Liquore amaretto

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Amaretto è un liquore aromatico a base di erbe e mandorle amare e altri ingredienti come ciliegie, prugne, cacao, erbe diverse e zucchero. Il più noto è quello di Saronno.[1] Non si deve confondere con l'amaro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una mignonette con la dicitura "Amaretto"

Come molte ricette a base di mandorle, è di antica tradizione e affonda le sue origini nel 1500. Nella città di Saronno venne commissionato al pittore Bernardino Luini un affresco che ritrae la Madonna e l'Adorazione dei magi. L'affresco è tutt'oggi visibile nel Santuario della Beata Vergine dei Miracoli. La leggenda narra che nel periodo in cui il pittore soggiornò a Saronno alloggiasse presso una locandiera di particolare bellezza, di cui si innamorò al punto da usarla come modella per la sua Madonna. Per ringraziarlo, lei gli offrì un elisir di erbe, zucchero tostato, mandorle amare e brandy che venne immediatamente apprezzato e si diffuse in pochissimo tempo.[2] Il liquore mantenne quindi un significato di affezione e amicizia ed è oggi uno dei prodotti italiani più diffusi all'estero. Non viene tradotto e il nome resta invariato in tutte le lingue. Nella città di Saronno ha sede lo storico stabilimento dell'azienda Illva Saronno S.p.a., produttrice del liquore con il marchio "Disaronno".

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il liquore Amaretto non è un distillato ma un preparato per infusione in base alcolica, come il Nocino o il limoncello, per tale motivo è molto diffusa anche la preparazione casalinga che ha diverse varianti, la più diffusa è quella di utilizzare anche albicocche oltre le mandorle amare. Il sapore del liquore ricorda lontanamente il marzapane e ha una gradazione alcolica di 28 gradi.

Consumo[modifica | modifica wikitesto]

Viene bevuto liscio, con o senza ghiaccio e talvolta usato per preparare cocktail, come per esempio il Messicano e tre cocktail IBA, ma è prevalentemente indicato a essere miscelato in bevande a base di caffè.[3]

Cocktail:[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Amaretto - Sale&Pepe, in Sale&Pepe. URL consultato il 23 marzo 2017.
  2. ^ Amaretto di saronno, su www.misya.info. URL consultato il 23 marzo 2017.
  3. ^ Cocktail - Giunti editore, Firenze (2009).
  4. ^ Federico Mastellari, I Cocktail Mondiali, Milano, Hoepli, 2016, pp. 95, 96, 99, ISBN 978-88-203-5650-7.

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