Eddie Edwards (sciatore)

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Eddie Edwards
Nome Michael Thomas Edwards
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Altezza 173 cm
Peso 74 kg
Salto con gli sci Ski jumping pictogram.svg
Ritirato 1989
 

Michael Thomas Edwards, detto Eddie (Cheltenham, 5 dicembre 1963), è un ex saltatore con gli sci britannico.

Soprannominato "The Eagle" ("L'Aquila"), divenne celebre per essere stato il primo atleta della storia di nazionalità britannica ad aver partecipato alle Olimpiadi nella specialità del salto con gli sci.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in un Paese privo di tradizioni negli sport sciistici, iniziò a sciare a tredici anni sulla pista artificiale della collina di Gloucester, mentre le sue prime discese sulla vera neve ebbero luogo ad Andalo, in Trentino durante una gita scolastica nel 1977. Si dedicò inizialmente allo sci alpino, maturando la volontà di partecipare ai Giochi olimpici invernali. Fu un buon discesista, mancando di poco la convocazione nella squadra olimpica della Gran Bretagna per i Giochi del 1984. Per migliorare le sue possibilità di qualificarsi alle olimpiadi di Calgary del 1988, si trasferì negli Stati Uniti a Lake Placid, per formarsi e partecipare a gare di livello più elevato, ma si trovò subito a corto di fondi. Per realizzare ugualmente il suo sogno olimpico, passò allo sci nordico e in particolare al salto con gli sci, sia per ragioni economiche sia per ottenere una più facile qualificazione olimpica, dal momento che all'epoca nessun altro atleta britannico era in attività da oltre 60 anni. Sfruttando i regolamenti del Comitato Internazionale Olimpico, che in quel periodo garantivano a ogni Paese la possibilità di iscrivere almeno un rappresentante in ogni gara, Edwards apprese i rudimenti della disciplina e si allenò per due anni, in vista di Calgary 1988[1].

Edwards iniziò a saltare a Lake Placid sotto lo sguardo di John Viscome e Chuck Berghorn, di cui utilizzò le attrezzature anche se doveva indossare sei paia di calze per poterne calzare gli scarponi da sci. Eddie era svantaggiato dal suo peso corporeo (circa 82 kg, cioè più di 9 kg rispetto ai concorrenti più pesanti) e dalla sua mancanza di sostegno finanziario per la formazione, che era totalmente auto-finanziata da lui stesso. Un altro problema era che la sua grave ipermetropia, che lo costringeva ad indossare sotto la maschera da sci i suoi occhiali dotati di lenti da vista molto spesse, che a causa dell'alta quota si appannavano facilmente durante i salti.

Il 30 dicembre 1986 esordì in Coppa del Mondo a Oberstdorf, piazzandosi 110º nella gara valida anche ai fini del Torneo dei quattro trampolini; successivamente prese parte ad altre sette gare di Coppa, tutte nel contesto del Torneo (miglior piazzamento: 94° a Garmisch-Partenkirchen il 1º gennaio 1989). Prese parte anche ai Mondiali del 1987 a Oberstdorf (67° nel trampolino normale).

La partecipazione alle olimpiadi invernali del 1988[modifica | modifica wikitesto]

Edwards riuscì in effetti a ottenere la convocazione olimpica: ne fu informato mentre lavorava come intonacatore e risiedeva temporaneamente in un ospedale psichiatrico finlandese (non come paziente, ma a causa della mancanza di fondi per trovare una sistemazione alternativa).

Alle olimpiadi di Calgary prese parte alla gare del trampolino normale K70 dove si classificò al 58° ed ultimo posto con dei salti da 55 metri che gli fecero ottenere 69,2 punti (il penultimo concorrente ottenne 140,4 punti con salti da 71 e 68,5 metri, mentre il vincitore guadagnò 229,1 punti con salti di 89,5 m). A sorpresa partecipò anche alla gara del trampolino lungo K90 e anche in questa gara arrivò ultimo (55° posto) con 57,5 punti (salti da 71 m e 67 m), con amplissimi distacchi dalla penultima posizione (il canadese Todd Gilman saltò 96 e 86,5 m, ottenendo 110,8 punti) e dal vincitore (Nykänen con 224 punti e salti da 118,5 m e 107 m)[2].

Il suo caso destò scalpore e curiosità nella stampa sportiva, tanto che perfino l'allora presidente degli Stati Uniti d'America, Ronald Reagan, volle assistere a una sua gara, interrompendo una riunione[1]. Edwards criticò i giornalisti, che lo paragonavano a Mr. Magoo per il suo aspetto fisico: "Hanno detto che avevo paura delle altezze. Ma io facevo sessanta salti in un giorno, il che non è certo qualcosa che qualcuno con paura delle altezze sarebbe stato in grado di fare".

La sua mancanza di successo commosse il pubblico e lo fece diventare subito una celebrità mediatica nei talk show in tutto il mondo, dopo la sua apparizione a "The Tonight Show" durante i Giochi. Alla cerimonia di chiusura, il presidente del Comitato Organizzatore, Frank King celebrò gli sforzi di Edwards con queste parole: "In questi giochi, alcuni atleti hanno vinto la medaglia d'oro, alcuni hanno battuto dei record, e alcuni di voi hanno addirittura volato come un'aquila".

L'attenzione diffusa che Edwards ricevette a Calgary mise in imbarazzo gli organizzatori delle gare di salto con gli sci: poco dopo la fine delle Olimpiadi, i requisiti di accesso furono rafforzati in modo da rendere quasi impossibile la partecipazioe olimpica a chiunque avesse voluto seguire l'esempio di Edwards, il quale non poté prendere parte ad altre edizioni dei Giochi olimpici a causa di modifiche regolamentari che imposero requisiti minimi per l'ammissione[1].

La regola di Eddie "The Eagle"[modifica | modifica wikitesto]

In risposta al fenomeno Edwards, nel 1990 il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) istituì quella che divenne nota come la Regola di Eddie L'Aquila, che richiede per la partecipazione olimpica di competere preventivamente in eventi internazionali e di essere collocato nel 30% degli atleti migliori oppure entro i primi 50 concorrenti.

Per questo motivo Edwards non riuscì a qualificarsi per le Olimpiadi invernali del 1992 ad Albertville (Francia) e del 1994 a Lillehammer (Norvegia). Ciononostante, ottenne una sponsorizzazione di cinque anni dalla Eagle Airlines, una piccola società di charter britannica, per finanziare il suo tentativo di qualificarsi ai Giochi olimpici del 1998 a Nagano, (Giappone), ma senza successo neppure quella volta.

Il ritorno in Canada[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 febbraio 2008, Edwards ritornò a Calgary per partecipare ai festeggiamenti per il ventesimo anniversario dei Giochi olimpici invernali. Durante la sua visita, inaugurò insieme ad un membro della squadra di bob giamaicana la nuova teleferica del Parco Olimpico del Canada (attrazione che simula la velocità di un saltatore con gli sci) e guidò una processione di sciatori sulle piste del parco, mentre portava in mano una torcia olimpica.

Edwards venne scelto come tedoforo nella staffetta per le Olimpiadi di Vancouver del 2010: portò la torcia il 7 gennaio 2010 a Winnipeg.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Edwards vive a Woodchester, è sposato ed ha due figlie. Dopo aver dichiarato bancarotta nel 1992, si è iscritto all'università di Leicester dove ha conseguito una laurea in legge, anche se poi ha continuato la sua attività di muratore. In seguito si è inoltre operato agli occhi, abbandonando i caratteristici occhiali.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Il film[modifica | modifica wikitesto]

L'interesse suscitato dal suo caso gli procurò notorietà e vari contratti pubblicitari. Ispirato alla sua vita, nel 2016 è stato realizzato il film Eddie the Eagle - Il coraggio della follia, con Taron Egerton nei panni Eddie Edwards.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Jane Fryer, Return of Eddie "The Eagle" Edwards: The new Hollywood film about Britain's favourite loser, in Daily Mail, 14 settembre 2007. URL consultato il 15 febbraio 2012.
  2. ^ Scheda su Sports-reference.com della gara dal trampolino normale, sports-reference.com. URL consultato il 15 febbraio 2012.
    Scheda su Sports-reference.com della gara dal trampolino lungo, sports-reference.com. URL consultato il 15 febbraio 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN83536006