Black Sabbath, Vol. 4

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Black Sabbath, Vol. 4
Artista Black Sabbath
Tipo album Studio
Pubblicazione 25 settembre 1972
Durata 42 min : 38 s
Dischi 1
Tracce 10
Genere[2] Heavy metal
Hard rock[1]
Proto doom
Album-oriented rock
Etichetta VertigoRegno Unito
Warner Bros.Stati Uniti
Produttore Patrick Meehan
Black Sabbath
Registrazione giugno 1972
Note Registrato nei Record Plant Studios di Los Angeles
Certificazioni
Dischi d'oro Regno Unito
Regno Unito (1)
(Vendite: +100 000)

Stati Uniti
Stati Uniti (1)[4]
(Vendite: +500 000)

Canada
Canada (1)
(Vendite: +40 000)
Dischi di platino Regno Unito
Regno Unito (2)
(Vendite: +600 000)

Stati Uniti
Stati Uniti (1)[3]
(Vendite: +1 000 000)

Canada
Canada (1)
(Vendite: +80 000)
Black Sabbath - cronologia
Album precedente
(1971)
Album successivo
(1973)

Black Sabbath, Vol. 4, è il quarto album in studio dei Black Sabbath, pubblicato il 25 settembre 1972. Si stima che l'album abbia venduto quasi 2 000 000 di copie in tutto il mondo.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente, il lavoro doveva intitolarsi Snowblind (come il brano presente nel disco) ma il gruppo fu costretto dalla loro casa discografica a cambiarlo per il suo riferimento alla cocaina ("snow" significa neve, una parola metaforica per indicare questa droga). Si optò quindi per il titolo Vol.4, inteso come il loro quarto disco registrato in studio. A partire da questo album, il sound dei Black Sabbath subisce varie trasformazioni, incorporando elementi progressive rock, genere ammirato dal chitarrista Tony Iommi (egli militò anche per un certo periodo nei Jethro Tull, noto gruppo di questo genere).

Tuttavia il sound dei Black Sabbath rimane pressoché lo stesso (ad esempio nei brani Tomorrow's Dream, e Supernaut) e il sound doom è ancora avvertibile in brani come Cornucopia e Under the Sun.

Tra le hit dell'album vi è Changes, una ballad in cui Osbourne canta accompagnato solo da pianoforte e mellotron, che presenta un testo insolito per lo stile del gruppo, dato che parla di una finita relazione amorosa (si pensa quella di Ozzy con la prima moglie). Altro brano piuttosto noto è anche il già citato Snowblind, uno dei più discussi della loro carriera. La versione precedente di quella contenuta nel disco venne cancellata perché il testo ripeteva parecchie volte la parola "cocaine", anche se in quella postuma, se ascoltata attentamente, Ozzy la pronuncia in modo sussurrato almeno una volta dopo la prima strofa. Secondo altri, invece, la canzone si rifà ad un famoso fumetto degli anni sessanta (in Italia è chiamato "L'Eternauta") nel quale la "neve cieca" è quella composta da radiazioni nucleari, che cadendo colpisce qualsiasi cosa si trovi sulla sua traiettoria. Tuttavia, risulta più accreditata la prima tesi, a ulteriore supporto della quale vi è la stessa copertina dell'album, nell'edizione originale su LP 33 giri, l'ultima voce dei crediti riporta le parole "We wish to thank the great COKE-Cola company of Los Angeles", un ovvio riferimento alla tematica già citata.

Il disco vendette molto bene e fu giudicato un altro importante tassello della discografia dei Black Sabbath.

Registrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 1972, i Black Sabbath si trasferirono a Los Angeles per iniziare la lavorazione del loro quarto album di studio ai Record Plant Studios. Il processo di registrazione fu alquanto travagliato, a causa delle grandi quantità di sostanze stupefacenti consumate dai membri del gruppo. All'epoca, la band si faceva regolarmente recapitare in studio dei grossi scatoloni pieni di cocaina, nascosti all'interno di custodie d'amplificatore.[5] Mentre tentavano di registrare il brano Cornucopia devastati dall'abuso di droga seduti in mezzo alla stanza,[6] Bill Ward improvvisamente ebbe il terrore di essere sul punto di essere licenziato dalla band. «Odiavo quella canzone, c'erano alcuni passaggi che erano proprio orribili», disse Ward. «Verso la fine smisi di suonare, ma la reazione degli altri fu una fredda indifferenza. Una cosa del tipo: "beh, vattene pure a casa, tanto non sei di nessuna utilità", mi sentii distrutto, sul punto di essere licenziato in tronco».[7] Secondo quanto riportato nel libro How Black Was Our Sabbath, Bill Ward "era sempre stato un forte bevitore, ma appariva raramente ubriaco. In retrospettiva, ciò poteva essere interpretato come un segnale pericoloso. Ora, il suo autocontrollo stava chiaramente svanendo". Iommi affermò nella sua autobiografia che Ward per poco non morì dopo una discussione finita male in studio durante la registrazione dell'album. La villa a Bel Air affittata dalla band durante la lavorazione del disco era di proprietà di John DuPont della DuPont Chemical Company, e i membri del gruppo trovarono svariate bombolette di vernice spray color oro in una delle stanze della casa. Una sera, avendo trovato Ward completamente ubriaco che dormiva sul pavimento di una stanza, procedettero a dipingerlo d'oro dalla testa ai piedi con la vernice spray per fargli uno scherzo. Quando si accorsero che Ward sembrava faticare a respirare e che si ridestò vomitando copiosamente, chiamarono un'ambulanza venendo a sapere dagli infermieri della tossicità delle vernici utilizzate.[8]

Le sessioni di Vol. 4 possono essere intese sia come il vertice massimo che come l'inizio della fine della formazione classica dei Black Sabbath. Nella sua autobiografia Io sono Ozzy, il cantante Ozzy Osbourne raccontò l'atmosfera drogata che avvolse le sedute in studio dell'epoca, scrivendo: "Nonostante tutte le stronzate intorno, musicalmente quelle settimane a Bel Air furono le più forti in assoluto che avessi mai avuto", ma aggiunse anche: "in seguito iniziai a chiedermi da dove arrivasse tutta quella coca... era la più bianca, pura, e forte roba che avessi mai immaginato. Una sniffata, e diventavi il re dell'universo" . Inoltre Osbourne descrive la crescente paranoia da parte dei membri della band di essere "beccati" dalla polizia, che aumentò ulteriormente quando la band si recò al cinema per assistere alla proiezione del film Il braccio violento della legge, pellicola che narra la storia di due poliziotti di New York infiltratisi sotto copertura in un giro di contrabbando internazionale d'eroina.

Copertina[modifica | modifica wikitesto]

La copertina dell'album mostra una fotografia monocromatica di Ozzy Osbourne con le braccia alzate, ripreso durante un concerto dei Black Sabbath. La prima stampa originale del vinile (su etichetta Vertigo in Gran Bretagna, su Warner Bros. negli Stati Uniti e sulla Nippon Phonogram in Giappone) ha la copertina apribile con una pagina dedicata alla foto di ogni membro della band, e un'immagine centrale del gruppo ripreso di spalle sul palco durante un'esibizione alla Birmingham Town Hall.[9]

La copertina con il passare degli anni è diventata un'immagine iconica, oggetto di numerose imitazioni e parodie, come nella compilation del 1992 Peaceville Volume 4, l'EP Volume Two del gruppo musicale Sleep (1992), e l'EP dei Pantera Planet Caravan del 1994.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le tracce sono state composte da Ozzy Osbourne, Tony Iommi, Geezer Butler e Bill Ward.

  1. Wheels of Confusion/The Straightener - 8:00
  2. Tomorrow's Dream - 3:08
  3. Changes - 4:43
  4. FX - 1:40
  5. Supernaut - 4:43
  6. Snowblind - 5:28
  7. Cornucopia - 3:55
  8. Laguna Sunrise - 2:52
  9. St. Vitus' Dance - 2:27
  10. Under the Sun/Every Day Comes & Goes - 5:51

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Personale tecnico

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Recensione su Rockline.it
  2. ^ Allmusic.com. URL consultato il 26 luglio 2010.
  3. ^ Vol. 4, Platinum (Stati Uniti)
  4. ^ Vol. 4, "Gold Disc" (Stati Uniti)
  5. ^ Tony Iommi, Iron Man: My Journey Through Heaven and Hell with Black Sabbath, Da Capo Press, 2011, ISBN 978-0-306-81955-1.
  6. ^ Rosen 1996, p. 73
  7. ^ Rosen 1996, pp. 73–74
  8. ^ Tony Iommi, J.T. Lammers. Iron Man - Il mio viaggio tra Paradiso & Inferno con i Black Sabbath, Arcana Editrice, 2012, pag. 124-125, ISBN: 978-88-6231-232-5
  9. ^ Iron Man - My Journey Through Heaven & Hell with Black Sabbath di Tonny Iommi, pag. 43
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