Linyphiidae

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Linyphiidae
Linyphia triangularis M 070831.jpg
Linyphia triangularis
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Arthropoda
Subphylum Chelicerata
Classe Arachnida
Ordine Araneae
Sottordine Araneomorphae
Superfamiglia Araneoidea
Famiglia Linyphiidae
Blackwall, 1859
Sottofamiglie

Linyphiidae Blackwall, 1859 è una famiglia di ragni appartenente all'ordine Araneae.

A giugno 2014 comprende 591 generi e 4490 specie[2], ponendosi, fra le 114 famiglie di ragni, al secondo posto per numero di generi e per numero di specie, inferiore solo alla poco più vasta famiglia dei Salticidae.

A causa della difficoltà nell'identificare correttamente ragni di così piccole dimensioni, la sistematica di questa famiglia è soggetta a continui rivolgimenti, cambi e accorpamenti di genere, cambi di sottofamiglie, e acquisizioni continue di nuove specie[3].

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Linyphiidae - distribuzione
Erigone atra, maschio

Il nome deriva dal greco λινυφικός, linyphikòs cioè che tesse il lino, per la sottigliezza e diafanità della ragnatela, ed il suffisso -idae, che designa l'appartenenza ad una famiglia.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Sono noti comunemente come ragni tessitori di foglie, in quanto tessono preferibilmente la tela fra le foglie degli arbusti e della vegetazione bassa. Nel Regno Unito, Irlanda e Portogallo sono noti anche come ragni portatori di soldi, in quanto vederli camminare su abiti propri nuovi, secondo la superstizione, significa ricchezze in arrivo.

Le dimensioni superano raramente i 3 millimetri, hanno aspetto rotondeggiante anche da adulti, hanno spesso abitudini nomadi: da un giorno all'altro si trasferiscono anche di parecchi metri. Alcuni maschi della sottofamiglia Erigoninae hanno gli occhi posizionati su piccole sporgenze del capo, a guisa di piccoli periscopi, fino a giungere all'estremo, in alcune specie del genere Walckenaeria Blackwall, 1833, dove alcuni occhi sono posizionati su un sottile gambo ad un livello più alto del cefalotorace.

Comportamento[modifica | modifica wikitesto]

Prediligono luoghi ombrosi anche se non troppo umidi, ma essendo altamente adattabili, hanno colonizzano ogni nicchia ecologica e ogni habitat del nostro pianeta.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Pressoché cosmopoliti, si adattano anche a temperature abbastanza rigide.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente, a giugno 2014, si compone di 591 generi e 4490 specie[4] o, secondo Tanasevitch, a giugno 2014 di 593 generi e 4477 specie[3], suddivisi in sette sottofamiglie:

I Pimoidae sono considerati una famiglia con molte caratteristiche in comune con i Linyphiidae[1].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista dei generi di Linyphiidae, Lista delle specie di Linyphiidae e Famiglie di Araneae.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Hormiga 2000
  2. ^ The world spider catalog, version 15, specie valide URL consultato il 28 giugno 2014
  3. ^ a b c Linyphiid spider of the World by Tanasevitch A. V.
  4. ^ The world spider catalog, version 15, Linyphiidae URL consultato il 28 giugno 2014
  5. ^ Nel 2007, a seguito di un lavoro dell'aracnologo Saaristo si è ridenominato questo residuo dell'ex-sottofamiglia Lepthyphantinae Menge

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Blackwall, 1859 - Descriptions of newly discovered spiders captured by James Yate Johnson Esq., in the island of Madeira. Annals and Magazine of Natural History, ser. 3, vol.4, p. 255-267.
  • Hormiga, Gustavo, 1998 - The spider genus "Napometa" (Araneae, Araneoidea, Linyphiidae). Journal of Arachnology, vol.26, p. 125-132 Articolo in PDF
  • Hormiga, Gustavo, 2000 - Higher Level Phylogenetics of Erigonine Spiders (Araneae, Linyphiidae, Erigoninae). Smithsonian Contributions to Zoology, vol.609, pp. 1–160 Articolo in PDF
  • Bosselaers, J & Henderickx, H., 2002 - A new "Savignia" from Cretan caves (Araneae: Linyphiidae). Zootaxa, vol.109, p-1-8 Articolo in PDF
  • Hågvar, S. & Aakra, K, 2006 - Spiders active on snow in Southern Norway. Norw. J. Entomol., vol.'53, p. 71-82.

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