Giuseppe Govone

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Giuseppe Govone
Giuseppe Govone.jpg
19 novembre 1925 - 26 gennaio 1872
Nato a Isola d'Asti
Morto a Alba
Dati militari
Nazione servita Flag of the Kingdom of Sardinia (1848-1851).svg Regno di Sardegna
Flag of Italy (1861-1946).svg Regno d'Italia
Forza armata Flag of the Kingdom of Sardinia (1848-1851).svg Esercito piemontese
Flag of Italy (1861-1946).svg Regio esercito
Arma Esercito
Grado MaggioreGeneraleREI-1870.jpg Maggiore generale
Guerre Prima guerra d'indipendenza italiana
Guerra di Crimea
Seconda guerra d'indipendenza italiana
Terza guerra d'indipendenza italiana

[senza fonte]

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Giuseppe Govone (Isola d'Asti, 19 novembre 1825Alba, 26 gennaio 1872) è stato un generale, politico e agente segreto italiano.

Indice

[modifica] Biografia

[modifica] La giovinezza e la Prima Guerra d'Indipendenza

Giuseppe Gaetano Maria Govone nacque da una famiglia di piccola nobiltà, trasferitasi da Fossano ad Alba con il nonno Vincenzo. Il capostipite sarebbe un certo Uberto del X secolo, mentre avrebbe ottenuto la nobiltà con Rodolfo nel XII secolo. Degno di nota è Giorgio che fu nel 1713 consigliere e segretario di Stato alle Finanze sotto Vittorio Amedeo II. Il nonno del generale, Vincenzo, fu capitano nelle guerre contro la Repubblica francese, dal 1791 al 1796 e servì Vittorio Emanuele I a Cherasco. Il padre del generale Govone, Ercole, fu Sindaco di Alba nel 1848 e tale carica avrebbe ricoperto il figlio del generale, Uberto, negli anni della Seconda Guerra Mondiale.

Frequenta dal 1836 al 1844 la Reale Accademia Militare di Torino uscendone col grado di sottotenente alla vigilia della prima guerra d'indipendenza. Nel 1845, col grado di luogotenente è aggregato al Corpo di Stato Maggiore. Durante il conflitto si comportò con onore ottenendo due medaglie d'argento. È a Pastrengo, Peschiera e Cerlungo. Nominato capitano è aggregato allo Stato Maggiore di Alfonso La Marmora presso la 6a divisione. Dopo la battaglia di Novara (1849), partecipa alla repressione dell'insurrezione di Genova, dove conquista senza colpo ferire tre forti esterni.

[modifica] Le esperienze all'estero e la Guerra di Crimea

Dal 1849 è addetto militare presso le legazioni di Vienna e Berlino, mentre dal 1851 al 1853 è addetto allo stato maggiore della divisione di Novara. Nel 1853 parte volontario come osservatore della guerra d'Oriente, tra Turchia e Russia nei Balcani. Combatte tra il 1853 e il 1854 al fianco degli Ottomani sul Danubio e si prodiga nella difesa di Silistra. Quando il conflitto si allarga a Gran Bretagna e Francia e si sposta in Crimea, Govone si trova in posizione privilegiata quando nella guerra interviene anche il Piemonte. In questi mesi è nominato sottocapo di Stato Maggiore del generale La Marmora. Volontario alla battaglia di Balaclava: durante la carica gli muore il cavallo ed in seguito ottiene dalla Regina Vittoria l'Ordine del Bagno. Dopo la battaglia della Cernaia è invece insignito dai francesi della Legione d'Onore.

[modifica] La Seconda Guerra d'Indipendenza e la guerra al brigantaggio

Tra il 1856 e il 1859, col grado di maggiore, svolge molti incarichi presso il Corpo di Stato Maggiore ed al Ministero della Guerra. In particolare partecipa ai preparativi per la seconda guerra d'indipendenza, organizzando la mobilitazione dell'esercito sardo ed occupandosi soprattutto della novità dei trasporti per ferrovia. Alla vigilia del conflitto è promosso tenente colonnello ed assegnato al quartier generale principale del Re quale capo del nascituro Ufficio d'Informazioni e delle Operazioni Militari (Ufficio I), il primo servizio informazioni italiano. Con questa funzione ed infiltrandosi in varie occasioni dietro le linee nemiche, partecipa alle battaglie di Palestro, Magenta e San Martino. A questo conflitto partecipano anche tre fratelli di Govone.

Al termine della guerra, in cui ottiene il grado di colonnello per merito di guerra a 33 anni, e dopo una breve pausa in cui contrae matrimonio, viene mandato in Meridione, a combattere nella val Roveto e nella valle del Liri contro il brigante Chiavone, il più simile a un partigiano legittimista di tutti i briganti meridionali. Fu uno scontro duro e senza esclusione di colpi, privo però delle efferatezze che contraddistinsero il conflitto in altre zone. Sotto di lui viene fucilato lo spagnolo José Borjès, mentre Chiavone finì condannato a morte da un tribunale dei suoi luogotenenti.

Promosso generale di brigata – ed eletto il 30 giugno 1861 deputato a Cittaducale - fu inviato in Sicilia, dove si trovò a combattere con estrema durezza il fenomeno della renitenza al servizio militare. Introdusse nell'isola «uno stato di emergenza e di dittatura delle autorità militari, effettuando massicci rastrellamenti di renitenti, di sospetti, di evasi dalle carceri e di pregiudicati» (Franco Molfese). Fu una fase estremamente critica: Govone agì tra l'ostilità della popolazione, inimicandosi i poteri tradizionali della nobiltà.

Sempre in questo periodo ottiene il grado di maggiore generale. Questa fase è passata alla storia come un periodo di brutalità e repressione e a Govone viene perfino associato il termine «criminale di guerra»: questione che dovrebbe essere approfondita e discussa. La vicenda terminò in Parlamento in alcune sedute estremamente combattute: Govone non viene censurato ed anzi promosso, ma rimette piede in Sicilia solo per fare alcuni duelli e poi viene richiamato.

[modifica] La Terza Guerra d'Indipendenza

Dopo un anno di guarnigione al comando della divisione Perugia, La Marmora, ora Presidente del Consiglio, lo invia nel marzo 1866 a Berlino a trattare con Bismarck l'alleanza italo-prussiana (8 aprile 1866) che porterà alla terza guerra d'indipendenza. Tornato in Italia giusto allo scoppio delle ostilità, Govone vive un controverso momento nella battaglia di Custoza.

In una situazione che sta volgendo al peggio, Govone al comando della 9a divisione opera una serie di contrattacchi su Custoza che avrebbero potuto spianare la strada della vittoria agli italiani, se soltanto i suoi soldati, dopo una giornata di aspri combattimenti, fossero stati aiutati dalle due divisioni di fanteria e dalla cavalleria che stazionavano assolutamente immobili a pochi chilometri di distanza al comando del generale Della Rocca. Ma questi, forse per antipatia personale, per orgoglio di grado o per cieca adesione agli ordini, rifiuta ogni soccorso e così la giornata finsce in un'inopinata sconfitta.

Nel periodo seguente, mentre i comandi litigano fra loro e si apprestano a ritirarsi, Govone è tra i pochi a voler riprendere subito l'offensiva. Ma i prussiani sconfiggono gli austriaci a Sadowa mettendo fine alla guerra; agli italiani resta solo la bruciante disfatta e Govone deve comprendere che quella giornata rappresenta per lui «il turning point della carriera, non perché essa ne venga stroncata ma perché da quel momento egli avrà troppi nemici» (Lucio Ceva).

[modifica] L'esperienza da ministro e l'eclissi

Designato a guidare la spedizione contro Roma del 1867, che non ebbe luogo per opposizione della Francia, tornò alla Camera nella X Legislatura per il Collegio di Spoleto. Le inimicizie nei suoi confronti si manifestarono dal 14 dicembre 1869 quando Govone accettò il dicastero della Guerra, nel Governo Lanza con Quintino Sella alle Finanze. Govone fu l'unico generale disposto ad accettare i tagli alla spesa militare richiesti da Lanza e Sella. Gli attacchi della casta militare furono durissimi ed aumentarono con lo scoppio inaspettato nell'estate della guerra franco-prussiana. Govone venne accusato di non aver condiviso ed impedito, con le sue economie, il piano di occupazione del Lazio e di Roma. Il ministro cedette fisicamente e lasciò il dicastero il 7 settembre per non meglio spiegati parossismi di follia. Dopo lunga e grave malattia, morì suicida nella sua casa di Alba palazzo caratti govone nel gennaio 1872.

[modifica] Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
— Cerlungo, 27 luglio 1848
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
— Genova, marzo 1849
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
— 1º luglio 1856[1]
Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia
— 6 dicembre 1866[1]
Grande Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

[modifica] Onorificenze straniere

Cavaliere dell'Ordine di Medjidié - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Medjidié
— Campagna del Danubio, 19 maggio 1854
Cavaliere dell'Ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Bagno
— Battaglia di Balaclava, 25 ottobre 1854
Ufficiale della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale della Legion d'Onore
— Battaglia della Cernaia, 16 agosto 1855
Medaglia commemorativa britannica di Crimea - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa britannica di Crimea
— tre fascette di Balaclava, Inkerman e Sebastopoli, 1855
Medaglia commemorativa turca di Crimea - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa turca di Crimea

[modifica] Note

  1. ^ a b Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

[modifica] Voci correlate

Predecessore: Ministro della Guerra del Regno d'Italia Successore: Flag of Italy (1861-1946).svg
Ettore Bertolè-Viali 13 maggio 1869 - 7 settembre 1870 Cesare Francesco Ricotti-Magnani
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