Black Sabbath (album)

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Black Sabbath
Artista Black Sabbath
Tipo album Studio
Pubblicazione 13 febbraio 1970 Regno Unito
1º giugno 1970 Stati Uniti
Durata 42:57
Dischi 1
Tracce 8
Genere[1] Heavy metal
Hard rock
Proto doom
Etichetta Vertigo Regno Unito
Warner Bros. Stati Uniti
Produttore Rodger Bain
Registrazione 20 luglio 1969 – 8 gennaio 1970
Note Registrato nei Regent Sound Studios di Londra
Certificazioni
Dischi di platino Regno Unito Regno Unito
(vendite: 300 000)
Stati Uniti Stati Uniti[2]
(vendite: 1 000 000)
Black Sabbath - cronologia
Album precedente
Album successivo
(1970)

Black Sabbath è il primo album del gruppo musicale omonimo, pubblicato in Inghilterra il 13 febbraio del 1970. L'album ha venduto oltre 2 300 000 di copie in tutto il mondo.[senza fonte]

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

La stessa angolatura dell'immagine dell'album che riprende il mulino ad acqua Mapledurham Watermill, situato sul fiume Tamigi a Mapledurham, nella contea inglese di Oxfordshire.

Il suono presente in questo disco è una miscela di psichedelia oscura e heavy metal che avrà una forte influenza nella genesi di numerose band venute dopo. I ritmi lenti e inquietanti e l'atmosfera da film horror saranno elementi che influenzeranno molto altri generi, su tutti il doom metal, e migliaia di band metal dichiareranno di essere state ispirate dai Black Sabbath per la loro musica. Forse proprio i concetti extra-musicali quali la fascinazione per l'oscurità e il mistero hanno attirato dure critiche al gruppo, che in seguito cambierà i propri interessi per dedicarsi ad altre tematiche. Ancora oggi il loro esordio, nonostante qualche immaturità caratteriale e stilistica, resta un classico nel panorama musicale internazionale, un disco seminale che ha aperto nuove strade creando un suono inconfondibile. Circa la canzone Black Sabbath da notare l'esecuzione nel riff principale del primo brano, uno dei più noti dei Black Sabbath, di note separate da un intervallo di tritono, considerato nel medioevo di stampo satanico. Dall'album vennero estratti due singoli: Evil Woman e Wicked World.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Black Sabbath (Iommi, Ward, Butler, Osbourne) - 6:19
  2. The Wizard (Iommi, Ward, Butler, Osbourne) - 4:24
  3. Behind the Wall of Sleep (Iommi, Ward, Butler, Osbourne) - 3:39
  4. N.I.B. (Iommi, Ward, Butler, Osbourne) - 6:06
  5. Evil Woman (Wiegland, Wiegland, Waggoner) - 3:27
  6. Sleeping Village (Iommi, Ward, Butler, Osbourne) - 3:48
  7. Warning (Dunbar, Moreshed, Dmochowski, Hickling) - 10:31
  8. Wicked World (Iommi, Ward, Butler, Osbourne) - 4:45

Versione pubblicata nel Regno Unito[modifica | modifica wikitesto]

Lato A[modifica | modifica wikitesto]

  1. Black Sabbath (Iommi, Ward, Butler, Osbourne) - 6:20
  2. The Wizard (Iommi, Ward, Butler, Osbourne) - 4:22
  3. Behind the Wall of Sleep (Iommi, Ward, Butler, Osbourne) - 3:38
  4. N.I.B. (Iommi, Ward, Butler, Osbourne) - 6:06

Lato B[modifica | modifica wikitesto]

  1. Evil Woman, Don't Play Your Games With Me (Wiegland, Wiegland, Waggoner) - 3:25
  2. Sleeping Village (Iommi, Ward, Butler, Osbourne) - 3:46
  3. Warning (Dunbar, Moreshed, Dmochowski, Hickling) - 10:34
Il mulino Mapledurham.

Versione pubblicata negli USA[modifica | modifica wikitesto]

Lato A[modifica | modifica wikitesto]

  1. Black Sabbath (Iommi, Ward, Butler, Osbourne) - 6:20
  2. The Wizard (Iommi, Ward, Butler, Osbourne) - 4:22
  3. Wasp / Behind the Wall of Sleep / Bassically / N.I.B. (Iommi, Ward, Butler, Osbourne) - 9:44

Lato B[modifica | modifica wikitesto]

  1. Wicked World (Iommi, Ward, Butler, Osbourne) - 4:30
  2. A Bit Of Finger/Sleeping Village/Warning (Iommi, Ward, Butler, Osbourne/Dunbar, Moreshed, Dmochowski, Hickling) - 14:32

I brani[modifica | modifica wikitesto]

Black Sabbath[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Black Sabbath (brano musicale).

Black Sabbath (in italiano: Sabba nero) apre l'album in modo abbastanza sinistro, al suono di una campana in lontananza e al rumore della pioggia, facendo presagire quale sarà l'atmosfera da qui in avanti. Infatti le chitarre e la batteria danno vita prima a un'esplosione sonora per poi arrivare a un ritmo estremamente lento, sul quale Ozzy Osbourne declama con la sua particolare voce, quasi un miagolio, parole che raccontano rituali misteriosi di cui è testimone un malcapitato di passaggio.

The Wizard[modifica | modifica wikitesto]

The Wizard (in italiano: Il Mago) è caratterizzata da alcune sonorità prossime alla musica blues scaturite dall'armonica a bocca (suonata da Ozzy Osbourne), nonché da alcuni riff tipici del sound classico dei Black Sabbath.

Wasp/Behind the Wall of Sleep[modifica | modifica wikitesto]

I Black Sabbath prendono spunto per la composizione della canzone da un racconto di Howard Phillips Lovecraft. È un mid-tempo in cui si mettono in evidenza soprattutto il chitarrista Tony Iommi e il batterista Bill Ward. Il brano risente di alcuni brani pubblicati dai Led Zeppelin in quegli anni.

Bassically/N.I.B.[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: N.I.B..

Questa canzone, che è tra le più note dei Black Sabbath, è stata una delle prime ad attirare l'attenzione del pubblico sul gruppo che fu accusato di satanismo proprio per il testo del brano. L'intro è caratterizzato da un giro di basso con utilizzo di wah wah di Butler.

Evil Woman[modifica | modifica wikitesto]

Evil Woman (in italiano Donna malvagia), è una reinterpretazione di un brano interpretato da un gruppo dell'epoca in cui venne pubblicato l'album, i Crow. Venne scelta come singolo d'esordio, ma non ebbe l'effetto di attirare l'attenzione sia sul gruppo che sull'album.

A Bit of Finger/Sleeping Village[modifica | modifica wikitesto]

Questo brano è caratterizzato da sonorità acustiche nelle quali è presente anche uno scacciapensieri. Quest'ultimo strumento sembra ricreare l'atmosfera tipica di un villaggio che dorme durante un assolato pomeriggio d'estate.

Warning[modifica | modifica wikitesto]

Cover degli "Aynsley Dunbar Retaliation" (band dell'omonimo batterista), in questo brano in gran parte strumentale, Iommi, Ward e Butler si cimentano in improvvisazioni tipiche di quegli anni, con repentini cambi di tempo, armonie influenzate dal jazz e dal blues, mettendo in evidenza la loro abilità.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Rolling Stone[3] Negativo
The Village Voice[4] E

Al momento della sua pubblicazione, Black Sabbath ricevette principalmente critiche negative[5][6]. Lester Bangs, in una delle sue recensioni più note, pubblicata sulla rivista Rolling Stone, stroncò l'intero disco poiché «nonostante dei titoli tenebrosi e qualche testo vuoto che ricorda un omaggio malfatto dei Vanilla Fudge ad Aleister Crowley, l'album non ha nulla a che vedere con lo spiritismo, l'occulto e qualsiasi altra cosa, eccetto delle legnose litanie dei cliché dei Cream» e definì infine la band «proprio come i Cream! Ma peggio»[3][N 1]. Robert Christgau, di The Village Voice, inizialmente bollò l'album come «bullshit necromancy»[4] e poi lo descrisse come «il peggio della controcultura su un piatto di plastica» a causa degli «assoli troppo lunghi e i tempi di reazione compromessi dalla droga»[7].

Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic[1] 4.5/5 stelle
OndaRock[8] 8/10
Piero Scaruffi[9] 6/10
Rolling Stone[10][11] 5/5 stelle

Le recensione retrospettive di Black Sabbath furono invece generalmente positive. Steve Huey su AllMusic descrisse l'album come rivoluzionario per aver segnato la «nascita dell'heavy metal così come lo conosciamo», nonché il primo tra gli album pioneri del genere le cui sonorità fossero «immediatamente riconducibili al metal anche dopo decenni di evoluzione del genere»[1] e lo lodò per quanto «le lente e oscure chitarre rock» fossero capaci di far giungere l'ascoltatore a un «confuso, alterato stato di coscienza»[12]. Nel 2004 la rivista Rolling Stone ha lodato la produzione di Rodger Bain[10][11] e ha successivamente inserito l'album nella lista 10 Classic Albums Rolling Stone Originally Panned[11].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Personale tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Esplicative[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nella sua autobiografia, Ozzy Osbourne disse di Bangs: «L'ultima riga era qualcosa del tipo "Sono proprio come i Cream, ma peggio", e non riuscii a capirla, perché ritenevo che i Cream fossero una delle migliori band al mondo... Ho sentito molta gente sostenere che fosse un genio con le parole, ma a mio avviso era solo l'ennesimo coglione pretenzionso.»

Bibliografiche[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Steve Huey, Black Sabbath, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 2 giugno 2017.
  2. ^ (EN) Gold & Platinum, RIAA. URL consultato il 7 settembre 2015.
  3. ^ a b (EN) Lester Bangs, Black Sabbath, in Rolling Stones, 17 settembre 1970. URL consultato il 1º giugno 2017.
    «The whole album is a shuck — despite the murky songtitles and some inane lyrics that sound like Vanilla Fudge paying doggerel tribute to Aleister Crowley, the album has nothing to do with spiritualism, the occult, or anything much except stiff recitations of Cream clichés [...] Just like Cream! But worse.».
  4. ^ a b (EN) Robert Christgau, Consumer Guide, in The Village Voice, 19 novembre 1970. URL consultato il 1º giugno 2017.
    «Bullshit necromancy? Yes, bullshit necromancy. E».
  5. ^ (EN) Joel McIver, Sabbath Bloody Sabbath, Music Sales Group, 2009, p. 119, ISBN 9780857120281.
  6. ^ Dan Ozzi, Che senso hanno le recensioni musicali nel 2016?, su Noisey, 2 marzo 2017. URL consultato il 31 maggio 2017.
  7. ^ (EN) Robert Christgau, Consumer Guide Reviews, robertchristgau.com. URL consultato il 1º giugno 2017.
    «The worst of the counterculture on a plastic platter--bullshit necromancy, drug-impaired reaction time, long solos, everything.».
  8. ^ Tommaso Franci, Black Sabbath, su OndaRock. URL consultato il 4 giugno 2016.
  9. ^ Piero Scaruffi, The History of Rock Music. Black Sabbath: biography, discography, reviews, links, scaruffi.com. URL consultato il 4 giugno 2017.
  10. ^ a b Nathan Brackett e Christian David Hoard, The New Rolling Stone Album Guide, 4ª ed., New York, Simon & Schuster, 2004, ISBN 978-0-74320-169-8.
  11. ^ a b c (EN) Andy Greene, 10 Classic Albums Rolling Stone Originally Panned, in Rolling Stone, 25 luglio 2016. URL consultato il 4 giugno 2017.
  12. ^ (EN) Steve Huey, Black Sabbath [Deluxe Edition], su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 2 giugno 2016.
  13. ^ Posizione dell'album sul sito di Rolling Stone. Il numero riportato vicino al titolo indica la posizione nella lista