La cosa (film 1982)

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La cosa
La cоsa (film 1982).png
Una scena del film
Titolo originale The Thing
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1982
Durata 96 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35:1
Genere horror, fantascienza, thriller
Regia John Carpenter
Soggetto John W. Campbell (racconto)
Sceneggiatura Bill Lancaster
Produttore David Foster e Lawrence Turman
Produttore esecutivo Wilbur Stark
Casa di produzione Universal
Fotografia Dean Cundey
Montaggio Todd C. Ramsay
Effetti speciali Roy Arbogast e Albert Withlock
Musiche Ennio Morricone
Scenografia John L. Lloyd
Costumi Ronald I. Caplan
Trucco Rob Bottin (special make-up effects)
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
Premi

2 Nomination al Saturn Award

  • Miglior Film Horror
  • Migliori Effetti Speciali

La cosa (The Thing) è un film del 1982 diretto da John Carpenter, liberamente tratto dal racconto horror-fantascientifico La "cosa" da un altro mondo (Who Goes There?, 1938) di John W. Campbell, già alla base del film La cosa da un altro mondo (1951) diretto da Howard Hawks.

Il regista lo considera come il primo episodio della Trilogia dell'Apocalisse, composta da Il signore del male e Il seme della follia rispettivamente del 1987 e del 1995.[1]

Il 14 ottobre 2011 è uscito negli USA un prequel, La cosa[2], diretto dal regista semi-esordiente Matthijis van Heijningen Jr. e ambientato tre giorni prima degli eventi del film di John Carpenter.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Antartide, 1982. La quiete della base scientifica statunitense U.S. Outpost #31 viene interrotta dall'arrivo di un elicottero partito da una stazione di ricerca norvegese, che sta inseguendo un husky. Gli occupanti della base assistono sgomenti alla scena che si conclude con l'esplosione dell'elicottero colpito per sbaglio da un ordigno che il cacciatore intendeva lanciare contro la preda, però uno di essi sopravvive scendendo in tempo dal mezzo e cerca di fucilare il quadrupede, ma rimane ucciso in un conflitto a fuoco col team dopo che uno di essi era rimasto ferito ad una gamba. Il team statunitense, guidato da MacReady, non capisce cosa stia succedendo e decide di indagare sulla provenienza dell'elicottero.

Una volta arrivati, MacReady e Copper trovano solo macerie, il cadavere di un suicida, il ripugnante corpo carbonizzato di una creatura non identificata con due teste fuse insieme e documentazioni varie sulle operazioni svolte dalla base; inoltre in una stanza viene rinvenuto un blocco di ghiaccio oggetto di analisi, che lascia presagire ad una possibile creatura rimasta ibernata ed estratta dai ricercatori norvegesi.

Nel frattempo l'husky sopravvissuto viene lasciato libero di vagare nella base americana, finché, a seguito della scoperta misteriosa nella base distrutta, non si decide di rinchiuderlo per precauzione nel canile insieme ai suoi simili, i quali gli ringhiano contro e lo inducono a trasformarsi in una creatura mostruosa e indefinita che uccide brutalmente gli occupanti del recinto. MacReady richiama l'attenzione di tutti attivando l'allarme antincendio e Childs prova a uccidere il mostro con un lanciafiamme, ma riesce solo a bruciarne metà, mentre l'altra parte della creatura sfonda il soffitto e gli sfugge via. I resti vengono esaminati dal biologo Blair, il quale avanza l'ipotesi che si tratti di un alieno che imita alla perfezione le altre forme di vita, grazie alle sue cellule che inglobano quelle delle creature terrestri.

Blair interroga inoltre un computer sui rischi di contagio e sopravvivenza dei membri della base, ricevendo una risposta poco rassicurante, e, per tale ragione, perde il controllo e distrugge tutte le comunicazioni radio a colpi di ascia, poco prima che i suoi colleghi lo immobilizzino e lo rinchiudano in un piccolo magazzino esterno. A questo punto il gruppo guarda un video rinvenuto nella base norvegese e scopre che si stava conducendo una ricerca su un'astronave aliena precipitata. MacReady, perciò, si dirige con un altro compagno al disco volante danneggiato rimasto lì da millenni; nelle vicinanze viene anche trovato un buco nel ghiaccio da cui è stato estratto con ogni probabilità il blocco analizzato nella base norvegese, evidentemente con all'interno l'alieno sfuggito all'esplosione della sua astronave.

I resti di un cadavere mutato vengono spostati immediatamente in un magazzino con l'obiettivo di tenerli a distanza dagli uomini, ma durante lo spostamento uno scienziato viene aggredito dalla creatura ancora viva, che ne assume le sembianze. Tale caratteristica genera diffidenza tra le persone della base, che non possono sapere con certezza chi sia stato contagiato dal mostro e chi no. Dopo una serie di omicidi, sospetti verso MacReady e manomissioni nella base, si intuisce che la creatura è costituita da più parti, le quali sono in relazione tra loro. MacReady decide di prelevare un campione di sangue dei superstiti e bruciarlo con un filo di acciaio bollente, sicuro della reazione difensiva di chi è stato contagiato. Dal test risultano tutti sani tranne uno, Palmer, il cui campione di sangue una volta bruciato scorre via dal filo; una volta smascherato, egli si trasforma e attacca Windows, costringendo MacReady a bruciarli entrambi.

Lasciando Childs di guardia, gli altri membri vanno a testare l'ultimo possibile infetto, ovvero Blair, solo per scoprire tuttavia che il magazzino dove era stato rinchiuso è vuoto e che ha scavato un tunnel sotto l'edificio. Il gruppo realizza che Blair adesso è infetto, e che quando era sembrato che avesse distrutto l'apparecchiatura stava in realtà cercando del materiale per costruirsi una piccola astronave per la fuga. Scoprendo che sia Child e sia il generatore della stazione sono scomparsi, MacReady ipotizza che l'alieno stia tentando di ibernarsi fino all'arrivo della spedizione di salvataggio in primavera; inizia così caccia all'uomo, nonostante la scarsa visibilità per via del generatore andato in fiamme. Il gruppo tenta di far saltare in aria con la dinamite l'intero complesso nella speranza di distruggere la creatura, ma Garry rimane ucciso e Nauls sparisce. Il mostro riappare più grande delle versioni precedenti, poiché ha inglobato altri ricercatori; nonostante ciò, MacReady lo fa saltare in aria con la dinamite insieme agli ultimi resti della base in fiamme e si mette in salvo.

MacReady e Childs rimangono isolati da tutto e con rischio di assideramento, oltre a nutrire il sospetto che l'altro sia stato contagiato.

Finale del film[modifica | modifica sorgente]

Nel finale del film viene inquadrato Childs, uno dei due sopravvissuti, mentre beve da una bottiglia di whiskey. Siccome alcuni dei personaggi infetti avevano bevuto da quel whiskey si presuppone che venga infettato anch'esso, lasciando nel dubbio lo spettatore. Sempre nella scena finale del film il dubbio che Childs sia in realtà un alieno è alimentato dal fatto che, parlando, dalla sua bocca non esca condensa al contrario di quanto succede a MacReady. Se si analizza attentamente la scena finale tutto ciò è sbugiardato dal semplice fatto che lo stesso Childs sia inquadrato con un orecchino d'oro, sebbene la cosa non replichi oggetti inanimati, tutto questo confermato dallo stesso attore Keith David nei contenuti speciali del film. MacReady, sebbene potrebbe aver bevuto dalla bottiglia dei contagiati (anche se poteva essere benissimo un'altra bottiglia) è da escludere come replica del mostro in quanto, soffre il freddo e non viene mai a contatto diretto con la cosa. In quanto alla sua fine, come denotano i fumetti e il video gioco, MacReady riesce a scampare dal freddo antartico e dal mostro riuscendo all'arrivo del team di salvataggio a dare appoggio dall'alto con un elicottero al protagonista del videogioco.

Fu girato inoltre un finale alternativo in cui MacReady veniva recuperato da una missione di salvataggio e, dopo il test del sangue, veniva provato che era ancora umano. Questo finale, girato più che altro per ragioni di sicurezza, non venne mai utilizzato neanche per il test screening, né era il finale che avrebbe voluto come alternativo il regista.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1981, l'Universal Pictures offrì a Carpenter la produzione di un remake del film di Howard Hawks del 1951 La cosa da un altro mondo, di cui Carpenter era da tempo un appassionato (difatti tre anni prima fece comparire una sua scena nel televisore di Tommy nel film Halloween - La notte delle streghe da lui diretto). Egli però decise invece di adattare più fedelmente il racconto su cui si era basato, Who Goes There? (letteralmente "Chi va là?", La "cosa" da un altro mondo nell'edizione italiana) di John W. Campbell, e di non ambientarlo al Polo Nord, come aveva fatto Hawks, ma bensì al Polo Sud. Secondo lui gli aspetti da evidenziare maggiormente nella storia erano la paranoia dei personaggi, costretti a confrontarsi con una creatura aliena che può assumere l'aspetto di altri esseri viventi, e perciò comporta l'importanza della loro vera identità. Lo script per la nuova versione è stato scritto da Bill Lancaster. A differenza di altri suoi film, John Carpenter non ha composto la colonna sonora, ma affidò il compito al musicista Italiano Ennio Morricone, il quale seguì uno stile simile a quello di Carpenter. Il film ha avuto un budget stimato di 15 milioni di dollari e le riprese sono durate circa tre mesi.

Effetti speciali[modifica | modifica sorgente]

Il tecnico degli effetti speciali Rob Bottin, con cui il regista aveva già collaborato per il film Fog, all'epoca del film aveva solamente ventitré anni. Con questo lavoro divenne uno dei tecnici più apprezzati di Hollywood e ricevette una nomination al Saturn Award per migliori effetti speciali, che però fu vinto da Carlo Rambaldi e Dennis Muren per il film E.T. l'extraterrestre. Lavorò per un anno e cinque settimane consecutive, producendo ogni effetto della creatura, sotto forma di statue modellate a mano (per i cadaveri visti nella base norvegese) e Animatronics, parte dei quali vennero mossi tramite l'animazione passo uno. Tutti gli effetti speciali che si possono vedere nelle scene relative alla gabbia dei cani, sono da attribuire a Stan Winston, dal momento che l'effettista Rob Bottin, in quei giorni, ebbe un esaurimento nervoso dovuto all'immenso carico di lavoro che aveva affrontato. Riguardante sempre tale scena, i tentacoli che si intravvedono sono fruste manovrate direttamente da Bottin. Per ricreare il gore furono utilizzati Chewing gum riscaladata, marmellata di fragole, crema di mais, gelatina, maionese e altro cibo addensante, insieme a materiali sintetici come metallo, uretano, vetroresina e schiuma di lattice;[3] inizialmente Bottin aveva previsto di utilizzare organi di animali veri presi da una macelleria, ma Carpenter rifiutò in quanto l'odore della carne putrida disturbava i lavoratori, ma gli permise di utilizzarli nella scena dell'autopsia. L'alieno sotto forma di husky è stato interpretato da Jed, un mezzo husky e mezzo lupo, tuttavia il cane che veniva inseguito dall'elicottero all'inizio del film non era Jed, ma un altro cane a cui era stato tinto il pelo affinché assomigliasse ad esso. Nella scena in cui al Dr. Copper vengono amputate le braccia, fu ingaggiato come controfigura un vero amputato a cui fu messa su una maschera per farlo assomigliare all'attore Richard Dysart. Inoltre, per poco Kurt Russell non rimase ferito nella scena in cui faceva saltare in aria con della dinamite il corpo di Palmer; Russell non aveva previsto la forza dello scoppio e la sua reazione nel film non è quindi recitata.

Riprese[modifica | modifica sorgente]

Le prime scene sono state girate su un ghiacciaio vicino a Juneau, Alaska, mentre le scene interne sono state girate presso Universal Studios in Los Angeles, e per dare l'impressione delle condizioni climatiche antartiche, i sets negli studi di Los Angeles furono portati alla fredda temperatura di 5° e l'effetto sonoro che simula il vento antartico è stato registrato nel deserto presso Palm Springs, in California. Nelle ultime settimane, le scene furono girate a British Columbia e le scene nel campo norvegese furono realizzate sfruttando i resti carbonizzati del campo americano.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Critica[modifica | modifica sorgente]

Il film è stato accolto in modo ambiguo. Nei primi anni, la critica statunitense bocciò in blocco il film, ritenendolo pessimo e deludente in confronto alla versione di Hawks. Gli effetti speciali di Rob Bottin, seppur simultaneamente lodati e biasimati dal makeup, furono giudicati troppo grotteschi da diversi critici cinematografici. In Europa il film fu accolto meglio.[senza fonte] Nel corso degli anni, comunque, La cosa si è dimostrato un vero cult movie presso il pubblico del mercato home-video, e anche i critici hanno saputo analizzarne con più attenzione i tratti distintivi. Negli anni successivi fu appunto rivalutato dalla critica, nel sito web Rotten Tomatoes risulta che il 79% dei critici ha dato un giudizio positivo, e la rivista Empire lo inserì nella lista dei 500 film migliori di sempre. Allo stesso modo, The Boston Globe lo classificò 1° nella lista dei 50 film più paurosi di sempre, e Chicago Film Critics Association lo associò come il 17° miglior film horror mai realizzato.[4][5]

La cosa è basato sul racconto breve Who goes there? (Chi va là?) di John W. Campbell da cui già Howard Hawks nel 1951 aveva tratto il classico della fantascienza La cosa da un altro mondo. È proprio l’accostamento con questo film ad offrire gli spunti di analisi più interessanti: nell’originale assistiamo alla reazione compatta del gruppo umano contro l'invasore alieno. Sconfitta la minaccia, il monito finale evoca le paure dell'epoca della guerra fredda Ditelo a tutti dovunque si trovino. Dovunque, scrutate il cielo.[6][7]

Nel film di Carpenter abbiamo il capovolgimento esatto del meccanismo del film originale, come l’ambientazione del film che passa dal Polo Nord al Polo Sud (in Antartide). Questa volta il gruppo alle prese con la creatura si frantuma: la “cosa” in una continua metamorfosi della realtà esaspera la paranoia causata dall'impossibilità di distinguere l’umano dall'alieno, il reale dalla finzione. L’ossessione del contagio e l’isolamento si aggiungono a far saltare ogni rapporto interpersonale e crollare la fiducia negli altri. La regola diventa quella dell'uno contro l’altro.[8][9] Peraltro il film di Carpenter è molto più aderente al libro che Campbell aveva tratto dal racconto, rispettandone tempi e situazioni.

Il film nelle intenzioni del regista è sulla disgregazione dell’umanità e sulla diffidenza verso il prossimo. Ma in realtà si spinge oltre, estendendo il conflitto dall’interno dei rapporti umani all’interno dei corpi: la creatura li avvolge e li invade, penetra al loro interno deformando e lacerando ossa e tessuti trasformandoli alla fine in rappresentazioni corporee grottesche e surreali.[10] Nel finale del film, Carpenter vuole mostrare l'argomento dei suoi film: l'essere umano può essere libero e può fidarsi delle altre persone solo quando le sovrastrutture create dalla società - in questo caso, l'intera base polare - vengono distrutte.

Una curiosità: per chi conosce la lingua norvegese i colpi di scena del film sono risultati meno godibili, perché vengono anticipati tutti nella prima scena: l'uomo con il fucile sceso dall'elicottero, infatti, grida: "Se til helvete å kom dere vekk. Det er ikke en bikkje. det er en slags ting den imiterer en bikkje den er ikke virkelig kom dere vekk idioter!", frase che dovrebbe risultare incomprensibile al pubblico, ma che significa "Toglietevi di mezzo! Non è un cane! È una cosa che imita un cane! Non è reale! Toglietevi di mezzo idioti!"[11]

Box office[modifica | modifica sorgente]

Il budget, uno dei più alti messi a disposizione di John Carpenter, si stima essere stato di 15 milioni di dollari. Il film uscì in America il 25 giugno 1982 con un incasso d'apertura di 3,1 milioni di dollari, e dopo essere rimasto all'ottavo posto il classifica per tre settimane, gli incassi americani raggiunsero i 19,629,760 dollari classificando il film nell’anno della sua uscita ad un non proprio lusinghiero 42º posto.[12] In Italia è uscito il 25 novembre dello stesso anno, incassando 1,714,000,000 lire.

Va ricordato che il 1982 fu l’anno dominato da E.T. l'extra-terrestre che con il suo incasso di 359 milioni di dollari (uno dei più alti della storia del cinema) impose a livello planetario una nuova immagine degli alieni tenera e rassicurante in netto contrasto con la creatura carpenteriana: per queste ragioni la pellicola di Spielberg venne ritenuta una della principali cause del botteghino un po' deludente del film di Carpenter.

Edizioni home video[modifica | modifica sorgente]

In Italia il film è uscito in DVD nel 1999 con una edizione da collezione; formato video Letterbox, traccia italiana a 2 canali, ricco di contenuti extra. Non è stata distribuita al momento la special edition del 2004 che offre una pellicola restaurata e un formato video anamorfico oltre agli abbondanti materiali extra. Nel 2008 è stata distribuita l'edizione in formato Blu-Ray Disc anche in Italia.

Divieti[modifica | modifica sorgente]

Il film fu approvato dalla censura poco dopo la sua distribuzione all'estero. Le scene di genere thriller, nonché splatter, presenti nel film hanno contribuito al suo divieto nel mondo; in gran parte del mondo venne vietato ai minori dai 14 ai 18 anni ed è stato bandito in Finlandia. Negli Stati Uniti venne giudicato con la lettera R, che sta ad indicare che i minori di 17 anni devono essere accompagnati da adulti. Alla sua uscita in Italia nel 1982, il film ricevette il divieto ai minori di 18 anni più qualche tagliuzzamento (che limitano di fatto la visione dei vari aspetti dell'alieno ai telespettatori), mentre negli anni successivi venne vietato ai minori di 14 e senza censure.

Opere derivate[modifica | modifica sorgente]

Sequel e prequel[modifica | modifica sorgente]

Nel 2003 il canale Syfy aveva progettato la realizzazione di una miniserie sequel della durata di quattro ore. Carpenter era dell'idea che il progetto sarebbe andato avanti, ma improvvisamente il canale cambiò idea abbandonando il progetto. Nel febbraio 2009, una recensione positiva dello screenplay abbandonato venne pubblicato su Corona's Coming Attractions.[13]

Nel 2004 John Carpenter durante un'intervista alla rivista Empire [14] disse che egli aveva un'idea per la storia di The Thing II, incentrata sui due personaggi sopravvissuti, MacReady e Childs. Carpenter ha indicato che avrebbe garantito la partecipazione di Kurt Russell e Keith David nel sequel nei panni di Macready e Childs ancora alle prese con la creatura dopo il finale del film, senza rilevare altri dettagli. Tuttavia, Carpenter ha ritenuto che a causa degli alti costi del progetto, la Universal Studios non avrebbe mai approvato la sua trama.

Nel settembre 2006 è stato annunciato sulla rivista Fangoria che la Strike Entertainment, la compagnia di produzione di Slither e Dawn of the Dead, era alla ricerca di uno o più scrittori per scrivere un prequel teatrale de La cosa.[15] Dopo aver accettato uno script di Eric Heisserer, la Strike Entertainment ha iniziato la produzione del prequel, anch'esso intitolato La cosa.[16] Il prequel è ambientato tre giorni prima degli eventi del film di Carpenter ed è incentrato sull'equipaggio norvegese che per primo scoprì l'alieno. Il film diretto da Matthijs van Heijningen Jr. è stato girato a Toronto e rilasciato il 14 ottobre 2011.[17]

Parchi a tema[modifica | modifica sorgente]

Nel 2007, nel Universal Studios Florida venne prodotta un'attrazione dal titolo The Thing - Assimilation.[18] Nell'attrazione, gli ospiti, camminando verso un corridoio sembiante la base scientifica del film, visitano varie riproduzioni del film, sia dei personaggi (tramite animatroni) che dell'ambiente.[19]

Libri e fumetti[modifica | modifica sorgente]

Una novelization del film basata sulla sceneggiatura venne realizzata nel 1982 da Alan Dean Foster. Anche se il romanzo è la novelization del film, sono presenti in esso alcune piccole differenze: il personaggio di Windows è chiamato Sanders, è stata aggiunta una sequenza con MacReady, Bennings e Childs dopo che parecchi cani infetti sono fuggiti nella tundra antartica (questa sequenza era descritta nella seconda bozza della sceneggiatura di Lancaster). Nel romanzo è inoltre spiegata la scomparsa di Nauls; inseguito dall'alieno in un vicolo cieco, preferisce uccidersi piuttosto che permettergli di assimilarlo.

La Dark Horse Comics ha pubblicato quattro sequel a fumetti del film sotto forma di tre miniserie e un serial (The Thing from Another World, The Thing from Another World: Climate of Fear, The Thing from Another World: Eternal Vows nel quale fa il suo ritorno MacReady che insegue la Cosa nell'isola Stewart Island della Nuova Zelanda, e The Thing from Another World: Questionable Research, il quale è stato serializzato in Dark Horse Comics numero 13-16), con per protagonisti MacReady come il solo sopravvissuto dell'Outpost numero 31 e Childs come l'infetto (The Thing From Another World: Climate of Fear issue 3 of 4).[20] Questionable Research esplora una realtà parallela dove MacReady non è in giro per fermare la Cosa ed uno scienziato deve impedire la sua diffusione, dopo quanto accaduto all'Outpost 31. La serie a fumetti è stata intitolata The Thing from Another World (La cosa da un altro mondo) dal film originale del 1951 di Howard Hawks, al fine di evitare confusione e possibili conflitti legali con la Cosa, il membro dei Fantastici Quattro della Marvel Comics. In seguito, la Dark Horse ha pubblicato un fumetto digitale intitolato The Thing: The Northman Nightmare come preludio al prequel del 2011.[21]

Nel gennaio 2010, Clarkesworld Magazine pubblico un racconto breve tratto dal film, intitolato The Things, scritto da Peter Watts. Questa trasportazione si differenzia dal film per la violenza e l'horror più leggeri, e fu nominato per un Premio Hugo come miglior racconto breve.

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Nel 2002 è stato realizzato un videogioco survival horror intitolato La Cosa per PC, PlayStation 2, e Xbox, che funge da sequel agli eventi del film. La storia del videogioco differisce da quella dei fumetti in quanto Childs è morto e i nastri audio sono presenti (nei fumetti erano stati rimossi dall'Outpost 31 all'inizio di The Thing from Another World: Questionable Research). Al termine del gioco, R.J. MacReady è ancora vivo e aiuta il protagonista (il capitano Blake) a completare l'ultima missione.

Per un periodo limitato, i GameStop davano in omaggio una copia del DVD del film a coloro che acquistavano il videogioco.[22][23][24]

La storia del videogioco comincia poco dopo la fine del film: Childs è trovato morto e congelato nello stesso luogo dove era stato visto alla fine del film, ma alla fine del gioco è rivelato che R.J. MacReady è sopravvissuto e aiuta il protagonista a fuggire in elicottero.
Era prevista l'uscita di un sequel che doveva avere come protagonista nuovamente il capitano Blake affiancato da MacReady, e tra i livelli del gioco figuravano piattaforme petrolifere, Portaerei, tunnel d'accesso e diversi impianti di raffineria; venne tuttavia annullato in quanto la società che lo produsse, la Computer Atworks, chiuse definitivamente.

Merchandising[modifica | modifica sorgente]

Nel settembre 2000, come parte della terza serie della linea di giocattoli "Movie Maniacs", la McFarlane Toys ha realizzato due action figures basate sul film. Una era l'alieno dopo aver preso la forma di Blair[25] visto alla fine del film, e l'altro rappresentava sempre l'alieno sotto forma di Norris vista nella scena del defibrillatore. Di seguito venne prodotta una statua in resina rappresentante la Testa-Ragno, una delle invenzioni più complesse di Rob Bottin, e la riproduzione in scala della scena dell’attacco della "cosa" nel canile, oltre ad una serie di action figures rappresentanti i membri del Team.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Intervista a John Carpenter dal dvd "La Cosa" in "Il Grande Cinema Horror", Edizioni Master 2009
  2. ^ Uscito il 27 giugno 2012 in Italia.
  3. ^ Outpost #31 - Movie - Special FX
  4. ^ http://www.empireonline.com/500/41.asp
  5. ^ Chicago Critics’ Scariest Films
  6. ^ A. Ferrari, "100 Capolavori", Mondadori, 2000
  7. ^ A. Moscariello, "Fantascienza", Electa, 2006
  8. ^ J.K. Muir, "The films of John Carpenter", McFarland, 2000
  9. ^ S. Prince, "Dread, Taboo and The Thing: Toward a Social Theory of the Horror Film", Wide Angle, 1988
  10. ^ S.J. Schneider, "1001 Films", Atlante, 2006
  11. ^ http://www.outpost31.com/movie/faq.html
  12. ^ 1982 Yearly Box Office Results - Box Office Mojo
  13. ^ Patrick Sauriol, Exclusive: A Look at the Return of the Thing screenplay, 16 febbraio 2009. URL consultato il 18 febbraio 2009.
  14. ^ Empire Magazine, March 2004
  15. ^ September 6: THE THING prequel on the way. URL consultato l'8 settembre 2006 (archiviato dall'url originale il 20 ottobre 2006).
  16. ^ First Look at the Norwegian Research Camp from 'The Thing'!, Bloody Disgusting, 7 aprile 2010. URL consultato il 20 giugno 2010.
  17. ^ Fischer, Russ, "'The Thing' Will Release on October 14, 2011", Filmcast, November 23, 2010
  18. ^ Ricky Brigante, Halloween Horror Nights 2011 to feature ‘The Thing’ haunted house at Universal Studios in both Orlando and Hollywood, InsidetheMagic.com, 19 luglio 2011. URL consultato il 19 luglio 2011.
  19. ^ Matt Roseboom, ‘The Thing’ movie to become basis for haunted house at Halloween Horror Nights 21, Orlando Attractions Magazine, 19 luglio 2011. URL consultato il 19 luglio 2011.
  20. ^ The Thing (1982) - FAQ, Uk.imdb.com. URL consultato l'11 giugno 2009.
  21. ^ The Thing Complete Comic.
  22. ^ The Thing for PlayStation 2 Reviews, Ratings, Credits, and More at Metacritic. URL consultato il 31 gennaio 2012.
  23. ^ The Thing for PC Reviews, Ratings, Credits, and More at Metacritic. URL consultato il 31 gennaio 2012.
  24. ^ The Thing for Xbox - GameRankings. URL consultato il 31 gennaio 2012.
  25. ^ The Thing: Blair Monster - Movie Maniacs 3 Spawn.com

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]