UPS Airlines

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UPS Airlines
UPS logo.svg
Compagnia aerea cargo
Codice IATA 5X
Codice ICAO UPS
Identificativo di chiamata UPS
Descrizione
Hub Aeroporto Internazionale di Louisville
Flotta 234 (+3 ordini)
Destinazioni oltre 700
Azienda
Fondazione 1998
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Sede Louisville, Kentucky
Gruppo UPS
Persone chiave Mitch Nichols (Presidente)[1]
Slogan Synchronizing the World of Commerce
Sito web pressroom.ups.com
Voci di compagnie aeree presenti su Wikipedia
Un Boeing 747-200 UPS in partenza dal Ted Stevens Anchorage International Airport nel 2003.

La UPS Airlines è una compagnia aerea maggiore cargo statunitense con sede a Louisville, nel Kentucky.

Fondata nel 1988 è la componente aerea del servizio di trasporto e distribuzione mondiale della United Parcel Service Inc. ed i suoi piloti sono rappresentati dalla Independent Pilots Association.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

L'origine del servizio di trasporto aereo dei colli da parte della UPS (United Parcel Service) si può far risalire al 1929; così come operava l'U.S Postal Service, i pacchi UPS venivano trasportati come bagaglio in voli di linea commerciali.[2] La maggior parte dei colli veniva trasportato dai Ford Trimotor della United Airlines. Dopo il martedì nero e l'inizio della grande depressione, il servizio di trasporto aereo fu discontinuo fino al suo definitivo arresto nel 1931. Tuttavia, il servizio aereo avrebbe contribuito all'espansione oltre la costa occidentale; nel 1930, l'azienda trasferisce le operazioni da Oakland a New York City espandendo successivamente le proprie attività in svariate località sparse nel territorio statunitense.

Dopo il termine della Seconda guerra mondiale, nel processo di acquisizione dei diritti di common carrier, in base alla Common law equivalente al trasporto pubblico, per tutte le destinazioni all'interno degli Stati Uniti d'America, la UPS rivalutò di riprendere il servizio di trasporto aereo del proprio collettame. Il servizio riprese nel 1953 con un'offerta, la Blue Label Air, che prevedeva la consegna dei pacchi da costa a costa in due giorni. Come in precedenza il servizio sfruttava i voli di commerciali già operati da altre compagnie aeree e, benché inizialmente fosse in perdita, il Blue Label Air divenne popolare per la sua velocità nelle consegne crendo una sempre maggiore domanda in grado di mantenere un profitto.

Dal 1975 al 1988[modifica | modifica sorgente]

Nel 1975, UPS iniziò ad operare su voli internazionali con rotte verso il Canada seguito l'anno successivo con l'apertura di rotte verso la Germania.[3] Dato che l'azienda era entrata nel campo dell'aviazione commerciale internazionale, si ritenne necessario dotare l'azienda di una propria flotta piuttosto che basarsi su voli operato da altre compagnie. Inoltre la concorrenza della Federal Express, che già operava con una propria flotta aerea, stava facendosi pressante con vantaggiose offerte sulle stesse tratte e rivelandosi redditizia dal 1976. Nel 1978 la delibera dell'Airline Deregulation Act diede alla UPS una grossa opportunità: la società poteva ora creare una propria compagnia aerea così da poter volare da uno scalo aeroportuale all'altro senza sottostare a molte delle precedenti incombenze burocratiche, inoltre il governo federale incoraggiava di fatto la concorrenza tra compagnie aeree.

L'UPS Worldport Air Hub, principale hub della compagnia, situato presso l'Aeroporto Internazionale di Louisville in una foto del 2004.

Nel 1980 la UPS aprì il suo scalo tecnico principale (hub) a Louisville, nel Kentucky; la collocazione venne scelta in gran parte per la sua distanza, percorribile con un aereo a reazione in tre ore, dagli altri hub principali nel territorio continentale. Nei primi anni ottanta l'azienda iniziò ad acquistare, sul mercato dei velivoli commerciali recentemente ritirati dai voli di linea, diversi modelli disponibili tra i quali Douglas DC-8, Boeing 727-100 e Boeing 747-100.

Dal 1988 al 2000[modifica | modifica sorgente]

Nel 1988 venne fondata la UPS Airlines; all'epoca della sua istituzione la UPS operava su una rete di rotte aeree che collegavano agli Stati Uniti d'America 41 diverse nazioni tra Asia ed Europa. Durante gli anni novanta la compagnia aumentò la propria flotta con modelli di nuova fabbricazione. il primo dei suoi 75 Boeing 757-200 venne consegnato durante il 1987, con un secondo ordine per 32 767-300 evaso a cominciare dal 1995. Inoltre iniziò ad istituire hub secondari presso gli aeroporti di Rockford, Illinois, Filadelfia, Dallas, Columbia ed Ontario (California).

Dato che la propria flotta veniva utilizzata prevalentemente durante voli infrasettimanali, la UPS cercò di ottimizzare i costi in modo da poter operare anche durante i giorni festivi. Durante gli anni novanta otto 727 vennero convertiti, al costo di 2 milioni e mezzo di dollari statunitensi, allo standard 727-100QC (QC = Quick Change), versione cargo che era in grado di essere convertita per il trasporto passeggeri per voli charter.

Dal 2000 ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Flotta[modifica | modifica sorgente]

Ad agosto 2013, la UPS Airlines possedeva una flotta di 234 velivoli in configurazione cargo più altri 3 in ordine, così suddivisi:[4]

Un McDonnell Douglas MD-11F in livrea UPS.
UPS Fleet
Aerei In servizio In ordine
Airbus A-300F4-600R 52 0
Boeing 747-400F 13 0
Boeing 757-200PF 75 0
Boeing 767-300ER 56 3
McDonnell Douglas MD-11F 38 0
Totale 234 3

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ UPS Air Operations Facts - UPS Pressroom, Pressroom.ups.com, 15 dicembre 2008. URL consultato il 17 maggio 2012.
  2. ^ 1918 - UPS Pressroom in UPS Pressroom, http://pressroom.ups.com/, 15 dicembre 2008. URL consultato il 17 maggio 2012.
  3. ^ 1975 - UPS Pressroom in UPS Pressroom, http://pressroom.ups.com/, 15 dicembre 2008. URL consultato il 17 maggio 2012.
  4. ^ UPS Aircraft Fleet in UPS Pressroom, http://pressroom.ups.com/, 16 agosto 2013. URL consultato il 3 ottobre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Greg Niemann, Big Brown: The Untold Story of UPS, Jossey-Bass, 2007, ISBN 0-7879-9402-2.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]