Ipertermia oncologica

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L'ipertermia oncologica è impiegata con successo nella cura di alcuni tumori sensibili ad un trattamento combinato con la radioterapia e/o chemioterapia. Essa consiste nel riscaldare tra i 41 °C ed i 44 °C lesioni tumorali di diverse dimensioni poste a diverse profondità in organi o parti anatomiche del corpo umano.

Il trattamento si effettua con apparati a microonde o radiofrequenza che generano onde elettromagnetiche a potenze e frequenze adeguate al raggiungimento dell'ipertermia nel volume bersaglio. I tumori profondi ovvero posti in organi o parti anatomiche come la Pelvi ( carcinoma dell'Utero o del Retto ) necessitano di apparecchiature per Ipertermia Profonda che lavorano con array di antenne a frequenze tra i 70MHz ed i 144 MHz o con sistema capacitivo alla frequenza di 13,56MHz garantendo una penetrazione efficace nel corpo umano, un riscaldamento controllato e concentrato nella regione d'interesse e preservando il sovrariscaldamento dei tessuti posti in superficie. I tumori superficiali come i melanomi, le recidive dei tumori del seno o i tumori del Testa/Collo sono invece trattati con apparati a microonde con frequenze tra i 434Mhz ed i 915Mhz che producono un riscaldamento eccellente delle lesioni poste in superficie raddoppiando l'effetto terapeutico della radioterapia.

L'ipertermia è un trattamento estremamente selettivo in quanto non produce alcune effetto sulle cellule sane mentre danneggia irreparabilmente le cellule tumorali sottoposte ad un riscaldamento sino a 45° grazie anche ad un fenomeno detto apoptosi.

La tossicità della terapia ipertermica è estremamente bassa ed il trattamento è ben tollerato anche perché il paziente durante il trattamento di circa 1 ora è posto su un comodo lettino dove può parlare tranquillamente con l'operatore, leggere un libro od ascoltare musica.

La maggiore efficacia del trattamento di ipertermia oncologica si ottiene associandola ai tradizionali trattamenti terapeutici quali la chemioterapia e la radioterapia che ne sinergizzano l'azione [1].

Recentemente all' ipertermia oncologica profonda e superficiale si sta affiancando anche l'ipertermia totalbody effettuata a raggi infrarossi. Tale tipo di terapia , ancora allo studio, porta ad un innalzamento generalizzato della temperatura corporea (entro due centimetri dalla superficie ) simulando un attacco febbrile intorno ai 39° centigradi. Questa condizione clinica produce una significativa stimolazione del sistema immunitario con vantaggi sia terapeutici che di benessere del paziente[2]

Indicazioni terapeutiche[modifica | modifica sorgente]

L'ipertermia oncologica risulta indicata in ogni neoplasia solida ove vi sia la necessità di aumentare l'efficacia della radio e/o chemioterpia .

L'abbinamento alle altre metodiche come la chemioterapia e la radioterapia risulta in una maggior efficacia anche se è possibile applicare l'ipertermia oncologica da sola qualora non sia possibile l’abbinamento per ragioni legate allo stato generale del paziente.

L'effetto antalgico di questa terapia non è poi da trascurare; ad esempio essa trova applicazione anche in reumatologia, medicina dello sport e nella fisioterapia utilizzando solo apparati di ipertermia superficiale dotati di bolus ad acqua distillata termostata e modulando opportunamente l’intensità della potenza applicata al paziente.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Treating cancer with heat: hyperthermia as promising strategy to enhance apoptosis
  2. ^ inhibition of B16 murine melanoma metastasis and enhancement of immunity by fever-range whole body hyperthermia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Van der Zee J. Heating the patient: A promising approach? Annals of Oncology 2002; 13:1173–1184.
  • Hildebrandt B, Wust P, Ahlers O, et al. The cellular and molecular basis of hyperthermia. Critical Reviews in Oncology/Hematology 2002; 43:33–56.
  • Wust P, Hildebrandt B, Sreenivasa G, et al. Hyperthermia in combined treatment of cancer. The Lancet Oncology 2002; 3:487–497.
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  • Falk MH, Issels RD. Hyperthermia in oncology. International Journal of Hyperthermia 2001; 17(1):1–18.
  • Dewhirst MW, Gibbs FA Jr, Roemer RB, Samulski TV. Hyperthermia. In: Gunderson LL, Tepper JE, editors. Clinical Radiation Oncology. 1st ed. New York, NY: Churchill Livingstone, 2000.
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  • Feldman AL, Libutti SK, Pingpank JF, et al. Analysis of factors associated with outcome in patients with malignant peritoneal mesothelioma undergoing surgical debulking and intraperitoneal chemotherapy. Journal of Clinical Oncology 2003; 21(24):4560–4567.
  • Chang E, Alexander HR, Libutti SK, et al. Laparoscopic continuous hyperthermic peritoneal perfusion. Journal of the American College of Surgeons 2001; 193(2):225–229.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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