umano a bordo. Come suo eventuale sostituto fu scelto il cosmonauta German Titov[2], che andò nello spazio qualche mese dopo.
Orbita storica [modifica]
Il volo dell'allora maggiore Jurij Gagarin iniziò il 12 aprile 1961, alle ore 9:07 di Mosca, all'interno della navicella Vostok 1 (Oriente 1), del peso di 4,7 tonnellate: egli pronunciò la celebre espressione - поехали! (pojechali - "andiamo!") al decollo per il volo spaziale. Compì un'intera orbita ellittica attorno alla Terra, raggiungendo un'altitudine massima (apogeo) di 302 km e una minima (perigeo) di 175 km, viaggiando a una velocità di 27.400 km/h. Per tale missione Gagarin aveva scelto il soprannome Кедр "Kedr" ("cedro"), usato durante il collegamento via radio.
Quel pianeta blu [modifica]
Durante il volo, guardando dalla navicella ciò che nessuno aveva mai visto prima, comunicò alla base che "la Terra è blu [...] Che meraviglia. È incredibile"[3]. Dopo 88 minuti di volo intorno al nostro pianeta, senza avere il controllo della navicella spaziale, guidato da un computer controllato dalla base, la capsula frenò la sua corsa accendendo i retrorazzi, in modo da consentire il rientro nell'atmosfera terrestre. Il volo terminò alle 10:20 ora di Mosca, in un campo a sud della città di Engels (oblast di Saratov),[4] più a ovest rispetto al sito pianificato di rientro. Gagarin venne espulso dall'abitacolo e paracadutato a terra. Nei resoconti ufficiali si affermò che era invece atterrato all'interno della capsula, per conformarsi alle regole internazionali sui primati di quota raggiunta in volo.
Eroe nazionale [modifica]
Migliaia di russi lo attendevano al suo ritorno e la sua impresa ebbe una grande eco in tutto il mondo. Gagarin dimostrò che l'uomo era in grado di volare oltre le previsioni, diventando a soli 27 anni il primo uomo della storia a orbitare intorno alla Terra e a osservarla dallo spazio. Venne decorato da Nikita Khruščёv con l'Ordine di Lenin, la massima onorificenza sovietica[senza fonte], diventando Eroe dell'Unione Sovietica.
In seguito Gagarin collaborò alla preparazione di altre missioni spaziali, come quella della Vostok 6, che nel 1963 portò Valentina Vladimirovna Tereškova nello spazio (prima donna in assoluto a compiere una tale missione). Inoltre, partecipò allo sviluppo della nuova navicella spaziale Sojuz.
Dopo il primo storico volo [modifica]
Gagarin dopo il suo celeberrimo volo riuscì a farsi nominare, nel 1967, sostituto cosmonauta della discussa navicella spaziale Sojuz 1 che venne ribattezzata "tomba volante" ed era stata criticata dai più a causa degli evidenti errori commessi nella costruzione della stessa.[5] In quella missione morì poi in circostanze drammatiche Vladimir Komarov. Da lì in poi Gagarin ritornò a pilotare gli aerei che aveva usato prima di entrare a fare parte del progetto spaziale, i MiG.
Molte fonti occidentali riportano che per diversi anni fu presidente della federazione russa di Rugby.[senza fonte] In realtà la federazione fu fondata e presieduta, fino al crollo dell'URSS, dal suo grande amico, il pilota collaudatore Vladimir Iljushin, anche perché la federazione fu fondata solo nel 1967.[6] Corrisponde invece a verità che Gagarin era un grande appassionato sia di rugby che di hockey.
Drammatica morte [modifica]
Gagarin morì il 27 marzo 1968, sette anni dopo la sua grande impresa, a bordo di un piccolo caccia MiG-15UTI, schiantatosi al suolo nelle vicinanze della città di Kiržač. Probabilmente l'aereo di Gagarin entrò nella scia di una formazione di tre Sukhoi Su-15. L'improvvisa turbolenza causata dai tre grossi caccia, ben più grandi e potenti del MiG-15 da lui pilotato, potrebbe aver fatto perdere a Gagarin il controllo del velivolo. Altre ipotesi teorizzano una collisione in volo con un membro della formazione. Sposato e padre di due bambine, al momento della morte Gagarin era in procinto di partire per una nuova missione nello spazio; lo storico volo del 1961 sarebbe invece rimasto il suo unico viaggio in orbita. Le sue ceneri riposano al Cremlino.
Influenza culturale [modifica]
- A Jurij Gagarin è stato dedicato in Russia il centro di addestramento dove si preparano i cosmonauti prescelti per le varie missioni spaziali ed in suo onore è stato eretto a Mosca nel 1980 un monumento alto 40 metri, costruito in titanio.
- Lo stadio della città ucraina di Chernihiv è intitolato a lui.
- Pablo Picasso ha dedicato una serigrafia a Gagarin dal titolo: "Etude Pour Yuri Gagarin".
- In suo onore un asteroide è stato intitolato 1772 Gagarin. Anche un cratere lunare porta il suo nome: Gagarin (cratere).
- La Swatch ha prodotto un orologio modello "Yuri".
- Il trofeo della Kontinental Hockey League di hockey su ghiaccio si chiama Coppa Gagarin.
- Citato a più riprese nel libro "La Famiglia Winshaw" di Jonathan Coe
onorificenze sovietiche [modifica]
Onorificenze straniere [modifica]
- ^ Roberto Vittori, Io, nel guscio della Soyuz, pensando a Gagarin, Il Corriere della Sera, 16 10 2008, p. 57. URL consultato in data 11 maggio 2010.
- ^ Encyclopedia Astronautica
- ^ (EN) Gagarin - son of a peasant, star of space. BBC News, 1º aprile 1998. URL consultato in data 12 aprile 2011.
- ^ Sito di atterraggio della Vostok 1, da Google Maps
- ^ Paolo Magionami. Yuri Alekseyevich Gagarin. torinoscienza.it, 28 giugno 2005. URL consultato in data 11 maggio 2010.
- ^ Damiano Benzoni, Il cosmonauta Jurij Gagarin, Dinamo Babel, 12/04/2012. URL consultato in data 14 aprile 2012.
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Speciale della "Roscosmos" (Russian Federal Space Agency) per il 50º anniversario del volo di Gagarin, federalspace.ru
- (EN) The first man in space (Rapporto della Nasa sul volo di Gagarin), 1 maggio 1961, nasa.gov
- (EN) Speciale del "Time", Science: The Cruise of the Vostok, (Copertina), vol. LXXVII n. 17, 21 aprile 1961, time.com
- Speciale "Corriere della sera": 50 anni dalla conquista dello spazio, corriere.it
- Speciale "La Stampa": Gagarin, 50 anni fa la corsa allo spazio, lastampa.it
- Sito italiano dedicato a Yuri Gagarin, yurigagarin.it
- Storia di Yuri Gagarin, Ulisse, 18 aprile 2009, rai.tv
- (EN) , (RU) First Orbit, un film libero sulla missione di Gagarin
- foto di Gagarin
Controllo di autorità VIAF: 61673822 LCCN: n50015443