Bodvild

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Böðvildr sta andando via ei suoi fratelli morti sono nascosti alla destra della fucina. Tra Böðvildr e la fucina, Weland può essere visto in un'aquila che sta per prendere il volo. Dall'VIII Pietra di Ardre.

Bodvild, Böðvildr, Beadohilde, Bodil era la principessa figlia del malvagio re Níðuðr (o Niðhad o Niðung o Nidud), che compare nelle leggende germaniche, come Deor, Völundarkviða e Þiðrekssaga. Inizialmente, lei sembra essere stata una vittima della tragica vendetta di Weland il fabbro contro suo padre ma, nelle versioni successive scandinave, ha avuto un lieto fine come moglie di Weland e come la madre dell'eroe Viðga della Þiðrekssaga e nelle ballate medievali scandinave.

Deor[modifica | modifica sorgente]

Anche se preceduto dall'immagine raffigurata sulla Pietra di Ardre, la più antica fonte testuale sopravvissuta su di lei è il poema anglosassone del X secolo Deor. Tratta dell'episodio dove Weland ha appena ucciso i suoi fratelli e l'ha violentata. Fa presagire il poeta che le cose andranno a finire male per lei:

Welund him be wurman / wræces cunnade,
anhydig eorl / earfoþa dreag,
hæfde him to gesiþþe / sorge ond longaþ,
wintercealde wræce; / wean oft onfond,
siþþan hine Niðhad / on nede legde,
swoncre seonobende / on syllan monn.
Þæs ofereode, / þisses swa mæg!
-
Beadohilde ne wæs / hyre broþra deaþ
on sefan swa sar / swa hyre sylfre þing,
þæt heo gearolice / ongieten hæfde
þæt heo eacen wæs; / æfre ne meahte
þriste geþencan, / hu ymb þæt sceolde.
Þæs ofereode, / þisses swa mæg![1]
Welund tasted misery among snakes.
The stout-hearted hero endured troubles
had sorrow and longing as his companions
cruelty cold as winter - he often found woe
Once Nithad laid restraints on him,
supple sinew-bonds on the better man.
That went by; so can this.
-
To Beadohilde, her brothers' death was not
so painful to her heart as her own problem
which she had readily perceived
that she was pregnant; nor could she ever
foresee without fear how things would turn out.
That went by, so can this.[2]
Weland tra le serpi conobbe sventura,
l’uomo risoluto patì sofferenze,
ebbe a compagni dolore e desiderio,
desolazione invernale; trovò spesso affanno,
dopo che Nithhad a lui impose vincoli,
flessuosi lacci a miglior uomo.
Quello è passato, passerà anche questo.
-
Beadohilde non fu per la morte dei suoi fratelli
così affranta in cuore come per il suo proprio stato
s’era con certezza accorta
d’esser gravida; mai seppe
pensare fiduciosa cosa ne sarebbe stato.
Quello è passato, passerà anche questo.[3]

Völundarkviða[modifica | modifica sorgente]

"Böðvildr nella fucina di Weyland" (1883) di Johannes Gehrts.

Nella Völundarkviða, lei appare quando suo padre Níðuðr ha catturato Wayland, e riceve dal padre un anello d'oro che il fabbro aveva creato per la sua amata e perduta valchiria Hervör alvitr. Wayland è prigioniero e costretto a lavorare nella fucina di suo padre.

Weland si vendica uccidendo i suoi fratelli e li nasconde nella fucina. Ha quindi modellato i loro teschi in argento e li invia al re insieme con i gioielli realizzati per la regina con gli occhi dei ragazzi. Per Böðvildr ha fatto una spilla di denti dei ragazzi.

Böðvildr visita la fucina di Wayland per chiedergli di riparare un anello spezzato. Poi lui la violenta e vola via in un abito di piume che aveva realizzato precedentemente, lasciandola nel suo pianto di vergogna:

Hlæjandi Völundr
hófsk at lofti,
grátandi Böðvildr
gekk ór eyju,
tregði för friðils
ok föður reiði.[4]
Laughing Völund
rose aloft,
Weeping Bothvild
went from the isle,
For her lover's flight
and her father's wrath.[5]
Ridendo Völund
è salito in alto,
I pianti di Bothvild
provenivano dall'isola,
Per il volo del suo amante
e l'ira di suo padre.

Weland poi vola da suo padre rivelandogli la sua vendetta. Il re colpito dal dolore chiede al suo schiavo di andare a prendere sua figlia e Böðvildr riferisce a suo padre la macabra verità che rispecchia la tragedia raccontata in Deor:

41. "Satt er þat, Níðuðr,
er sagði þér:
Sátum vit Völundr
saman í holmi
eina ögurstund,
æva skyldi;
ek vætr hánum
vinna kunnak,
ek vætr hánum
vinna máttak."[4]
"True is it, Nithuth,
that which was told thee,
Once in the isle
with Völund was I,
An hour of lust,
alas it should be!
Nought was my might
with such a man,
Nor from his strength
could I save myself."[5]
"Vero è, Nithuth,
quello che ti è stato detto,
Una volta nell'isola
sono stata con Völund,
Un'ora di lussuria,
ahimè dovrebbe essere stata!
Nulla è stata la mia forza
con un tale uomo,
Né dalla sua forza
potevo salvarmi.

Þiðrekssaga[modifica | modifica sorgente]

La Þiðrekssaga del XIII secolo ha una più ampia esposizione in prosa, dove il finale è più lieto.

Weland salpò per la Danimarca in un albero scavato e alla fine arrivò nello Jutland, dove il re Niðung regnava. Weland fu presto sfidato da Amilias, il fabbro di re Niðung. Amilias ha forgiato una corazza e Weland una spada, Mímung, con la quale facilmente uccide il suo rivale. Ha così guadagnato grande fama come fabbro.

Alla vigilia di una battaglia, Niðung ha scoperto che aveva dimenticato la sua pietra della vittoria e offerto la figlia Böðvildr e la metà del suo regno per quello che si sarebbe ottenuto prima del tramonto. Weland va a prendere la pietra, ma quando è tornato, il dróttseti (siniscalco) del Re lo ha chiesto per sé. Weland rifiutò di rinunciare e uccide il cavaliere. Niðung lo bandì.

In seguito cercò di vendicarsi avvelenando il re e Böðvildr, ma viene preso, viene azzoppato e costretto al lavoro nella fucina. Ma alla fine uccide i due figli più giovani di Niðung nella sua fucina e costruisce una serie di stoviglie per il re con le loro ossa. Inoltre violenta Böðvildr.

Il fratello di Weland Agilaz giunse alla Corte. Era un famoso arciere e Niðung lo sfidò a colpire una mela sulla testa di suo figlio. Poteva sparare una sola freccia, ma ne prese tre. Dopo essere riuscito con la sua prima freccia, il re gli chiese per chi erano le altre due, e spiega che se avesse colpito il figlio, avrebbe colpito il re con le altre.

Weland chiese a suo fratello di raccogliere piume, con le quali si costruisce delle ali. Vola da Niðung e gli rivela che aveva ucciso i suoi figli e ha messo incinta sua figlia. Poi volò via. A Egil (Agilaz) viene ordinato dal re di colpirlo dal basso. Ma Weland aveva legato una vescica piena di sangue sotto il suo braccio. Egill lo ha colpito li, ingannando così il re, e Weland tornò in Zelandia.

Niðung morì poco dopo e gli succedette il figlio Otvin. La principessa dà alla luce un figlio che viene chiamato Viðga. Weland stabilì un accordo di pace con Otvin e sposò Böðvildr, come entrambi avevano concordato prima della sua fuga.

Toponimi[modifica | modifica sorgente]

In Inghilterra secondo la leggenda sul Burial Mound nel Berkshire Downs non lontano dalla Fucina di Wieland secondo la leggenda era la tomba di Beadohilde (Bodvil). Il tumulo funebre è ora scomparso, ma a quanto pare è stato scavato nel 1850 quando furono ritrovati degli ornamenti, un anello e una spilla di bronzo. Da ciò si risale all'età del ferro con la suggestione che Beadohilde potrebbe essere stata una persona reale piuttosto che essere parte di folklore e leggenda.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Deor at the site of the society Ða Engliscan Gesiþas.
  2. ^ Modern English translation by Steve Pollington, Published in Wiðowinde 100, at the site of the society Ða Engliscan Gesiþas.
  3. ^ Traduzione italiano Università di Padova -Elegies/DEOR.
  4. ^ a b Völundarkviða at «Norrøne Tekster og Kvad», Norway.
  5. ^ a b Translation by Bellows.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]