Battaglia della Cernaia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca

1leftarrow.pngVoce principale: Guerra di Crimea.

Battaglia della Cernaia
Parte della Guerra di Crimea
Crimea Cernaia DeStefani.JPG
Bersaglieri alla Cernaia
Data 16 agosto 1855
Luogo fiume Cernaia, nei pressi di Sebastopoli
Esito vittoria franco-piemontese
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
circa 70.000 circa 58.000
Perdite
1.800 francesi,
250 piemontesi
2.339 (di cui 66 ufficiali)
voci di guerre presenti su Wikipedia

La battaglia della Cernaia, combattuta fra le truppe franco-piemontesi e russe nei pressi dell'omonimo fiume il 16 agosto del 1855, è stata una battaglia della Guerra di Crimea. La battaglia è stata anche chiamata Traktir, dal ponte in muratura sul fiume nei pressi del quale maggiormente infuriò la battaglia. In realtà il nome russo del corso d'acqua, Čërnaja rečka (Чёрная речка, pron. ciòrnaia rièchka), letteralmente significa "(piccolo) fiume nero", quindi la battaglia dovrebbe chiamarsi "battaglia del fiume nero".

Le forze degli alleati erano così schierate: un corpo francese, guidato dal generale Hebillon occupava i monti Fediukhine con la divisione Camou a sinistra. La divisione Faucheux a destra. Nel vallone che era stato teatro della famosa carica di Balaklava, era dislocata la divisione di cavalleria Morris e dietro ancora la divisione Scarlett. Il Corpo Sardo occupava il monte Hasfort con la divisione Durando Seconda brigata Fanti, terza brigata Cialdini sulla destra del torrente Suaia e la divisione Trotti quarta brigata Montevecchio, quinta brigata Mollard, e in riserva la Giustiniani presso Kamara. Il generale Pélissier, comandante supremo delle forze alleate aveva il Quartier Generale presso Cadikoi.

Sulla destra della Cernaia erano state costituite due teste di ponte, una francese che aveva il compito di difendere il ponte in muratura di Traktir, l'altra piemontese, che doveva eliminare l'inconveniente del dominio del contrafforte di Ciorgune che comprendeva le opere di zig-zag. Le opere di zig-zag erano presidiate da tre compagnie del 16° di fanteria e tre di bersaglieri.

Tutte queste truppe appartenevano al Corpo d'osservazione proteggente l'assedio di Sebastopoli, tenuto da truppe franco-inglesi.

L'attacco russo avvenne su due colonne, il primo urto avvenne che era ancora notte, la testa di una colonna russa assalì i Sardi che difendevano le opere di zig-zag, trecento uomini che resistettero per un'ora ripiegando poi sul poggio convenientemente presidiato nel frattempo dai piemontesi. Questa posizione fu tenuta durante tutta la battaglia, e ciò ebbe conseguenze notevoli per il suo sviluppo e per l'esito felice della battaglia. L'altra colonna russa, comandata dal generale Read, passava la Cernaia e assaliva le forze francesi che difendevano i monti Fediukine. La ridotta di Traktir fu presa dai russi, ma ben presto presi sotto il fuoco della divisione Camou, non ressero e ripassarono in disordine la Cernaia, la brigata De Faille interveniva e riprendeva la ridotta di Traktir.

Alle sei del mattino il Gorčakov inviava la quinta a sostituire la dodicesima divisione e faceva convergere sul fianco francese la diciassettesima. Il generale Herbillon fronteggiava questo movimento, ma nuovamente i russi riuscivano a riprendere la ridotta di Traktir. Un furioso contrattacco francese sgominava anche la quinta divisione russa, ricacciandola al di là della Cernaia. La diciassettesima divisione russa fu arrestata nel suo movimento dalla brigata Saucier e dalla brigata sarda, che la prese di fianco, e dopo breve lotta la respinse a sua volta in disordine al di là del fiume. Nel frattempo il generale di Montevecchio, alla testa della quarta brigata rioccupava le opere dello zig-zag.

La battaglia alle dieci del mattino era vinta, i russi battevano in ritirata su tutta la linea, protetti dalle loro artiglierie e disturbati efficacemente dalla cavalleria sarda. Le perdite russe furono di 2.273, fra cui tre generali. I francesi ebbero 1.224 morti. L'esercito piemontese perse 1500 uomini. La battaglia della Cernaia costituisce il soggetto di un famoso dipinto del pittore e patriota italiano Gerolamo Induno che vi prese personalmente parte nei ranghi dell'esercito piemontese, oltre all'affresco realizzato da Vincenzo De Stefani all'interno della Torre di San Martino della Battaglia.

[modifica] Bibliografia

  • Stato Maggiore Esercito – Ufficio Storico. A, cura di: Cristoforo Manfredi. La spedizione Sarda in Crimea nel 1855-56. 1896, Voghera, Roma;
  • Luigi Chiala. L'alleanza di Crimea. 1879, Voghera, Roma
  • Osvaldo Carlo Pagani. Alfonso La Marmora. Ricordi storici della campagna di Crimea. 1889, Voghera, Roma
Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue