Strage di Fiumicino (1973)

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Strage di Fiumicino 1973
StrageFiumicino1973.jpg
L'aereo della Pan Am coinvolto nell'attentato
Stato Italia Italia
Luogo Roma
Obiettivo Aeroporto di Roma-Fiumicino
Data 17 dicembre 1973
Tipo Strage
Morti 32
Feriti oltre 15
Responsabili 5 terroristi palestinesi

La strage di Fiumicino 1973 è il frutto di un attentato terroristico palestinese che il 17 dicembre 1973 ha colpito l'aeroporto di Roma-Fiumicino, uccidendo un totale di 32 persone. I feriti sono stati oltre 15.

Un commando terrorista palestinese si diresse verso un Boeing 707 della Pan Am e vi gettò all'interno due bombe al fosforo uccidendo 30 passeggeri. Tra questi quattro italiani: Raffaele Narciso, Giuliano De Angelis, la moglie Emma Zanghi la loro figlioletta Monica De Angelis. Uccisero inoltre il militare della Guardia di Finanza Antonio Zara che aveva tentato di opporre resistenza.

Si impadronirono poi di un aereo Lufthansa, facendovi salire alcuni ostaggi tra cui sei guardie di Pubblica Sicurezza. Costrinsero quindi l’equipaggio, che già era a bordo, a far decollare il velivolo. A bordo dell'aereo della Lufthansa uccisero il tecnico della società Asa, Domenico Ippoliti, il cui corpo venne successivamente abbandonato sulla pista dell'aeroporto di Atene dove l'aereo aveva fatto scalo. Molti aeroporti rifiutarono l'atterraggio; infine l'aereo si fermò all'aeroporto di Kuwait City.

Il dirottamento terminò nella tarda serata del giorno successivo all'Aeroporto Internazionale del Kuwait, dove vennero liberati gli ostaggi. I terroristi negoziarono la loro fuga ma vennero comunque catturati poco tempo dopo. Le autorità del Kuwait, dopo aver interrogato i terroristi, decisero di non sottoporli a processo e valutarono la possibilità di consegnarli all'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP). Nel 1974 il presidente egiziano Anwar Sadat acconsentì che venissero tradotti al Cairo sotto la responsabilità dell'OLP e che venissero processati da questa per aver condotto una "operazione non autorizzata".

A seguito dei negoziati avviati durante un altro dirottamento aereo, cinque uomini del commando vennero liberati nel novembre del 1974 per poi comunque ritornare sotto la custodia dell'OLP. Da quel momento non ci sono state più notizie certe sulla loro sorte.

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