Procura della Repubblica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La procura della Repubblica, nell'ordinamento della Repubblica Italiana, indica gli uffici del pubblico ministero presso il tribunale ordinario, tribunale per i minorenni e tribunale militare.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Disciplina normativa[modifica | modifica wikitesto]

La loro disciplina, come in generale quella degli uffici del pubblico ministero, è contenuta principalmente nel Titolo III, Capo I, del R.D. 30 gennaio 1941, n. 12 (Ordinamento giudiziario) il cui testo originario, tuttavia, parla di procura del Re, nome attribuito all'ufficio durante il periodo monarchico. Disposizioni di rilievo sono contenute anche nel codice di procedura penale, nella legge 24 maggio 1951, n. 392 e nel D.Lgs. 20 febbraio 2006, n. 106.

Funzioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Pubblico ministero (ordinamento italiano).

L'ufficio svolge una serie di attività molto diverse tra loro e sinteticamente descritte dall’art.73 del R.D. 30 gennaio 1941, n. 12. La norma citata fa riferimento al pubblico ministero, in servizio presso detto ufficio, che hanno i seguenti compiti:[1]

  1. sorveglianza sull’osservanza delle leggi e sulla pronta e regolare amministrazione della giustizia;
  2. tutela dei diritti dello Stato, delle persone giuridiche e degli incapaci;
  3. repressione dei reati;
  4. esecuzione dei giudicati.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Ogni procura della Repubblica ha un procuratore della Repubblica, affiancato da sostituti procuratori della Repubblica ed eventualmente da uno o più procuratori aggiunti della Repubblica, questi ultimi in numero non superiore ad uno ogni dieci sostituti (ma ce ne può, comunque, essere almeno uno nelle procure dove è istituita la direzione distrettuale antimafia). Per i procuratori è richiesta la qualifica di magistrato di cassazione nelle sedi più importanti, di magistrato d'appello nelle altre; per i procuratori aggiunti la qualifica di magistrato d'appello; i sostituti possono essere magistrati di tribunale o uditori giudiziari dopo un anno di tirocinio. Oltre a questi magistrati di carriera, nelle procure presso il tribunale ordinario possono esserci magistrati onorari, i vice procuratori onorari della Repubblica (VPO), nominati dal Consiglio superiore della magistratura per un periodo di tre anni.

Il procuratore della Repubblica dirige l'ufficio, ne organizza l'attività ed esercita personalmente le funzioni attribuite dalla legge al pubblico ministero o le assegna, sulla base di criteri prestabiliti, agli altri magistrati addetti all'ufficio. Può designare, tra i procuratori aggiunti, il vicario, che esercita le sue funzioni in caso di assenza, impedimento o posto vacante; in mancanza, la supplenza è esercitata dal procuratore aggiunto o dal sostituto con maggiore anzianità di servizio. Può, inoltre, delegare ad uno o più procuratori aggiunti ovvero anche ad uno o più magistrati addetti all'ufficio la cura di specifici settori di affari, individuati con riguardo ad aree omogenee di procedimenti ovvero ad ambiti di attività dell'ufficio che necessitano di uniforme indirizzo; i gruppi di magistrati, coordinati da un procuratore aggiunto o altro magistrato, ai quali è assegnato uno specifico settore di affari sono noti nel linguaggio corrente come pool.

Ciascun magistrato svolge le indagini relative ai procedimenti penali e prende parte alle udienze dei processi penali e civili che gli sono stati assegnati. I vice procuratori onorari possono, però, esercitare solo alcune di queste funzioni e, in particolare, partecipare alle udienze che si tengono davanti al tribunale in composizione monocratica e al giudice di pace. Nel corso delle udienze penali, il magistrato designato svolge le funzioni del pubblico ministero con piena autonomia e può essere sostituito solo nei casi previsti dal codice di procedura penale.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Magistratura italiana, Ordinamento giudiziario italiano e Ordinamento della giustizia in Italia.

Direzione distrettuale antimafia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Direzione distrettuale antimafia.

L'articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale riserva alla procura della Repubblica presso il tribunale ordinario del capoluogo del distretto la competenza per una serie di reati correlati alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Per la trattazione dei procedimenti relativi a questi reati il procuratore della Repubblica (cd. procuratore distrettuale) costituisce, nell'ambito del suo ufficio, una direzione distrettuale antimafia (DDA) designando, sentito il procuratore nazionale antimafia, i magistrati che devono farne parte per almeno due anni (esclusi, comunque, gli uditori giudiziari). Alla direzione distrettuale antimafia è preposto il procuratore distrettuale o un magistrato da lui delegato. Salvi casi eccezionali, il procuratore designa, per l'esercizio delle funzioni di pubblico ministero nei procedimenti riguardanti i predetti reati, i magistrati addetti alla direzione distrettuale antimafia.

Sezione di polizia giudiziaria[modifica | modifica wikitesto]

Presso ciascuna procura della Repubblica esiste una sezione di polizia giudiziaria, composta da ufficiali e agenti di polizia giudiziaria tratti dall'Arma dei Carabinieri, dalla Polizia di Stato, dalla Guardia di Finanza e da altre forze di polizia (come il Corpo Forestale dello Stato, la Polizia Municipale, il Corpo di Polizia Penitenziaria o la Guardia Costiera). Tutti gli ufficiali e agenti che appartengono ad una determinata forza di polizia costituiscono un'aliquota della sezione di polizia giudiziaria, alla quale è preposto un responsabile, l'ufficiale più elevato in grado o con qualifica superiore.

Gli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria dipendono funzionalmente dal procuratore della Repubblica, che dirige la sezione, e svolgono per lui e per gli altri magistrati dell'ufficio (oltre che per quelli della procura generale della Repubblica) le attività investigative loro delegate, volte ad accertare i reati e individuarne gli autori. Per tali attività investigative il pubblico ministero può avvalersi anche dai servizi di polizia giudiziaria esterni alla procura e dagli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria appartenenti agli altri organi cui la legge fa obbligo di compiere indagini a seguito di una notizia di reato.

Personale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Pubblico ministero (ordinamento italiano) e Polizia giudiziaria (diritto italiano).

In servizio pressol'ufficio giudiziario vi sono soggetti appartenenti alla magistratura italiana, personale della polizia giudiziaria e personale amministrativo (come quello addetto alla segreteria giudiziaria). L'organizzazione degli uffici (inclusi ad esempio i turni di reperibilità dei pubblici ministeri) è stabilita da atti interni.[senza fonte]

Presso ogni struttura vi sono delle sezioni di polizia giudiziaria che sono dirette dal Procuratore della Repubblica generalmente a carattere “interforze” (ossia composti da appartenenti a diverse forze di polizia italiane. La loro funzione è quella di offrire all'autorità giudiziaria italiana un ausilio continuo ed immediato basato su di un rapporto di collaborazione reciproca.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ da 'Cosa fa la Procura della Repubblica procuraivrea.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]