Vai al contenuto

Ozzy Osbourne

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Ozzy)
Ozzy Osbourne
Ozzy Osbourne nel 1975
NazionalitàRegno Unito (bandiera) Regno Unito
GenereHeavy metal[1]
Hard rock[1][2]
Periodo di attività musicale1967  2025
Strumentovoce, armonica a bocca
EtichettaEpic
GruppiBlack Sabbath
Album pubblicati25
Studio12
Live5
Raccolte8
Sito ufficiale

John Michael Osbourne, detto Ozzy (Marston Green, 3 dicembre 1948[3]Chalfont St. Giles, 22 luglio 2025[4][5][6]), è stato un cantautore e compositore britannico.

Divenuto famoso prima come frontman dei Black Sabbath e poi con una carriera solista di grande successo, viene spesso definito il «padrino dell'heavy metal»;[7][8] per la sua musica e per il suo carisma sul palcoscenico, viene considerato un innovatore e uno dei padri fondatori del genere.[9] Nel 2006 la rivista Hit Parader lo ha inserito nella sua lista dei 100 migliori cantanti metal di tutti i tempi alla posizione numero 8.[10] Il cantante viene anche ricordato per i suoi eccessi legati al consumo di droghe e i suoi atteggiamenti trasgressivi, che hanno spesso suscitato le polemiche di gruppi religiosi e conservatori, che gli hanno fatto guadagnare un altro celebre soprannome, quello di «principe delle tenebre» ("Prince of Darkness"); egli stesso alimentò la propria fama in tal senso, presentandosi con quest'ultimo nomignolo durante i primi anni della sua carriera.[11]

Nella sua carriera di musicista ha venduto oltre 50 milioni di dischi da solista in tutto il mondo, conto che sale a circa 100 milioni in totale, compreso il suo periodo nei Black Sabbath.[12]

(inglese)
«I really don't feel like the father of metal or rock, more like a big brother.»
(italiano)
«Non mi sento davvero di essere il padre del metal o del rock, semmai più un fratello maggiore.»

Infanzia e adolescenza

[modifica | modifica wikitesto]

John Michael Osbourne nacque a Marston Green, nel Warwickshire, il 3 dicembre 1948; e crebbe a Birmingham, nel quartiere di Aston, in una famiglia di classe operaia. Suo padre, John Thomas Jack Osbourne, era un attrezzista della General Electric Company plc, mentre sua madre Lillian, di fede cattolica non praticante, era operaia in una fabbrica della Lucas. Quarto di sei figli (due fratelli: Paul e Tony; tre sorelle: Jean, Iris e Gillian), le sue condizioni familiari erano disagiate e aveva problemi di linguaggio, essendo dislessico e balbuziente.[14]
Era anche affetto da una forma grave di disturbo da deficit dell'attenzione che gli impediva di concentrarsi su una cosa per poco più di un minuto. I soprannomi che si guadagnò a scuola furono Oz-brain, Ozzie ed il più noto Ozzy;[15] i soprannomi derivano dal fatto non riusciva a pronunciare il proprio cognome senza esitare, dunque pressappoco «Os-os-os-bourne». Uno dei compagni di scuola che maggiormente detestava era Anthony Frank Iommi, noto in futuro come Tony Iommi: i due si picchiarono in molte occasioni[16] per poi trovarsi successivamente nella stessa band.

Durante la sua giovinezza crebbe con la musica dei Beatles[13]: la canzone She Loves You lo spinse a cimentarsi come musicista. Il padre non voleva che suo figlio facesse questa professione, poiché considerava il gruppo di Liverpool una cattiva influenza per i giovani[13] e desiderava che diventasse commerciante, per evitargli un futuro come operaio nelle fabbriche.[13] Appena quattordicenne, Ozzy entrò a far parte di una band chiamata The Black Panthers e partecipò a serate musicali per guadagnare un po' di soldi e migliorare sia le sue condizioni di vita, sia quelle della sua famiglia.

Abbandonata la scuola, all'età di quindici anni cominciò a praticare vari lavori quali operaio edile di cantiere, idraulico, attrezzista, operaio in una fabbrica di auto e macellaio presso un mattatoio, ma non si sentiva portato per questi mestieri.[13] L’adolescenza turbolenta, unita alle condizioni misere, lo condusse a commettere piccoli furti: infatti, non ancora maggiorenne, tentò di rubare da un appartamento un televisore da 24 pollici, ma perse l'equilibrio a causa del peso dell'apparecchio, che gli finì addosso bloccandolo e per questo reato venne incarcerato per sei settimane presso la Winston Green Prison di Birmingham.[17] Mentre scontava la pena, si tatuò il suo nomignolo "OZZY" sulle falangi inferiori della mano sinistra, con un ago e un pezzo di grafite.[18] Uscito dal carcere riprese l’attività di musicista, cercando di fare della musica la propria professione. Suonò prima con la band Music Machine, poi con gli Approach e si diede il nome d'arte "Ozzy Zig"[13] e, ottenuto un prestito da suo padre, comprò un amplificatore da 50 watt.

Anni 1970: l'esordio con i Black Sabbath

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Black Sabbath.
I Black Sabbath nel 1970. Da sinistra: Geezer Butler, Tony Iommi, Bill Ward e Ozzy Osbourne

Un giorno si recò in un negozio di dischi della sua città e attaccò in una bacheca un annuncio che recitava: «Ozzy Zig requires gig. Owns own P.A.»[19] (Ozzy Zig cerca concerti. Possiede un amplificatore). Tony Iommi e Bill Ward, passando per quel negozio, videro l'annuncio. Iommi stentò a credere che il suo acerrimo rivale durante il periodo scolastico facesse il cantante. I due si recarono a casa di Osbourne e, dopo aver parlato un po', decisero di aggregarsi a lui.[19] Osbourne portò con sé anche il chitarrista Geezer Butler, che in seguito divenne bassista e che aveva militato con lui nei Rare Breed, una band di breve vita.

Nacquero così i Polka Tulk Blues Band che in futuro, dopo alcuni cambi di nome e di membri, si diedero il nome di Black Sabbath, preso dal titolo americano del film di Mario Bava I tre volti della paura, un horror a episodi del 1963. La band ebbe un grande successo con album come Black Sabbath, Paranoid, Master of Reality e Sabbath Bloody Sabbath, ma la fama lo fece sprofondare nell'abisso della droga e dell'alcool.

Sul finire degli anni settanta la serie positiva della band iniziò a declinare. Inoltre Osbourne passò un periodo molto triste: la morte del padre lo portò ad una profonda depressione. Poco dopo infatti, Osbourne lasciò la band e venne sostituito da Dave Walker dei Fleetwood Mac. Dopo l'allontanamento dai Sabbath, volle fondare un progetto solista. Così nel 1977 decise di contattare alcuni musicisti per dare inizio alla sua nuova carriera. La formazione era composta dai membri della band Necromandus: Barry Dunnery alla chitarra, Dennis McCarten al basso e Frank Hall alla batteria. Questa formazione registrò alcune demo nello stesso anno per un eventuale album. Prima che questo fosse realizzato la band si sciolse. Frank Hall entrò poi nella band di Gerry Gillard. Lo stesso anno Ozzy cercò di riallestire una nuova formazione reclutando il chitarrista John Fraser-Binnie dalla band Dirty Tricks, il bassista Terry Horbury ed il batterista Andy Bierne. Anche questa formazione ebbe breve vita. Mentre Fraser-Binnie emerge poco dopo con la band Rogue Male e Andy Bierne entra nei Praying Mantis, Osbourne decise di tornare con i Black Sabbath e di riprendere il suo posto dopo l'uscita di Walker. La band, tornata con la formazione originaria, pubblicò Never Say Die!, album ostracizzato da molti critici e fan.

Oltre che per il fallimento del disco, i suoi rapporti con gli altri membri si logorarono per via dei suoi eccessi. Le divergenze divennero sempre di più insostenibili e il cantante venne licenziato dai suoi colleghi per abuso di stupefacenti ed alcool. Osbourne si difese dicendo che il suo consumo di droghe non era né inferiore né superiore a quello degli altri membri.

1979-1982: La carriera solista, i primi album con Randy Rhoads

[modifica | modifica wikitesto]
Ozzy Osbourne nel 1980

Cacciato da poco dai Black Sabbath, si rinchiuse in una stanza d'albergo a Los Angeles e rimase lì per tre mesi a bere e drogarsi, disperato per la fine della sua avventura con la band. Ripresosi grazie al supporto della futura moglie Sharon, figlia di Don Arden,[20] manager dei Black Sabbath, decise di formare un progetto solista e si mise alla ricerca di nuovi membri con l'aiuto del suo bassista temporaneo Dana Strum.

Strum raccomandò a Ozzy Randy Rhoads[21], chitarrista dei Quiet Riot. Rhoads si presentò alle audizioni e venne accettato nella band, soffiando il posto a George Lynch.[22]

Ozzy Osbourne e la sua band nel 1980. Da sinistra: Bob Daisley, Lee Kerslake, Osbourne, Randy Rhoads

Oltre ad Osbourne, il gruppo era formato da Rhoads alla chitarra, Lee Kerslake (ex Uriah Heep) alla batteria, Bob Daisley (ex Rainbow) al basso e Don Airey (come membro esterno) alle tastiere, si chiamerà inizialmente Blizzard of Ozz, che sarà il titolo del primo disco, poi semplicemente Ozzy Osbourne. Con l'uscita del primo disco, appunto Blizzard of Ozz (1980) pubblicato dalla Jet Records, Osbourne ebbe il suo primo successo discografico da solista. L'album, trascinato dai singoli Crazy Train e Mr. Crowley, raggiunse alte posizioni nelle classifiche inglesi e americana dove rimase per quasi due anni, guadagnando il disco di platino.

Subito nacque il secondo album, Diary of a Madman (1981), anch'esso un successo, inciso con la stessa formazione del primo disco. Il titolo dell'album riprendeva l'autobiografia di Aleister Crowley, l'occultista che aveva ispirato il cantante già per il brano Mr. Crowley. Il tour seguito all'album vide cambiare la formazione della band: Daisley e Kerslake lasciano per rientrare negli Uriah Heep e vennero sostituiti da Tommy Aldridge (ex Gary Moore) alla batteria e Rudy Sarzo (ex Quiet Riot) al basso. Il tour riscosse ovunque enorme successo.

Il 19 marzo del 1982 il chitarrista Randy Rhoads morì in un tragico incidente aereo. La sua scomparsa fu un evento molto triste per Ozzy ma, stando ai racconti di Sarzo, i loro rapporti non erano del tutto idilliaci negli ultimi periodi antecedenti alla tragedia e Rhoads aveva maturato l'idea di lasciare la band una volta terminato il contratto, essendo stanco dei bagordi di Osbourne e intenzionato a sperimentare nuove sonorità.[23] D'altro canto Kelle Rhoads, fratello di Randy, disse che il chitarrista non aveva intenzione di interrompere la collaborazione con Ozzy, solamente non avrebbe continuato a seguirlo in tournée per un po' di tempo con l'obiettivo di completare i suoi studi di chitarra classica.[24] Il tour comunque doveva proseguire e il cantante trovò come sostituto Bernie Tormé (ex Gillan). Due mesi dopo Ozzy venne a conoscenza dell'imminente pubblicazione del live album Live Evil dei Black Sabbath e decise di rispondere alla sfida registrando un disco dal vivo dal titolo Talk of the Devil, infarcito di vecchie canzoni dei Sabbath. L'album, rinominato Speak of the Devil al di fuori del Regno Unito, venne registrato con l'apporto del chitarrista Brad Gillis.

1983-1987: cambi di formazione e le prime sperimentazioni

[modifica | modifica wikitesto]
Ozzy Osbourne e la sua band nel 1986. Da sinistra: Randy Castillo, Phil Soussan, Osbourne, Jake E. Lee

Dopo che Gillis entrò nei Night Ranger, Osbourne si mise alla ricerca di un nuovo chitarrista. In origine scelse proprio George Lynch, musicista che aveva già perso il posto nella sua band quando era entrato Rhoads. Lynch tuttavia sostituì Gillis per soli tre giorni.[22] Continuando la sua ricerca, contattò Michael Schenker,[25] ma a causa del suo rifiuto si rivolse a Dave Meniketti dei Y&T, ma anche quest'ultimo declinò. Tra gli altri possibili candidati v'erano Robert Sarzo, fratello del bassista Rudy, che però fallì le audizioni e successivamente fonderà gli Hurricane, e Bill Tsamis (ex Warlord). Alle audizioni partecipò anche Marq Torien.[26] Infine Osbourne arruolò Jake E. Lee, strumentista con un passato nei Ratt e nei Rough Cutt. Con Lee nacque Bark at the Moon (1983), che riscosse un grande successo di vendite negli Stati Uniti d'America (tre dischi di platino), ma non ebbe altrettanta fortuna nel Regno Unito. Il lavoro vide anche il ritorno di Daisley al basso, la conferma di Don Airey alle tastiere e Tommy Aldridge alla batteria.

Sharon, la moglie di Ozzy diventata nel frattempo sua manager, lo convinse prima a cambiare casa discografica, passando alla CBS/Columbia, dopodiché lo aiutò a farsi ricoverare in una clinica per cercare di risolvere i gravi problemi di alcool e tossicodipendenza che lo affliggevano.

Il tour del 1985 venne portato a termine con difficoltà a causa dei continui cambiamenti di formazione dovuti all'abbandono di Daisley, sostituito da Phil Soussan, e Carmine Appice, che suonò nel tour del disco e che fu rimpiazzato in maniera provvisoria prima da Aldrige e poi da Randy Castillo (ex Lita Ford). Rimane memorabile la data del 13 luglio in cui Ozzy si riunì a Iommi, Butler e Ward nella formazione storica dei Black Sabbath per partecipare al Live Aid.

The Ultimate Sin (1986), realizzato con la nuova formazione, presentò sonorità vicine all'hair metal, dove la presenza e il songwriting di Lee si fecero sentire in quasi tutto l'arco dell'album. Il disco ebbe una buona vendita, anche se parte dei suoi fan non apprezzarono la nuova svolta. Nonostante ciò, il singolo Shot in the Dark sfrecciò in vetta alle classifiche americane di quel periodo. Il tour del disco venne intrapreso con i Metallica come band di supporto e toccò anche il Monsters of Rock di Castle Donington.

Nello stesso anno della pubblicazione del disco, ebbe una piccola parte nel film horror Morte a 33 giri, dove compare anche Gene Simmons dei Kiss. Osbourne interpreta, paradossalmente, la parte di un reverendo che vuole eliminare la musica Heavy metal perché considerata violenta, depravata e demoniaca. Parteciperà in seguito come attore in altri film: Gangster per gioco (1995), in cui è un band manager e Private Parts, in cui interpreta se stesso.

1988-1994: l'arrivo di Zakk Wylde, il successo di No More Tears e la pausa

[modifica | modifica wikitesto]
La band di Ozzy nel 1988. Da sinistra: Zakk Wylde, Randy Castillo, Geezer Butler (in basso), Ozzy Osbourne

Jake E. Lee venne sostituito da un giovanissimo Zakk Wylde, che, da quel momento, accompagnerà Ozzy per quasi tutta la sua carriera. Il nuovo album, No Rest for the Wicked (1988), presenta sonorità più graffianti rispetto al precedente. Soussan, che aveva lasciato la band già prima delle registrazioni dell'album, venne sostituito da Daisley, che si occupò delle parti di basso. Durante il tour del 1989, fu ingaggiato l'ex collega nei Black Sabbath Geezer Butler al posto di Daisley e il gruppo partecipò al Moscow Music Peace Festival, uno show a scopo benefico tenutosi a Mosca, in compagnia di altre band come Scorpions, Mötley Crüe, Bon Jovi e Cinderella.

Prima di quella storica data, era stato pubblicato il brano Close My Eyes Forever (dall'album Lita) in compagnia di Lita Ford. Nell'agosto 1989 Osbourne tentò di strangolare sua moglie Sharon mentre era ubriaco.[27] Dopo l'arresto, si riconciliò con la moglie e seguì un nuovo programma di riabilitazione dall'alcool.[27]

Nel 1990 pubblicò Just Say Ozzy, un EP di 6 tracce che riassume il tour di No Rest for the Wicked. A quattro anni dall'ultimo album in studio, fu pubblicato No More Tears (1991), album di grande successo commerciale e di critica. Osbourne si fece aiutare nella stesura delle canzoni da Zakk Wylde, Randy Castillo, il nuovo bassista Mike Inez e Lemmy Kilmister, leader dei Motörhead. Il gruppo vinse anche un Grammy Award nella categoria miglior interpretazione metal, grazie al brano I Don't Want to Change the World. Sempre nel 1990 partecipa al singolo Bomber, dell'ex collega dei Black Sabbath Bill Ward.

Dopo la pubblicazione dell'album, fu il momento del tour mondiale, culminato nello storico concerto tenuto al Pacific Amphiteatre di Costa Mesa il 15 novembre 1992, durante il quale salirono sul palco Iommi, Butler e Vinny Appice, ma non Ronnie James Dio che si rifiutò, decretando la fine del suo rapporto con i Sabbath); insieme suonarono per oltre mezz'ora i classici della band. Dal Theatre of Madness Tour venne anche tratto nel 1993 il doppio album Live & Loud. Terminato il tour, Osbourne si prese un paio d'anni di pausa per disintossicarsi dalle droghe e dall'alcol e circolò ufficialmente la voce del suo ritiro, tanto che lo stesso Wylde lasciò la band tentando di aggregarsi ai Guns N' Roses. Sempre nel 1992 è citato nel singolo dei Ramones Censorshit insieme a Frank Zappa, dove vengono descritti come persone che non accettano compromessi e che dicono quello che pensano.

1995-1999: il ritorno

[modifica | modifica wikitesto]
Ozzy Osbourne in concerto nel 1997

Nel 1995 ritornò sulla scena, pensando di organizzare un nuovo tour mondiale intitolato Retirement Sucks, e pubblicò Ozzmosis (con Deen Castronovo alla batteria in sostituzione di Castillo e Geezer Butler al basso), un album che divise fan e critica nonostante il successo commerciale. In Ozzmosis c'è una canzone, My Little Man, dedicata a suo figlio Jack, composta con Steve Vai, che però non suona sul disco. Dopo le incisioni, Wylde lasciò temporaneamente il gruppo, dedicandosi ai suoi vari progetti (ad esempio i Pride & Glory e successivamente i Black Label Society) e venne sostituito dall'ex Lizzy Borden, Joe Holmes con cui però incise una sola canzone: Walk on Water, facente parte della colonna sonora del film Beavis & Butt-Head alla conquista dell'America.

I Black Sabbath nel 1999

Dal 1996 al 2018 Ozzy, assieme alla moglie e manager Sharon, organizzò l'Ozzfest, festival tenutosi tra Stati Uniti e Europa con la partecipazione di numerosi gruppi heavy metal. Nel 1997 venne pubblicato The Ozzman Cometh, la prima raccolta, mentre il cantante si ritirò a vita privata, ancora una volta per disintossicarsi dall'alcool. Nel 1998 viene pubblicato l'album live dei Black Sabbath, Reunion, che è la testimonianza su doppio LP della reunion della formazione originale dei Black Sabbath, (Butler-Iommi-Osbourne-Ward) per dei concerti, in questo caso nella nativa Birmingham, l'album contiene anche due inediti registrati in studio, Psycho Man e Selling My Soul, i primi due brani che Osbourne incide in studio con la sua vecchia band dai tempi di Never Say Die!. In questi due brani manca solo Bill Ward, batterista della formazione originale.

Anni 2000: nuovi album e The Osbournes

[modifica | modifica wikitesto]
Ozzy Osbourne con la moglie Sharon sul set della serie TV The Osbournes nel 2004

Nel dicembre 2000 partecipa assieme al collega Bill Ward al brano Who's Fooling Who, presente nell'album solista di Toni Iommi. Dopo una lunga interruzione compositiva il cantante tornò in scena nel 2001 con la pubblicazione di Down to Earth, un album molto duro con sonorità potenti e moderne. La formazione vide di ritorno Wylde e il reclutamento dell'ex Suicidal Tendencies Robert Trujillo al basso e dell'ex Faith No More Mike Bordin alla batteria. Dopo una serata al Budokan di Tokyo, venne pubblicato Live at Budokan.

La popolarità del cantante si estese alla televisione firmando un contratto con MTV per il reality show The Osbournes, in cui Ozzy e la sua famiglia, ad eccezione della prima figlia Aimee che rifiutò di apparire nel programma per tutelare la sua privacy, interpretano loro stessi nella loro routine giornaliera. La serie è stata accusata di eccessiva volgarità, tant'è che in alcuni paesi, tra cui gli Stati Uniti, ha dovuto subire delle censure, mentre in altri come Canada e Gran Bretagna viene trasmessa integralmente. Tuttavia il programma ebbe moltissimo successo in tutto il mondo e verrà premiato con l'Emmy Award. Qualche anno più tardi i figli dichiareranno, durante un documentario sulla vita del padre, che quel periodo fu il momento più drammatico per la loro famiglia, poiché gran parte dei componenti erano sotto effetto di droghe o, nel caso di Ozzy, continuamente ubriachi e questo non rendeva particolarmente piacevole vivere in quella situazione.

Nel 2003 pubblica The Essential Ozzy Osbourne, un altro doppio album con tutti i suoi successi, orientato principalmente al pubblico che lo ha conosciuto attraverso la TV ma non ancora attraverso la sua musica.

Nel 2005 esce il cofanetto Prince of Darkness, con moltissime rarità in quattro CD e un libretto fotografico. Sempre nel 2005 viene pubblicato Under Cover, il primo disco di sole cover tra cui Sympathy for the Devil dei Rolling Stones e In My Life dei Beatles. Alla chitarra è presente Jerry Cantrell degli Alice in Chains e Chris Wyse al basso, in seguito sostituito, nello stesso anno, da Jason Newsted. Esce anche un singolo cantato da Ozzy assieme a sua figlia Kelly, ossia il remake di Changes dei Black Sabbath in versione 2005 di cui verrà realizzato anche un videoclip. È di questo periodo la dichiarazione che Ozzy è ricorso alla chirurgia plastica per cancellare i segni del tempo: ammetterà infatti di essersi fatto il lifting e rifatto il naso, dichiarando: "L'intervento mi ha aiutato a riguadagnare fiducia in me stesso".[28]

Dopo un breve periodo di ricerca di un nuovo chitarrista solista, richiamò a sé l'amico Zakk Wylde, dedicatosi ormai a tempo pieno ai suoi Black Label Society, per la stesura di Black Rain, un nuovo album pubblicato nel mese di maggio del 2007. Durante un'intervista concessa ad un'emittente statunitense precisò che Black Rain fu, in assoluto, il primo album da lui registrato in stato di sobrietà.[29] La canzone I Don't Wanna Stop fu suonata in una puntata di SmackDown.

Ozzy iniziò a registrare un nuovo album nell'agosto del 2008, partecipando all'album Slash del chitarrista Slash (ex Guns N' Roses) disponibile nel febbraio 2010. Osvbourne è stato inserito come personaggio nel videogioco Guitar Hero World Tour insieme a Zakk Wylde e a due canzoni, Crazy Train e Mr. Crowley. Quando si suonano queste canzoni, il gioco inserisce automaticamente anche Wylde, qualora il giocatore non suoni la chitarra. La sua seconda apparizione videoludica è in Brütal Legend, in cui il cantante è presente con voce e aspetto come il Guardiano del Metal, un venditore di equipaggiamento per il giocatore; interpretando tre canzoni da solista e tre con i Black Sabbath invita a partecipare alla colonna sonora. Nel 2009 ritorna in televisione insieme alla sua famiglia in uno show in sei puntate, intitolato Osbournes Reloaded.

Anni 2010: la reunion dei Black Sabbath e i primi problemi di salute

[modifica | modifica wikitesto]
Ozzy Osbourne e il bassista Blasko in concerto nel 2013

Il 22 giugno 2010 è uscito il suo nuovo lavoro in studio intitolato Scream, il primo album dal 1986 senza la presenza di Zakk Wylde alla chitarra, sostituito da Gus G.. Ad anticipare l'uscita dell'album è stato il singolo Let Me Hear You Scream.

Già dall'agosto 2011 circolava la notizia di una Reunion dei Black Sabbath nella formazione originaria. Dopo le smentite da parte di Tony Iommi e indiscrezioni varie, l'11 novembre 2011 alle 11:11 viene annunciata la notizia della reunion al Whiskey Go Go dove si è tenuta una lunga conferenza stampa sull'evento.[30] Nella conferenza fu annunciata la realizzazione di un nuovo album del gruppo[30] e le date del tour mondiale previste nel 2012[31], sebbene in seguito abbiano subito cambiamenti: il 9 gennaio 2012 a Tony Iommi è stato diagnosticatoun linfoma nello stadio iniziale[32] che ha compromesso il normale svolgimento del tour. Infatti sono state cancellate le date europee e al loro posto si esibiscono gli "Ozzy & friends",[33] composti da Zakk Wylde, Rob "Blasko" Nicholson, Gus G., Ozzy Osbourne, Geezer Butler, Adam Wakeman, Tommy Clufetos e Slash.[34] Nel 2013 i Black Sabbath pubblicano 13, il primo album con Ozzy Osbourne alla voce, dai tempi di Never Say Die. Il 15 agosto 2010 si è svolta la prima serata dell'evento legato al film documentario God Bless Ozzy Osbourne (tratto dalla sua celebre frase «God Bless You All» spesso ripetuta al pubblico durante le sue esibizioni dal vivo), che racconta la vita del "principe delle tenebre". Il film, coprodotto dal figlio Jack, ripercorre la carriera di Ozzy e la sua lotta per uscire dalle sue dipendenze dall'alcol e dalle droghe.[35] Dal 24 al 29 agosto il film fu proiettato in più di 400 cinema negli Stati Uniti.

Negli anni successivi si dedica a sporadiche apparizioni dal vivo (tra cui una data da headliner al Download Festival, per la prima volta da solista dopo aver partecipato con i Black Sabbath, e il ritorno di Zakk Wylde nel 2017 per festeggiare i 30 anni di attività insieme a Osbourne) e pubblica la raccolta di successi Memoirs of a Madman. Nel 2018 partecipa al suo ultimo tour internazionale, chiamato No More Tours II (riferimento all'omonimo tour tenuto dal cantante nel 1992), per l'occasione accompagnato da Zakk Wylde. È costretto a cancellare le sue successive apparizioni dal vivo a causa di un'infezione da stafilococco alla mano e, successivamente, a una caduta avvenuta in casa che ha peggiorato i danni dell'infortunio alla spina dorsale risalente a un incidente in quad avvenuto nel 2003.[36]

2020-2023: Ordinary Man, Patient Number 9 e il ritiro dai tour

[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2020 esce il suo undicesimo album di inediti Ordinary Man, a distanza di 10 anni dall'ultimo lavoro in studio. Dall'album, per la volta scritto interamente non solo da Osbourne ma anche dai musicisti di cui si è avvalso nel disco (principalmente il bassista Duff McKagan dei Guns N' Roses, il batterista Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers e il produttore e musicista Andrew Watt, alla prima esperienza discografica con Osbourne), verranno estratti, tra gli altri, i singoli di successo Under the Graveyard e l'omonimo Ordinary Man, quest'ultimo una power ballad in collaborazione con Elton John. All'album hanno partecipato anche Slash, Tom Morello e il rapper Post Malone. Poco dopo la pubblicazione di Ordinary Man, ha dichiarato che sarebbe tornato in studio per incidere un nuovo album sempre in collaborazione con il produttore Andrew Watt. Durante la promozione del disco, tuttavia, al cantante viene diagnosticata la malattia di Parkinson, che lo costringe a ridurre drasticamente gli impegni dal vivo e in studio.[36]

Il 7 settembre 2021 esce, nell'ambito della serie Biography della A&E Networks, un episodio di due ore intitolato The Nine Lives of Ozzy Osbourne, che vede la partecipazione di Ozzy, la moglie Sharon, i figli Kelly e Jack e altri ospiti che ripercorrono, attraverso interviste e filmati di repertorio, la sua vita sino alla sua più recente lotta contro il Parkinson.[37]

Nel giugno 2022 viene pubblicato il singolo Patient Number 9, che anticipa l'omonimo album in studio in uscita nel settembre dello stesso anno. Il disco, anch'esso prodotto da Andrew Watt, vede la partecipazione di numerosi celebri chitarristi che si intercambiano nei 13 brani che lo compongono, ossia Zakk Wylde, Jeff Beck, Tony Iommi, Mike McCready, Eric Clapton e Josh Homme. Prima dell'uscita dell'album, l'8 agosto si esibisce nuovamente, dopo cinque anni dall'ultima volta insieme e dopo quattro anni dalla sua ultima esibizione dal vivo, con Tony Iommi alla cerimonia di chiusura dei Commonwealth Games 2022 a Birmingham, la città di origine dei Black Sabbath. Alla fine dello stesso mese dichiara che, dopo numerosi anni passati a Los Angeles, tornerà a vivere insieme alla sua famiglia nel Regno Unito, a causa dell'aumento della criminalità e delle tasse negli Stati Uniti.[38]

L'8 settembre, alla vigilia dell'uscita del nuovo album, si esibisce insieme a Zakk Wylde al SoFi Stadium durante l'intervallo della partita tra Los Angeles Rams e Buffalo Bills con le canzoni Patient Number 9 e Crazy Train. L'album debutterà direttamente alla seconda posizione delle classifiche di vendita britanniche, diventando il miglior debutto da solista di Ozzy in 42 anni di carriera.[39] Il disco gli vale inoltre quattro nomination ai Grammy Awards 2023: migliore album rock per Patient Number 9, miglior interpretazione metal per Degradation Rules e miglior canzone rock e miglior interpretazione rock per Patient Number 9,[40] trionfando nelle prime due categorie.[41]

Il 1º febbraio 2023 Ozzy annuncia con un comunicato ufficiale che, nonostante le varie operazioni e la sua volontà di esibirsi dal vivo, a causa delle complicanze del suo stato di salute che non gli permettono di viaggiare in maniera intensiva, è costretto a non poter più partecipare a nessun tipo di tour; conseguentemente viene cancellato l'intero tour europeo previsto per la primavera seguente, già rinviato più volte nel corso degli anni sia a causa della pandemia di COVID-19 sia per i motivi di salute dello stesso Osbourne.[42] Il 10 luglio 2023, sempre per problemi di salute, si è visto costretto ad annullare anche la partecipazione al Power Trip Festival in California con Metallica, Iron Maiden, Guns N' Roses, AC/DC e Tool dal 6 all'8 ottobre 2023; al suo posto si sono esibiti i Judas Priest, che del resto dovevano essere la band di apertura del tour europeo annullato.[43]

2024-2025: Ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame da solista e concerto di addio

[modifica | modifica wikitesto]
Ozzy Osbourne al Back to Beginning di Birmingham nel 2025, il suo ultimo concerto

Il 10 febbraio 2024 fu candidato, per la prima volta come solista, per l'introduzione alla Rock and Roll Hall of Fame, dopo esservi già entrato nel 2006 come membro dei Black Sabbath.[44] Vi fu poi introdotto il 19 ottobre dello stesso anno con una cerimonia alla quale presenziò senza esibirsi, lasciando spazio all'esecuzione di Crazy Train, Mama I'm Coming Home e No More Tears da parte di una band formata da Zakk Wylde, Maynard James Keenan, Wolfgang van Halen, Billy Idol, Robert Trujillo, Chad Smith, Jelly Roll, Steve Stevens, Adam Wakeman e Andrew Watt.[45]

Il 5 febbraio 2025 fu annunciato che Osbourne si sarebbe esibito un'ultima volta, dopo 20 anni di assenza dal palcoscenico, con la formazione storica dei Black Sabbath (Tony Iommi, Geezer Butler e Bill Ward) il 5 luglio dello stesso anno a Birmingham. L'evento di celebrazione del suo gruppo storico e della sua carriera come solista fu intitolato Back to the Beginning e vide esibirsi anche Aerosmith, Metallica, Slayer, Pantera, Judas Priest, Anthrax, Gojira, Lamb of God, Halestorm, Alice in Chains, Mastodon, Rival Sons, Tool e Guns N' Roses, più due supergruppi formati da membri di Korn, The Smashing Pumpkins, Limp Bizkit, Disturbed, Rage Against the Machine, Yungblud e altri, che eseguirono brani dei Black Sabbath.[46] Tutti i proventi del concerto furono devoluti in beneficenza.[46] Per i brani da solista, Ozzy è stato affiancato da una formazione composta da Zakk Wylde, Tommy Clufetos, Mike Inez e Adam Wakeman; sia con loro che con gli stessi Sabbath, il frontman ha cantato seduto su un trono.

Il 22 luglio 2025, la famiglia Osbourne rese noto che Ozzy era morto all'età di 76 anni circondato dall'affetto dei suoi cari, nella loro Welder's House di Jordans, nel Buckinghamshire.[47][48][49] Il 5 agosto è stato rivelato che la causa della morte è stata un infarto miocardico.[50] Il cantante morì 17 giorni dopo la sua ultima esibizione dal vivo.[51]

Problemi legali e con le droghe

[modifica | modifica wikitesto]
Ozzy Osbourne nel 1984

Ozzy Osbourne è considerato un'icona del rock and roll anche a causa delle numerose controversie legali e dei problemi con la droga e l'alcol che ha dovuto affrontare durante gli oltre 50 anni di carriera.[17]

Già all'età di 17 anni venne arrestato per aver tentato di rubare da un appartamento un televisore da 24 pollici, venendo incarcerato per sei settimane presso la Winston Green Prison di Birmingham.[17][52][53]

Nel 1972, durante una sessione di registrazione con i Black Sabbath a Bel Air, in California, la polizia irruppe nella casa affittata dal gruppo, trovandovi grandi quantitativi di cocaina e marijuana, dopo essere giunti sul posto dopo che un ubriaco Osbourne aveva accidentalmente attivato un allarme anti intrusione scambiandolo per il pulsante dell'aria condizionata.[54]

Dopo essere stato allontanato dai Black Sabbath nel 1979, si chiuse in un stanza d'hotel per tre mesi, bevendo alcol, drogandosi e fumando «tutto il giorno, ogni giorno».[53] In seguito dichiarò che se Sharon, sua futura moglie, non fosse venuta in suo soccorso e lo avesse convinto a iniziare una nuova carriera, sarebbe morto all'interno di quella stanza.[53]

Nel marzo 1981, Ozzy e Sharon si recarono a Los Angeles per incontrare i dirigenti della CBS, per promuovere il progetto del cantante negli Stati Uniti. Il giorno dell’incontro, Ozzy avrebbe dovuto tenere un breve discorso e Sharon programmò di farlo entrare con tre colombe da liberare come segno di pace. Osbourne, ubriaco e annoiato dalla conferenza, staccò a morsi la testa a due di loro. La coppia venne immediatamente cacciata e l'accordo saltò ma lo scandalo ebbe un ritorno positivo, che aiutò il suo primo album solista ad entrare nelle classifiche statunitensi.[55][52]

Durante il tour di Diary of a Madman, le sue esibizioni divennero note per la connotazione horror, con lanci di resti animali verso il pubblico e con la partecipazione dell'attore John Edward Allen, che inscenava impiccagioni sul palco. Allen, affetto da nanismo, fu soprannominato "Ronnie" da Ozzy come scherno sulla statura di Ronnie James Dio, che lo sostituì nei Black Sabbath.[56] Nel gennaio 1982, durante un'esibizione a Des Moines, Osbourne tranciò con un morso la testa di un pipistrello lanciatogli dal pubblico, convinto fosse di gomma.[52] Il cantante sostenne che fosse vivo, mentre Mark Neal, allora un diciassettenne che si considerò l'autore del gesto, affermò che era morto. Al termine del concerto, Osbourne fu ricoverato per il vaccino antirabbico.[57] L'evento riscosse un tale clamore durante gli anni a venire che nel 2019 lo stesso Osbourne volle commemorarlo rilasciando al pubblico una serie di pipistrelli giocattolo con la testa smontabile.[58] Il 19 febbraio dello stesso anno durante una tappa del tour in Texas, Ozzy, dopo essersi ubriacato nella sua stanza d'albergo, uscì con indosso i vestiti di sua moglie per farsi alcune foto. Sentendo il bisogno di urinare, lo fece contro un muro apparentemente diroccato, ignaro che fosse il cenotafio dedicato ai combattenti dell'Alamo, dove i volontari texani nel 1836 avevano cercato di resistere all'esercito messicano fortificando una piccola missione di costruzione spagnola nei pressi di San Antonio.[59] Sorpreso da un agente e arrestato, la corte gli impose il divieto di soggiornare a San Antonio. Il bando verrà revocato nel 1992, quando tornò a suonarci chiedendo scusa per l'accaduto e dopo aver donato 10.000 $ ai responsabili della manutenzione dell'Alamo.

Nel 1984 venne arrestato nuovamente a Memphis, Tennessee, mentre barcollava ubriaco per le strade della città, nonostante la moglie lo avesse convinto pochi mesi prima ad entrare in una clinica di riabilitazione per liberarsi dei suoi problemi di alcol e droghe.[60]

Nell'agosto 1989 tentò di strangolare la moglie, dopo essersi pesantemente ubriacato bevendo quattro bottiglie di vodka.[27] Venne arrestato dalla polizia con l'accusa di tentato omicidio, ma Sharon fece cadere le accuse e lui entrò nuovamente per sei mesi in una clinica di riabilitazione.[52] Dopo l'accaduto, cominciò lentamente a disintossicarsi dall'alcol e dalle droghe pesanti, e a partire dagli anni 2000 attraversò numerosi e lunghi periodi di sobrietà,[54] anche se non riuscì mai a liberarsi definitivamente dalle sue dipendenze fino ai primi anni 2010.[54]

Accuse di manipolazione e messaggi subliminali

[modifica | modifica wikitesto]
«Nutro un certo interesse nei confronti della Bibbia e ho provato a leggerla in diverse occasioni, ma senza spingermi oltre il punto in cui si narra che Mosè avesse 720 anni... Viene da chiedersi cosa si fumassero a quei tempi.

Il succo del discorso è che non credo in un tizio chiamato Dio, che indossa un vestito bianco e che sta seduto su una nuvoletta vaporosa più di quanto creda in un tizio con un tridente e con due corna chiamato Diavolo; ma credo al giorno e alla notte, al bene e al male, al bianco e al nero.

Se esiste un Dio, è la natura.

Se esiste un Diavolo, è la natura».

— Ozzy Osbourne nella sua autobiografia a proposito delle accuse di satanismo fattegli dai mass-media.[61]

Il cantante è stato spesso contestato per essere una cattiva influenza sui giovani. Nella notte del 31 dicembre 1983, un giovane canadese, James Jollimore, uccise a coltellate una donna e i suoi due figli dopo aver ascoltato Bark at the Moon. L'omicida riferì ad un suo amico di sentirsi strano quando ascoltava la canzone e, nella notte della vigilia di Capodanno, uscì di casa e uccise qualcuno.[62] Il 26 ottobre 1984 John McCollum, un ragazzo statunitense di diciannove anni, venne trovato morto dopo essersi sparato in volto con un colpo di fucile. Al momento del decesso, aveva un walkman e le cuffie nelle orecchie, con dentro una cassetta di Osbourne. Dopo varie indagini, si scoprì che il ragazzo, al momento del gesto, stava ascoltando Suicide Solution, tratto dall'album Blizzard of Ozz[63]. I critici sostennero che fu inserito un messaggio subliminale che recita: «Why Try? Get the Gun! Shoot! Shoot! Shoot!» ("Perché provare? Prendi la pistola! Spara! Spara! Spara!")[63]. Il cantante si è difeso dichiarando che la canzone, avendo come tema principale i problemi causati dall'alcol, intendeva una soluzione liquida che conduce alla morte, non una soluzione con il fine di togliersi la vita. Inoltre dichiarò di averla dedicata a Bon Scott,[64] cantante degli AC/DC, morto soffocato dal suo stesso vomito sotto effetto dell'alcol, nonostante Bob Daisley, autore del testo, dirà che il brano si riferiva proprio ad Ozzy e il suo etilismo.[65] Tuttavia i genitori del ragazzo intentarono una causa contro Osbourne e la CBS, la sua etichetta.

Il 19 dicembre 1986 il giudice John L. Cole mise fine alle accuse nei suoi confronti rigettando il ricorso perché, secondo la legislazione americana, non si può essere perseguiti per una propria opera artistica. In successive dichiarazioni contenute nell'home video Don't Blame Me, Osbourne ammise la presenza di suoni che potevano ricordare una parola simile a "shoot", ma registrate per caso e avulse dal contesto. Inoltre il cantante ha sempre negato di aver pronunciato le parole "get the gun".[63] Nel 1990, Osbourne venne nuovamente portato in tribunale dai genitori di due ragazzi, Michael Waller e Harold Hamilton, che si uccisero rispettivamente nel 1986 e nel 1988 dopo aver ascoltato, presumibilmente, lo stesso brano. La corte assolse ancora una volta il cantante nel 1992.[66]

Alle persone che lo accusarono di inserire messaggi subliminali nei suoi brani, Osbourne disse: «Sarebbe una pessima mossa per me scrivere una canzone che dice 'Prendi una pistola e ucciditi'. Non mi rimarrebbero molti fans».[67] Inoltre, per beffare i suoi detrattori, inserì volontariamente una frase incomprensibile nell'intro di Bloodbath in Paradise dall'album No Rest for the Wicked che, riprodotta al contrario, recita: «your mother sells whelks in Hull"» (tua madre vende buccini a Hull), una parodia della citazione «your mother sucks cocks in Hell» (tua madre succhia cazzi all'Inferno), che compare nella versione in lingua originale de L'esorcista.[68]

Componenti della band

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Formazione di Ozzy Osbourne.
Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Ozzy Osbourne.

Album in studio

[modifica | modifica wikitesto]

Album di cover

[modifica | modifica wikitesto]

Con i Black Sabbath

[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia dei Black Sabbath.

Album in studio

[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti

[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani

[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano delle opere in cui ha recitato, Ozzy Osbourne è stato doppiato da:

Da doppiatore è stato sostituito da

  1. 1 2 (EN) Ozzy Osbourne, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 16 luglio 2022.
  2. (EN) Ozzy Osbourne Stares Down His Demons With a Smile on ‘Ordinary Man’, su Rolling Stone. URL consultato il 16 luglio 2022.
  3. (EN) Ozzy Osbourne in Birmingham - looking back at the Brummie behind the bull, su birminghammail.co.uk.
  4. (EN) Ozzy Osbourne, Black Sabbath frontman and icon of British heavy metal, dies aged 76, in The Guardian, 22 luglio 2025. URL consultato il 22 luglio 2025.
  5. (EN) Andrew Flanagan, Ozzy Osbourne, heavy metal icon, dies at 76, in NPR, 22 luglio 2025. URL consultato il 22 luglio 2025.
  6. (EN) Air ambulance called to Ozzy Osbourne's mansion in hours before Black Sabbath star died, su standard.co.uk. URL consultato il 5 agosto 2025.
  7. Barney Hoskyns, p. 10.
  8. (EN) ROCK ICON OZZY OSBOURNE DESIGNS LIMITED-EDITION T-SHIRT IN HARD ROCK'S LATEST SIGNATURE SERIES, su hardrock.com, 28 luglio 2006. URL consultato il 22 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2009).
  9. Garry Bushell, p. 12
  10. (EN) Hit Parader's Top 100 Metal Vocalists of All Time, su hearya.com, 4 dicembre 2006. URL consultato il 4 gennaio 2023 (archiviato dall'url originale il 13 luglio 2008).
  11. (EN) David Von Bader, Ozzy Osbourne, the Prince of Darkness, on His Nickname: "It's Better Than Being Called an Asshole", su browardpalmbeach.com. URL consultato il 2 novembre 2021.
  12. (EN) Ozzy Osbourne Backs Out Of Retirement, su alternativenation.net. URL consultato l'8 luglio 2025.
  13. 1 2 3 4 5 6 (EN) Ozzy Osbourne: the Godfather of Metal, su nyrock.com. URL consultato il 22 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2013).
  14. Barney Hoskyns, p. 4
  15. (EN) Ozzy Biography, su veinotte.com. URL consultato il 22 maggio 2010.
  16. (EN) Ozzy Osbourne, su xtrememusician.com. URL consultato il 22 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 9 luglio 2008).
  17. 1 2 3 (EN) The 2005 Complete Ozzy Osbourne Biography, su ozzy.net. URL consultato il 22 maggio 2010.
  18. (EN) Ozzy Osbourne, su hollywood.com. URL consultato il 22 maggio 2010 (archiviato dall'url originale l'11 aprile 2013).
  19. 1 2 (EN) Peta Burn, 'Greatest metal guitarist' tells all, su cnn.com, 27 aprile 2004. URL consultato il 22 maggio 2010.
  20. Ozzy Osbourne, ‘Under the Graveyard’ racconta la storia di come la moglie Sharon l’ha salvato, su rollingstone.it. URL consultato il 23 novembre 2022.
  21. (EN) Diary of an Axeman, su randy-rhoads.com. URL consultato il 22 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2009).
  22. 1 2 (EN) Lynch, George Bio, su thegauntlet.com. URL consultato il 22 maggio 2010.
  23. Rudy Sarzo, Off the Rails: Aboard the Crazy Train in the Blizzard of Ozz, TooSmart! Publishing, 2008
  24. Ozzy Osbourne – “Randy Rhoads avrebbe voluto continuare a fare musica con lui” parola di Kelle Rhoads, su archive.loudandproud.it. URL consultato il 14 dicembre 2025.
  25. (EN) Michael Schenker, su bill-lewington.co.uk. URL consultato il 22 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2008).
  26. (EN) BulletBoys bio, su musicmight.com. URL consultato il 22 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 28 gennaio 2010).
  27. 1 2 3 (EN) 'Eminem sings about killing his wife. My husband actually tried to do it', su guardian.co.uk, 25 maggio 2001. URL consultato il 22 maggio 2010.
  28. Lifting e plastica al naso per Ozzy Osbourne, su rockol.it, 11 aprile 2005. URL consultato il 28 maggio 2010.
  29. (EN) Ozzy Osbourne's 'Black Rain': First Album Recorded Sober, su ultimate-guitar.com, 13 aprile 2007. URL consultato il 22 maggio 2010.
  30. 1 2 È ufficiale: i Black Sabbath tornano insieme per un tour nel 2012 - America 24, su america24.com.
  31. BBC Radio 1, Black Sabbath reform to play Download rock festival, su bbc.co.uk. URL consultato l'11 novembre 2011.
  32. Black Sabbath guitarist Tony Iommi fighting cancer, in The Telegraph, 9 gennaio 2012. URL consultato il 9 gennaio 2012.
  33. OZZY & Friends prendono il posto di BLACK SABBATH al GODS of METAL 2012 - Rockon.it, su rockon.it.
  34. Ozzy & Friends svelati setlist, cambi palco, chitarristi ospiti - Musica Metal, su musicametal.blogosfere.it. URL consultato il 27 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale il 28 ottobre 2012).
  35. (EN) Jack Osbourne on ‘God Bless Ozzy’ Documentary: ‘This Was About More Who He Is As a Person’, su Billboard. URL consultato il 23 luglio 2025.
  36. 1 2 Ozzy: «Mi rifiuto di morire», su Rolling Stone Italia. URL consultato il 20 settembre 2022.
  37. (EN) Biography: The Nine Lives of Ozzy Osbourne’ Premieres September 7th on A&E, su Ozzy.com. URL consultato il 22 luglio 2025.
  38. Ozzy Osbourne: torno a vivere in Inghilterra, su metalitalia.com. URL consultato il 29 agosto 2022.
  39. (EN) OZZY OSBOURNE's 'Patient Number 9' Is His Highest-Charting Solo Album In U.K., su Blabbermouth.net, 19 settembre 2022. URL consultato il 21 settembre 2022.
  40. Grammy Awards 2023: le nomination nelle categorie rock e metal, su Metalitalia.com. URL consultato il 16 novembre 2022.
  41. (EN) OZZY OSBOURNE wins Best Metal Performance GRAMMY for "Degradation Rules", su Revolver Magazine. URL consultato il 6 febbraio 2023.
  42. Davide Sciaky, Ozzy Osbourne: il tour europeo è ufficialmente cancellato, "Non sono fisicamente in grado di andare in tour, sono distrutto", su truemetal.it, 1º febbraio 2023. URL consultato il 1º febbraio 2023.
  43. OZZY OSBOURNE: Sharon conferma che suonerà al festival con AC/DC, METALLICA, IRON MAIDEN, GUNS N’ROSES e TOOL, su Metalitalia.com. URL consultato il 19 aprile 2023.
  44. OZZY OSBOURNE: nominato per la Rock And Roll Hall Of Fame 2024, su metalitalia.com, 10 febbraio 2024. URL consultato il 10 febbraio 2024.
  45. OZZY OSBOURNE: video dalla cerimonia per l’ingresso nella Rock And Roll Hall of Fame, su metalitalia.com. URL consultato il 5 febbraio 2025.
  46. 1 2 (EN) BLACK SABBATH to reunite for massive show with METALLICA, SLAYER, PANTERA and more, su revolvermag.com. URL consultato il 5 febbraio 2025.
  47. (EN) Gemma Peplow, Ozzy Osbourne dies just weeks after farewell show, in Sky News, 22 luglio 2025. URL consultato il 22 luglio 2025.
  48. (EN) Ozzy Osbourne has died at the age of 76, in ITV, 22 luglio 2025. URL consultato il 22 luglio 2025.
  49. (EN) Tina Campbell, Air ambulance called to Ozzy's mansion in hours before music icon died, su standard.co.uk, 23 luglio 2025. URL consultato il 24 luglio 2025.
  50. E' stato 'un infarto acuto' a uccidere Ozzy Osbourne, su ansa.it, 5 agosto 2025. URL consultato il 5 agosto 2025.
  51. Ozzy Osbourne: “Stare seduto per il concerto d’addio è stato una tortura, avrei voluto correre sul palco!”, su truemetal.it, 8 ottobre 2025. URL consultato il 3 novembre 2025.
  52. 1 2 3 4 (EN) Ozzy Osbourne’s Controversies Through the Years: A Timeline, su billboard.com. URL consultato il 23 luglio 2025.
  53. 1 2 3 (EN) Ozzy Osbourne: 'I was bad for a long time', su The Daily Telegraph. URL consultato il 22 luglio 2025.
  54. 1 2 3 (EN) OZZY OSBOURNE Talks 'Scream', Getting Sober And Why Lady Gaga Is So Great, su roadrunnerrecords.com. URL consultato il 23 luglio 2025.
  55. (EN) When Ozzy Osbourne Bit Off the Heads of Two Doves, su ultimateclassicrock.com. URL consultato l'8 dicembre 2025.
  56. Ozzy Osbourne: tutte le follie fatte in tour dal Principe delle Tenebre, su virginradio.it. URL consultato il 9 dicembre 2025.
  57. (EN) A big chunk of Ozzy Osbourne's legacy? Biting the head off a bat in Middle America, su eu.usatoday.com. URL consultato il 9 dicembre 2025.
  58. (EN) Ozzy's plush toy bat with detachable head marks 37 years since infamous incident, su ctvnews.ca. URL consultato il 23 luglio 2025 (archiviato dall'url originale il 2 agosto 2021).
  59. (EN) Highs and lows of superstar Ozzy, su news.bbc.co.uk, 23 novembre 2004. URL consultato il 22 maggio 2010.
  60. (EN) Ozzy was arrested, su thesmokinggun.com. URL consultato il 22 maggio 2010.
  61. Ozzy Osbourne e Chris Ayres, Io sono Ozzy, in Arcana Edizioni Srl, marzo 2010, p. 295.
  62. Joel McIver, Sabbath Bloody Sabbath, Omnibus Press, 2014
  63. 1 2 3 (EN) The Madness, su veinotte.com. URL consultato il 22 maggio 2010.
  64. Don't Blame Me documentario, 1991, diretto da Jeb Brien
  65. Bob Daisley: Ozzy Lied That He Wrote 'Suicide Solution' About Bon Scott. I Wrote It, And It's About Ozzy, su ultimate-guitar.com, 8 marzo 2018. URL consultato il 14 ottobre 2025.
  66. Supreme Court nixes Ozzy suits, su variety.com, 15 ottobre 1992. URL consultato il 4 settembre 2025.
  67. Ozzy Osbourne: “I’m clean and sober but I’m far from f***ing sane!”, su mojo4music.com, 22 luglio 2025. URL consultato il 15 agosto 2025.
  68. 10 Popular Songs That Hide Creepy Hidden Messages, su whatculture.com, 24 luglio 2022. URL consultato il 14 settembre 2025.
  69. (EN) WWE Hall of Fame Class of 2021 immortalized forever, su wwe.com, 6 aprile 2021. URL consultato il 22 gennaio 2022.

Testi monografici

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN) 84207881 · ISNI (EN) 0000 0003 6859 9630 · SBN UBOV754257 · Europeana agent/base/60865 · LCCN (EN) n86108084 · GND (DE) 119500124 · BNE (ES) XX1154636 (data) · BNF (FR) cb13898129r (data) · J9U (EN, HE) 987011426135905171 · NSK (HR) 000235379 · NDL (EN, JA) 01121880 · CONOR.SI (SL) 12480099