Crudismo

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Il crudismo è una dieta alimentare che prevede il consumo unicamente, o in larga parte, di alimenti crudi, non lavorati e spesso provenienti da agricoltura biologica. A seconda del tipo di stile di vita e dei risultati desiderati, la dieta crudista può includere una selezione di frutta cruda, verdura, noci, semi ed altri elementi nutrizionali escludendo categoricamente prodotti di origine animale.

Tipologie di diete crudiste[modifica | modifica sorgente]

Il crudismo può includere qualsiasi dieta alimentare in cui il cibo viene riscaldato o cotto ad una temperatura compresa tra 40°C (104°F) e 46 °C (115 °F). La più diffusa dieta crudista è quella vegana, ma altre tipologie possono includere prodotti di origine animale e/o carne. I crudisti possono essere divisi tra coloro che sostengono il crudismo vegano o quello vegetariano, quelli che auspicano una dieta onnivora e quelli che sostengono una dieta crudista di sola carne.

Crudismo vegano[modifica | modifica sorgente]

Dolce crudista vegano a base di mele
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Crudismo vegano.

La dieta crudista vegana è costituita da alimenti di origine vegetale non trasformati, i cibi non possono essere esposti a temperature superiori a 40 °C (104 °F). Alcuni crudisti vegani come Douglas Graham[1] ritengono che i cibi cotti al di sopra di questa temperatura perdono molto del loro valore nutrizionale e sono meno salutari o addirittura dannosi per l'organismo. Essi sostengono che i cibi crudi hanno enzimi naturali, fondamentali per la costruzione di proteine e per la ricostruzione del corpo, e che il riscaldamento di questi alimenti uccida tali enzimi e produca tossine. I piatti tipici di questa dieta comprendono frutta, verdura, noci, semi, cereali germogliati e legumi.

Esistono diversi sottogruppi della dieta crudista vegana, come i fruttariani, i juicearians e gli sproutarians. La dieta fruttariana prevede principalmente o esclusivamente frutta, bacche, semi e noci. I Juicearians (da juice, termine inglese per succo di frutta) assumono i cibi vegetali crudi in forma di succo. Gli Sproutarians invece praticano una dieta a base principalmente di semi germogliati.

Crudismo vegetariano[modifica | modifica sorgente]

Il vegetarianismo è una dieta che esclude la carne (compresa la selvaggina e sottoprodotti come la gelatina animale) ed il pesce (compresi crostacei e altri animali marini), ma permette l'assunzione di derivati quali latte e uova. L'alimentazione comune comprende frutta, verdura, germogli, noci, semi, cereali, legumi, latticini, uova e miele. Esistono diverse varianti di questa dieta.[2]

Crudismo onnivoro[modifica | modifica sorgente]

Un piatto a base di sashimi

Il crudismo onnivoro comprende ogni alimento che può essere mangiato crudo, come carne, frattaglie e uova non lavorate, latticini crudi, alimenti invecchiati come l'uovo centenario, piatti fermentati a base di carne, pesce, frutti di mare o Kéfir, così come verdure, frutta, germogli, noci e miele. In genere sono esclusi cereali crudi, fagioli crudi e soia non lavorata. Tutti i cibi consumati non vengono riscaldati a temperature superiori a 40 °C (104 °F).[3] I crudisti onnivori ritengono che i cibi cotti al di sopra di questa temperatura perdano molto del loro valore nutrizionale ed anzi siano dannosi per l'organismo. Sostengono anche che le carni crude dovrebbero essere di animali allevati allo stato brado o di selvaggina e non di animali provenienti da allevamento intensivo.

Esempi di diete crudiste onnivore sono la Primal Diet[4][5], l'anopsology (altrimenti nota come Istinctive Eating o Instincto) e una versione crudista della paleodieta[6][7] (nota anche come Raw Meat Diet).

La Primal Diet[5] è una dieta composta da carni grasse, frattaglie, latticini, miele, quantità minime di succhi di frutta, verdura, crema di cocco e ad altri cibi crudi. L'ideatore della Primal Diet è Aajonus Vonderplanitz. Vonderplanitz ha stimato che nel solo Nord America sono circa 20.000 i seguaci della sua dieta.[8] Vonderplanitz ha scritto diversi libri legati alla sua dieta, tra cui The Recipe for Living Without Disease (La ricetta per vivere senza malattie) e We Want To Live (Noi vogliamo vivere).

La Raw Meat Diet, altrimenti nota come Raw, Paleolithic Diet[7], è una versione crudista della paleodieta (che invece ammette anche cibi cotti) e ammette grandi quantità di alimenti crudi di origine animale, in particolare sono consumati crudi carne, frattaglie, frutti di mare e uova. Sono ammessi vegetali, ma vanno evitati alimenti non paleolitici, come il latte crudo, i cereali ed i legumi.[7]

Un certo numero di diete tradizionali di popolazioni indigene consisteva di grandi quantità di carni crude, frattaglie e bacche. Esempi di questo tipo di alimentazione sono la dieta tradizionale dei Nenci e degli Inuit.[9][10]

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'assunzione di cibi crudi come trattamento dietetico fu sviluppato per la prima volta in Svizzera dal medico Maximilian Bircher-Benner, celebre per essere l'inventore del muesli. Dopo essere guarito dall'ittero grazie ad una dieta a base di mele crude, Bircher-Benner condusse esperimenti sugli effetti sulla salute umana di una dieta a base di vegetali crudi. Nel novembre del 1897 aprì a Zurigo una casa di cura chiamata Lebendige Kraft (Forza Vitale). Il nome si rifaceva ad un termine chiave di un movimento tedesco per la riforma dello stile di vita, che affermava che le persone dovrebbero modellare la loro vita seguendo la logica determinata dalla natura. La casa di cura è ancora attiva.

Weston Price, nel suo lavoro del 1939 dal titolo Nutrition and Physical Degeneration (Nutrizione e Degenerazione Fisica), osserva la degenerazione dentaria che subì la prima generazione di bambini che abbandonarono i cibi tradizionali, densi di nutrimenti, ed in particolare il latte crudo non lavorato. Price osservò che i genitori dei bambini della prima generazione presentavano un ottimo sviluppo della mascella e denti in salute, mentre i loro figli presentavano malocclusioni e carie. Price attribuì tale peggioramento alle nuove abitudini alimentari, che non apportavano i sufficienti nutrimenti.[11]

Il libro di Leslie Kenton dal titolo Raw Energy - Eat Your Way to Radiant Health, pubblicato nel 1984, sostiene un'alimentazione a base di germogli, semi, verdure e succhi freschi.[12] Il libro riunisce una ricerca sul crudismo col suo supporto alla salute umana. Nel libro viene citata una dieta ricca di semi germogliati come segreto della lunga vita degli Hunza e la dieta a base di succo di frutta che, accoppiata a metodi di disintossicazione, era usata dal medico Max Gerson per curare il cancro nei suoi pazienti.[13] Nel libro si sostiene che una dieta che comprenda un 75% di cibi crudi consenta di prevenire malattie degenerative, rallentare gli effetti dell'invecchiamento, aumentare l'energia e migliorare l'equilibrio emotivo del singolo.

Altri importanti sostenitori della dieta crudista vissuti all'inizio del XX secolo furono Ann Wigmore, Herbert Shelton, e Norman Walker.

Vantaggi del crudismo[modifica | modifica sorgente]

Secondo i sostenitori del crudismo, i vantaggi di questa dieta sarebbero:

  • Gli enzimi digestivi contenuti negli alimenti crudi, ad esempio l'amilasi, la proteasi e la lipasi, aiutano la digestione. Riscaldando il cibo al di sopra dei 40-49 °C (104-120 °F) gli enzimi in esso contenuto si degradano fino a distruggersi.[14]
  • I cibi crudi hanno valori nutritivi più alti di quelli cotti.[15][16][17]
  • Inoltre, gli alimenti trattati a livello industriale contengono eccitossine (come gli esaltatori di sapidità) che possono causare eccitotossicità. Gli alimenti con prodotti chimici aggiunti come conservanti, additivi e coloranti sono rifiutati dalla maggior parte dei crudisti.
  • Alimenti e bevande irritanti o stimolanti come il caffè, l'alcool e il tabacco sono sconsigliati.
  • I cibi cotti contengono tossine nocive per l'uomo, che possono causare malattie croniche (come il cancro) ed altri disturbi.[senza fonte] I grassi e gli oli riscaldati possono produrre acidi grassi trans.[senza fonte] La cottura dei cibi produce una glicazione avanzata del prodotto finale (glicotossine, si veda anche la reazione di Maillard).[18]
  • I Cibi crudi, come frutta e verdura, sono ricchi di antiossidanti che contribuiscono a ritardare i segni dell'invecchiamento.[senza fonte] Il dottor Joel Fuhrman, autore di Eat to Live (Mangiare per vivere), sostiene che le verdure della famiglia delle Brassicacee (come il cavolo), posseggono da crude i più potenti effetti anti-cancro fra tutti gli alimenti. Sostiene inoltre che la maggior parte dei fitonutrienti assolvono la funzione di antiossidanti, neutralizzando i radicali liberi, rendendoli innocui e riducendo il rischio di cancro. Questa proprietà, la neutralizzazione dei radicali liberi, è presente nei cibi crudi ed in quelli di origine alcalina, e rende i frullati di questi delle potenti bevande antiossidanti.[senza fonte]

I rischi della dieta crudista per la salute[modifica | modifica sorgente]

La dieta crudista può comportare anche dei pericoli,http://www.yeslife.it/dieta-crudista-cosa-e-benefici-pericoli-2995/i-pericoli-del-crudismo specie se si commettono alcuni errori: la cottura infatti è a talvolta necessaria perché elimina batteri, virus e tossine contenute in alcuni cibi: è il caso ad esempio nei semi di grano che non possono essere consumati freschi per via della presenza di una tossina in grado di determinare vari disturbi. Allo stesso modo, le melanzane contengono alcaloidi tossici, potenzialmente pericolosi, che ne rendono sconsigliato il consumo da crude.

Il crudismo può comportare problemi alla salute anche per via del fatto che la cottura consente di eliminare alcuni microrganismi patogeni, evitando di sviluppare patologie come la toxoplasmosi o gravi gastroenteriti.

Le infezioni da patogeni alle quali si può andare incontro evitando di cuocere i cibi sono innumerevoli, solo per citarne alcune quelle da Entamoeba histolytica, Giardia lamblia Clostridium botulinum, Bacillus Cereus, Salmonella typhi e paratiphi, Staffilococcus Aureus e tanti altri.

Infine, non sempre la cottura impedisce l'assimilazione di principi nutritivi, ma invece può facilitarla, come nel caso del betacarotene.

Preparazione del cibo[modifica | modifica sorgente]

Verdure esposte in un mercato

Molti degli alimenti previsti dalla dieta crudista sono semplici da preparare, come frutta, insalata, carne e latticini. Altri alimenti possono invece richiedere un'avanzata preparazione prima di poter essere consumati. Il riso ed alcuni altri cereali, ad esempio, devono essere germogliati oppure stare in ammollo una nottata per essere ammorbiditi e quindi più digeribili. Molti crudisti sostengono che sia meglio tenere in ammollo anche noci e semi, così da attivare i loro enzimi e disattivare gli inibitori.[19] La quantità di tempo in ammollo varia a seconda del tipo di noci e semi.

La preparazione di ricette crudiste richiede di solito un frullatore, un robot da cucina, uno spremiagrumi ed un disidratatore.[20] A seconda della ricetta, alcuni alimenti (come crackers, pane e biscotti) potrebbero richiedere la disidratazione. Questo processo, che produce cibi crudi con il sapore e la consistenza di quelli cotti, è lungo. Molti crudisti preferiscono fare a meno di queste ricette, in quanto non è sentita l'esigenza di emulare le diete tradizionali né di aumentare la vendita di elettrodomestici da cucina.

Il congelamento degli alimenti è accettato solo da taluni, in quanto riduce l'attività enzimatica. Questo ha portato la maggioranza dei crudisti a ritenere il congelamento una pratica nociva[21], anche se non quanto la cottura. Poiché i semi crudi e le noci sono vulnerabili alla muffa ed all'irrancidimento[22], i prodotti crudi a base di questi ingredienti possono essere conservati in frigorifero per mantenere ottimale il loro valore nutrizionale ed il gusto, nonché per ridurre al minimo l'ossidazione causata da noci e semi irranciditi.[23]

Movimento crudista[modifica | modifica sorgente]

I pionieri del crudismo furono St. Louis Estes, Edmund Bordeaux Szekely, Johnny Lovewisdom, Ann Wigmore e Viktoras Kulvinskas (co-fondatori della Hippocrates Health Institute), Arnold Ehret (autore e sostenitore del digiuno), Aris Latham (della Sunfired Foods, Inc., noto come il padrino dei cibi crudi), Arshavir Ter Hovannessian[24] e Norman Walker (sostenitore del consumo di succhi di vegetali).

Il movimento crudista contemporaneo vanta numerosi sostenitori, inclusi molti celebri chef, studiosi e docenti, come il Dr. Douglas Graham, Rene Oswald, Matthew Kenney, Tonya Zavasta, Alissa Cohen, Aris La Tham, Aajonus Vonderplanitz e Joy Elia.

Molte personalità del mondo dello spettacolo sono crudisti, tra cui Demi Moore, Woody Harrelson, Jason Mraz, Ben Vereen e Carol Alt. Woody Harrelson ha pubblicato libri sulla dieta crudista, recitato in film a sfondo crudista, è il creatore di un sito web dedicato al crudismo[25] ed è il proprietario di O2, un ristorante che serve solo piatti crudisti. La modella e attrice Carol Alt è una crudista onnivora e ha scritto diversi libri a riguardo della sua scelta alimentare e del suo stile di vita[26].

L'interesse per il movimento crudista è in continua crescita[27] ed è particolarmente diffuso in Australia e negli stati della zona occidentale degli Stati Uniti d'America, come la California.[28] In Europa rimane una novità, anche se alcuni ristoranti crudisti hanno aperto nel Regno Unito, in Germania[29] ed in diverse grandi città di altri stati.[30] Numerosi sono i libri di cucina crudista pubblicati finora.[31]

Supercharge Me! 30 Days Raw è un documentario sul crudismo girato da Jenna Norwood, un'ex-consulente di pubbliche relazioni diventata regista indipendente, ausiliaria socio-assistenziale e chef crudista.[32] Nel film, ispirato a Super Size Me di Morgan Spurlock, la Norwood si sottopone ad un regime alimentare strettamente crudista per 30 giorni, documentandone l'effetto sulla sua salute.

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Deficit nutrizionali nelle diete crudiste[modifica | modifica sorgente]

Intossicazioni alimentari[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Douglas Graham, The Challenges of Going on a Raw Food Diet. URL consultato il 31 luglio 2012.
  2. ^ (EN) Oxford Dictionaries Online. URL consultato il 29 luglio 2012.
  3. ^ (EN) Cem Vardar, Primal Dieting: Eat Your Raw Diet With A Roar!. URL consultato il 31 luglio 2012.
  4. ^ (EN) Emily Green, Meat but No Heat in Los Angeles Times, 31 gennaio 2001. URL consultato il 31 luglio 2012.
  5. ^ a b (EN) Vivian Zenari, Well met, raw meat: hoorah for raw!. URL consultato il 31 luglio 2012.
  6. ^ (EN) The Raw Paleolithic Diet & Lifestyle!. URL consultato il 31 luglio 2012.
  7. ^ a b c (EN) An Overview of the Raw Foods Diets Which Include Raw Animal Foods. URL consultato il 31 luglio 2012.
  8. ^ (EN) Big Island Events: THE RAINBOW RAW GAMES, A HAWAIIAN ADVENTURE. URL consultato il 1º agosto 2012.
  9. ^ (EN) Andreas Viestad, Where Home Cooking Gets the Cold Shoulder in The Washington Post, 14 maggio 2008. URL consultato il 1º agosto 2012.
  10. ^ (EN) In pictures: Cooking in the Danger Zone. URL consultato il 1º agosto 2012.
  11. ^ (EN) Weston Price, Nutrition and Physical Degeneration, New York, Paul B. Hoeber, Inc., 1939, ISBN 0879838167. URL consultato il 29 luglio 2012.
  12. ^ (EN) Raw energy. URL consultato il 1º agosto 2012.
  13. ^ (EN) Max Gerson, A Cancer Therapy: Results of Fifty Cases and the Cure of Advanced Cancer by Diet Therapy : A Summary of 30 Years of Clinical Experimentation, Station Hill Pr., 1997, ISBN 0882682032.
  14. ^ (EN) Marilyn Bitomsky, Digestive Enzymes. URL consultato il 1º agosto 2012.
  15. ^ (EN) David A. Bender, Cooking, loss of nutrients. URL consultato il 1º agosto 2012.
  16. ^ (EN) Nutritional Effects of Food Processing. URL consultato il 1º agosto 2012.
  17. ^ (EN) Agnes Fay Morgan, Grace E. Kern, The Effect of Heat Upon the Biological Value of Meat Protein in Journal of Nutrition, vol. 7, nº 4, 11 luglio 1933, pp. 367-379. URL consultato il 1º agosto 2012.
  18. ^ (EN) Theodore Koschinsky, Ci-Jiang He, Tomoko Mitsuhashi, Richard Bucala, Cecilia Liu, Christina Buenting, Kirsten Heitmann, Helen Vlassara, Orally absorbed reactive glycation products (glycotoxins): An environmental risk factor in diabeticnephropathy in Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, vol. 94, nº 12, 10 giugno 1997, pp. 6474–6479. URL consultato il 1º agosto 2012.
  19. ^ (EN) Karyn Calabrese, Soak Your Nuts: Cleansing With Karyn: Detox Secrets for Inner Healing and Outer Beauty, Healthy Living Publications, 2011, ISBN 1570672644.
  20. ^ (EN) Raw food (Living Foods) Diet. URL consultato il 1º agosto 2012.
  21. ^ (EN) Does Freezing Harm Foods?. URL consultato il 1º agosto 2012.
  22. ^ (EN) MPM: V-10. Nuts and Nut Products Methods. URL consultato il 1º agosto 2012.
  23. ^ (EN) Raw Nut and Seed Butters. URL consultato il 1º agosto 2012.
  24. ^ (EN) Arshavir Ter Hovannessian, Raw Eating: or A New World Free From Diseases, Vices and Poisons, Tehran, Hallelujah Acres, 1967, ASIN B000M4IKRE.
  25. ^ (EN) Raw Food Media. URL consultato il 1º agosto 2012.
  26. ^ carolalt.com
  27. ^ (EN) Bev Bennet, Raw food diet may lead to nutrition shortfalls, say experts in Daily News, 17 agosto 2008. URL consultato il 1º agosto 2012.
  28. ^ (EN) Christopher Wanjek, The Raw Food Diet: A Raw Deal. URL consultato il 1º agosto 2012.
  29. ^ (DE) Die 48-Grad-Küche: Rohkost als Trend. URL consultato il 1º agosto 2012.
  30. ^ (EN) Live-Food.com. URL consultato il 1° agosto 2012.
  31. ^ (EN) Raw and Live Food Books. URL consultato il 1º agosto 2012.
  32. ^ (EN) About Jenna Norwood. URL consultato il 1º agosto 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]