Mygalomorphae

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Migali
Brachypelma smithi 2009 G09.jpg
Femmina adulta di Brachypelma smithi
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Arthropoda
Subphylum Chelicerata
Classe Arachnida
Ordine Araneae
Sottordine Opisthothelae
Infraordine Mygalomorphae
Famiglie

Atypidae
Antrodiaetidae
Mecicobothriidae
Hexathelidae
Dipluridae
Cyrtaucheniidae
Ctenizidae
Euctenizidae
Idiopidae
Actinopodidae
Migidae
Nemesiidae
Microstigmatidae
Barychelidae
Theraphosidae
Paratropididae

I Mygalomorphae (conosciuti anche come Orthognatha), sono un infraordine di ragni caratterizzato dall'orientamento dei due cheliceri che, a differenza degli altri ragni, non si incrociano ma sono disposti longitudinalmente al corpo.

Il nome deriva dal greco μυγαλέη, mygaléi cioè toporagno, e dal greco μορφή, morfè, cioè aspetto, forma, proprio per indicare questi ragni tanto grandi e pelosi da somigliare a piccoli topi, ed il suffisso -ae, che designa l'appartenenza ad un'infraordine o ad un sottordine.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Immagine digitalizzata di Sphodros rufipes che mostra l'orientamento verticale dei cheliceri, caratteristica distintiva dei Mygalomorphae.


Come i primitivi Mesothelae, dispongono di due paia di polmoni a libro detti opercoli branchiali e di cheliceri rivolti verso il basso.
A causa di questa caratteristica i due gruppi erano una volta considerati strettamente imparentati. In seguito si è appurato che tale carattere era peculiare del comune progenitore di tutti gli Araneae (simplesiomorfia), e che i migalomorfi hanno mantenuto questa caratteristica mentre gli araneomorfi hanno sviluppato nuove caratteristiche (incluso il cribellum) [1].

Quasi tutte le specie di Mygalomorphae hanno otto occhi, solo alcune ne hanno meno (Masteria lewisi ha solo sei occhi).

Cheliceri di un
Aname atra (Nemesiidae)

Hanno ampie ghiandole velenifere che sono contenute nei loro cheliceri, ma fra tutti i Mygalomorphae sono veramente poche le specie il cui morso possa essere ritenuto pericoloso per l'uomo. Riguardo a ciò vanno però citati i generi Atrax, Hadronyche e Macrothele (tutti appartenenti alla Famiglia Hexathelidae), che includono alcuni fra i ragni più pericolosi al mondo, tra cui appunto il celebre Atrax robustus.
Non tutte i Mygalomorphae sono di grosse dimensioni, in base alla specie la lunghezza del corpo può variare dai 2,5 ai 10 cm, con una lunghezza totale (comprese le zampe) dagli 8 ai 30 cm.
I più grossi appartengono alla Famiglia Theraphosidae (ovvero le famose Migali), e in particolare al genere Theraphosa: esemplari adulti di Theraphosa blondi e Theraphosa apophysis, (entrambe originarie del Venezuela) possono superare i 100 grammi di peso, e toccare i 30 cm di apertura di zampe.
Il dimorfismo sessuale è solitamente ben evidente: i maschi sono in genere più snelli e presentano una lunghezza di zampe maggiore rispetto alle femmine, di corporatura più robusta (con un opistosoma più pronunciato) e di dimensioni maggiori. Queste ultime hanno anche una maggiore longevità (anche oltre i 10 anni) [2].

Evoluzione[modifica | modifica sorgente]

Sphodros rufipes, una tarantola atipica

Fino a poco tempo fa si pensava che Megarachne servinei fosse un migalomorfo gigante del Carbonifero Superiore (circa 350 milioni di anni fa), ma nel 2005 è stato riclassificato come euripteride (Selden e altri, 2005a). Pertanto il più vecchio migalomorfo noto attualmente è Rosamygale grauvogeli Selden & Gall, 1992 (appartenente agli Hexathelidae) risalente al Triassico della Francia nord-orientale. Non sono noti migalomorfi fossili del Giurassico. (Selden e altri, 2005b).

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]


Prima della divisione della Pangea i Mygalomorphae avevano una diffusione ubiquitaria.

La maggior parte delle specie di questo infraordine vive attualmente nelle fasce climatiche tropicali e subtropicali, ma il loro areale si estende a nord sino agli stati meridionali e occidentali degli U.S.A..

In Europa sono presenti solo una dozzina di specie, appartenenti alle famiglie Atypidae, Nemesiidae, Ctenizidae, Hexathelidae, Theraphosidae e Cyrtaucheniidae.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1985 l'aracnologo Raven suddivise il sottordine Mygalomorphae in due infraordini: Tuberculotae e Fornicephalae, distribuendovi le famiglie in base a considerazioni plesiomorfiche e sinapomorfiche [3].

Successivi approfondimenti (Coddington & Levi del 1991 e Goloboff del 1993) hanno consolidato ed ampliato questa suddivisione.

Attualmente, a dicembre 2013, è suddiviso in due infraordini, che comprendono 16 famiglie, 329 generi e 2792 specie[4]:

Filogenesi[modifica | modifica sorgente]

I rapporti filogenetici tra i vari taxon sono illustrati nel seguente cladogramma, secondo un lavoro dell'aracnologo Coddington del 2005 [5]:

   Araneae   

Mesothelae


   Opisthothelae   
   Mygalomorphae   

   

Antrodiaetidae



Atypidae




   

Mecicobothriidae



   

Microstigmatidae



   

Dipluridae



Hexathelidae



Nemesiidae



   

Barychelidae



   

Theraphosidae



Paratropididae










Cyrtaucheniidae




Ctenizidae



Idiopidae



Euctenizidae





Actinopodidae



Migidae






Araneomorphae





Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Coddington, J.A. & Levi, H.W. Systematics and Evolution of Spiders (Araneae). Annu. Rev. Ecol. Syst. 1991; 22: 565-592.
  2. ^ Raven R.J., Baher B.C., Harvey. M.S. Spiders of Australia - Interactive Identification to Subfamily CSIRO Publishing / Australian Biological Resources Study (ABRS), 2002 (CD-ROM) ISBN 0-643-06870-8
  3. ^ The spider infraorder Mygalomorphae (Araneae): cladistics and systematics
  4. ^ http://research.amnh.org/entomology/spiders/catalog/COUNTS.html URL consultato il 4 gennaio 2014
  5. ^ Coddington, J.A. Phylogeny and Classification of Spiders. In D. Ubick, P. Paquin, P. E. Cushing, and V. Roth (eds.) Spiders of North America: an identification manual, American Arachnological Society, 2005. Chapter 2, pp. 18-24.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Raven, R.J. (1985). The spider infraorder Mygalomorphae: Cladistics and systematics. Bull. Am. Mus. Nat. Hist. 182:1-180.
  • Goloboff, P.A. (1993). A Reanalysis of Mygalomorphae Spider Families (Araenae). American Museum Novitates 3056. PDF
  • Selden, P.A., Corronca, J.A. & Hünicken, M.A. (2005a). The true identity of the supposed giant fossil spider Megarachne. Biology Letters 1: 44-48. 10.1098/rsbl.2004.0272
  • Selden, P.A., da Costa Casado, F. & Vianna Mesquita, M. (2005b). Mygalomorph spiders (Araneae: Dipluridae) from the Lower Cretaceous Crato Lagerstätte, Araripe Basin, North-east Brazil. Palaeontology 49(4): 817-826.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Taxonomy, husbandry and captive breeding of Dipluridae

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