Assemblea Costituente della Repubblica Italiana
| Assemblea Costituente della Repubblica Italiana |
|
|---|---|
| Elezioni | Elezioni politiche del 1946 |
| Governi: | De Gasperi II, De Gasperi III, De Gasperi IV |
| Precedenti | - |
| Successive | I |
| Assemblea Costituente della Repubblica Italiana |
|
|---|---|
Montecitorio, sede dell'Assemblea Costituente |
|
| Istituito | 2 giugno 1946 |
| Operativo dal | 25 giugno 1946 |
| Soppresso | 31 gennaio 1948 |
| Successore | Camera dei deputati e Senato della Repubblica |
| Presidente | Giuseppe Saragat (1946-1947) Umberto Terracini (1947-1948) |
| Sede | Roma |
| Indirizzo | Palazzo Montecitorio, piazza di Monte Citorio |
L'Assemblea Costituente della Repubblica Italiana fu l'organo legislativo elettivo preposto alla stesura di una Costituzione per la neonata Repubblica e che diede vita alla Costituzione della Repubblica Italiana nella sua forma originaria. Le sedute si svolsero fra il 25 giugno 1946 e il 31 gennaio 1948. Votò inoltre la fiducia ai governi che si susseguirono in quel periodo.
Indice |
Storia [modifica]
Il 2 giugno 1946 si celebrarono libere elezioni, le prime dal 1924. Ebbero diritto di voto tutti i cittadini italiani maggiorenni (cioè, all'epoca, d'età superiore a 21 anni) di ambo i sessi.
Vennero consegnate contestualmente agli elettori la scheda per la scelta fra Monarchia e Repubblica, il cosiddetto Referendum istituzionale, e quella per l'elezione dei deputati dell'Assemblea Costituente, a cui sarebbe stato affidato il compito di redigere la nuova carta costituzionale, come stabilito con il Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 98 del 16 marzo 1946.
Al referendum istituzionale la maggioranza dei votanti scelse la forma di governo repubblicana con circa 12 milioni e 700 000 voti, contro 10 milioni e 700 000 per la monarchia. Umberto II di Savoia, Re d'Italia subentrato in seguito all'abdicazione del padre Vittorio Emanuele III il 9 maggio 1946, il 13 giugno 1946 lasciò il Paese con la sua famiglia diretto all'esilio, dopo che il Consiglio dei Ministri lo dichiarò decaduto.
Il 18 giugno 1946 la Corte di Cassazione proclamò ufficialmente la vittoria della Repubblica.
I risultati elettorali [modifica]
| Per approfondire, vedi Elezioni politiche italiane del 1946#Risultati elettorali. |
Il meccanismo elettorale dell'Assemblea Costituente era proporzionale a liste concorrenti in 32 collegi elettorali plurinominali. La legge elettorale prevedeva l'elezione di 573 deputati, ma le elezioni non si poterono svolgere nelle province di Bolzano, Trieste, Gorizia, Pola, Fiume e Zara.
Risultarono quindi eletti, in seguito alle elezioni, 556 costituenti. I due maggiori raggruppamenti furono quello della Democrazia Cristiana, che ottiene 207 seggi, e il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, con 115.
Il 25 giugno 1946 venne insediata l'Assemblea Costituente con Giuseppe Saragat alla presidenza. Come suo primo atto, il 28 giugno elesse come Capo provvisorio dello Stato Enrico de Nicola. Su 504 votanti, De Nicola (PLI) ottenne 396 voti, Cipriano Facchinetti (PRI) 40, Ottavia Penna Buscemi (UQ) 32, Vittorio Emanuele Orlando (sin.storica) 12, Carlo Sforza (PRI) 2, Alcide De Gasperi (DC) 1, Alfredo Proja (DC) 1. Le schede bianche furono 14, le nulle 6.
Le funzioni [modifica]
Come previsto dal Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 98/1946, l'Assemblea aveva innanzitutto il compito di redigere la nuova costituzione. Essa, però, aveva anche altri tre compiti: votare la fiducia al governo, approvare le leggi di bilancio e ratificare i trattati internazionali. Le funzioni legislative erano formalmente assegnate al Governo, ma in virtù delle tradizioni parlamentari prefasciste questo rimise spesso i provvedimenti legislativi più importanti all'Assemblea Costituente.
Durata dei lavori [modifica]
I lavori della Costituente avrebbero dovuto avere una durata di otto mesi, con una possibile proroga di non oltre quattro mesi[1]. Tale termine era a contarsi dalla prima seduta del 25 giugno 1946 e scadeva, quindi, il 24 febbraio 1947. Si fece allora uso della facoltà di proroga con legge costituzionale[2] e il termine fu spostato al 24 giugno del 1947. Il nuovo termine si rivelo comunque insufficiente e una nuova legge costituzionale[3] approvata dalla stessa Assemblea Costituente lo sposto ulteriormente al 31 dicembre 1947. Una ulteriore proroga era contenuta nella XVII disposizione transitoria e finale della Costituzione: fino al 31 gennaio del 1948, ma limitatamente all'emanazione della legge sulla stampa, degli Statuti regionali speciali e della legge elettorale per il Senato della Repubblica e fino alla prima riunione delle nuove Camere in altri casi[4].
Le commissioni [modifica]
L'Assemblea nominò al suo interno una Commissione per la Costituzione, composta di 75 membri, incaricati di stendere il progetto generale della costituzione. La Commissione si suddivise a sua volta in tre sottocommissioni:
- diritti e doveri dei cittadini, presieduta da Umberto Tupini (DC);
- organizzazione costituzionale dello Stato, presieduta da Umberto Terracini (PCI);
- rapporti economici e sociali, presieduta da Gustavo Ghidini (PSI).
Un più ristretto Comitato di redazione (o Comitato dei diciotto) si occupò di redigere la costituzione, coordinando ed armonizzando i lavori delle tre commissioni. La Commissione dei 75 terminò i suoi lavori il 12 gennaio 1947 ed il 4 marzo cominciò il dibattito in aula del testo. Il testo finale della Costituzione della Repubblica Italiana fu definitivamente approvato il 22 dicembre e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 27 dicembre 1947.
Governi [modifica]
L'Assemblea Costituente votò la fiducia ai Governi De Gasperi II, III e IV, approvò le leggi di bilancio per il 1947 e 1948 e ratificò i trattati di pace, firmati a Parigi il 10 febbraio 1947.
- Governo De Gasperi II
- Dal 13 luglio 1946 al 28 gennaio 1947
- Presidente del Consiglio dei ministri: Alcide De Gasperi (DC)
- Composizione del governo: DC, PCI, PSIUP, PRI
- Governo De Gasperi III
- Dal 2 febbraio 1947 al 13 maggio 1947
- Presidente del Consiglio dei ministri: Alcide De Gasperi (DC)
- Composizione del governo: DC, PCI, PSI
- Governo De Gasperi IV
- Dal 31 maggio 1947 al 23 maggio 1948
- Presidente del Consiglio dei ministri: Alcide De Gasperi (DC)
- Composizione del governo: DC, PLI, PSLI, PRI
Presidenti dell'Assemblea Costituente [modifica]
- Giuseppe Saragat, PSIUP
- Dal 25 giugno 1946 al 6 febbraio 1947
- Umberto Terracini, PCI
- Dall'8 febbraio 1947 al 31 gennaio 1948
Presidente provvisorio fu inizialmente indicato Vittorio Emanuele Orlando. Al primo scrutinio venne eletto Giuseppe Saragat, con 468 presenti e nessun astenuto. La maggioranza assoluta dei voti prevista era di 235 votanti.
| Nome | Voti |
|---|---|
| Giuseppe Saragat | 401 |
| Milziade Venditti | 26 |
| Igino Giordani | 2 |
| Giulio Andreotti | 1 |
| Alcide De Gasperi | 1 |
| Nino Mazzoni | 1 |
| Piero Mentasti | 1 |
| Giuseppe Raimondi | 1 |
| Francesco Zanardi | 1 |
| Schede bianche | 31 |
| Voti dispersi | 0 |
| Schede nulle | 2 |
Vice Presidenti dell'Assemblea Costituente [modifica]
- Giambattista Bosco Lucarelli, DC (dal 2 luglio 1947)
- Giovanni Conti, PRI
- Achille Grandi, DC (dal 18 luglio 1946 al 27 settembre 1946)
- Giuseppe Micheli, DC (fino al 13 luglio 1946)
- Fausto Pecorari, DC
- Ferdinando Targetti, PSIUP (dal 10 febbraio 1947)
- Umberto Terracini, PCI (fino all'8 febbraio 1947)
- Umberto Tupini, DC (dal 10 dicembre 1946 al 31 maggio 1947)
Elenco alfabetico degli eletti alla Costituente [modifica]
| Per approfondire, vedi Deputati dell'Assemblea Costituente della Repubblica Italiana. |
Costituenti ancora in vita [modifica]
Attualmente è in vita solo uno dei Padri Costituenti, il senatore a vita Emilio Colombo.
Voci correlate [modifica]
- Assemblea costituente
- Referendum istituzionale del 1946
- Nascita della Repubblica Italiana
- Elezioni politiche italiane del 1946
- Lista dei deputati eletti all'Assemblea Costituente
- Legislature della Repubblica Italiana
- Periodo costituzionale transitorio
- Costituzione della Repubblica Italiana
Note [modifica]
- ^ Art. 4, Decreto Legislativo luogotenenziale 16 marzo 1946, n. 98.
- ^ Legge costituzionale 21 febbraio 1947, n. 1, in G.U. n. 44 del 22 febbraio 1947.
- ^ Legge costituzionale 17 giugno 1947, n. 2. in G.U. n. 137 del 19 giugno 1947.
- ^ XVII, 2° co. «Fino al giorno delle elezioni delle nuove Camere, l'Assemblea Costituente può essere convocata, quando vi sia necessità di deliberare nelle materie attribuite alla sua competenza dagli articoli 2, primo e secondo comma, e 3, comma primo e secondo, del decreto legislativo 16 marzo 1946, n. 98.»
Altri progetti [modifica]
Wikisource contiene opere originali di o su Assemblea Costituente della Repubblica Italiana
Collegamenti esterni [modifica]
- Motore per la ricerca all'interno dei resoconti dell'Assemblea costituente e commissioni. Wiki-Costituzione. URL consultato in data 21-11-2008.
- Assemblea Costituente. La Camera dei Deputati - Legislature Precedenti. URL consultato in data 21-11-2008.
- La Nascita della Costituzione. URL consultato in data 21-10-2001.