Vodka

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Vodka
Заповидна.JPG
Una bottiglia di vodka prodotta in Ucraina
Origini
Luoghi d'origineRussia Russia
Polonia Polonia
Dettagli
Categoriabevanda
 

La vodka (in russo: водка?, traslitterato: vodka; in polacco wódka) è una bevanda originaria della Russia.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Mendeleev -Issledovanie vodnyh rastvorov po udel'nomu vesu- 1887

Tralasciando le sostanze aromatiche responsabili dei tipici sapori e aromi di questa bevanda, la vodka è composta principalmente da acqua e alcool (etanolo) presente tra il 37,5% e il 60% in volume. Nella classica vodka russa il tasso di alcool presente deve essere di circa il 40%, valore attribuito, secondo alcuni autori, dal famoso chimico russo Dmitrij Ivanovič Mendeleev nella sua opera "Issledovanie vodnyh rastvorov po udel'nomu vesu" ("Studio delle soluzioni acquose per peso specifico"), del 1887. La vodka viene utilizzata come base di molti cocktail popolari, come il Bloody Mary, il Sex on the Beach, il Bullshot e il Vodka Martini (noto anche come Vodkamartini o Vodkatini).

Esistono anche bevande a base di vodka, tipicamente di gradazione alcolica notevolmente inferiore, prodotte con aromi di frutta (per esempio limone, pesca o melone), che vanno però ascritte tra i liquori, in quanto dolci.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Trae le sue origini nell'Est Europa, dove si contendono la paternità del nome e della produzione, la Polonia e la Russia. La parola vodka è, in varie lingue slave, diminutivo dei termini corrispondenti all'italiano acqua, ad esempio in russo вода (voda), o in polacco woda, in analogia con l'italiano acquavite che, similmente, designa una bevanda che ha l'aspetto limpido e trasparente dell'acqua (in molte lingue slave l'aggiunta di ka alla fine di una parola o al posto dell'ultima lettera dà un significato vezzeggiativo/diminutivo a quella parola, come l'italiano -ina/-etta). La parola appare come traccia scritta, per la prima volta in Polonia nel 1405 in un registro di Sandomierz (all'epoca sede del Governo dell'omonimo voivodato). Probabilmente si è voluto indicare con il nome di acquetta (con ironico eufemismo) un distillato leggero e pulito nel gusto, ma non certo nel grado alcolico, perché, come già accennato, alcune qualità di Vodka superano agevolmente anche il 50% di alcol; è da notare infatti che la vodka viene chiamata, nelle località dove si presume sia nata, con parole la cui radice significa "bruciare", per esempio in polacco: gorzałka.

Nel 1520, nella sola Danzica in Polonia operavano già una sessantina di distillerie ufficiali, senza contare quelle clandestine. In Russia, nel 1649, lo Zar Alessio promulgò un codice imperiale per la produzione della vodka; e all'inizio del XVIII secolo i nobili proprietari terrieri avevano l'autorizzazione per detenere un alambicco per piccole produzioni di consumo privato. Qui il termine vodka (con significato moderno) venne scritto in un documento ufficiale risalente al regno dell'imperatrice Caterina II; il decreto, datato 8 giugno 1751, regolava la proprietà di alcune distillerie di vodka. Un'altra possibile origine del termine può essere trovata nelle cronache di Novgorod, dell'anno 1533, dove il termine "vodka" è stato utilizzato nel contesto di tinture alcoliche.

La vodka fu diffusa in Europa da Napoleone. Egli ebbe modo di conoscere il distillato durante la campagna di Russia nel 1812, cui fece seguito la disastrosa ritirata. Per scaldare le sue truppe, rimaste senza alcolici e cibo a causa dell'eccessivo allungamento della catena degli approvvigionamenti, razziò ingenti quantità di vodka quale rimedio all'attacco del nemico più temibile: il freddo del Generale Inverno.

La vera diffusione della vodka in Europa arrivò dopo la Rivoluzione Russa nel 1917, con la presa del potere da parte dei bolscevichi guidati da Lenin. Parecchi esuli russi, appartenenti alla nobiltà proprietaria dei segreti della distillazione, emigrarono in Francia per salvarsi dalle epurazioni di massa volute dal regime comunista. Il più noto fra gli esuli è sicuramente Piotr Smirnoff che si vide confiscato lo stabilimento, fondato nel 1860. Emigrò in Turchia per sfuggire alla caccia mortale, e poi in Polonia, dove aprì una distilleria, per decidere poi nel 1925 di stabilirsi definitivamente a Parigi, dove cambiò il nome in Pierre. Vicende analoghe sono quella di Romanoff e quella del conte Keglevich che trovò rifugio a Trieste. Altra situazione simile visse il principe Nikolai Alexandrovich, titolare di Eristoff, la cui distilleria fu aperta nel 1806.

Oggi soprattutto in Russia ma anche in Polonia sono migliaia le distillerie che producono questa bevanda. Si produce un'ottima vodka anche in quasi tutti i paesi del Nord Europa, i quali ne sono anche ottimi consumatori, con tradizioni che si tramandano da secoli. Nell'Europa Occidentale e nel Nord America la diffusione su larga scala ha invece una storia più recente. Essa raramente veniva bevuta al di fuori dell'Europa orientale prima del 1950 ma la sua popolarità fu estesa anche al Nuovo Mondo in seguito al dopoguerra francese. Nel 1975, negli Stati Uniti d'America, sorpassò le vendite del bourbon whiskey, fino ad allora il liquore più bevuto dalla popolazione americana. Anche se la vodka non appartiene alla cultura italiana, in questi ultimi anni è aumentata nel paese sia la produzione che il consumo della bevanda. Si può quindi ormai definire la vodka una bevanda conosciuta e prodotta su scala mondiale.

Storie e leggende[modifica | modifica wikitesto]

Narra una leggenda russa, che i cavalieri cosacchi durante un attacco, si trovarono di fronte ad un lago che ne ostacolava il passaggio. Il rapido dileguarsi del nemico impediva la perdita di tempo nella costruzione di un pontone. Il pop che accompagnava il reggimento cosacco, benedisse allora l'acqua del lago trasformandola in vodka così che cavalli e cavalieri poterono berla e passare dall'altra sponda.

Un luogo comune molto diffuso è quello di attribuire alla vodka una aura di purezza, come se fosse il più puro degli alcolici, dovuta presumibilmente al suo aspetto limpido e cristallino.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

I Paesi del mondo della vodka belt (in italiano: "fascia della vodka".

«Per avere più soldati abbiamo bisogno di più soldi. Dove possiamo prendere questi soldi? Ritengo necessario aumentare la produzione di vodka.»

(Lettera da Stalin a Molotov del 1º settembre 1930[1])

La vodka può essere ottenuta da differenti materie prime ricche di zucchero o amido, come cereali (orzo, segale e grano) e patate. I cereali, come nella produzione della birra, devono essere maltati per scindere l'amido in monosaccaridi fermentiscibili. Ciò avviene grazie all'azione delle amilasi, le quali scinderanno anche gli zuccheri di altri vegetali presenti.

Una volta separata la parte solida si procede con la fermentazione ottenendo un liquido simile alla birra. Dopo un breve periodo di riposo si procede con la distillazione. Il livello di etanolo deve raggiungere il 96% di alcol in volume e per questo la distillazione continua con alambicco a colonne, munito di almeno 46 piatti, è quella più praticata. Qualora lo stile di Vodka desiderato dovesse essere leggero e neutrale si utilizzano alambicchi che possono avere fino a 5 colonne.

Esistono però alcuni produttori di piccole dimensioni che utilizzano la distillazione discontinua, usando alambicchi sia a colonna che pot-still. La prima distillazione ha lo scopo di separare etanolo e congeneri dal liquido alcolico, mentre la seconda permette di separare testa, cuore e coda.

Infine si può procedere ad una filtrazione con carbone attivo per eliminare sentori sgraditi: questo trattamento restituisce un prodotto più neutro. È comunque preferibile effettuare una distillazione più accurata per mantenere aromi caratteristici piuttosto che eseguire una successiva filtrazione. Il distillato viene quindi opportunamente allungato con acqua distillata o molto povera di elementi (sorgiva). La presenza di elementi disciolti nell’acqua utilizzata potrebbe portare infatti alla velatura ed opalescenza del prodotto finale.

Al di là del contenuto alcolico, la produzione di vodka può essere distinta in due grandi categorie: la vodka pura e quella aromatizzata.

La vodka pura può essere completamente neutrale, ossia priva di odori e sapori (mediante sostanziose distillazioni e filtrazioni). Altre vodka mantengono, anche se non è facile carpirli, aromi tipici derivati dalle materie prime; ad esempio il grano conferisce sentori vinosi e di anice, la segale apporta note di scorza e spezie; mentre le patate donano struttura e una sensazione più morbida al palato.

Le Vodka aromatizzate sono molto diffuse, ad oggi esistono molti tipi di aromi, i più diffusi sono quelli di frutta. Questi aromi si possono aggiungere con la macerazione, distillazione o percolazione; è consentito l'uso anche di aromi naturali. Solitamente sono due gli stili degli aromi: tradizionali (come le spezie, che si rifanno alle ricette più antiche) e moderni, con frutta esotica.

Alcune ricette tradizionali sono la Zubrówka, aromatizzata con l'erba del Bisonte; la Vodka al miele, alle ciliegie e alle spezie.

Per avvicinarsi poi al mondo dei giovani, aromi più semplici e immediati sono stati addizionati nelle Vodka moderne: vaniglia, caramello, pepe, pesca e altri frutti[2].

Come si serve[modifica | modifica wikitesto]

Due shot di vodka con limone

La vodka è un distillato che va bevuto liscio e freddo (ma non ghiacciato) per assaporarla meglio in tutta la sua pienezza, secondo la tradizione dei Paesi d'origine. Va servita nel classico bicchiere da vodka russo che non è a forma di provetta, come si usa in Occidente, ma è un piccolo calice a pareti svasate, tale da consentire di bere il distillato non tutto di un fiato, ma in modo da dare la possibilità di assumerne insieme piccoli snack, vivande o un sorso d'acqua. È ottima anche nella preparazione di primi piatti italiani, come anche per cocktail e long drink. Riesce sempre ad unirsi al meglio con gli altri ingredienti senza mai prevalere, donando, alla bevuta, una piacevole armonia di gusto.

Essa può essere servita con la decorazione di una fettina di agrumi, od oliva, o ciliegina rossa. La tradizione slava preferisce l'accompagnamento con antipasti salati e verdure marinate, in particolare cetriolini: la vodka gioca infatti un ruolo da protagonista nel tipico buffet russo denominato zakuska.

Cocktail a base di vodka[modifica | modifica wikitesto]

Uso in cucina[modifica | modifica wikitesto]

La vodka può essere utilizzata anche in cucina, dove è impiegata per migliorare varie ricette o come ingrediente-chiave. Ad esempio, l'uso della vodka rende più friabili le croste delle torte, e può essere impiegata per la preparazione di piatti a base di pesce, cheesecake o amari.

L'uso della vodka, combinata alla pasta e alla panna è divenuto popolare a cavallo tra gli anni 1970 e gli anni 1980: l'attore Ugo Tognazzi inventò la ricetta delle penne all'infuriata (una specie di arrabbiata con l'aggiunta di vodka, meglio se aromatizzata al peperoncino), mentre le penne alla vodka (a base di pasta, pomodoro, panna e vodka, con eventuale aggiunta di cipolle e pancetta) diventarono una vera icona della cucina alla moda dell'epoca; altro piatto famoso furono le penne alla moscovita, a base di pasta, salmone affumicato, caviale, panna e vodka.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Oleg Klevniuk e altri, Stalin letters to Molotov, Yale University Press, 1996
  2. ^ Distilling Knowledge - A professional guide to spirits and Liqueurs, WSET, p. 58.
  3. ^ Long Island Ice Tea, su ricette.doctissimo.it. URL consultato il 30 gennaio 2016.
  4. ^ Screwdriver - Cocktail Mania, su Cocktail Mania. URL consultato il 30 gennaio 2016.

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