Amaro (bevanda)

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Bottiglie di amari

Un amaro, o bitter, è una bevanda spiritosa dal gusto prevalentemente amaro, ottenuta da varie droghe vegetali, e usata, per le sue proprietà eupeptiche, come aperitivo o anche, se più ricca di alcol, come digestivo.[1][2].

Legislazione europea[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Unione europea, gli amari sono definiti nel Regolamento CE N° 110/2008 come "bevande spiritose di gusto amaro" o "bitter".[3]

Devono essere ottenuti mediante aromatizzazione di alcol etilico di origine agricola con sostanze aromatizzanti naturali e/o identiche a quelle naturali; il titolo alcolometrico volumico minimo degli amari è di 15 % vol.[3]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Lo scrittore e giornalista Paolo Monelli definisce l'amaro come «vermut senza vino». Infatti mentre il vermouth è vino aromatizzato, l'amaro è una bevanda spiritosa aromatizzata, impreziosita dalla componente vegetale e dalle erbe medicinali. Le due fasi fondamentali per la preparazione dell'amaro, sono quelle dell'infusione e della distillazione. Le erbe e le radici infuse subiscono un certo dosaggio e vengono mescolate, quindi macinate, polverizzate, immerse in una soluzione idroalcolica e lasciate macerare per un periodo lungo vari mesi. Il preparato viene infine fatto decantare per acquistare limpidezza e quindi unito al liquido proveniente dalla distillazione, pronto a fare un percorso di preparazione in comune.[4]

Rientrano nella categoria degli amari alcuni distillati alle erbe come gli amari centerbe. Tra le marche più prestigiose di amari conosciuti e bevuti in tutti e cinque i continenti sono da annoverare: il Petrus Boonekamp dai Paesi Bassi, lo Jägermeister dalla Germania, l'Unicum dall'Ungheria, e dall'Italia in modo particolare due storici prodotti come il Fernet Branca e il Liquore Strega, oltre ai concomitanti e più esportati nazionali, ossia gli amari Ramazzotti, Averna, Amaro dell'Etna, Vecchio Amaro del Capo, Amaro Amara e Amaro Nostrum, provenienti dal sud Italia e dalle isole.

Non si deve confondere l'amaro con l'amaretto né, in generale, con un aperitivo o un digestivo dal gusto amarognolo a meno che la bevanda alcolica specifica sia anche un amaro dal punto di vista legale (vedi nota).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Cucina Italiana - Gli amari, su lacucinaitaliana.it. URL consultato il 23 aprile 2018 (archiviato dall'url originale il 26 marzo 2014).
  2. ^ Amaro in Vocabolario, su treccani.it. URL consultato il 23 aprile 2018.
  3. ^ a b Regolamento CE N° 110/2008, su europa.eu. URL consultato il 23 aprile 2018.
  4. ^ "SAPER BERE. Dal barbera al whisky.", di Marinatto L., Zingales F., Fratelli Fabbri Editori, Milano, 1974

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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