Ipermetropia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Ipermetropia
Specialità oftalmologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM 367.0
ICD-10 H52.0
MeSH D006956
MedlinePlus 001020

L'ipermetropia è un difetto visivo (ametropia) in cui i raggi di luce provenienti da oggetti distanti, anziché arrivare correttamente sulla retina dell'occhio, si focalizzano oltre di essa, rendendo quindi sfocata la visione a tutte le distanze. Tuttavia quando il difetto è lieve, l'occhio, fino a 40 anni circa, riesce a correggere naturalmente il difetto attivando perennemente il meccanismo di accomodazione; in questo modo la visione risulta chiara e nitida come in un occhio normale (emmetrope), anche se questo continuo sforzo della vista spesso affatica gli occhi.

Cause[modifica | modifica wikitesto]

Da un punto di vista ottico il bulbo oculare è troppo corto rispetto al potere refrattivo (ossia alla capacità di messa a fuoco dell'occhio). Per questo motivo, la maggior parte dei bambini alla nascita presenta una leggera e fisiologica ipermetropia, compensata totalmente dal processo accomodativo, che via via regredisce, fino a scomparire totalmente verso i 6-7 anni; si consiglia di non correggere questo difetto infantile con gli occhiali, sia perché il bambino accomoda molto bene, e sia perché una piccola riserva di ipermetropia infantile impedisce lo sviluppo futuro di una miopia. Tuttavia, se il difetto non diminuisce spontaneamente con la crescita, il bambino può sviluppare delle forme di strabismo, gli occhietti si arrossano e lacrimano e, quando inizia la scuola, il bimbo avrà difficoltà a leggere la lavagna e ancora di più a leggere sui libri; per prevenire queste complicazioni, si consiglia di effettuare la prima visita oculistica dei bambini intorno ai 3 anni e ripeterla almeno ogni 2 anni: in tal modo il medico oculista valuterà se si tratta di un difetto fisiologico, contenuto e in fase di regressione, oppure di un difetto non trascurabile che prevede la prescrizione di un primo paio di lenti.

Cause più rare dell'ipermetropia possono essere:

  • una riduzione della curvatura della cornea e/o del cristallino
  • un'eccessiva distanza tra cristallino e cornea

Entità del difetto e sintomi[modifica | modifica wikitesto]

L'occhio ipermetrope può auto-correggersi naturalmente tramite la sua capacità di messa a fuoco (accomodazione) e per questa ragione, il muscolo ciliare non è mai completamente rilassato; questa compensazione naturale, possibile fino a 40 anni circa (dopodiché inizia ad insorgere la fisiologica presbiopia) avviene però soltanto in difetti lievi (entro le +2 diottrie) che spesso quindi restano nascosti, mentre per i difetti medi (tra +2 e +5 diottrie) , l'ipermetropia si nota più facilmente perché l'accomodazione non riesce a compensarla bene e, soprattutto di sera o in condizioni di scarsa luminosità, si avverte una visione sfuocata sia da lontano, sia soprattutto da vicino, oltre che un perenne senso si pesantezza agli occhi, dovuto allo sforzo costante della vista. Difetti di entità grave (oltre le +5 diottrie), si avvertono sempre, anche in giovanissima età, perché la visione è sfuocata e confusa a qualsiasi distanza, gli occhi tendono ad arrossarsi e lacrimare (sintomi di astenopia a causa dell'enorme sforzo della vista) e molto spesso, se il difetto non viene corretto da opportune lenti, si rischia di sviluppare uno strabismo.

Verso i 39-40 anni comunque vengono a galla anche i difetti lievi fino ad allora compensati naturalmente, poiché insorge un precoce peggioramento della visione da vicino (che in un occhio sano si manifesta apertamente non prima dei 44-45 anni), e 2-3 anni dopo si inizia a manifestare pure un costante senso di affaticamento visivo, anche quando non si legge (vertigini, mal di testa, visione lievemente sfuocata di sera): a questo punto si svela completamente il difetto di ipermetropia, poiché anche la visione da lontano, dopo i 50 anni inizia a diventare difficoltosa, anche se leggermente migliore rispetto a quella da vicino.

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

In funzione dell'esito degli esami condotti da parte di un medico oculista o di un optometrista, l'ipermetropia si può correggere attraverso la prescrizione di lenti positive (occhiali o lenti a contatto); finché si è giovani e l'occhio è in grado di accomodare bene, molti specialisti tendono a prescrivere lenti di gradazione inferiore rispetto al difetto reale, per non impigrire troppo gli occhi, sperando anche in una eventuale regressione del difetto. Tuttavia, se l'ipermetropia non è mai diminuita, dopo i 40-45 anni la correzione totale (o quasi) diventa necessaria, per poi divenire praticamente indispensabile dopo i 55 anni circa, quando l'occhio non accomoda quasi più ormai; contestualmente si deve portare un altro paio di occhiali via via sempre più forte per la visione da vicino (si può ricorrere a occhiali multifocali). Inoltre, è possibile correggere l'ipermetropia mediante chirurgia refrattiva con laser a eccimeri (PRK e LASIK) e in casi particolari, con la cheratocoagulazione radiale, la termocheratoplastica, l'impianto di lenti intraoculari fachiche o la sostituzione del cristallino.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Medicina Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina