Eat the Phikis

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Eat the Phikis
Artista Elio e le Storie Tese
Tipo album Studio
Pubblicazione 28 marzo 1996
Durata 69 min : 45 s
Dischi 1
Tracce 13
Genere Rock demenziale
Pop rock
Alternative rock
Etichetta Aspirine/BMG
Produttore Otar Bolivecic
Registrazione Psycho Studios, Milano
Note il disco è stato ristampato in confezione digipack nel 2000, con l'aggiunta di una traccia video di Mio cuggino (etichetta Aspirine/Bmg)
Certificazioni
Dischi di platino Italia Italia[1]
(Vendite: 200 000)[1]
Elio e le Storie Tese - cronologia
Album successivo
(1996)

Eat the Phikis è un album del 1996 di Elio e le Storie Tese. Pubblicato dopo il secondo posto ottenuto al Festival di Sanremo 1996, l'album contiene il brano La terra dei cachi, classificatosi al secondo posto nella competizione canora.[2] L'album ha avuto un ottimo successo commerciale in Italia, restando al primo posto della classifica FIMI per quattro settimane consecutive[3] e vendendo circa 200 000 copie.[2]

Sulla copertina dell'album è riportata la fotografia di uno squalo, seguendo l'ispirazione tratta dalla copertina dell'album Time to Move degli H-Blockx.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Vincitori o campioni? (intro) – 1:59
  2. La terra dei cachi live in Sanremo – 4:21 (Stefano Belisari, Rocco Tanica, Faso, Cesareo)
  3. Burattino senza fichi – 4:52 (Stefano Belisari, Rocco Tanica, Faso, Cesareo)
  4. T.V.U.M.D.B. – 5:26 (Stefano Belisari, Rocco Tanica, Faso, Cesareo, Paolo Panigada) – feat. Giorgia
  5. Lo stato A, lo stato B – 4:31 (Stefano Belisari, Rocco Tanica, Faso, Cesareo, Paolo Panigada)
  6. El Pube – 5:03 (Stefano Belisari, Rocco Tanica, Faso, Cesareo)
  7. Omosessualità – 3:34 (Stefano Belisari, Rocco Tanica)
  8. Mio cuggino – 5:36 (Stefano Belisari, Rocco Tanica, Faso, Cesareo, Paolo Panigada) – feat. Aldo Baglio
  9. First Me, Second Me – 3:32 (Stefano Belisari, Rocco Tanica, Cantata da James Taylor)
  10. Milza – 4:34 (Stefano Belisari, Rocco Tanica, Faso, Cesareo)
  11. Li immortacci – 4:40 (Stefano Belisari, Rocco Tanica, Faso, Cesareo, Edoardo Vianello, Carlo Rossi) – feat. Giorgia ed Edoardo Vianello
  12. Tapparella – 6:31 (Stefano Belisari, Rocco Tanica, Faso, Cesareo)
  13. Neanche un minuto di non caco – 1:03 (Stefano Belisari, Rocco Tanica, Faso, Cesareo)

Dettagli tracce[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincitori o campioni?
    In apertura si sentono le voci di Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi, giudici di Giochi senza frontiere, riprese dalla trasmissione Quelli che… il calcio (si può intendere infatti anche Fabio Fazio) che, in francese, annunciano il gruppo impegnato in un'ipotetica gara imminente, con tanto di start. Seguono brusii di voci dall'Ariston, tra cui spiccano Pippo Baudo e Sabrina Ferilli che precedono l'uscita sul palco degli Elii in occasione del brano successivo.
  • La terra dei cachi
    È la versione eseguita nella serata finale del Festival (quando i membri del gruppo apparvero vestiti da Rockets), mentre la versione di studio era stata pubblicata prima su singolo, poi sarebbe stata inserita l'anno seguente nella raccolta Del meglio del nostro meglio Vol. 1. Arrangiamento e direzione d'orchestra sono di Peppe Vessicchio (suo anche il "Pronti, partenza, via!" iniziale). Tra i cantanti dell'orchestra dell'Ariston, c'è anche Alex Baroni. Nel testo vengono storpiati alcuni titoli di celebri successi della musica nostrana: Papaveri e papere di Nilla Pizzi, La donna cannone di Francesco De Gregori (unico brano non sanremese fra i tre) e Una lacrima sul viso di Bobby Solo diventano rispettivamente "Papaveri e papi, La donna cannolo, Una lacrima sul visto". Ci sono quindi citazioni dell'Aria dalla Suite per orchestra n. 3 BWV 1068 di Johann Sebastian Bach e di In the Flesh dei Pink Floyd. Il "visagista delle dive" di cui si parla è Gil Cagnè; "l'Italia non ci sta" è riferito a Oscar Luigi Scalfaro. Una finezza dell'arrangiamento sta nel momento in cui, secondo i tipici canoni della canzone italiana, vi dovrebbe essere una modulazione, ma al contrario Elio resta sulla tonalità originale, mentre per alcune battute gli strumenti eseguono accordi completamente dissonanti.
  • Burattino senza fichi
    È una parodia sui generis del Pinocchio di Collodi. Il titolo è ripreso da Burattino senza fili di Edoardo Bennato. L'organo maschile è menzionato in molteplici suoi sinonimi. Citazioni: Più ci penso di Gianni Bella, il tema, composto da Fiorenzo Carpi, de Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini e It's a Long Way to Tipperary, canzonetta della prima guerra mondiale più volte canticchiata da Snoopy quando impersona l'asso dell'aviazione. L'inizio del brano ricorda l'incipit di Tell Me What You See dei Beatles. Un'altra gustosa "chicca" è quando Elio canta la frase quanto daffare mi do, le cui ultime quattro sillabe sono intonate sulle note musicali Fa-Re-Mi-Do. È presente inoltre un riferimento a uno spot televisivo dell'operatrice esoterica Famoso Iole replicato più volte nel corso degli anni novanta dalle tv locali, per quanto riguarda la frase sento una forza dentro che neanch'io so come.
  • T.V.U.M.D.B.
    È cantata in coppia con Giorgia ed è ispirata alle canzoni degli Earth, Wind & Fire, in particolare After the love has gone. Sono citate la colonna sonora de Lo squalo e Buono come il pane di Adriano Celentano. Nel testo c'è un riferimento a Gary Barlow (il "cicciobombo dei Take That"). È campionata la voce dell'attore Carlo Dapporto dal celebre carosello di un dentifricio, già menzionato in Burattino senza fichi. Vi è anche un'autocitazione: il verso "Senti come grida il peperone" era già comparso nel brano Piattaforma e così il coro "pam!" che segue. La frase "Olfa il gas nervino del santone" è invece riferita a Shoko Asahara, leader della setta giapponese Aum Shinri Kyo, che nel 1995 si rese protagonista di un terribile attentato nella metropolitana di Tokyo. Compare la misteriosa parola krapac, in realtà un termine senza senso utilizzato da Rocco Tanica per provare il suo vocoder. Al termine della canzone è inserito uno sketch di Marcello Schena.
  • Lo stato A, lo stato B
    La musica è ripresa da Il concetto di banana, precedente sigla di Mai dire Gol. Partecipa brevemente Enrico Ruggeri, cantando una parodia di Quello che le donne non dicono, brano di cui è autore, portato al successo da Fiorella Mannoia. Altre citazioni: Limb by Limb di Cutty Ranks.
  • El Pube
    Qualche riferimento al testo de La vestaglia di Massimo Ranieri. Il lube è un lubrificante. Al termine della canzone compare una sorta di messaggio apparentemente subliminale, ma si tratta, in realtà, di una famosa barzelletta su Pierino; la voce con cui viene raccontata ricorda in modo notevole la voce finale del brano Warm Regards di Steve Vai. I cori in questo brano, sono stati eseguiti da Gevi & Gevi (I fratelli Gevi e Nicola S.) benefattori dell'asta benefica collegata a Radiothon di Radio Deejay i quali con la loro donazione si sono aggiudicati la possibilità di partecipare al disco.
  • Omosessualità
    È stata premiata da Vladimir Luxuria; l'introduzione riprende A chi di Fausto Leali e ci sono le imitazioni di Stanlio e Ollio e Amanda Lear. In questa canzone il basso è suonato da Elio in quanto Faso ha sempre affermato di detestare l'extreme metal e l'hardcore punk e di non voler suonare brani in questi stili.
  • Mio cuggino
    Cita moltissime leggende metropolitane; partecipa anche Aldo di Aldo, Giovanni & Giacomo come voce aggiuntiva; ci sono citazioni di Autobahn dei Kraftwerk, la voce di Ike Willis in Sy Borg di Frank Zappa, la voce di Tullio De Piscopo.
  • First Me, Second Me
    È divisa in due parti, "First me" e "Second me". La seconda parte è un remake di The Peak of the Mountain, canzone inedita composta dal gruppo anni prima del debutto discografico, ed eseguita spesso dal vivo; qui è cantata da James Taylor. Il testo, che è una traduzione parola-per-parola dall'italiano all'inglese, risulta totalmente privo di senso e pieno di strafalcioni.
  • Milza
    Vagamente ispirato al nuovo corso artistico di Franco Battiato. Con i suoi molteplici cambi di tempo e l'assolo di tastiere, ricorda molto lo stile progressive dei Genesis e, nel ritornello, dei Dream Theater. Di seguito al brano si ascolta un intermezzo dialogato, in dialetto veneto con un estemporaneo riferimento al gruppo piemontese Yo Yo Mundi. Le voci sono dei fratelli Gevi e Nicola S. vincitori di un concorso di Radio DeeJay che caldeggiano l'acquisto dell'ultimo disco della band piuttosto che di quello degli Elii.
  • Li immortacci
    Con il testo in romanesco, è cantata con Giorgia nell'introduzione, mentre Edoardo Vianello canta il refrain, su una melodia volutamente molto simile a quella della sua hit I Watussi, tanto che il brano porta anche le firme sua e di Carlo Rossi. Gli "immortacci", tutti storici estinti della scena pop-rock mondiale che invece vivrebbero ancora, sotto mentite spoglie, nei quartieri di Roma, sono Jimi Hendrix (er Chitara, detto anche Vuducialdaro, dalla sua Voodoo Child), Freddie Mercury (er Mafrodito), Bob Marley (er Rastamanno), Elvis Presley (er Pelvicaro), Jim Morrison (er Lucertolaro), John Lennon (er Quattrocchi immaginaro), Luigi Tenco (er Vedraro), Ian Curtis (l'Impiccato), Kurt Cobain (er Fucilense), Brian Jones (er Piscina, con annesso riferimento ai Rolling Stones di cui Jones era membro: il testo recita "se ne vanno (…) dar Piscina a fa' li sassi rotolà"); incerta è l'identità di "Er Tromba", fra Louis Armstrong, Miles Davis e Chet Baker. Sono inoltre citati, a volte indirettamente, Hailé Selassié, Federico Monti Arduini (il Guardiano del Faro), Lisa Marie Presley e il Canaro, personaggio salito alle cronache per un violento delitto avvenuto verso la fine degli anni ottanta. Musicalmente si ha una citazione da We Are the Champions dei Queen, e nella parte dedicata a Morrison, il testo richiama The End dei Doors.
  • Tapparella
    Sono citate Little Wing e Hey Joe di Jimi Hendrix, Madre Dolcissima di Zucchero, Luglio, Agosto, Settembre (Nero) degli Area e Impressioni di settembre della Premiata Forneria Marconi. Il coro Forza, Panino, che fa il verso ai cori da stadio e – nelle movenze – a quello di Radio Ga Ga dei Queen, è diventato il momento culminante di tutti gli show del gruppo. Il "Panino" in questione non è altri che Feiez. Il finale del pezzo rende omaggio a quello di Smoke on the Water dei Deep Purple nella versione live di Made in Japan (che sarà anche il titolo del primo disco dal vivo degli Elii). La stessa citazione compare nella versione di studio de La terra dei cachi, ripetuta ad libitum. Nel brano è nascosta una traccia fantasma che si può ascoltare facendo suonare il brano al contrario e rallentandone la velocità.
  • Neanche un minuto di non caco
    È La terra dei cachi concentrata in 55 secondi, sempre nel corso del Sanremo, allorché, secondo il regolamento di quell'edizione, l'artista partecipante doveva eseguire un estratto del proprio brano della durata di un minuto: Elio e le Storie Tese, dissacranti come al solito, scelsero di suonarlo quasi tutto, in versione velocizzata. Il titolo è ripreso dalla canzone Neanche un minuto di non amore di Lucio Battisti.
  • Ghost track
    Dopo tre minuti di silenzio dall'ultima traccia indicata sulla copertina, si può ascoltare un'altra versione di T.V.U.M.D.B., annunciata da una voce sintetizzata che specifica "Attenzione, nel prossimo brano c'è troppo poco eco". Al termine, dopo altri tre minuti, sono presenti delle ulteriori ghost track, registrate al contrario ed estremamente velocizzate, e che quindi devono essere decriptate digitalmente (operazione che, nel 1996, risultava meno accessibile rispetto ai giorni nostri). Queste tracce contengono alcune registrazioni del gruppo durante le prove; tra queste, è presente una versione embrionale di La terra dei cachi, alcuni dialoghi, una prova di Tapparella e di quella che poi sarebbe diventata Bis (brano incluso in Craccracriccrecr, uscito tre anni dopo).

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (1996) Posizione
massima
Italia[4] 1

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Altri musicisti

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dopofestival. Elio & C. annunciano migliorie alle canzoni, La Stampa, 25 febbraio 2008. URL consultato il 27 agosto 2011.
  2. ^ a b Musica: il gruppo 'dissacratore' Elio e le Storie tese all'Auditorium di Roma, Adnkronos, 19 giugno 2011. URL consultato il 27 agosto 2011.
  3. ^ ALBUM - I NUMERI UNO (1995-2006), it-charts.150m.com. URL consultato il 27 agosto 2011.
  4. ^ Musica: Elio spodesta i Take That, Adnkronos, 9 aprile 1996. URL consultato il 27 agosto 2011.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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