Dexter Fletcher

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Dexter Fletcher nel 2009

Dexter Fletcher (Londra, 31 gennaio 1966) è un attore e regista britannico.

Ha alle spalle una lunga carriera come attore bambino, avendo iniziato fin da giovanissimo a recitare in film come Piccoli gangsters, Quel lungo venerdì santo e The Elephant Man. È noto principalmente per i suoi ruoli nella serie televisiva Press Gang, nel film Lock & Stock - Pazzi scatenati e nella miniserie televisiva Band of Brothers - Fratelli al fronte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Originario di Enfield, studia recitazione alla Anna Scher Theatre School dall'età di sei anni.[1][2] A nove esordisce sul grande schermo, interpretando Baby Face nel musical Piccoli gangsters di Alan Parker. Come attore bambino, Fletcher recita in numerose produzioni britanniche di fine anni settanta e inizio anni ottanta, tra cui Quel lungo venerdì santo, I miserabili e The Elephant Man.

Continua la sua carriera di attore da adolescente, unendosi a sedici anni alla Royal Shakespeare Company e recitando a teatro in diverse rappresentazioni di Sogno di una notte di mezza estate e The Summer Party.[2][3] Al cinema, appare in ruoli secondari ne Il Bounty, Revolution e Gothic, riuscendo infine a ottenere un ruolo da protagonista nel 1986 grazie al film Caravaggio.

A partire dal 1989, Fletcher interpreta il ruolo principale dell'adolescente ribelle James "Spike" Thomson nella serie televisiva Press Gang, durata quattro stagioni. Il ruolo di Spike lo rende famoso, tanto da venire in seguito spesso identificato dal pubblico come un attore americano per via dell'accento utilizzato nella serie.[4][2] Sempre grazie al suo accento, Fletcher è stato la voce di numerosi spot televisivi britannici per McDonald's e il narratore dell'audiolibro di The Game: la bibbia dell'artista del rimorchio, oltre che di alcuni show di Discovery Channel.

Nella prima metà degli anni novanta, tuttavia, la vita e carriera di Fletcher subiscono un profondo tracollo a causa dell'alcolismo e dipendenza da droghe che l'attore aveva sviluppato da adolescente, aggravate da numerosi debiti e problemi finanziari.[2][5] Dopo la cancellazione di Press Gang, Fletcher si ritrova pressoché privo di ingaggi: nel 1993 accetta per ragioni finanziarie di presentare lo show di Channel 4 GamesMaster, venendo sostituito l'anno seguente.[2] Nel 1996, disoccupato e in debito di oltre 90mila sterline, dichiara bancarotta e si ritrova a vivere per un periodo nella sua automobile.[6][2] L'attore ha definito quel periodo come "il mio punto più basso" e ha dato credito alla moglie Dalia Ibelhauptaitė e all'amico Alan Rickman per averlo sostenuto lungo il difficile percorso di recupero.[2][5]

Dopo alcune apparizioni a teatro, nel 1994 ne L'impresario delle Smirne di Goldoni, in cui viene diretto dalla moglie Dalia, e al cinema nel 1996 con Jude, Fletcher riesce a rilanciare la sua carriera di attore nel 1998 con Lock & Stock - Pazzi scatenati di Guy Ritchie, in cui interpreta il remissivo gangster Soap.[2] Grazie alla ritrovata popolarità, nel 1999 compare in Topsy-Turvy - Sotto-Sopra di Mike Leigh e nel 2001 è uno dei protagonisti della pluripremiata miniserie Band of Brothers - Fratelli al fronte, prodotta da Steven Spielberg e Tom Hanks. Nel corso degli anni duemila ha recitato al cinema in ruolo secondari in film come Below, The Pusher, Doom e Tristano & Isotta, mentre sul piccolo schermo è apparso nella miniserie The Virgin Queen e nel film The Deal di Stephen Frears. Dal 2006 al 2009 ha ricoperto il ruolo del concierge Tony Casemore nella serie della BBC Hotel Babylon.[1][3]

Nel 2011 fa il suo debutto come regista e sceneggiatore col film poliziesco Wild Bill, che gli vale una candidatura ai BAFTA per il miglior esordio.[7] Lo stesso anno recita ne I tre moschettieri e nel 2012 ha una piccola parte nella commedia horror London Zombies. Il 2013 vede l'uscita del suo secondo film come regista, Sunshine on Leith, un musical ispirato alle canzoni dei Proclaimers. Nel 2016 dirige Eddie the Eagle - Il coraggio della follia, film biografico sulla vicenda di Eddie Edwards che risulta essere il film britannico del 2016 più redditizio in patria.[8]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997 ha sposato nella Cattedrale di Westminster la regista di cinema e teatro lituana Dalia Ibelhauptaitė, con cui aveva una relazione dal 1994.[5][9] Il suo testimone di nozze è stato l'amico e collega Alan Rickman.[1]

Aveva precedentemente avuto una relazione con l'attrice Julia Sawalha, con cui ha recitato in Press Gang.[10][5] È il fratello minore degli attori Steve e Graham Fletcher.[5]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Video musicali[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Dexter Fletcher è stato doppiato da:

Da doppiatore è sostituito da:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Dexter Fletcher, su BBC Drama. URL consultato il 2 dicembre 2007.
  2. ^ a b c d e f g h (EN) Alex Godfrey, Dexter Fletcher: ‘Alan Rickman gave so much to me. He was a real friend’, in The Guardian, 28 marzo 2016. URL consultato il 1º aprile 2018.
  3. ^ a b (EN) Dexter Fletcher - Hotel Babylon, su BBC Press Office, 8 febbraio 2008.
  4. ^ (EN) Dexter Fletcher answers your questions, The Times, 13 luglio 2004. URL consultato il 22 dicembre 2006.
  5. ^ a b c d e (EN) Jon Wise, Booze, drugs and women frenzy left me broke and homeless: now i'm living it up at the Hotel Babylon, in Daily Mirror, 18 febbraio 2007. URL consultato il 21 febbraio 2007.
  6. ^ (EN) Fame and fortune: Dexter Fletcher, The Telegraph, 24 febbraio 2008.
  7. ^ (EN) 66th BAFTA Awards page, su awards.bafta.org.
  8. ^ (EN) Eddie the Eagle, su Box Office Mojo. URL consultato il 4 luglio 2016.
  9. ^ (EN) Marriages England and Wales 1984–2005, su findmypast.com.
  10. ^ (EN) Steven Moffat e Julia Sawalha, Press Gang: Season 2 (commento audio al DVD).
  11. ^ Andrea Francesco Berni, Bohemian Rhapsody: Bryan Singer accreditato come solo e unico regista, badtaste.it, 13 giugno 2018. URL consultato il 13 giugno 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) John Holmstrom, The Moving Picture Boy: An International Encyclopaedia from 1895 to 1995, Norwich, Michael Russell, 1996, pp. 358-360, ISBN 978-0859551786.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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