Battaglia della Cernaia

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Battaglia della Cernaia
parte della guerra di Crimea
Bersaglieri alla Cernaia
Bersaglieri alla Cernaia
Data 16 agosto 1855
Luogo Fiume Cernaia, nei pressi di Sebastopoli
Esito Vittoria franco-piemontese
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Circa 37.000 Circa 40.000
Perdite
1.800 fra morti e feriti dai 6.000 ai 10.000 fra morti e feriti (secondo le fonti)
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La battaglia della Cernaia, combattuta fra le truppe franco-piemontesi e russe nei pressi dell'omonimo fiume il 16 agosto del 1855, è stata una battaglia della Guerra di Crimea. La battaglia è stata anche chiamata "di Traktir", dal ponte in muratura sul fiume nei pressi del quale maggiormente infuriò la battaglia. In realtà il nome russo del corso d'acqua, Čërnaja rečka (Чёрная речка, pron. ciòrnaia rièchka), letteralmente significa "(piccolo) fiume nero".

Le forze degli alleati erano così schierate: un corpo francese, guidato dal generale Emile Herbillon (1794-1866) occupava i monti Fediukhine con la divisione del generale Camou a sinistra. La divisione del generale Faucheux a destra. Nel vallone che era stato teatro della carica di Balaklava, era dislocata la divisione di cavalleria Morris e dietro ancora la divisione Scarlett. Il Corpo Sardo occupava il monte Hasfort con la divisione di Durando (Seconda Brigata Fanti, Terza brigata Cialdini) sulla destra del torrente Suaia e la divisione Trotti (Quarta brigata Montevecchio, Quinta brigata Mollard e in riserva la Giustiniani) presso Kamara. Il generale Pélissier, comandante delle forze alleate aveva il Quartier Generale presso Cadikoi.

Sulla destra della Cernaia erano state costituite due teste di ponte, una francese che aveva il compito di difendere il ponte in muratura di Traktir, l'altra piemontese, che doveva eliminare l'inconveniente del dominio del contrafforte di Ciorgune che comprendeva le opere di zig-zag. Le opere di zig-zag erano presidiate da tre compagnie del 16° di fanteria e tre di bersaglieri.

Tutte queste truppe appartenevano al Corpo d'osservazione proteggente l'assedio di Sebastopoli tenuto da truppe franco-inglesi.

L'attacco russo avvenne su due colonne, il primo urto avvenne che era ancora notte, la testa di una colonna russa assalì i piemontesi che difendevano le opere di zig-zag: trecento uomini che resistettero per un'ora ripiegando poi sul poggio. Questa posizione fu tenuta durante tutta la battaglia, e ciò ebbe conseguenze notevoli per il suo sviluppo e per il suo esito vittorioso. L'altra colonna russa, comandata dal generale Read (di origini scozzesi), passava la Cernaia e assaliva le forze francesi che difendevano i monti Fediukine. La ridotta di Traktir fu presa dai russi, ma ben presto, questi, presi sotto il fuoco della divisione Camou, non ressero e si ritirarono oltre la Cernaia. La brigata De Faille intanto interveniva e riprendeva la ridotta di Traktir.

Alle 6 del mattino il comandante russo Gorčakov inviava la 5ª Divisione a sostituire la 12ª e faceva convergere sul fianco francese la 17ª. Il generale Herbillon fronteggiava questo movimento, ma nuovamente i russi riuscivano a riprendere la ridotta di Traktir. Un furioso contrattacco francese sgominava anche la quinta divisione russa, ricacciandola al di là della Cernaia. La 17ª Divisione russa fu arrestata nel suo movimento dalla brigata Saucier e dalla brigata piemontese, che la prese di fianco, e dopo breve lotta la respinse a sua volta in disordine al di là del fiume. Nel frattempo il generale Gabrielli di Montevecchio, alla testa della 4ª Brigata rioccupava le opere dello zig-zag.

La battaglia alle dieci del mattino era vinta, i russi battevano in ritirata su tutta la linea, protetti dalle loro artiglierie e disturbati efficacemente dalla cavalleria piemontese.

I numeri delle perdite della battaglia della Cernaia, alla quale parteciparono 40.000 russi, 27.000 francesi e 10.000 soldati del Regno di Sardegna, variano secondo le fonti. Per i russi si contano dai 6.000 ai 10.000 fra morti e feriti; per i francesi da 227 a 300 fra morti e dispersi, oltre a 1.200 feriti circa; per i piemontesi si parla invece di 14 morti, 46 dispersi e 170 feriti. Altre fonti riportano perdite alleate (tra morti e feriti) per complessivi 1.761 uomini[1][2][3][4].

Gerolamo Induno, La battaglia della Cernaia

La battaglia della Cernaia costituisce il soggetto di un famoso dipinto del pittore e patriota italiano Gerolamo Induno che vi prese personalmente parte nei ranghi dell'esercito piemontese, oltre all'affresco realizzato da Vincenzo De Stefani all'interno della Torre di San Martino della Battaglia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ffrench Blake, p. 128
  2. ^ Arnold, pp. 140-141
  3. ^ Pieri, p. 587
  4. ^ Giglio, p. 587

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Guy Arnold, The A to Z of the Crimean War, Lanham-Toronto-Plymouth, The Scarecrow Press, 2010, ISBN 978-0-8108-7630-9.
  • (EN) Val Ffrench Blake, The Crimean War, Barnsley (South Yorkshire), Pen & Sword Books Limited, 2006, ISBN 978-1-84415-449-4.
  • Vittorio Giglio, Il Risorgimento nelle sue fasi di guerra, Vol. I, 2 voll, Milano, Vallardi, 1948, ISBN non esistente.
  • Piero Pieri, Storia militare del Risorgimento, Torino, Einaudi, 1962, ISBN non esistente.
  • Stato Maggiore Esercito – Ufficio Storico. A, cura di: Cristoforo Manfredi. La spedizione Sarda in Crimea nel 1855-56. 1896, Voghera, Roma;
  • Luigi Chiala. L'alleanza di Crimea. 1879, Voghera, Roma
  • Osvaldo Carlo Pagani. Alfonso La Marmora. Ricordi storici della campagna di Crimea. 1889, Voghera, Roma
  • I.U. Tarchetti, Una nobile follia, 1866, Oscar Mondadori 2004, pp. 98 -135.