Ausiliario socio-assistenziale
L’ausiliario socio-assistenziale, ovvero operatore socio-assistenziale, è un professionista che, in forza di una specifica formazione, basandosi sulla capacità di relazionarsi correttamente, attua un intervento diretto con l’utente (individuo, nucleo familiare o gruppo di pari) al fine di recuperare quelle risorse necessarie all'acquisto di una propria autonomia in supporto della vita quotidiana.
Lavora in strutture protette per handicappati o anziani, case di riposo, comunità alloggio per minori con handicap e per tossicodipendenti, centri diurni per anziani, asili nido e scuole materne. Inoltre svolge servizi di assistenza domiciliare ad anziani, handicappati o nuclei familiari in difficoltà.
Nella tassonomia Istat delle "Professioni qualificate nei servizi sanitari" si legge "Ausiliario di assistenza per anziani" o "Ausiliario socio-assistenziale" che non va confuso con l'Operatore Tecnico addetto all'Assistenza né con l'operatore socio sanitario che è riferita a un "profilo", mentre quella di ausiliare è riferita ad una "qualifica"[1].
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Formazione e competenze [modifica]
In Italia l'impiego dell'ausiliare socio assistenziale è demandato sia agli enti pubblici che a quelli privati, di tipo parificato, che tramite un tirocinio, svolto durante uno dei corsi di formazione tenuti presso l'ente, è accettato come referenza dal datore di lavoro. Negli enti pubblici, al contrario, è accettato solo previo concorso e solo se si dimostra di aver seguito un corso svolto presso gli enti locali e a determinate condizioni.
Obiettivi fondamentali dell’attività dell’ausiliario socio-assistenziale sono:
- mantenere e/o recuperare il benessere psicofisico dell'utente;
- evitare o comunque ridurre i rischi di isolamento e di emarginazione;
- supplire alle carenze di autonomia dell’utente nelle sue funzioni personali essenziali, igienico-sanitarie e relazionali attraverso interventi sia propri sia coordinati ed integrati con quelli di altri operatori (assistenti sociali, educatori, personale sanitario, amministrativi, etc.)
Note [modifica]
- ^ Si veda, a titolo d'esempio, le definizioni usate nella circolare dell'"Azienda Pubblica di Servizi alla persona del Delta ferrarese"
Bibliografia [modifica]
- Ansdipp (2002) L'Operatore Socio-Assistenziale di base nei servizi per anziani, Santarcangelo di Romagna (RN), Maggioli Editore.
- Di Virgilio M. (2008) Manuale per OSS e ASA (Operatori socio-sanitari e ausiliari socio-assistenziali). Formazione in campo assistenziale, sociale e sanitario, Milano, Angeli.
- Iurlaro F. (2003) L'operatore socio-assistenziale. Percorso storico, miti e pregiudizi di una figura professionale, “Animazione sociale”, 3, pp. 82-89.
- Quadri E., (1988), Qual è il ruolo del giudice dei minori?, “Il diritto di famiglia e delle persone”, 4, pp. 1764-1800.
Normativa italiana di riferimento [modifica]
- D.M. Interno 09.05.1982 Rapporto della Commissione Nazionale di Studio per la definizione dei profili professionali e dei requisiti di formazione degli operatori sociali.
- Proposta di legge Martinazzoli 14.03.1986 n. 1742.
- Ordine di servizio degli operatori di assistenza agli alunni disabili del Comune di Parma emanato il 22.03.1995 n. 188.
- Accordo 31.03.1999 Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo alla revisione del sistema di classificazione del personale del comparto delle “Regioni-Autonomie locali”
- Delibera C.R. 23.11.2005 n. 1177 pubblicata nel B.U. Abruzzo 21.12.2005 n. 140.
- Delibera Consiglio Regionale 01.08.2006 n. 171 Allegato 3 pubblicata nel B.U. Basilicata 22.08.2006 n. 51.
Voci correlate [modifica]
- Cooperative sociali
- Residenza sanitaria assistita
- Assistenza domiciliare integrata
- Casa famiglia
- Comunità di recupero
Altri progetti [modifica]
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