Terza battaglia di Kharkov
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| Terza battaglia di Kharkov | |||||||
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| Parte della seconda guerra mondiale | |||||||
Il Fronte Orientale al tempo della Terza Battaglia di Kharkov. |
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| Schieramenti | |||||||
| Comandanti | |||||||
| Erich von Manstein | Filipp Golikov, Nikolay Vatutin |
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| Effettivi | |||||||
| 160.000 uomini | 300.000 uomini | ||||||
| Perdite | |||||||
| sconosciute | 48.000 morti, 180.000 feriti e dispersi, 19.594 prigionieri |
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| Fronte Orientale (1941-45) |
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| Barbarossa – Białystok-Minsk – Silberfuchs – Smolensk – Uman – 1ª Kiev – Odessa – Leningrado – Tifone – 1ª Rostov – Mosca – Toropets-Kholm – Sebastopoli – 1a-Rzhev-Vyazma – Slavjansk – 2ª Kharkov – Operazione Blu – 1ª Voronezh – Caucaso – Stalingrado – Velikiye Luki – Urano – 2ª Rzhev-Sychevka – Saturno – Krasny Bor – Operazione Spark – 3ª Kharkov – Kursk – Belgorod – 4ª Kharkov – Korsun – 2a-Kiev – Kamenets-Podolsky – Narva – Crimea – Târgul Frumos – Bagration – Lvov-Sandomierz – Romania – Debrecen – Baltico – Budapest – Vistola-Oder – Balaton – Berlino – Halbe – Praga |
La terza battaglia di Kharkov fu l'ultima grande vittoria tedesca della seconda guerra mondiale. Al comando del feldmaresciallo Erich von Manstein, i tedeschi riuscirono a riconquistare la città di Kharkov dopo una serie di combattimenti nelle strade della città. Un ruolo fondamentale venne giocato dal II. SS Panzerkorps, equipaggiato con i nuovi carri Tigre.
Originariamente formato dalle divisioni "Leibstandarte Adolf Hitler" e "Das Reich", il II. SS-Panzerkorps, era stato per un lungo tempo ritirato dal fronte per permettere agli uomini di riposarsi, di essere riequipaggiati e di prendere confidenza con le nuove armi, prime fra tutti i nuovi carri pesanti Tigre. Ritornato al fronte, sotto la guida, di Paul Hausser, i tedeschi dovettero fronteggiare la nuova potenza sovietica, pari a circa 6:1 (6 a 1), per cui, per non distruggere le proprie forze, Hausser decise di ritirarsi momentaneamente. Questa azione fece infuriare Hitler, che decise di destituire Hausser dal comando. Rinforzato con la divisione "Totenkopf", e posto sotto il comando del Gruppo d'armate Sud di von Manstein, le SS riuscirono a distruggere le teste di ponte sovietiche e a riconquistare la città. In particolare gli uomini della "Leibstandarte" si distinsero nei combattimenti in strada, e per questo Hitler decise di rinominare la piazza principale "Leibstandarteplatze", per onorare la vittoria. Questa battaglia rappresentò l'ultima vittoria degna di nota per i tedeschi in Russia, e viene ancora oggi studiata nelle accademie militari come un esempio da manuale di difesa mobile.
Kharkov conquistata una prima volta il 25 ottobre 1941, durante le prime fasi dell'Operazione Barbarossa, era stata ripresa dai sovietici nel febbraio 1943, dopo la disfatta tedesca a Stalingrado. Tuttavia la città rimase per poco nelle mani dei tedeschi; il 22 agosto 1943, dopo la Battaglia di Kursk, i tedeschi non rimisero mai più piede nella città ucraina.

