Rocketman (film 2019)

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Rocketman
Rocketman (film 2019).jpg
Taron Egerton nel ruolo di Elton John
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneRegno Unito, Stati Uniti d'America, Canada
Anno2019
Durata121 min
Rapporto2,39:1
Generebiografico, drammatico, musicale
RegiaDexter Fletcher
SceneggiaturaLee Hall
ProduttoreLawrence Bender, Adam Bohling, David Furnish, Elton John, David Reid, Matthew Vaughn
Produttore esecutivoPeter Schlessel, Lauren Selig
Casa di produzioneMarv Films, New Republic Pictures, Paramount Pictures
Distribuzione in italianoParamount Pictures, 20th Century Fox
FotografiaGeorge Richmond
MontaggioChris Dickens
MusicheMatthew Margeson
ScenografiaMarcus Rowland
CostumiJulian Day
TruccoKat Ali, Hanna Canfor, Bella Ava Georgiou, Lizzie Georgiou
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Rocketman è un film del 2019 diretto da Dexter Fletcher.

La pellicola narra la vita di Elton John, interpretato da Taron Egerton, a partire dalla Royal Academy of Music fino ad arrivare agli anni '80.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Stati Uniti, 1983. Un Elton John depresso e stanco del suo continuo abuso di alcol e droghe, decide di recarsi in un centro di riabilitazione per confrontarsi e riuscire a star bene, iniziando così a parlare al gruppo della sua vita attraverso flashback.

Siamo a Londra nella seconda metà degli anni cinquanta. Reginald Dwight è un ragazzo molto timido che vive con sua madre Sheila e sua nonna Ivy; il padre Stanley, un ufficiale dell'esercito britannico, spesso assente per via del suo lavoro, è poco attaccato alla sua famiglia. Il giovane Dwight non trascorre un'infanzia felice e successivamente viene turbato nel vedere sua madre che tradisce il marito con un altro uomo, portando la famiglia a disgregarsi completamente. Nel frattempo il ragazzo mostra un notevole talento nel suonare il pianoforte, nel leggere il testo e nel comporre melodie.

Con la fine degli anni cinquanta e l'inizio dei primi anni sessanta Reginald, col supporto di sua nonna, si iscrive alla Royal Academy of Music. Poco tempo dopo scopre e si appassiona al rock, iniziando a esibirsi in vari locali londinesi ed entrando anche in una band chiamata Bluesology. Giorni più tardi incontra un manager, che in quei giorni ospita una banda di cantanti afroamericani, specializzati in genere "soul": è lì che Reginald Dwight, colpito dal carisma e dal modo di fare del solista, decide di cambiare il proprio nome in Elton John. Sccessivamente inizia a scrivere canzoni e prova a trovare successo con la casa discografica DJM Records di Dick James, sotto la direzione di Ray Williams. Nel 1964, in un bar poco vicino lo studio di registrazione, incontra il giovane Bernie Taupin, un giovane scrittore di testi: i due iniziano una collaborazione che li porterà in breve tempo a diventare due dei compositori più influenti di quel periodo, oltre a buoni amici. Nel frattempo l'omosessualità di Elton è sempre più conclamata, anche John deve ancora acquisirne consapevolezza.

Inizialmente lo studio di registrazione si dimostra scettico nei confronti dei due giovani artisti, ma la svolta avvenne nel 1970, quando i due, in cerca di un posto per scrivere e mettere in atto le proprie canzoni, tornano nella casa d'infanzia del giovane Dwight. Un pomeriggio, mentre Taupin si fa la barba, Elton compone Your Song con il testo di Bernie e la canzone ha un successo enorme, con i due che iniziano ad essere conosciuti non solo a livello nazionale, ma anche internazionale. Ben presto Ray decide di fare una mossa azzardata, mandando Elton, Bernie e Ray a Los Angeles a tenere due concerti al Troubadour, un famoso locale di Los Angeles, nel quale la sera del debutto Elton canta Crocodile Rock. Ben accettato dalla critica, Elton diviene popolare anche oltreoceano. La sera successiva i due si recano a una festa a casa di Cass Elliot, durante la quale Bernie viene abbordato da una ragazza; la sera stessa Elton conosce il giovane manager John Reid e i due, dopo aver preso un bicchiere di Dom Pérignon, consumano un rapporto sessuale.

Elton, che si affeziona subito a Reid, vede la sua popolarità crescere giorno dopo giorno. Nel 1972, insieme a Kiki Dee, compone Don't Go Breaking My Heart e questo suscita l'ira di John Reid, che rimprovera ad Elton di vivere ancora con sua madre e di dover pensare più in grande. Con il passare del tempo Elton John, da ragazzo timido e impacciato, diviene un'icona, nonché un alcolizzato e un tossicodipendente. Dopo aver iniziato un relazione con John, Reid costringe Elton a rivelare ai suoi genitori che è omosessuale: dopo aver rincontrato suo padre e i suoi due nuovi figli, a cui Stanley si mostra molto legato, Elton non riesce a dirgli la verità e così, dopo un breve dialogo, torna in lacrime in auto, deciso a chiudere per sempre con lui; poco dopo si ferma a una cabina telefonica, da dove chiama sua madre per dirle che è gay. Questa, già a conoscenza della sessualità di Elton, lo avvisa che facendo così sta scegliendo una vita dove rimarrà per sempre solo e nessuno lo amerà mai.

Emotivamente distrutto, Elton viene costretto da John a continuare le sue esibizioni, in cui ad ognuna Elton peggiora sempre di più. Una mattina Elton, dopo un'altra notte a base di sesso, alcol e droghe, trova John intento a tradirlo con il suo assistente e decide così di interrompere la loro relazione. Lo stesso giorno Elton organizza un party in piscina e, dopo essere caduto in depressione, si abbandona ad alcol e droghe, tentando il suicidio saltando in piscina. Poco tempo dopo essersi ripreso, Elton ha un matrimonio di breve durata con Renate Blauel, ma a causa della sua omosessualità, decide di divorziare. Dopo aver litigato con sua madre e con Bernie, un Elton agitato, infuriato e depresso, decide di fare uso di pillole e di droghe che gli provocano un attacco di cuore, che però gli viene subito curato in modo che si riprenda per le esibizioni organizzate da Reid.

Dopo numerosi concerti, per via del suo stato di salute, una sera, prima di iniziare un nuovo concerto, Elton capisce che non era quella la vita che aveva immaginato e decide così di abbandonare il palco ed entrare in riabilitazione. È così che finisce il flashback e torniamo nel presente: Elton John, dopo aver fatto pace con i suoi demoni, abbandona definitivamente l'uso di droghe e alcol. Decide di riconciliarsi con il suo unico e solo amico Bernie, il quale gli lascia la canzone I'm Still Standing. Inizialmente Elton è preoccupato, pensando che senza alcol o droghe non potrà più esibirsi, ma poi, rendendosi conto che non non gli occorrono, torna ad avere fiducia in sé stesso, ritornando così il compositore che tutti amavano. Dopo aver completato il suo ciclo di riabilitazione, Elton rimase sobrio per più di 28 anni e aprì una fondazione contro l'AIDS. Lui e Bernie rimasero migliori amici e oggi Elton è sposato con David Furnish, con il quale ha due figli.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il budget del film è stato di 40 milioni di dollari.[1]

La prima versione del film durava 158 minuti, da cui il regista, in accordo con la Paramount Pictures, ha tagliato personaggi e storie relative alla vita sentimentale di Elton John, incentrandosi sul percorso di riabilitazione da sostanze stupefacenti e sul successo ottenuto dal cantante.[2]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Rocketman: Music from the Motion Picture viene distribuita da Virgin EMI Records e Interscope Records su CD e in formato digitale dal 24 maggio 2019;[3] la colonna sonora contiene ventidue brani, tra cui le canzoni più famose di Elton John e la canzone originale (I'm Gonna) Love Me Again, composta appositamente per la pellicola, cantata in duetto dal cantante stesso insieme all'attore Taron Egerton.[4][5]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. The Bitch Is Back (introduction) (cantata da Taron Egerton e Sebastian Rich) – 1:53 (Elton John, Bernie Taupin)
  2. I Want Love (cantata da Kit Connor, Gemma Jones, Bryce Dallas Howard e Steven Mackintosh) – 2:13 (Elton John, Bernie Taupin)
  3. Saturday Night's Alright for Fighting (cantata da Taron Egerton e Kit Connor) – 3:10 (Elton John, Bernie Taupin)
  4. Thank You for All Your Loving (cantata da Taron Egerton) – 3:24 (Elton John, Caleb Quaye)
  5. Border Song (cantata da Taron Egerton) – 3:25 (Elton John, Bernie Taupin)
  6. Rock n Roll Madonna (interlude) (cantata da Taron Egerton) – 2:24 (Elton John, Bernie Taupin)
  7. Your Song (cantata da Taron Egerton) – 4:01 (Elton John, Bernie Taupin)
  8. Amoreena (cantata da Taron Egerton) – 4:20 (Elton John, Bernie Taupin)
  9. Crocodile Rock (cantata da Taron Egerton) – 2:53 (Elton John, Bernie Taupin)
  10. Tiny Dancer (cantata da Taron Egerton) – 5:25 (Elton John, Bernie Taupin)
  11. Take Me to the Pilot (cantata da Taron Egerton) – 3:43 (Elton John, Bernie Taupin)
  12. Hercules (cantata da Taron Egerton) – 5:26 (Elton John, Bernie Taupin)
  13. Don't Go Breaking My Heart (interlude) (cantata da Taron Egerton e Rachel Muldoon) – 1:34 (Ann Orson, Carte Blanche)
  14. Honky Cat (cantata da Taron Egerton e Richard Madden) – 2:34 (Elton John, Bernie Taupin)
  15. Pinball Wizard (interlude) (cantata da Taron Egerton) – 2:02 (Pete Townshend)
  16. Rocket Man (cantata da Taron Egerton) – 4:31 (Elton John, Bernie Taupin)
  17. Bennie and the Jets (cantata da Taron Egerton) – 2:28 (Elton John, Bernie Taupin)
  18. Don't Let the Sun Go Down on Me (cantata da Taron Egerton e Celinde Schoenmaker) – 2:40 (Elton John, Bernie Taupin)
  19. Sorry Seems to Be the Hardest Word (cantata da Taron Egerton) – 2:15 (Elton John, Bernie Taupin)
  20. Goodbye Yellow Brick Road (cantata da Taron Egerton e Jamie Bell) – 4:05 (Elton John, Bernie Taupin)
  21. I'm Still Standing (cantata da Taron Egerton) – 3:58 (Elton John, Bernie Taupin)
  22. (I'm Gonna) Love Me Again (cantata da Taron Egerton e Elton John) – 4:11 (Elton John, Bernie Taupin)

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo trailer del film viene diffuso il 1º ottobre 2018.[6]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola, inizialmente programmata per il 17 maggio 2019,[7] è stata presentata in anteprima mondiale e fuori concorso al Festival di Cannes 2019 il 16 maggio,[8] venendo distribuita nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 29 maggio 2019[9] ed in quelle statunitensi dal 31 maggio.[10]

Divieti[modifica | modifica wikitesto]

In Russia il film è stato vietato ai minori di 18 anni;[11] sono stati tagliati cinque minuti dal film, cioè tutte le scene che fanno riferimento all'omosessualità di Elton John e all'uso di droghe, ed è stato eliminato anche il testo informativo nei titoli di coda, dove si informa il pubblico che il cantante vive tutt'ora col marito e coi loro figli.[12][13]

In Egitto il film è stato bandito a causa dell'omosessualità di Elton John,[14] mentre nelle Samoa la pellicola viene bandita a causa dei "rapporti omosessuali ritratti sullo schermo che violano la legge e non si addicono al credo culturale e cristiano dello Stato".[15]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha incassato 96 368 160 $ nel Nord America e 98 811 139 $ nel resto del mondo, per un totale di 195 179 299 $ in tutto il mondo.[1]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine della proiezione al Festival di Cannes, il film ha ricevuto una standing ovation.[16][17]

Sull'aggregatore Rotten Tomatoes riceve il 90% delle recensioni professionali positive con un voto medio di 7,6 su 10 basato su 303 critiche,[18] mentre su Metacritic ottiene un punteggio di 70 su 100 basato su 49 recensioni.[19] Peter Bradshaw del The Guardian lo ha definito "un onesto, sentito omaggio alla musica di Elton John e la sua immagine pubblica",[20] mentre per Maurizio Porro del Corriere della Sera il film "eccede volentieri divertendo, è opulento, ma infine vince: un musical che si trascina dietro la vita".[21]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Rocketman, su Box Office Mojo. URL consultato il 2 giugno 2019. Modifica su Wikidata
  2. ^ a b Beatrice Pagan, ROCKETMAN, DEXTER FLETCHER: "LA STORIA DI ELTON JOHN DOVEVA ESSERE VIETATA AI MINORI", su Movieplayer.it, 16 maggio 2019. URL consultato il 17 maggio 2019.
  3. ^ (EN) Paul Sexton, Elton John Catalogue Reimagined By Giles Martin On ‘Rocketman’ Soundtrack, su udiscovermusic.com, 1º maggio 2019. URL consultato il 7 giugno 2019.
  4. ^ Beatrice Pagan, Rocketman conterrà un brano originale interpretato da Elton John e Taron Egerton, su Movieplayer.it, 1º maggio 2019. URL consultato il 2 maggio 2019.
  5. ^ Filmato audio Elton John, Elton John, Taron Egerton - (I'm Gonna) Love Me Again (Audio), su YouTube, 16 maggio 2019. URL consultato il 7 giugno 2019.
  6. ^ Filmato audio 20th Century Fox, Rocketman, su YouTube, 1º ottobre 2018. URL consultato il 1º ottobre 2018.
  7. ^ Mirko D'Alessio, Rocketman: Taron Egerton è Elton John nel primo trailer del film, badtaste.it, 1º ottobre 2018. URL consultato il 1º ottobre 2018.
  8. ^ Pierre Hombrebueno, Festival di Cannes 2019: in programma anche Rocketman e Too Old to Die Young, su Best Movie, 15 aprile 2019. URL consultato il 15 aprile 2019.
  9. ^ Rocketman, su Comingsoon.it. URL consultato il 22 maggio 2019.
  10. ^ (EN) Anthony D'Alessandro, ‘Rocketman’: Elton John Biopic Moves Back Two Weeks, deadline.com, 23 agosto 2018. URL consultato il 1º ottobre 2018.
  11. ^ Nella versione russa di "Rocketman", il film su Elton John, sono state tagliate tutte le scene che fanno riferimento all'omosessualità, su il Post, 31 maggio 2019. URL consultato il 31 maggio 2019.
  12. ^ Simona Carradori, Rocketman: il biopic su Elton John censurato in Russia per “propaganda omosessuale”. Il musicista risponde, su Best Movie, 2 giugno 2019. URL consultato il 2 giugno 2019.
  13. ^ La Russia censura il film su Elton John., su Il Messaggero. URL consultato il 31 maggio 2019.
  14. ^ Rocketman, il film bandito da Egitto e Samoa (dopo la censura russa), su Gay.it, 12 giugno 2019. URL consultato il 12 giugno 2019.
  15. ^ Mirko D'Alessio, Rocketman vietato alle Samoa per le scene di sesso omosessuale, su badtaste.it, 12 giugno 2019. URL consultato il 12 giugno 2019.
  16. ^ Valentina D'Amico, ROCKETMAN: TARON EGERTON IN LACRIME DOPO LA STANDING OVATION A CANNES 2019, su Movieplayer.it, 17 maggio 2019. URL consultato il 17 maggio 2019.
  17. ^ Cannes 2019, standing ovation per "Rocketman" e il jʼaccuse di Ken Loach: "La società va verso il baratro", su TGcom24, 17 maggio 2019. URL consultato il 17 maggio 2019.
  18. ^ (EN) Rocketman, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC. URL consultato il 12 giugno 2019. Modifica su Wikidata
  19. ^ (EN) Rocketman, su Metacritic, CBS Interactive Inc.. URL consultato il 12 giugno 2019. Modifica su Wikidata
  20. ^ (EN) Peter Bradshaw, Rocketman review – Elton John biopic that's better at the tiaras than the tantrums, The Guardian, 16 maggio 2019. URL consultato il 12 giugno 2019.
  21. ^ Maurizio Porro, Rocketman, Corriere della Sera, 31 maggio 2019. URL consultato il 12 giugno 2019.
  22. ^ (EN) Patrick Hipes, Hollywood Film Awards 2019 Winners List (So Far): Antonio Banderas, Renée Zellweger, Al Pacino, Laura Dern,’Endgame’, More – Update, su deadline.com, 22 ottobre 2019. URL consultato il 27 ottobre 2019.
  23. ^ (EN) Greg Evans, E! People’s Choice Awards Finalists Announced; Voting Open Through Oct. 18 – Complete List, su deadline.com, 4 settembre 2019. URL consultato il 18 settembre 2019.
  24. ^ Davide Stanzione, Teen Choice Awards 2019: trionfano Avengers: Endgame e Riverdale. Tutti i premi, su Best Movie, 12 agosto 2019. URL consultato il 12 agosto 2019.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]